Il secolo scorso

Gennaio 5, 2010 di c1a7

Qualche giorno fa mi sono sparato su Sky tutto Novecento, la megaopera di Bernardo Bertolucci. Che film! Non me lo sarei mai immaginato così immenso, lungo, ricco, esagerato e, perché no?, pantagruelico.

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A bocce ferme

Gennaio 5, 2010 di c1a7

I dirigenti del PD danno ad un tale Francesco Boccia l’incarico esplorativo per capire che prospettive ci siano per creare e, successivamente, guidare un centro-sinistra vincente alle elezioni regionali in Puglia. A parte il fatto (ridicolissimo) di riesumare il concetto di incarico esplorativo per un’elezione locale; a parte questo fatto, che denota l’abisso che sta raggiungendo il PD, mi sono domandato: ma chi cazzo è Boccia?!!??!

Poi ho scoperto che Boccia era stato sconfitto da Vendola alle primarie pugliesi del 2005. Ergo: il sostituto di Vendola è un tizio che ha perduto dallo stesso Vendola cinque anni fa. Ottimo curriculum.

Premio Pulitzer

Gennaio 4, 2010 di c1a7

La tennista russa Shaparova  in preghiera con alcuni buddisti. E ’sti cazzi???!??!?

Premio Pulitzer

Gennaio 4, 2010 di c1a7

Alba Parietti svela di aver rifiutato un’offerta di nove miliardi di lire da Silvio Berlusconi. Per motivi ideologici. Quale ideologia? La Parietti ha un’idea o un’ ideologia? E, soprattutto, Berlusconi ha un’ideologia? E non voglio indagare sul tipo di proposta…

Altra chicca. La Parietti rivela anche che Berlusconi, se l’incontra al ristorante, si alza dal tavolo e la va a salutare. Prodi no. Vai Romano!!!!

Il partito privato

Gennaio 4, 2010 di c1a7

E poi accusiamo di Berlusconi di aver creato un suo partito personale. Anche l’UDC di Casini non sfigura. Come si può leggere da un articolo de Il Giornale, che mette in evidenza gli stretti legami finanziari tra il partito centrista e il costruttore Caltagirone (nonché suocero di Casini).

Il tempo stringe

Gennaio 4, 2010 di c1a7

Della elezioni regionali in Puglia mi sono interessato solo superficialmente, solo per sottolineare il clima da guerra civile che, in quanto tale, come ogni guerra, è anche incivile e che prospera all’interno del Partito Democratico. Ma almeno in quel caso qualcosa si muove, male ma si muove, c’è fermento, c’è discussione, esagerata, ridicola, ma qualcosa di vivo sembra esserci.

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Grimm

Gennaio 2, 2010 di c1a7

“Dio volle che l’uomo e l’animale vivessero per lo stesso tempo: trent’anni. Ma gli animali notarono che per essi era troppo, mentre all’uomo sembrava troppo poco. Allora trovarono un accordo e l’asino, il cane e la scimmia rinunciarono ad un parte dei loro anni a favore dell’uomo. Così la creatura umana arriva fino ai settant’anni. I primi trenta li passa bene, gode buona salute, si diverte e lavora con allegria contento del suo destino. Ma poi arrivano i diciotto anni dell’asino e deve supportare pesi su pesi: deve portare il grano che qualcun altro mangia e prendere pedate e bastonate per i suoi buoni servizi. Poi vengono i dodici di una vita da cane: l’uomo si mette in dispare, ringhia e digrigna i denti per mordere. E quando passa anche questo periodo, arrivano i dieci della scimmia, gli ultimi: l’uomo si fissa su qualcosa e compie stravaganze, è preso da ridicole manie, diventa calvo e serve soltanto per far ridere i bambini” (Jacob Grimm citato da José Ortega Y Gasset in Aurora della ragione storica)

Ottimo inizio

Gennaio 2, 2010 di c1a7

Raffreddore fastidioso. Sangue dal naso. Pestata una m…a. Se il buongiorno (ossia il 2010) si vede dal mattino…

2010

Dicembre 31, 2009 di c1a7

Buon anno!

P.S Geniale vignetta di Altan sull’Espresso in edicola.”E’ finito il 2009″. “Li mortacci sua”.

Stanno tutti bene/7

Dicembre 31, 2009 di c1a7

Aggiorno quanto scritto  qualche giorno fa . Michele Emiliano si ritira dalla corsa per la candidatura del PD a Governatore della Regione Puglia. Rimane sindaco di Bari. E Vendola rimane l’unico candidato.

Non c’è che dire: quando D’Alema si muove, i risultati si vedono. E come se si vedono!

L’illuminazione

Dicembre 31, 2009 di c1a7

Una notte di insonnia m’ha portato consiglio. Mi ha fatto capire perché il centro-destra vince le elezioni e il centro-sinistra no.

Punto di partenza: economicamente parlando, l’Italia non se la passa bene. Ha le finanze deboli. Deficit di stato spaventoso, spese ingenti. Mancano i quattrini. Che fare?

La sinistra risponde alla domanda in questo modo: aumentiamo le tasse, per far sì che il nostro Stato possa continuare a sopravvivere (e forse anche ad investire). Ergo: tutti (teoricamente) sono costretti a sborsare qualche euro in più . Tutti pagano. Tutti (teoricamente) mugugnano (chi più, chi meno). I governanti gongolano per i soldi intascati

La destra risponde alla domanda in questo modo: facciamo un bel condono/scudo fiscale, per far sì che il nostro Stato possa continuare a sopravvivere (e forse anche ad investire) Ergo: alcuni sono costretti a sborsare qualche euro in più per mettere in regola una situazione illecita da loro stessi provocato o determinata. Pagato l’obolo, pulita la macchia. Alcuni pagano. Alcuni, quindi, mugugnano (ma non più di tanto). La maggioranza della popolazione invece è contenta: certuni si incazzerranno (“in questo modo si favoriscono i furbi, i ladri, gli evasori” etc), ma nel lungo periodo l’ira sarà passata. I governanti gongolano per i soldi intascati e perché chi ha pagato è felice di essersi messo (temporaneamente) in regola e perché gli altri non hanno pagato e sono felici.

Premio Pulitzer

Dicembre 31, 2009 di c1a7

Sempre in tema di personaggi  2009, ben altro stile (e ironia) dimostra Libero (più leggibile e godibile de Il Giornale di Feltri). Il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro nomina uomo dell’anno il trans Natalì (tanto apprezzato da Marrazzo).

Barzelletta/5

Dicembre 31, 2009 di c1a7

Il Sole 24 ore nomina uomo del 2009 il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Dopo averne ricordato i successi con lo scudo fiscale (a breve un mio post) e la sua strenua difesa della Finanziaria da dannose richieste di spesa,  il quotidiano di Confindustria scrive: “Tremonti ha dato, nel caos politico, almeno un punto di riferimento chiaro. Il suo stile alla Mourinho può non piacere, troppo solitario, la competenza screziata dal narcisismo, qualche litigio superfluo: ma amici e nemici sanno sempre qual è la direzione e, in un’Italia che non sta guadagnando punti nel mondo, Tremonti è rispettato dai colleghi europei e americani. Aver fatto doppiare il capo più insidioso della crisi mondiale al nostro Paese merita la nostra scelta di uomo del 2009″.

Barzelletta/4

Dicembre 30, 2009 di c1a7

Il ministro (ministro???) degli Esteri (esteri???), Franco Frattini, dice la sua sull’idea del sindaco (sindaco???) di Milano, Letizia Moratti, di intitolare una via a Bettino Craxi: “Non dobbiamo permettere che il decennale della scomparsa di Bettino Craxi ci butti in faccia una storia e una memoria manipolata e che una ferita ancora aperta torni a farci male: dobbiamo impedire che l’idea di Letizia Moratti, di onorare Craxi, nella sua Milano… ridia improvvisamente voce a tutta la canaglia che ha cercato di annichilire questa nostra Italia, puntando ad attribuire ad una sola parte politica la responsabilità e la colpa della cosiddetta questione morale“.

Non finisce qui: “celebrare Bettino Craxi non significa soltanto compiere una doverosa opera di risarcimento morale: per la sua famiglia e la sua comunità politica. Significa restituire l’onore, insieme, ad un politico lungimirante ed al suo Paese. L’Italia è diventata più debole senza di lui: abbiamo perso 10 anni e più, regalandoli ad amici e nemici del nostro Paese, che ne hanno approfittato. Ma ci siamo ripresi. E anche nel suo nome, senza più divisioni, dobbiamo saper ripartire”.

P.S. A parte l’impagabile “ci siamo ripresi”, possiamo pure restituire l’onore a Craxi. Ma qualcuno ci restituirà mai i soldi che lui, i suoi sodali, il suo partito hanno preso illegalmente? E non me ne frega un cazzo se li hanno presi per sé o per la causa.

Premio Pulitzer

Dicembre 30, 2009 di c1a7

Silvio Berlusconi ha deciso di cambiare il testo del famoso o famigerato inno di Forza Italia, quello che si chiama “Meno male che Silvio c’è”. Il testo diventerebbe “Meno male che noi ci siamo”. Come si può notare, la modifica non funziona.  E questo sta facendo dannare il paroliere dell’inno.

Una notizia fondamentale, ovvio. Il dramma dell’autore è riportato da vari quotidiani. Segnalo il Corriere della sera.

Non ci resta che ridere…

Dicembre 30, 2009 di c1a7

Dopo che è fallito il tentativo dello studente nigeriano di fare esplodere durante il volo Amsterdam-Detroit l’esplosivo nascosto nelle mutande (e non capisco la morbosità dei media a propinarci le immagini della distrutta biancheria intima del terrorista), s’è deciso di aumentare i controlli. E alcuni governi stanno decidendo o hanno già deciso (come quello olandese) di introdurre i body-scanner per trovare anche l’introvabile.

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Stanno tutti bene/6

Dicembre 30, 2009 di c1a7

Il Giornale continua nella sua furia finiclastica, cioé volta a distruggere tutto quello che da Fini proviene o a Fini è legato. Ultima, in ordine di tempo, a finire sotto il fuoco di fila del quotidiano diretto da Feltri è Renata Polverini, candidata per il PDL (il partito cui si riconosce Il Giornale) alla regione Lazio. Nell’articolo di Gabriele Villa si puntano i riflettori sul legame di ferro tra la segretaria dell’UGL e il Presidente della Camera, legame che ha permesso alla prima una fulminante carriera, prima sindacale ed adesso politico. Senza questo legame, è il succo (implicito) dell’articolo, la Polverini non andrebbe da nessuna parte.

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Napule è

Dicembre 30, 2009 di c1a7

Napoli e l’immondizia. Breve aggiornamento sul Corriere.

Stanno tutti bene/5

Dicembre 29, 2009 di c1a7

Arriva D’Alema e i risultati si vedono. Il presunto (supponente) lider Maximo ha preso nelle sue mani la gestione della candidature del centro-sinistra alle regionali pugliesi, puntando, impuntandosi, imponendo come prescelto Emiliano, attuale sindaco di Bari. Ergo: affanculo Vendola, l’attuale governatore, semi-soffocato dagli scandali che hanno coinvolto la sua giunta.

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Toni pacati

Dicembre 29, 2009 di c1a7

Titolo de Il Giornale di oggi: “Fermiamo gli immigrati islamici”.

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Aria fritta

Dicembre 28, 2009 di c1a7

Lo sdegno per quanto sta accadendo in Iran, per la repressione messa in atto da Ahmadinejad, è unanime nel mondo occidentale. E ciò mi pare apprezzabile. Quello che non mi pare apprezzabile sono le dichiarazioni di opinionisti, politici, giornalisti di casa nostra che s’atteggiano ad esperti di geo-politica, si improvvisano profondi conoscitori di affari esteri, affari militari, affari economici e affari religiosi, ossia di tutti quegli affari che si fondono e si confondono in medio-oriente. Una cerchia di pensatori che accusa, neppure tanto velatamente, l’Occidente tutto di non voler o di non saper fare alcunché per limitare la violenza del governo iraniano: di essere capace solo di pronunciare condanne, mere condanne verbali, che non cambiano affatto lo stato delle cose.

Bene, benissimo.

Si potrebbe essere pure d’accordo sulla debolezza dei governi occidentali, che non sanno andare oltre una serie di prese di posizione verbali, divisi come sono sul da farsi. Ma cosa propongono questi pensatori? Qualo sono le alternative che mettono in campo? Qui non stiamo parlando del sesso degli angeli. Stiamo parlando di iniziative concrete, fattibili e che siano efficaci a fermare, una volta per tutte, con le buone o con le cattive, Ahmadinejad. Ebbene, dove è tutto ciò nelle dichiarazioni di questi opinionisti? Cosa vogliono? Non si sa.

Sanzioni economiche? Come? Da quando? Su tutti i prodotti o su alcuni? E che tipo di pressione su quegli Stati, come Russia e Cina, che non condividono i valori, i metodi e le preoccupazioni dell’Occidente e che sono però partner economici di rilievo per l’Iran?  Non si sa.

Si vuole l’intervento armato (e questo parrebbe essere il desiderio inespresso di molti)? Bombardamento strategico o invasione di terra? E da dove? Dall’Iraq? Dalla Turchia? E con chi? Nato? Onu? Per fare cosa? Distruggere solamente gli impianti nucleari (ben nascosti) o sovvertire il regime dispotico di Ahmadinejad? Non si sa.

Si fa presto ad esortare a “cambiare strategia”, come indica il titolo dell’editoriale di oggi sul Corsera di Franco Venturini  Poi si legge il suo fondo e si affonda nella genericità. Scrive Venturini: “La conseguenza è che davanti all’Iran e ai suoi piani nucleari l’Occidente si muove in un vuoto strategico, prigioniero dei suoi tentativi falliti. E inevitabilmente avanza così l’opzione militare, pur carica com’è di robuste controindicazioni tanto per Israele quanto per gli Usa e gli altri occidentali. Verrebbe da pensare che Obama, nel 2010, dovrà tentare di guadagnarsi proprio in Iran il suo Nobel per la pace. Ma la bacchetta magica non sembra averla nemmeno lui. Forse è più giusto riporre la nostra speranza nei ragazzi e nelle ragazze di Teheran, pronti a sacrificarsi per quel che noi non sappiamo dar loro”. 

Insomma: l’Occidente è una pippa,  è meglio che gli iraniani se la sbrighino da soli, “pronti a sacrificarsi per quel che noi non sappiamo dar loro”. Ok, ma tu cosa proponi Venturini?!!!

15 minuti di celebrità

Dicembre 28, 2009 di c1a7

Sull’Unità di oggi: “Il classico quarto d’ora di celebrità, grazie a internet, è garantito per chiunque. Figuriamoci per Noemi Letizia. Che ora si dà il canto, cimentandosi in All I want for Christmas is you, successo di Mariah Carey”.

Come come come? Ci mettiamo a fare ironia su Noemi Letizia e la sua (disperata) ricerca di celebrità, quando tutti, e dico tutti, in prima fila Repubblica e L’Unità, mi hanno frantumato i coglioni con Noemi Letizia???? Ma quelli dell’Unità rileggono quello che scrivono e ricordano quello che scriessero in passato, quando utilizzarono ad nauseam il caso Noemi come arma politica per mettere in difficoltà il Presidente del Consiglio? Evidentemente no.

Non capisco e non mi adeguo.

25 dicembre

Dicembre 25, 2009 di c1a7

Buon Natale!

Santo subito?

Dicembre 23, 2009 di c1a7

Non voglio parlare del caos maltempo, che ha messo in ginocchio il Nord Italia e le linee ferroviarie del nostro Paese. Non voglio parlare della figura non proprio brillante dimostrata dal capo delle FFSS, Moretti, alquanto incazzato in questi giorni, poco propenso a capire il malcontento dei consumatori. Non voglio parlare dell’amministrazione di Milano, che di fronte alla neve è andata nel pallone. Strano: Milano sta al nord e, quindi, può anche nevicare (come ha giustamente notato Curzio Maltese sulla Repubblica). Non voglio parlare dell’esercito italiano, oramai pronto a soccorrere qualsiasi parte dell’Italia che si trova in difficoltà: ieri contro l’immondizia che assediava le strade della Campania, oggi a pulire le strade del centro di Milano. Sempre spazzino. Mentre in Afghanistan i nostri soldati navigano a vista in una guerra di cui non si capisce quale sia la strategia perseguita dalle forze dell’Occidente.

Ma non voglio parlare di tutto questo. Voglio parlare della questione Pio XII e dell’intenzione di Papa Ratzinger di beatificarlo e, poi, santificarlo. Sono cazzi della Chiesa, che avrà tirato le sue conclusioni. Capisco parzialmente il malconento delle comunità ebraiche di fronte a tale celebrazione di Pio XII, il quale nei confronti delle persecuzioni nazista sembra non aver detto e fatto tutto quello che era in suo potere. Ho scritto parzialmente, perché molti documenti vaticani sono ancora secretati e, quindi, siamo privi di informazioni e rischiamo di emettere giudizi affrettati. Parzialmente anche perché è provato che la Chiesa si diede da fare, nei limiti del possibile, per proteggere, dare rifugio, salvaguardare gli ebrei dalla ferocia nazista.

E, poi, qualcuno mi potrebbe spiegare la seguente frase di Golda Meir – no dico: Golda Meir, mica una qualunque – la quale, in occasione della morte di Pio XII avrebbe affermato: “Durante il decennio del terrore nazista, il nostro popolo ha subito un martirio terribile. La voce del Papa si è alzata per condannare i persecutori e per invocare pietà per le vittime… Piangiamo un grande servitore della pace”?

Barzelletta/3

Dicembre 23, 2009 di c1a7

Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha conferito al senatore a vitaFrancesco Cossiga la promozione dal grado onorifico di Brigadiere a quello di Maresciallo Aiutante dell’Arma dei Carabinieri. Il decreto e’ stato firmato dal Ministro La Russa, su proposta del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Leonardo Gallitelli, e va a riconoscere il ripetuto, particolare interesse manifestato dal Presidente Emerito Cossiga per la storia, la tradizione e lo spirito di corpo dell’Arma dei Carabinieri, testimoniando, in ogni circostanza, affettuosa vicinanza all’Istituzione (dal sito di Repubblica).

Barzelletta/2

Dicembre 23, 2009 di c1a7

Roberto Bettega ritorna alla Juventus per ricoprire il ruolo di vicedirettore generale.

Barzelletta

Dicembre 23, 2009 di c1a7

“Posso confermare che i valori cristiani testimoniati dal Pontefice sono sempre presenti nell’azione del governo da me presieduto, che adotterà tutte le misure necessarie per garantire la serenità e la pace sociale”. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella lettera di auguri al Papa, inviata al cardinale Tarcisio Bertone (dal sito della Repubblica).

Pole position

Dicembre 20, 2009 di c1a7

Al peggio non c’è mai fine. Era giusto criticare Veltroni, quando, da sindaco di Roma, si perdeva e perdeva tempo in iniziative ludiche, appariscenti, senza nessun impatto sull’ordinaria (e, quindi, fondamentale) amministrazione della capitale.  E’ altrettanto giusto biasimare Alemanno, quando, da sindaco di Roma, si intruppa in attività che con il decoro della nostra capitale non hanno nulla a che fare. Ultimo esempio? Il gran premio di  Formula Uno che dovrebbe svolgersi nel 2012 sulla strade romane.

Sulla strade romane, sulle bucatissime, dissestatissime strade romane? C’era bisogno proprio di un gp per ridare lustro al manto stradale della capitale?

Ma che minchiata è????!!!!

Stanno tutti bene/4

Dicembre 20, 2009 di c1a7

Anche il leader morale, intellettuale, filosofico del PD, Eugenio Scalfari, se la prende con D’Alema, reo di voler trovare un accordo con Berlusconi: alcuni inciuci, questa la posizione dell’ex capo di governo, sono necessari.

Questa volta Scalfari, che in passato aveva elogiato D’Alema, infierisce. Non condivide affatto il paragone di D’Alema: l’inciucio con Berlusconi non ha nulla a che vedere con il compromesso raggiunto in Assemblea Costituente tra DC e PCI sul Concordato. E precisa: “l’inciucio è tutt’altra cosa e D’Alema lo sa benissimo.  Credo di sapere perché D’Alema ha scelto di usare quel termine così peggiorativo: vuole stupire, gli piace esser citato dai “media”, è una civetteria di chi, essendo molto sicuro di sé, sfida e provoca e si diverte.  È fatto così Massimo D’Alema. I compromessi gli piace descriverli, teorizzarli, talvolta anche tentarne la realizzazione, annusarne il cattivo odore, sicuro che se gli riuscisse di farli sarebbe comunque lui a guidarli verso l’utilità generale perché lui è più bravo degli altri.  In realtà non è riuscito a metterne in pista nessuno. Ma la sua provocazione ha suscitato preoccupazioni nel suo partito e parecchie reazioni. Si è dovuto parlare di lui per l’ennesima volta. Sarà contento perché era appunto ciò che voleva”.

Molto, molto, molto acido.

Stanno tutti bene/3

Dicembre 20, 2009 di c1a7

Interessante profilo di Rocco Buttiglione firmato dalla tagliente penna di Giancarlo Perna, opinionista de Il Giornale specializzato in ritratti.

Interessante non perché svela chissà quali retroscena del cursus honorum del professore di filosofia prestato alla politica. Da leggere l’articolo per i toni che Perna utilizza. Toni esagitati, da ultra, ai limiti dell’offesa personale che sono le degna risposta alle affermazioni altrettanto ingiuriose rivolte da Buttiglione a Il Giornale, che il Perna prontamente cita.

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Scusate il disturbo

Settembre 16, 2008 di c1a7

Mi presento partendo dal nome. Nel nome il destino.

Perché Peppone 76?

Presto detto: 76 perché corrisponde al mio anno di nascita, il 1876. Sì, 1876: nessun refuso. Perché le mie idee, le mie letture, i miei convincimenti, i miei cattivi pensieri, le mie pessime opinioni si formate in quell’anno. E non si sono più evolute.

Peppone: è un umile omaggio all’immortale personaggio creato da Giovannino Guareschi. Giuseppe Bottazzi alias Peppone, nemico/amico di Don Camillo. Sono comunista, dunque? Tutt’altro. Ma di Peppone mi sono sempre piaciute l’umiltà, la testardaggine, la semplicità, l’ignoranza positiva (ignorante perché non ha studiato, non ignorante perché ha studiato), il suo essere dalla parte degli umili non per ideologia, ma per un moto dell’animo, del cuore. Personaggio capace di anteporre agli interessi del partito (e che partito! Il PCI di Togliatti) valori nettamente superiori. Come accadde alle famose elezioni del 1948, quelle dello scontro frontale Occidente contro Oriente, la Democrazia Cristiana contro il Fronte Popolare di socialisti e comunisti (ma chi conosce quelle elezioni, chi se le ricorda?). In quell’occasione, nel segreto dell’urna (dove Stalin non poteva vedere) Peppone non riusciva mettere la croce sul simbolo (il volto di Giuseppe Garibaldi) che rappresentava il suo schieramento: era indeciso, alle prese con quella che era la sua coscienza e che aveva il volto familiare di Don Camillo. Ma lasciamo la penna a Guareschi:

Peppone vide che la punta del lapis tremava, ma una grande bandiera rossa sventolò davanti ai suoi occhi e lo rinfrancò.

<<Contro tutti gli sfruttatori del popolo che si arricchiscono col nostro sudore >> disse con rabbia appressando la punta della matita al quadratino con la stella e Garibaldi.

<<Non è la tua bandiera>> sussurrò la voce perfida di Don Camillo e un drappo tricolore sventolò davanti agli occhi di Peppone.

<<No, io non tradisco! E’ inutile, maledetti!>>, disse Peppone, ansimando e chinandosi sulla scheda

Alla fine Peppone, per non tradire e non tradirsi, votò scheda bianca.

Ecco quindi spiegata (non in estrema sintesi) il titolo del blog.

Ma che blog sarà? E che ne so. So solo che parlerò di politica, letteratura, musica, cinema ma anche di altre frescacce come il calcio, la televisione, media e tanto altro. Prendendo spunto da quello che vedo mentre guido, da quello che leggo su internet o sui giornali o da quello che guardo in televisione. E so solo che darò ampio spazio a chi vorrà intervenire (se saranno due persone grido la miracolo e vado in pellegrinaggio al santuario di Padre Pio).

Benvenuti

Francesco

P.S. Dimenticavo. Chiedo fin da adesso comprensione per gli errori sintattici, grammaticali e ortografici che riempiranno queste pagine. Sono involuto, non so coniugare i verbi, sono una frana con la lingua italiana. Ma questo passa il convento.

L’onorevole Trombetta

Settembre 17, 2008 di c1a7

L’ho sempre detto.

Gli italiani che vivono all’estero, che lavorano all’estero sono veramente eccezionali. Andrebbero presi ad esempio. Infatti, riescono sempre a farsi valere. Contro tutti e contro tutto.

Come nel caso dell’allenatore Trombetta, la cui squadra, il Cluj, ha sconfitto nella ex Coppa Campioni la Roma (a Roma), 2 a 1.

Commovente.

Ottima notizia da Israele

Settembre 17, 2008 di c1a7

Dal quotidiano israelano: Haaretz

EXIT POLLS PREDICT: LIVNI WINS KADIMA PRIMARY
Israel’s ruling Kadima Party voted for a new leader Wednesday, choosing between Tzipi Livni, a popular foreign minister who would be the nation’s first woman prime minister in more than 30 years, and Shaul Mofaz, a gruff ex-general who favors a tough line against Iran, Syria and the Palestinians.

In the exit polls released by Israel’s three major news channels on Wednesday evening, minutes before the polls were set to close, Livni had achieved between 47 and 49 percent of the votes, with Mofaz trailing with 37 percent. The exit polls awarded the two other candidates, Meir Sheetrit and Avi Dichter, 7 percent each.

 

http://www.haaretz.com/hasen/spages/1022137.html

La mediocrazia

Settembre 18, 2008 di c1a7

Dell’amico Claudio pubblico una divertente descrizione del “nuovo” Porta a Porta

La terza Camera della Repubblica italiana ha riaperto i battenti ed uno straripante Vespa, tonico dal riposo estivo e sulle ali dei sondaggi ampiamente favorevoli al Cavaliere, ha ripreso a infestare le case degli italiani con il suo insolito e finto giornalismo.

C’eravamo illusi che la sciagurata scrivania dalla quale il Cavaliere promise il bengodi agli italiani per 5 anni (promesse molte delle quali disattese) fosse una brutta pagina su come non deve essere l’ approfondimento politico in TV.
Ma cosi non è stato: ieri sera il totem del “non giornalismo” è magicamente riapparso, e così la sciagurata scrivania, tirata a lucido, avrebbe dovuto, nelle intenzioni del lunare e ipertrofico conduttore, essere degna scenario di uno storico accordo tra sindacati e Governo, non ancora raggiunto nelle sede istituzionali più opportune.
Tra poco Mannheimer potrà chiedere agli italiani l’indice di gradimento del 22 ministro del Governo Berlusconi: Sir Bruno Vespa

Premio Pulitzer

Settembre 18, 2008 di c1a7

Inauguro con questo post la rubrica Premio Pulitzer.

Obiettivo: pubblicare per intero o, almeno, segnalare i più interessanti e significativi articoli presenti sulle testate italiane, che potrebbero concorrere alla versione de noantri del famoso premio giornalistico.

Inizio con alcuni stralci di un’imperdibile intervista al giornalista Carlo Rossella, pubblicata nel numero attualmente in edicola del settimanale CHI, settimanale di cui lo stesso Rossella cura la rubrica delle lettere,  intitolata Signora Mia.

Ecco alcune delle perle di Carlo Rossella, prese dall’intervista:

Rossella: Sono un eterosessuale a riposo… Semplicemente il sesso non mi interessa più. Sono a riposo in senso filosofico: mi sono liberato dall’ossessione del sesso, ma già da diversi anni. E ho molti amici che hanno fatto la stessa scelta.

Domanda: Come vive questa nuova dimensione asessuata?

Rossella: Ah, io sto benissimo, non ho più nessun problema, sono rilassato. Non la considero una punizione. Ogni stagione della vita è diversa, io in questa amo conversare, guardare, frequentare le donne, senza per questo volerle portare a letto…

Elezioni USA. Da leggere

Settembre 18, 2008 di c1a7

Per capire gli Stati Uniti va letto (anche) Christian Rocca.

Interessantissimo articolo dal suo blog

http://www.camilloblog.it/archivio/2008/09/18/vietnam-on-my-mind/

Elezioni USA. Da non guardare. Ovvero il compagno Obama

Settembre 18, 2008 di c1a7

Durante l’edizione delle 20.30 del TG2 di oggi l’inviato dagli Stati Uniti, Claudio Angelini, parlando della crisi economica e delle opinioni dei due candidati alla Casa Bianca, ha definito la posizione di John Mc Cain liberista (ed è in parte vero) e ha sostenuto che Barack Obama vuole invece la gestione dello Stato in economia.

Cosa???  Obama a favore della gestione dello Stato in economia????!?! Forse solo qualche circolo ultra-conservatore/ultra-repubblicano, composto da cinque o sei persone, ha osato tanto.

Obama rischia di entrare veramente nella storia. Il primo presidente statunitense nero. E comunista. Chi l’avrebbe mai detto.

Il lavoratore Obama vs Il modello Obama

Settembre 19, 2008 di c1a7

La copertina del mensile de Il Sole 24 Ore, IL, ossia: Intelligence in lifestyle: (Ma chi cavolo sceglie certi nomi???? Chi??????)

Titolo: I nuovi seduttori

Sottotitolo: Dalla società alla tivù, dalla moda alla politica con Barack Obama torna com’era una volta

Foto: Obama Barack sorridente in camicia bianca, maniche arrotolate e cravatta. 

Ergo: Obama come esempio della perfetta, raffinata e classica eleganza.

Guardando meglio la foto, si scopre  che l’asola del colletto della camicia di Obama è rovinata.  Se questi sono i nuovi seduttori, se questa è la nuova eleganza, stiamo freschi. Aridatemi i jeans e gli stivali sporchi di terra!

(In verità, la foto incriminata  è presa da un lungo servizio che Time Magazine dedicò al politico afro-americano in occasione della convention democratica di fine agosto a Denver. L’mperfezione della camicia serviva ai collaboratori di Obama per mostrarlo sotto una luce diversa: non il classico intellettuale elitario, ma un politico che lavora e fatica e che consuma quindi i vestiti. Un politico molto più vicino alla middle class americana che ai circoli dei ricconi: sostanza, non semplice apparenza. Cioé l’opposto della copertina e del relativo servizio di Intelligence in lifestyle).

Per non dimenticare

Settembre 20, 2008 di c1a7

Inauguro una nuova rubrica, week end, che raccoglierà foto, video e testi per provare a capire in che modo sono cresciuti i trentenni italiani

Inizio con un video. Fonte: quel miracolo di youtube.

Il buon samaritano

Settembre 20, 2008 di c1a7

Il presidente dell’Inter, Massimo Moratti, si prende come collaboratore Diego Armando Maradona.

Molti si dicono stupiti. E per quale motivo? Da anni la famiglia Moratti sostiene in mille modi diversi San Patrignano (e fa benissimo, intendiamoci).  Perché non occuparsi anche di Maradona?

Il recupero dei tossicodipendenti è nel dna dei Moratti.

Il fumo fa male

Settembre 20, 2008 di c1a7
Io ci riprovo. Sempre con la vicina di casa innamorata di un piccolo energumeno di Campobasso, il quale, una volta conquistata la preda, ha perduto ogni ragion d’essere per mantenere il suo fisico da buttafuori nano (è alto 1,70 scarsi) e si è lasciato andare. Per la sua evidente somiglianza fisica con il mai troppo compianto attore romano è stato ribattezzato il “Bombolo molisano” da parte del sottoscritto (mosso da invidia? disprezzo? superiorità ariana?).
A dire la verità, non capisco se la vicina sia disponibile o meno. Ma di una cosa sono certo: le piace bere. Oddio, non è che ubriancandola come l’altra volta il successo mi abbia sorriso. Tutt’altro. Ecco come infatti andò alcuni mesi fa, quando eravamo oramai al sesto bicchiere (a testa).

Il grande schermo

Settembre 21, 2008 di c1a7

Burn after reading.  Ottima prova del cast. George Clooney e Brad Pitt veramente strampalati, tontoloni, simpaticissimi, brave anche le due attrici, Tilda Swinton e Frances McDormand,  solo John Malcovich non in forma: troppo fuori dalle righe, troppo gigione nella sua isteria. Ben definita la psicologia dei personaggi (delizioso il manager della palestra, innamorato della McDormand ma non corrisposto). La trama però è troppo improbabile: capisco la satira, la commedia umana degli equivoci, la stramberia dei personaggi dei film dei fratelli Coen, capisco tutto, ma qui si esagera.  M’aspettavo di meglio.

Il pranzo di ferragosto. Piccolo grande capolavoro. Molto strano: stiamo parlando di un film italiano. Breve (troppo breve neanche un’ora e venti di durata) racconto: ironico, divertente. Ed amaro. Amarissimo. Bravi tutti gli interpreti: dalle arzille vecchiette al figlio succube. M’aspettavo di peggio.

Per non dimenticare/2

Settembre 21, 2008 di c1a7

Canta l’immortale Lino Toffolo.

 

Per non dimenticare/3

Settembre 21, 2008 di c1a7

Altro che Jovanotti, Fabri Fibra, Er Piotta, gli Assalti Frontali!

Ecco chi è il vero padre italiano del rap (il nonno è Adriano Celentano con la sua Prisencolinensinainciusol).

Guardate come balla, come è vestito. Guardate il corpo da ballo.

Guardate tutto. In religioso silenzio.

Fuga da me stesso

Settembre 22, 2008 di c1a7
Festa in un appartamento, dove vive un mio ex collega di università. L’abitazione si trova in via Libia, non molto distante dalla via Nomentana.
 
Sul pianerottolo di fronte alla casa mi imbatto in una ragazza che sta suonando il campanello e sta urlando: “A froci laziali! E che non me volete apri’?! Vojo entra’ e balla’. Vai che se famo quattro sarti!!!” E’ una vera e propria ossessa. Indossa una sciarpa giallorossa e porta al collo un ciondolo che ha come stemma la testa del lupacchiotto, simbolo dei tifosi romanisti.
Mi presento: “Ciao, sono Francesco”
“Ciao, so’ Robberta”.
Lo scambio di battute non va oltre.Segue un silenzio imbarazzante. Dopo trenta lunghissimi secondi ci aprono la porta ed entriamo. In sottofondo Bob Marley si lamenta: “I shot the sheriff and the…”

Country+Jazz=Blues

Settembre 23, 2008 di c1a7

Non so se ne abbia parlato la stampa italiana.

Ad ogni modo voglio segnalare l’album Two men with the blues, registrazione del concerto tenuto da Willie Nelson e Wynton Marsalis lo scorso gennaio. Willie Nelson e Wynton Marsalis: musica americana al 100%.

Il re fuorilegge del country si incontra con il principe (discusso) del jazz.  All’insegna di quel linguaggio universale che è il blues. E il risultato è veramente impressionante.

Grande album.

After dinner (fuga da me stesso – parte seconda)

Settembre 23, 2008 di c1a7

“Questa volta andrà bene”, vado ripetendo a me stesso. Sono stato invitato ad una festa presso la casa di un mio amico di università: è quello della scorsa volta che abita in via Libia. Ma, diversamente dall’altra volta, quando mi ero giocato l’apparato digerente mangiando tutto il piccante esistente sulla Terra, ora si tratta di un after dinner. Quindi niente ‘nduja o altri salumi infuocati. L’unico problema che si pone è dove rifocillarmi. Insieme ad un mio amico vado in una bettolaccia del centro di Roma. Prendo come antipasto la bruschetta. E cosa mi ritrovo? Quattro fette di pane su cui è cosparsa una cosa rossastra. Ho un brivido freddo. Il mio stomaco – che era ritornato temporaneamente a risiedere presso il mio corpo – ne ha invece due.

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Nip/Tuck

Settembre 23, 2008 di c1a7

Sono pazzo?

Sono malato?

Forse è una mia impressione.

Stavo rivedendo per l’ottantesima volta il film di Dino Risi Il Sorpasso e sono rimasto folgorato. Non tanto dalla qualità del film, dalle battute, dalla trama, ma dal fatto che i due protagonisti Vittorio Gassman/Bruno Cortona e Jean Louis Trintignant/Roberto Mariani sono uguali (non simili, identici!) a Christian e Sean di Nip/Tuck, la serie oltre della tv americana.
Una uguaglianza prima di tutto fisica: mori e alti e prestanti Gassman e Christian; di media statura e chiari Trintignant e Sean. E poi caratteriale: strafottenti, vitalistici, affascinanti, don giovanni, fissati con le belle auto, cialtroni al punto giusto ma con una vena di tristezza Gassman e Christian; dimessi, sostanzialmente timidi, complessati, pieni di dubbi, fissati con il vero amore e caratterizzati dalla sindrome “vorrei ma non posso” Trintignant e Sean. 
Certo, Nip/Tuck è totalmente diverso da Il Sorpasso, anche se entrambi i prodotti possono essere considerati una satira della ricerca del benesse ad ogni costo: estetico nella serie tv; economico nel film. Ma per quanto riguarda i protagonisti, nessuna differenza. Cambiano i nomi, cambiano i luoghi, ma sono gli stessi personaggi.

Sono pazzo.

Sono malato.

P.S. La quinta stagione di Nip/Tuck è attualmente in onda su Italia Uno ogni lunedì sera intorno alle 23.00. La puntata di ieri è stata eccezionale dal punto di vista della trama e dei dialoghi. Per quanto oramai meno scabrosa e spinta di altre fiction a stelle e strisce come Californication, Gossip Girl o Tell me you love me, Nip/Tuck rimane un must.

 

 

 

 

 

 

 

 

Bestemmia

Settembre 26, 2008 di c1a7

I Promessi Sposi sono un romanzo bellissimo!!!

Altro che palla!

Altro che personaggi ridicoli!!!!

E’ incommensurabile.

Manzoni è uno scrittore di una profondità, di un’rguzia, di un’ironia sottile incredibili.

Lo so: come bestemmia è bella grossa. Ma quando ci vuole ci vuole.

Ei fu

Settembre 26, 2008 di c1a7

Il giornale di Albertini e Barzini.

Il giornale di Buzzati e Montanelli.

Il giornale di Spadolini e Montale.

Il giornale di Pasolini (l’articolo delle lucciole!) e di Sciascia (I professionisti dell’antimafia).

Il giornale della borghesia milanese, italiana, illuminata, intellettuale.

Adesso è il giornale che vende in allegato i dvd di Totò.

Sic transit gloria mundi.

Addio Corriere della Sera!

Milano

Settembre 26, 2008 di c1a7

Città che adoro.

Romano d’adozione, mi piace Milano, dove ho vissuto un anno e ritornerei a vivere.

Anche se. I milanesi. Troppo incazzati. Troppo stressati. Incazzati e stressati già a fine settembre. Allora a novembre cosa accade? Omicidi di massa?

Va bene il logorio della vita moderna, ma un po’ di tranquillità.

Tranquillità.

Tranquillità

Per non dimenticare/4

Settembre 27, 2008 di c1a7

Schiumate di bava dalla bocca. Spremute di sangue, laghi di sangue, fiumi, mari, oceani di sangue. Ditate negli occhi. Colli spezzati. Gambe fratturate. Calci nei testicoli.

Orfani antipatici che vivono in casa fatiscente.

Amicizie tradite e poi ritrovate.

Amori non svelati.

Voli assurdi (e pindarici).

L’identita (niente accento sulla a). Il furore. Il male. La libertà

Tutto questo, e molto altro, è Naoto Date, il primo grande eroe/mito/moloch.

Naoto Date.

Cioé: lui.

Il duello

Settembre 27, 2008 di c1a7

Ieri sera primo dibattito in tv tra John Mc Cain e Barack Obama.

Leggo le pagelle di Vittorio Zucconi sul sito della Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-3/pagelle-zucconi/pagelle-zucconi.html).

Il bravissimo inviato dà al senatore afro-americano un 5+. E dal momento che Zucconi è palesemente schierato con Obama (ma chi non lo è?), vuol dire che il candidato democratico non è stato particolarmente brillante.

E assegna un 6- a Mc Cain, riguardo al quale scrive:”Il suo obbiettivo principale era quello di essere bianco accanto al nero e quello gli sarebbe riuscito anche se fosse stato zitto per 90 minuti”.

Da mesi Zucconi sottolinea il fatto che se Obama fosse bianco non ci sarebbe partita, stra-vincerebbe le elezioni. Il colore della pelle, continua Zucconi, è l’unico fattore che può impedire la vittoria ad Obama e che mantiene in vita Mc Cain.

Sarà. Ma non può valere il contrario? Agli occhi dell’opinione pubblica che ha a cuore la piena uguglianza tra le persone, non sarà forse proprio il colore della pelle che rende innovativo, rivoluzionario, fenomenale Obama? Ho la strana sensazione che se un bianco dicesse, facesse, pensasse in politica estera, interna, economica ecc le cose che dice, che fa e che pensa Obama avrebbe fortissime difficoltà a farsi eleggere.

Premio Pulitzer

Settembre 27, 2008 di c1a7

Ma anche e nuovamente Ei fu.

Sul sito del Corriere della Sera (il quotidiano della borghesia italiana, di Montanelli, Montale ecc ecc ecc) un video servizio molto interessante sul derby Milan-Inter visto dalle pornostar.

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Sport%20Videonews&vxClipId=2524_8004ed80-8c06-11dd-9547-00144f02aabc&vxBitrate=300

Non c’è che dire: grande giornalismo di inchiesta.

Brutta notizia da Israele

Settembre 27, 2008 di c1a7

Anche se in colpevole ritardo, segnalo che qualche giorno fa è stato ferito in un attentato lo storico israeliano Zeev Sternhell, uno dei massimi studiosi al mondo dei movimenti politici di destra e, in particolare, del fascismo.

Un’intellettuale di assoluto livello. Un vero galantuomo. Amante viscerale del suo Paese (ha combattuto nella guerra dei Sei giorni e dello Yom Kippur), ma per nulla fanatico.

Molto probabilmente gli autori dell’attentato sono militanti di estrema destra che non condividono le posizioni di Sternhell a favore della pace e contrarie alla colonizzazione dei territori palestinesi (http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79317).

Per non dimenticare/5

Settembre 28, 2008 di c1a7

Paul Newman: protagonista con Robert Redford di uno dei più bei finali della storia cinematografica di tutti i tempi.

Film: Butch Cassidy and the Sundance Kid.

Butch e Sundance sono braccati dall’esercito boliviano. Si rifugiano in una casa abbandonata: sono feriti e vengono circondati. Poche le munizioni. Nessuna via di scampo. La loro sorte è segnata. Ma continuano a sognare, a progettare: ipotizzano di lasciare l’America, di andare in un altro continente, di vivere in Australia.

Impugnate le pistole, Butch e Sundance escono dalla casa e provano a farsi strada.

 

Senatore a vita

Settembre 28, 2008 di c1a7

Non ha ancora l’età, ma dovrebbe diventarlo. Anche perché, ricordiamocelo, ha come sponsor la FIAT. Cioé: essere sponsorizzati dalla FIAT e, nonostante ciò, continuare a vincere ha dell’incredibile.

Il senatore Valentino Rossi. Suona pure bene.

Premio Pulitzer

Settembre 28, 2008 di c1a7

 Una giornalista del Tg2 per lanciare un servizio sul “plagio d’autore” ha affermato: “Cosa hanno in comune Il Codice da Vinci, Questo piccolo grande amore di Baglioni e Per un pugno di dollari di Sergio Leone? Oltre ad essere tre capolavori, sono stati accusati di aver copiato…”

Un momento. Fermi tutti. Il Codice da Vinci e Questo piccolo grande amore sono dei capolavori? Capolavori? E chi l’ha deciso? Un cieco e un sordo, forse.

Il romanzo di Dan Brown è leggibile, godibile al mare. Da qui a diventare una delle opere immortali della letteratura mondiale ce ne corre. A meno che i libri letti dalla giornalista (gli unici libri letti) non siano le barzelette di Totti e le fatiche letterarie di Ezio Greggio. In quel caso, allora, Il Codice da Vinci sarebbe un capolavoro.

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Premio Pulitzer

Settembre 29, 2008 di c1a7

Posto con colpevole ritardo la segnalazione delll’amico Matteo. Si tratta di uno scoop firmato Repubblica.it, che ogni lunedì riporta la cronaca delle partite della domenica. Ecco la perla:

Bologna bloccato dalla paura, Napoli con la testa a Benfica (giovedì c’è il ritorno di Coppa Uefa).

Benfica, neonominata capitale del Portogallo al posto di Lisbona.

Poi il sito s’è corretto e ha scritto “la testa a Lisbona”. Forse ha capito l’errore geografico forse ha voluto evitare il doppio senso (testa a benfica… ) che manco l’Alvaro Vitali dei tempi migliori.

Un po’ di sano populismo

Settembre 29, 2008 di c1a7

Parliamo di Alitalia.

Dopo giorni e giorni di tira-e-molla è stato trovato l’accordo. I sindacati, i rappresentati dei piloti e degli assistenti di volo hanno approvato il nuovo piano industriale. Sospiro di sollievo da parte di tutti: evitato il fallimento, esuberi contenuti e, comunque, sopportati da una serie di aiuti pubblici. Tutti contenti: dipendenti e dirigenti. Senza dimenticare la classe politica, maggioranza e opposizione, entrambe isteriche nell’appropriarsi il merito per l’intesa raggiunta.

Non entro nel dettaglio dell’accordo. Non mi interessa, per quanto ci siano alcuni aspetti che mi fanno rabbrividire. Sono altri i particolari che mi fanno ribrezzo.

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Il presidente di tutti gli italiani

Settembre 29, 2008 di c1a7

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha dichiarato in occasione della partenza del nuovo anno scolastico: “Per avere un’Italia migliore abbiamo bisogno di una scuola migliore, le condizioni del nostro sistema scolastico richiedono scelte coraggiose di rinnovamento: non sono sostenibili posizioni di pura difesa dell’esistente”. Per essere più espliciti: “Per ridurre a zero nei prossimi anni il deficit pubblico della scuola e per incidere sempre di più sul debito accumulato nel passato nessuna parte sociale e politica può sfuggire a questo imperativo. Ed esso comporta anche un contenimento della spesa per la scuola”.

In sintesi, il Presidente della Repubblica, in base a non so quali competenze istituzionali, interviene pesantemente nel dibattito politico, fa sua la posizione di una parte (guarda caso la maggioranza che domina al governo) che sostiene i tagli alla scuola. Certo, Napolitano auspica l’accordo tra centro-destra e centro-sinistra ma ritiene ineludibile il contenimento dei costi. Che nel caso specifico significa anche ridurre il numero dei maestri a scuola e l’orario dell’insegnamento. Va benissimo. Ma qualora succeda (non succede, ma ipotizziamolo comunque) che il governo promuove una legge che in sostanza  non taglia decisamente gli sprechi nella  scuola, Napolitano cosa fa? Si rifiuta? Non potrebbe – a meno che non ci siano evidenti e incostituzionali errori di tipo procedurale. L’approva? Allora si sputtana.

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La trave e la pagliuzza

Settembre 30, 2008 di c1a7

Pubblico l’interessante lettera del mio amico Claudio (Klaus) che commenta il nuovo corso del leader del PD, Walter Veltroni, inaugurato con l’intervista pubblicata domenica sul Corriere della Sera.

Dell’intervista di Veltroni  non condivido molti argomenti. Ad esempio, mi pare esagerato affermare che rischiamo una deriva putiniana (e qui non sono d’accordo con Claudio). In Italia ci sono molti più contro-poteri al governo rispetto alla Russia. In Russia, va ricordato, uno dei puntelli storici di Putin è la Chiesa Ortodossa. Mentre nel nostro Paese la Chiesa Cattolica ha assunto un atteggiamento più critico rispetto al Governo Berlusconi. O no?

Ad ogni modo, lascio la penna a Claudio.

Che ci sia un cambio di passo da parte del leader dell’opposizione è fuor di dubbio. Il torpore che sembrava pervadere il PD fino a qualche giorno fa mi auguro sia un capitolo chiuso. Come dice il buon Walter il tempo delle divisioni (o dei lunghi coltelli) sembra alle spalle.

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No pain no gain

Settembre 30, 2008 di c1a7
Stanco.
Sono stanco di ansimare salendo le scale.
Sono stanco di aver le braccia indolenzite, dopo aver portato una busta della spesa dall’irrisorio peso, contenente yogurt, confezione di bustine da the, carta igienica da quattro rotoli e una bottiglia (una sola bottiglia) di birra Peroni.
Sono stanco di dovermi stendere sul letto, dopo che ho camminato per circa dieci minuti: i piedi piangono, le gambe tremano, la schiena è pezzi.
Sono stanco di possedere i muscoli delle gambe flosci, di non essere a norma di legge in fatto di deltoidi, trapezoidi, scafoidi, bicipiti e tricipiti, di avere pettorali da pollo rinsecchito che becca solo mangime di quart’ordine.
Sono stanco di avere il fiatone pure quando piscio.
Basta. Devo dare una sterzata al mio decadimento fisico. D’ora in avanti una dieta oculata. E, soprattutto, sport. Movimento. Moto perpetuo. Sudore. Dolore. Resistenza. E, alla fine del calvario, rinascita. Nuova vita.
Decido quindi di frequentare la mini-palestra che il mio condominio ha voluto costruire, utilizzando uno scantinato altrimenti abbandonato. Certo, nei giardini cresce l’erbaccia (ed è l’unica flora che cresce), l’ascensore funziona una volta sì e due no, la manutenzione degli impianti gas, luce, acqua lascia a desiderare. Ma vuoi mettere una palestra condominiale, dotata delle ultime meraviglie dell’industria del fitness, con queste fregnacce?

Premio Pulitzer

Ottobre 1, 2008 di c1a7

Giornalismo d’assalto da parte dell’inviato de La Repubblica a Londra, Enrico Franceschini: “Perché tanti hotel si chiamano Bristol?”

http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/esteri/hotel-bristol/hotel-bristol/hotel-bristol.html?ref=hpspr2

E già, questi sì che sono problemi.

In buone mani

Ottobre 1, 2008 di c1a7

Sull’utilizzo dell’esercito contro la camorra la chiarezza regna sovrana nel governo Berlusconi (http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/caserta-sparatoria/maroni-militari/maroni-militari.html)

Maroni, ministro dell’Interno, strepita: “E’ guerra civile. Devo ricorrere ai militari”.

La Russa, ministro della Difesa, si indispettisce: “No, è una lotta tra bande. Solo io posso dire ai militari cosa fare”

Come bambini con i carrarmati del Risiko, La Russa e Maroni giocan a fare i grandi strateghi e si contendono l’utilizzo dei nostri soldati.

Per me hanno ragione entrambi. Siamo di fronte ad una guerra civile e ad una lotta tra bande. Ma all’interno del governo.

La trave e la pagliuzza. Parte seconda

Ottobre 1, 2008 di c1a7
Pubblico dell’amico Claudio (Klaus) questa seconda lettera politica.
Caro Francesco,
la conferma che il cambio di rotta c’è stato viene da più parti. D’Alema sembra pizzicato dalla tarantola e da qualche giorno spara bordate a getto continuo contro il Cavaliere su qualsiasi argomento: dal federalismo all’Alitalia, dalla giustizia alla scuola.
Ieri la
pasionaria Bindi ieri (che non è mai stata una mammoletta) menava randellate a destra e manca da Vespa che, ormai è ufficiale, ha fatto fuori l’ambiguo Capezzone, autonominandosi nuovo portavoce del Cavaliere.
Di fronte alla rudezza di Di Pietro che, anche lui ospite a Porta a Porta, chieveva perchè mai Berlusconi si sottraesse sempre con salvacondotti alla giustizia, il Vespone nazionale, visibilmente imbarazzato, ripeteva a memoria il noto ritornello forzista: “Su Berlusconi c’è un oggettivo accanimento della magistratura”.
Salvo poi riconoscere, con un residuo barlume di dignità per il suo lavoro di giornalista, a mezza bocca, che, si,” il Cavaliere rappresenta un’anomalia per il nostro Paese”.
Ma riprendeva subito il suo ruolo “super partes”, sottolineando che comunque, nonostante le persecuzioni giudiziare, egli era praticamente uscito indenne da tutti i processi.
Il conduttore di Raiuno veniva prontamente stoppato da Di Pietro. L’ex magistrato ricordava puntigliosamente ricordava a Vespa e agli italiani che il premier era stato condannato in molti processi, ma che si era salvato solo grazie alla prescrizione del reato. E aggiungeva che in alcuni processi non veniva riconosciuta direttamente la colpevolezza di Berlusconi, ma quella dei suoi stessi collaboratori, che venivano prontamente premiati dal Cavaliere con un posto al sole nel Parlamento della Repubblica

Vietato ai minori

Ottobre 2, 2008 di c1a7

Al cinema ho visto il trailer di un film d’animazione italo-argentino, L’Arca di Noè, distribuito nel nostro Paese da Eagle Pictures.

A parte la presenza di Rino Gattuso, nel trailer e in qualità di doppiatore, che è incommentabile.

A parte la scelta delle voci italiane degli animali che grida vendetta.

A parte il messaggio (nascosto) del film: un improponibile revanscismo teo-con, teo-dem, teo e basta, che merita ben altri cantori. Tipo Antonio Socci di Libero.

A parte questo, vi segnalo la trovata, la vera trovata del film. Che rivoluziona tutte le interpretazioni date del diluvio universale, su cui hanno dibattuto per secoli laici e religiosi, scienziati e rabbini, meteorologi e teologi.

Il diluvio è stato scatenato da uno sciacquone, azionato da un angioletto.

La parola alle immagini.

Premio Pulitzer

Ottobre 2, 2008 di c1a7

Imperdibile intervista sull’ultimo numero di Gioia alla bellissima e bravissima Elena Santarelli, Per chi non la conoscesse – anatema! – è quella biondona stangona che ha partecipato all’Isola dei Famosi e lavora su MTV.  Se anche dopo queste indicazioni vi rimane oscura, non è colpa vostra: siamo nella normalità

Di sicuro anormali alcune delle affermazioni della Santarelli.

Le pongono la seguente domanda, essenziale per il futuro dell’umanità: “Cosa ne pensa della diffusione dei sexy toys?”

Lei risponde: “Quando sono nervosa, le mie amiche mi dicono scherzando che dovrei farne uso”.

La giornalista le domanda: “Quale è la sua forza?”

La Santarelli risponde: “Pregare ogni sera”

Immagino con il sexy toy in mano.

Tra Scilla e Cariddi

Ottobre 2, 2008 di c1a7

ASSASSINI! Calabresi assassini!
Siete più malvagi dell’insensato Abramo che voleva sacrificare il proprio figlio. Siete più crudeli dei romani che crocefiggevano, tra infinite sofferenze, i nemici sconfitti. Siete più sanguinari del Conte Vlad che, sadico, impalava i soldati avversari.Ma l’umanità cosa vi ha fatto per meritare il vostro odio che si esprime nei modi più perversi?

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Premio Nobel

Ottobre 2, 2008 di c1a7

Lo voglio!

E consiglio tutti di comprarlo. In breve tempo questo libro diventerà un must. Da leggere per capire veramente gli Stati Uniti.

Già, l’autore è una garanzia. E il titolo è geniale.

http://www.amazon.com/Black-Belt-Patriotism-Reawaken-America/dp/1596985585

E’ nata una stella

Ottobre 3, 2008 di c1a7

Ieri c’è stata la conferma: la Palin non è un bluff. E può contribuire veramente a rivoluzionare il partito repubblicano.

http://online.wsj.com/article/SB122300786229301597.html

http://www.nytimes.com/2008/10/03/opinion/03brooks.html?_r=1&hp&oref=slogin

La strada per la Casa Bianca rimane però lunga e impervia. Obama è ancora favorito. Ma il futuro politico negli Stati Uniti è evidentemente, palesemente, chiaramente donna. Non si chiama Hillary, ma Sarah (salvo minchiate dell’ultima ora).

I tempi veloci della giustizia italiana

Ottobre 3, 2008 di c1a7

Post non attendibile, visto che il sottoscritto è uno juventino sfegatato, per certi aspetti negazionista.

Non nel senso che contesto l’esistenza della Shoah. Nel senso che critico aspramente la teoria secondo cui la penultima Juve, quella di Moggi, Giraudo e Bettega, abbia vinto gli scudetti grazie esclusivamente ad amicizie illecitamente intime con gli arbitri. Mica regalavamo i rolex, noi (primo sassolino…)

Ma che c’entrano i tempi veloci della giustizia, citati nel titolo del post?

C’entrano, c’entrano.  Scopro che il 20 gennaio 2009 partirà il processo a Luciano Moggi, rinviato a giudizio dopo un udienza preliminare durata dieci mesi. E la contestazione dei fatti parte dalla primavera del 2006.

Dopo 3 anni si arriva il processo. Velocissima la giustizia italiana, manco fosse Speedy Gonzales morsicato da una tarantola al peperoncino calabrese.

Complimenti alla magistratura napoletana per la tenacia con cui ha lottato contro il criminale Moggi (che va punito duramente, se colpevole). La stessa tenacia che ha contraddistinto i magistrati napoletani nel reprimere e risolvere dal punto di vista legale il caos immondizia nonché nel vincere la camorra, oramai ridotta in Campania a fenomeno di poco conto.

P.S. Se io falsifico un passaporto, finisco in galera. Se lo fa un dirigente sportivo  (esaltato da una canzone di Ligabue), lo sospendono per un anno (secondo sassolino…). Forse mi sbaglio, non so.

Spike Lee va alla guerra

Ottobre 4, 2008 di c1a7

Un libro, per essere veramente degno di nota, un capolavoro assoluto, deve avere memorabili (anche) le prime e le ultime righe.

Se applichiamo questo criterio al film di Spike Lee, Miracolo a Sant’Anna allora non abbiamo il capolavoro. L’inizio promette bene e fornisce una chiave di lettura, anche sul regista, molto interessante. La fine, invece, è veramente indegna di nota – e qui ha ragione il critico del Corriere della Sera, Paolo Mereghetti.

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Ditemi che non è vero

Ottobre 4, 2008 di c1a7

http://www.corriere.it/politica/08_ottobre_04/bossi_junior_bocciato_46a2b9a6-91dc-11dd-b85e-00144f02aabc.shtml

Per non dimenticare/6

Ottobre 5, 2008 di c1a7

A volte ritornano

Ottobre 6, 2008 di c1a7

Uno spettro è tornato ad aggirarsi per il mondo. Il suo nome rimane comunismo. La sua nuova patria sono gli Stati Uniti d’America.

Lo potete chiamare anche statalismo, socialismo oppure corporativismo: comunque, la sostanza non cambia. Lo Stato sfonda con violenza la porta della casa dell’economia di mercato per antonomasia, quella americana. E ci rimarrà per molto tempo, decidendo, volente o nolente, le regole di comportamento.

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Io e Cicciolina

Ottobre 7, 2008 di c1a7

“Tu e Cicciolina?” domando alquando stupito al mio amico Claudio.
“Sì, proprio io e Cicciolina. Ma non mi dire che non t’ho mai raccontato di quando la incontrai”.
“Ma Cicciolina, Cicciolina?”, ripeto incredulo.
“Sì, Cicciolina, la pornostar, ma veramente non t’ho mai raccontata che l’ho conosciuta?”
“Hai conosciuto Cicciolina? Naaaa, non ci credo che l’hai conosciuta. Mi stai perculando”.
“No, no, è tutto vero, verissimo. Adesso ti racconto tutto”.
“Sono tutto orecchi”.

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E’ bollito?

Ottobre 6, 2008 di c1a7

Siamo alla frutta.

Se Veltroni se ne esce con la seguente frase “E’ stata la destra a imporre la cultura delle deregulation. Per vent’anni si e’ considerato ogni controllo un fastidio, perche’ il capitalismo doveva andare avanti libero e selvaggio” (http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id=%7bD7F4C3F8-12C1-4E98-ABEF-073AC36EF4C1%7d), il povero partito democratico è veramente alla frutta.

Populismo puro, quello di Veltroni. A parte il fatto che le categorie destra/sinistra lasciano il tempo che trovano, il leader del PD è piuttosto smemorato.  La destra avrà avuto pure le sue colpe, ma negli ultimi vent’anni abbiamo avuto anche Blair (sinistra), Clinton (sinistra), Zapatero (sinistra), Jospin (sinistra), Schroeder (sinistra), Prodi, D’Alema, Amato (sinistra), Lula (sinistra). Tutti in posizione di comando.

Il capitalismo ha i secoli contati

Ottobre 6, 2008 di c1a7

Da Claudio (Klaus) ricevo e pubblico volentieri

Il capitalismo ha i secoli contati: cito il bel titolo del libro di Giorgio Ruffolo per smorzare i nostagici dell’economia socialista.
La crisi finanziaria di questi giorni non sarà probaibilmente la fine capitalismo: è sicuramente la fine dell’illusione che il mercato possa autoregolamentarsi, nella totale assenza di regole e controlli.

La sciagura di questi anni è stata l’idea, tanto cara alla destra, che lasciare le redini del mercato avrebbe fatto da volano all’economia. E che viceversa ogni controllo del mercato umiliava e tarpava le ali allo sviluppo e alla ricchezza.
E’ un’idea che nei mitici anni ‘80 ha trovato profeti insuperati in quei due campioni del laissez-faire anglosassone che sono stati Ronald Reagan e Margareth Thatcher, osannati da sempre dal nostro caro Ministro dell’economia GiulioTremonti.
Che proprio in questo giorni, difronte ai venti di crisi d’oltroceano che fanno tremare le borse e le economie di tutto il mondo, va ossessivamente ripetendo in ogni dove, trionfante Cassandra inascoltata: “Ve lo avevo detto io che la crisi era alle porte!!”

Il logorroico commercialista di Sondrio ha dichiarato: “Non è fallita soltanto una banca, è finito un mondo senza regole”. Ma poi ha così aggiunto : “Occorre rifare – governi ed autorità – le regole, vietando alcuni contratti, i bilanci falsi e i paradisi fiscali”.

Di fronte a queste dichiarazioni, chi ha ancora un briciolo di memoria in questo Paese, non può che sobbalzare dalla sedia e riferire allo spregiudicato Ministro che uno dei primi atti legislativi del governo Berlusconi-Tremonti (2001-2006) fu proprio la depenalizzazione del reato di falso in bilancio (manovra tra l’altro fatta con il palese intento di togliere qualche noia giudiziara al capo del governo ).

E ricordare che lo stesso Tremonti, profeta ineguagliabile della indimenticata finanza creativa, chiedeva a gran voce, nel non lontano 2003, l’introduzione in Italia del sistema dei mutui ipotecari americani per il rilancio dei consumi.

Della lettera di Claudio non condivido il j’accuse nei confronti della destra che, come sottolineato in un precedente post, non può essere giudicata come l’unica responsabile della crisi in atto. Anche la sinistra ha avuto ruoli di responsabilità in questi anni. Inoltre, la destra è sì sostenitrice del libero mercato senza eccessive regole, ma spinge sempre per un rigoroso contenimento dei costi e per una finanza pubblica più oculata. Il che non è avvenuto, soprattutto negli USA

Ritengo inoltre una forzatura paragonare Reagan e Thatcher a Tremonti. Magari Tremonti Berlusconi avessero seguito concretamente (e non solo a parole) l’esempio dei due campioni del conservatorismo mondiale. I nostri due governanti hanno invece seguito l’esempio della peggiore tradizione democristiana in campo economico (lo scandalo Alitalia ne è una prova).

Coming soon

Ottobre 6, 2008 di c1a7

Domani il racconto Io e Cicciolina.

Dove vivono?

Ottobre 7, 2008 di c1a7

Ieri è stata una giornata tremenda per il mondo della finanza. Le borse di tutto il mondo crollano. La crisi è sempre più nera. La politica è impotente. E cosa fanno i programmi di approfondimento televisivo?

Otto e mezzo su La 7 dedica la propria puntata al “fenomeno” Bruno Vespa. E già qui un me cojoni ci sta tutto. Durante la trasmissione il conduttore di Porta a Porta ha l’ardire di affermare che, come cronista, apprezza la politica italiana perché, dal ‘93 ad oggi, è stata emozionante come una fiction televisiva. E si compiace pure per questa dichiarazione. La Gruber sorride di rimando. Ma cosa cavolo vi ridete?! Secondo voi,  nostri governanti, quelli che gestiscono i miei e i vostri soldi, che possono maneggiare la mia e la vostra libertà, si comportanto come (pessimi) attori di una (pessima) fiction e voi ridete?!

Niente male anche il Porta a Porta di ieri: Vespa è sempre una certezza. Il tema della puntata è stato Padre Pio o, per essere più precisi, l’interrogatorio a Padre Pio (anche qui un me cojoni non guasterebbe). Va bene che nella giornata di ieri Papa Benedetto XVI ha spiegato che, di fronte al caos finanziario di questi giorni, i soldi svaniscono e solo la parola di Dio rimane solida. Va bene che risulta più interessante discettare per l’ennesima volta sulle stigmate del futuro Santo di Pietrelcina, sull’odore di biscotti e rose che emanava, sull’ostilità delle gerarchie ecclesiastiche dell’epoca e sull’amore infinito dei suoi fedeli. Ma qui ci troviamo ad una televisione veramente fuori tempo massimo. Una televisione da chiudere.

Dove viviamo?

Ottobre 7, 2008 di c1a7

Dal sito del Corriere della Sera di oggi. 

ALESSANDRIA – Un banale litigio sarebbe all’origine dell’omicidio avvenuto lunedì pomeriggio a pochi chilometri da Tortona. Daniele Picchi, 42 anni, autista abitante a Pavia e dipendente di una ditta di Stradella, sarebbe stato ucciso perchè si era fermato a urinare vicino ad alcuni cespugli, in una piazzola adiacente lo snack-bar ‘La Capitania’. Arrestato il titolare del locale, Michele Maggio, 34 anni.

LA DINAMICA - Secondo la prima ricostruzione fatta dai carabinieri, nel pomeriggio il barista stava verniciando con il padre una cancellata della loro casa, che è vicina al bar. Picchi è arrivato con il camion, si è fermato a bordo strada ed è andato a fare pipì vicino ad alcuni cespugli in fondo allo spiazzo. Quando il barista lo ha visto, è nato un litigio a distanza. Rientrato in casa a prendere la pistola, Michele Maggio avrebbe sparato per paura. Sembra infatti che, poco prima di fare fuoco, abbia visto il rivale mettere una mano in tasca come se volesse prendere qualcosa. La vittima è stata colpita alle gambe e alla schiena. Il barista lo ha trascinato dietro a due contenitori per i rifiuti e ha chiamato il 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare.

Sono problemi

Ottobre 7, 2008 di c1a7

Non so se è peggio chi ha organizzato la manifestazione, chi ne parla sulla propria web tv o io che la riprendo.

http://tv.repubblica.it/copertina/cinema-battaglia-per-cita/24900?video&ref=hpmm

Il simposio

Ottobre 7, 2008 di c1a7

L’Ansa di oggi.

Per favore niente risate.

Tutti d’accordo, da Gianfranco Fini a Sandro Bondi a Luca Barbareschi, promotore, con la fondazione
che porta il suo nome, del convegno odierno ‘Da mercanti di bugie a innovatori della conoscenza’, sul fatto che in questo  momento di disorientamento e crisi socio-economica grave si debba ripartire dai valori, da una base etica e che un ruolo  importante lo hanno i nuovi media e l’industria dei contenuti.
Al convegno sono intervenuti rappresentati dei grandi network radiotelevisivi e telefonici, assieme al Garante per la concorrenza, ai ministri per la gioventu’ Giorgia Meloni, per  l’istruzione Mariastella Gelmini, per i beni culturali Sandro Bondi e al presidente della camera Gianfranco Fini, e vari
altri.

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Pena di morte

Ottobre 7, 2008 di c1a7

E poi dicono che in Italia non c’è garantismo, che il giustizialismo domina, che i giudici non rispettano i diritti degli imputati, che la manette trionfano, che la carcerazione viene usata solo per punire la persona, per annullarla totalmente, e non per recuperarla.

Notizia di oggi (dal sito del Corriere della Sera): Liberta’ condizionale fino al 2013 a Francesca Mambro, l’ex terrorista nera condannata all’ergastolo con Valerio Fioravanti per la strage alla stazione di Bologna. L’ha concessa il Tribunale di sorveglianza di Roma: Francesca Mambro era in regine di detenzione domiciliare con permesso per lavoro esterno preso l’associazione ‘Nessuno tocchi Caino’.

Proprio così: libertà condizionale, ma sempre libertà, a chi è stata condannata ad un ergastolo (confermato in cassazione, quindi stra-definitivo) per strage, cioé per aver ammazzato 85 persone nel più grave attentato della Storia della Repubblica italiana.

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Ma non mi dire

Ottobre 8, 2008 di c1a7

Da Repubblica.it di oggi

“I militari italiani sono addestrati sotto il livello di guardia”. A lanciare questo allarme sul grave stato in cui si trova la professionalità dei militari dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dell’Arma dei carabinieri non sono le rappresentanze sindacali delle Forze Armate, i Cocer. Ma lo stesso governo Berlusconi che da agosto ha schierato 3 mila soldati con compiti di polizia nelle città italiane e 500 parà nel Casertano contro la camorra.

La denuncia è contenuta nella relazione annuale del 2008 del ministero della Difesa che sarà presentata nei prossimi giorni alla Camera. Sotto la voce “formazione del personale”, si legge che “le limitate risorse finanziarie a disposizione negli ultimi esercizi per la formazione e l’addestramento hanno imposto di concentrare gli sforzi verso il personale e i reparti destinati al turn over nelle missioni internazionali, con minore attenzione alle altre attività operative”. “Ne è derivata di conseguenza – prosegue la relazione – una drastica riduzione delle attività rivolte all’addestramento del restante personale. Il livello addestrativo complessivo è sceso ampiamente sotto il livello di guardia con significativa perdita di professionalità, in particolare con riferimento al personale più giovane e più bisognoso di formazione e addestramento”.

Ma i vertici militari se ne accorgono solo adesso della scarsa preparazione delle nostre truppe, soprattutto in tema di pubblica sicurezza? Solo dopo che sono stati già spediti per le strade migliaia di uomini?

La bestemmia di Oliver Stone

Ottobre 8, 2008 di c1a7

Sul sito di Repubblica intervista a Oliver Stone che presenta il suo nuovo film W., che racconta 30 anni di vita di George Bush. O Gorge Bush come è scritto più volte nell’articolo (http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/spettacoli_e_cultura/stone-film-bush/stone-film-bush/stone-film-bush.html?ref=hpspr1)

Di seguito una perla di Stone, vera e propria bestemmia

Vede Bush come una figura tragica?
“Niente affatto, perché dice le stesse cose che ha sempre detto, si è sempre sentito in diritto di avere poteri straordinari e esigere tutto quello che gli pare. Nixon era una figura tragica, come Macbeth aveva dubbi, paranoie. Bush è come John Wayne, un eroe da western, un pazzo che vuole bombardare tutto, come il Dottor Stranamore. E alla gente piace vedere John Wayne sullo schermo. E’ un po’ un clown, un bullo, con un ego enorme, un dominatore, uno che controlla una stanza. Uno che cerca sempre di personalizzare i suoi rapporti con il resto del mondo, che è molto infantile. Ha perso il contatto con il nostro tempo”.

George Bush come Wayne? Un eroe da western, un pazzo che vuole bombardare tutto… un bullo, con un ego enorme… un dominatore??!??!!??!?!??

Ma Stone ci mette del tabacco in quello che fuma? Non comprende per nulla la figura cinematografica di Wayne,  riducendola ad una macchietta, e storpia le posizioni politiche dell’attore americano, le quali possono essere più o meno condivisibili, ma sono legittime e non estreme. Quantomeno, sono meno estreme di uno che sostiene Castro. Come lo stesso Stone

E poi, sembra banale ricordarlo al regista,  Bush è stato eletto dal popolo americano. Allora, il regista dovrebbe avere il coraggio di criticare aspramento il popolo americano, affermare che gli elettori sono stati dei mentecatti a volere Bush al potere: dovrebbe cioé dire che sono stati dei pazzi. Perché chi è più pazzo? Il pazzo  o chi lo segue?

Insomma, Stone dovrebbe essere sincero. Sarebbe la prima volta. Meglio tardi che mai.

The winner is…

Ottobre 8, 2008 di c1a7

Ma quale Gomorra e Gomorra d’Egitto!

Hanno sbagliato tutto. All’Oscar bisognava portare un’altra pellicola. Nella categoria miglior film straniero non doveva concorrere Gomorra, bensì AlbaKiara, anch’esso tratto da una grande opera letteraria. Non un libro, come nel caso di Gomorra, ma una canzone, l’Alba chiara di Vasco Rossi.

Guardando il trailer si capisce ancora meglio il gravissimo errore compiuto dalla commissione che decide quale film italiano possa concorrere agli Oscar.

Delle attrice meravigliose. Raz Degan, con un timbro di voce magnifico, credibilissimo nel ruolo di poliziotto che lotta contro lo spaccio di droga: come se avessero chiamato Hitler ad interpretare un rabbino rinchiuso in un campo di concentramento. Per non parlare di Alessandro Haber nel ruolo per lui inconsuetodel patetico ansioso. La trama, poi, chiarissima: lineare.

Basta film cupi, cruenti, tipo Gomorra, che danno un’immagine ingiustificatamente negativa del nostro Paese.  E poi questo Saviano ha francamento stancato: ce lo ritroviamo dappertutto. Adesso gli è preso la fregola di diventare pugile(http://www.gazzetta.it/Sport_Vari/Altri_Sport/Boxe/Primo_Piano/2008/10/08/saviano.shtml)

Titolo del giorno

Ottobre 9, 2008 di c1a7

Sventata la crisi, Silvio si concede il Bagaglino

(Su Libero di oggi a pagina 2)

P.S. Sventata la crisi?

Cani e porci

Ottobre 9, 2008 di c1a7

Intervista a Diva e Donna (ripresa dal portale libero=: http://magazine.libero.it/gossip/generali/ne8785.phtml)

Valeria Marini si confessa (mai termine fu più appropriato, viste le dichiarazioni espresse): vorrebbe essere Madre Teresa di Calcutta.

Manca solo che la Carfagna legga in pubblico la Bibbia e siamo alla frutta…. Che cretino: la Carfagna ha letto la Bibbia in pubblico. Siamo proprio alla frutta.

Premio Nobel

Ottobre 9, 2008 di c1a7

Ma darlo a Philip Roth pare brutto, ridicolo, vergognoso?

Non ho mai sfogliato un libro di Jean-Marie Gustave Le Clézio. Ma ho letto parecchi libri di Roth: il premio se lo meritava.

Anche perché la motivazione del Nobel a Le Clezio si adatta alla perfezione allo stesso Roth: “Autore di nuove sperimentazioni, avventure poetiche e di sensuale estasi; esploratore di un’umanità dentro e fuori la civiltà imperante».

Chi più di Roth ha sperimentato, nelle trame e nel linguaggio; chi più di Roth si è avventurato nella poesia e ha suscitato sensuali estasi; chi più di Roth ha esplorato l’uomo?

Certo, c’è quel concetto di “civiltà imperante” che pare provenire direttamente da una brutta pagina di un pessimo epigono di Gramsci e vuol dire tutto e non significa nulla. Ma nessuno è perfetto. Soprattutto chi assegna il premio Nobel alla letteratura.

Tregua

Ottobre 11, 2008 di c1a7

Decisione difficile da prendere, ma va presa.

Il Partito Democratico deve sospendere la manifestazione contro il governo Berlusconi prevista per il 25 di ottobre.

In questo momento di gravissima crisi finanziaria, che ha forti possibilità di allargarsi all’interno sistema economico, la manifestazione sarebbe inutile e controproducente.

Inutile perché l’attenzione dell’opinione pubblica è rivolta, scriverei totalmente rivolta, a quanto accade in Borsa e alle eventuali ripercussioni sul suo conto corrente (sugli investimenti effettuati come sul mutuo da pagare). L’opinione pubblica è distratta: non mostrerebbe il benché minimo interesse all’iniziativa del Partito Democratico, seppure sia giustificata da una serie di ragioni.

Controproducente perché il centrodestra, favorito anche dalle armi propagandistiche in suo possesso, avrebbe vita facile a contestare al PD l’opportunità di tenere una tale manifestazione in un momento di crisi e ad accusarlo di essere privo di proposte concrete e di essere capace solo di protestare, rimanendo totalmente estraneo ai veri bisogni della gente.

Rinviando a data da destinarsi la protesta di piazza, il Partito Democratico eviterebbe quindi una cattiva figura in termini politico-mediatici. Anzi, dimostrerebbe agli occhi di tutti di essere veramente un’opposizione responsabile, pronta al dialogo e alla collaborazione per i supremi interessi della Patria (come si diceva un tempo). Se anche di fronte a questo atteggiamento il governo rimanesse fermo nella sua posizione di non aver nessun rapporto con l’opposizione, sbaglierebbe enormemente e sarebbe l’unico colpevole dell’ulteriore degrago della già degradata politica italiana.

Per il bene del Paese e dei portafogli italiani le due parti, almeno ora, stipulino un accordo tra gentiluomini. E poi, passata la buriana, tornino pure a scannarsi

Per non dimenticare/7

Ottobre 11, 2008 di c1a7

Anno di disgrazia 1983 (Perché Zoff, perché?!)

Anno di grazia: 1984

Il grande bluff

Ottobre 12, 2008 di c1a7

Gianni Letta è il suo nome.

L’eminenza grigia. Il consiliore fidato. Il braccio destro.

“Meno male che c’è Letta, meno male che Dio ci ha dato Letta” ama ripetere il capo del governo, Silvio Berlusconi. Ma anche altri lo apprezzano: la stampa italiana ed internazionale, l’opposizione politica, l’establishment economico-finanziario, la Chiesa.

Letta, il moderatore, colui che cerca il dialogo sempre e comunque, colui che non vuole lo scontro ma il confronto, colui che soprattutto smussa, ammorbidisce, attenua le spinte radicali di Berlusconi. Sì, sì, proprio così: colui che annacqua il radicalismo di molte delle decisioni compiute da Berlusconi. In quali occasione ciò sia avvenuto è un mistero ancor più misterioso del sesso degli angeli. Forse l’intervento sconclusionato in Iraq? Forse la depenalizzazione del falso in bilancio? Forse il Lodo Schifani e, successivamente, il Lodo Schifani? Non mi pare proprio.

Eppure Gianni Letta è elogiato e continua a godere di una fama immeritata. Ultimo esempio in ordine di tempo è il ritratto contenuto nell’edizione di sabato de La Repubblica (http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/politica/pdl-pd/letta-dialogo/letta-dialogo.html?ref=search)

Un articolo significativo. Sia perché dimostra la cecità della stampa italiana (anche quella avversaria) che sopravvaluta i meriti di Letta. Sia perché la dice tutta sulle frequentazioni della gerarchia cattolica italiana. La quale si bea di avere come interlocutore di valore Letta, tanto è vero che gli concede l’onore di partecipare alla maratona di lettura della Bibbia, che si è tenuta la settimana scorsa. Un’iniziativa unica nel suo genere che ha visto la partecipazione, oltre di Letta, anche di Andreotti e della Carfagna. Tre persone che avranno pure letto la Bibba, ma di sicuro non ne hanno capito il contenuto.

Premio Pulitzer

Ottobre 12, 2008 di c1a7

Sull’ex quotidiano della borghesia illuminata italiana o, meglio, sulla sua versione internet, continuano le inchieste imperdibili sul mondo del porno di casa nostra: una serie di servizi, tutti incredibilmente recentissimi, volti a raccontare le facce (e non solo) dei protagonisti di un’industria che non morirà mai.

Ultimo capolavoro giornalistico il resoconto della lite furibonda tra l’attrice a luci rosse “Nuvola Nera” e il suo fidanzato: http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_12/pornostar_litigio_nuvola_nera_29567de2-984e-11dd-af17-00144f02aabc.shtml.

Continuamo così: facciamoci del male. Noi siamo con le pezze al culo, ma al Corriere “Ei fu” della Sera interessano solo i culi (e non solo). Scusate la volgarità, ma quando ci vuole ci vuole.

Le perle di Libero

Ottobre 12, 2008 di c1a7

Meno male che c’è Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, uno dei pochi giornali italiani veramente fuori dagli schemi. Basta dare un’occhiata ai titoloni della prima pagina, veri e propri capolavori satirici.

Libero è sfacciatamente di destra, marcatamente anticomunista, proto-leghista, pseudo-liberista, legge e ordine. Ma soprattutto volgare. Utilizzo il termine volgare, però, in senso lato. A parte lodevoli eccezioni, molti degli editorialisti di Libero, oltre a ricorrere spesso ad un linguaggio brusco e diretto, anche da osteria, solleticano gli istinti più bassi dell’opinione pubblica, titillano il volgo presente in tutti noi attraverso analisi (se possono essere definite tali) di un semplicismo disarmante, talvolta prive di qualsiasi tipo di approfondimento. E proprio per questo sono da leggere: perché, comunque, danno voce ad una parte della società italiana e al suo modo di ragionare. E non è detto che il volgo che alberga in tutti noi abbia sempre torto.

Fatta questa necessaria premessa, ecco alcune perle presenti nell’edizione di domenica.

Renato Farina, il famoso Libellula, il giornalista prezzolato dai nosti servizi segreti (e questa la dice tutta sull’acume dei nostri servizi segreti), uno dei tanti megafoni di Comunione & Liberazione, realizza un ritratto dello scomparso leader della destra austriaca: Jorg Haider. E lo definisce un liberale.

Un liberale? Sì, proprio un liberale. Ecco come Farina descrive Haider: un fautore dell’Europa cristiana; sostenitore delle piccole comunità territoriali, istituzione organiche che si oppongono all’individualismo imperante; avversario dichiarato del modello culturale americano e degli ogm (e quindi della liberta di ricerca scientifica).

E poi la chicca: “Un po’ berlusconiano e persino wojtyliano con quella mescolanza di liberismo e di valori familiari, e il rifiuto della globalizzazione allora piuttosto profetica”. A parte il fatto che Wojtyla e liberismo sono contraddizioni in termini; a parte il fatto che rifiuto della globalizzazione e liberismo sono sempre contraddizioni in termini; a parte il fatto che Haider s’è fatto fotografare in atteggiamenti non proprio consoni con ragazzi minorenni (altro che famiglia!); a parte tutto questo, ma come si fa definire Haider un liberale? Ma Farina quali liberali conosce?

Anche Antonio Martino, economista liberista, ex ministro degli Esteri e della Difesa, non è da meno in quanto a creatore chicche. Anche per merito del titolista. Il titolo del suo editoriale è infatti “Per superare la bufera serve un altro Churchill. E forse ce l’abbiamo”. Martino è più sfumato e meno diretto del titolista, ma ritiene che Silvio Berlusconi, qualora desse seguito ai suoi proclami degli ultimi giorni e volesse tagliare radicalmente le tasse per ridare slancio all’economia italiana e combattere questo momento di gravissima crisi, dimostrebbe quel coraggio che ha fatto grandi personaggi quali Reagan, Thatcher e Churchill, entrando come loro nella storia.

Non c’è dubbio Berlusconi come Churchill. Che ci vuole? Andare in televisione e dire agli italiani: “Vi prometto solo sudore, lacrime, sangue. E non preoccupatevi: un po’ di cerone e si nasconde tutto”.

Brainstorming a Palazzo Chigi

Ottobre 13, 2008 di c1a7

Dall’amico Klaus ricevo e pubblico volentieri

Carcere a chi sporca le strade.
Si, avete letto bene, carcere.
Chi getta rifiuti per strada o imbratta i muri con graffiti rischia la propria libertà.
Questa l’ultima “grida berlusconiana” di un dinamico Governo che ha fatto dell’ordine pubblico, del decoro e della sicurezza il suo vangelo quotidiano.

Giusto chiedere provvedimenti per il decoro delle nostre città, lascia perplessi la durezza della pena richiesta.

Libertà agli imprenditori (vedi recente tentativo di salvare Calisto Tanzi e compagnia bella) che hanno gettato nel lastrico migliaia di risparmiatori, carcere duro per chi getta carta in strada.
Ma non è che questi cercano di farsi i loro loschi affari e poi, come specchietto per le allodole, danno in dono ad un opinione pubblica volutamente impaurita e spaventata, misure spettacolari di dubbia efficacia?
In carcere non si finisce comunque, lo sanno bene lorsignori, anche perchè dove entrerebbero mai migliaia di imbrattatori visto che le carceri italiane sono al collasso?

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La terra promessa

Ottobre 13, 2008 di c1a7

Stavo ascoltando il comizio in Ohio di Barack Obama, il nuovo Mosè nero (il precedente Mosè nero era il mai troppo compianto Isaac Hayes, autore dell’immortale colonna sonora del film Shaft).

E prometteva, prometteva.

Prometteva di creare un nuovo esercito di insegnanti.

Prometteva di tagliare le tasse per la classe media.

Prometteva di costruire nuove infrastrutture.

Prometteva di usare i soldi dell’Iraq per ricostruire l’America.

Prometteva, prometteva.

La sibilla cumana

Ottobre 14, 2008 di c1a7

Alla domanda di un giornalista su quanto stanziera il governo per garantire i prestiti interbancari e le altre misure d’intervento, il ministro dell’Economia Tremonti ha risposto: “Quanto sarà necessario”

MA CHE CAZZO DI RISPOSTA E’??!!!

Tutti gli altri Paesi hanno indicato le cifre e noi “quanto sarà necessario”.

Forse la cifra stanziata dipende dal superenalotto.  Ossia: se la schedina vincente ce l’ha Tremonti, possiano stare tranquilli che l’Italia metterà a disposizione sugli 80 milioni di euro.

Speriamo che non prenda piede nel nostro Paese questo nuovo modo di comportarsi. Già immagino la scena: vado dal fornaio, gli chiedo un filone di pane sciapo, lui me lo vende, domando il prezzo e lui mi risponde “quanto è necessario”.

Barack ha vinto

Ottobre 14, 2008 di c1a7

Mike Bongiorno appoggia il Mosè nero, Barack Obama. E se lo vota lui, Mc Cain non ha più speranze: è spacciato.

Dice MIke in un’intervista a Repubblica (che contiene varie chicche): “Voto Barack Obama, figuriamoci, mi sono fatto anche portare dall’America da mio figlio la maglietta con la scritta ‘I vote Obama’, perché solo Obama può cambiare le cose”.

It’s over!

P.S. Ma Mike Bongiorno è cittadino italiano o americano? Forse, anzi molto probabilmente, ha la doppia cittadinanza. Ma da quanto ne so (e ne so molto poco), anche se si è doppio cittadino, la legge prevede che si debba votare per le elezioni di un solo Paese.

Lode al Signore

Ottobre 14, 2008 di c1a7

Ringraziamo Dio, Allah o chi c’è lassù per averci donato Terence Blanchard.

Tutto qui?

Ottobre 15, 2008 di c1a7

Mancano circa tre settimane alle elezioni americane. Stanotte si terrà l’ultimo faccia a faccia Obama e Mc Cain. Ma secondo tutti i sondaggi non c’è più gara: il Mosè nero ha oramai la vittoria in tasca. Il pessimismo serpeggia come gigantesco boa tra lo schieramento del candidato repubblicano. I politici di destra come gli analisti conservatori sono concordi: la campagna di Mc Cain è un bordello, illogica, ondivaga, maldestra, troppo tenera o troppo dura, priva di qualsiasi e chiara strategia.

Al di là dell’endorsement di Mike Bongiorno a favore di Obama, è veramente tutto finito? Di già? Così presto?

Anche questa è l’Italia

Ottobre 15, 2008 di c1a7

Roberto Saviano vuole lasciare l’Italia. Non riesce più a vivere sotto scorta, braccato dalla camorra sempre e comunque intenzionata ad ucciderlo.

L’Italia come l’Iran, dove un gruppo di criminali decide di mettere fine alla vita di uno che la pensa diversamente. Che pensa. In Iran, Rushdie. Da noi, Saviano.

Fa benissimo lo scrittore campano ad andarsene. Spero proprio che lo faccia.

Lo Stato – Hobbes insegna - nasce per proteggere la vita dell’individuo. Se lo Stato fallisce in questo compito, non rappresenta più nessuno: l’individuo ha il diritto, anzi il dovere di abbandonarlo.

Lo Stato italiano perde, un’altra volta ancora. La camorra vince, un’altra volta ancora.

Il tutto nel silenzio delle istituzioni preposte a garantire l’ordine pubblico. Non sono pervenute dichiarazioni da parte del ministero degli Interni, Roberto Maroni, o del suo collega alla Difesa, Ignazio La Russa, di solito entrambi per nulla timidi nello sparare dichiarazioni grondanti legge e ordine. Vedremo nei prossimi giorni.

Dimenticavo. Scambio di battute avvenuto oggi a Roma: “Hai sentito quello che è successo a Saviano e quello che ha detto lo scrittore, che vuole lasciare l’Italia?”. “Sì, ho sentito. A me me pare ‘na trovata pubblicitaria per il suo film agli Osca’ “.

Anche questa è l’Italia.

Il più amato dagli italiani

Ottobre 15, 2008 di c1a7

Da Klaus

62 per cento di gradimento: il Cavaliere vola nei sondaggi e, secondo l’ultima rilevazione di Ipr marketing per Repubblica, tocca l’apice del proprio consenso.

E’ stata una crescita inarrestabile: tranne una breve pausa a luglio, Berlusconi ha conquistato nove punti in più di gradimento dalla prima rilevazione dopo la vittoria elettorale a maggio. Trionfo per il Cavaliere, briciole per il principale partito d’opposizione che, per la prima volta, scende sotto il 30 per cento: ormai neanche un cittadino su tre nutre fiducia nella ondivaga opposizione di Walter. Agli italiani piace il dinamismo del governo Berlusconi e dei suoi ministri. I piu vivaci tra i quali, Tremonti, Brunetta, Gelmini e Maroni, volano nei consensi.

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Un pesce fuor d’acqua

Ottobre 16, 2008 di c1a7

Il Papa critica  gli scienziati o, meglio, un modo di fare scienza che non tiene conto dell’etica, ma è mossa dalla cupidigia o dal delirio di onnipotenza. Ovviamente, leggendo i vari articoli e, soprattutto, i loro titoli, siamo indotti a pensare che il Papa abbia lanciato l’anatema finale contro la scienza, scomunicandola definitivamente (Corriere.it titola: Il Papa attacca: “Scienziati arroganti”)

E, invece, analizzando attentamente le sue parole, scopriamo un’altra realtà, molto più sfumata.

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Un pesce fuor d’acqua/2

Ottobre 16, 2008 di c1a7

Tra le altre cose Benedetto XVI afferma che “la scienza non è in grado di elaborare principi etici”.

Affermazione dalla validità perenne che troverebbe d’accordo molti pensatori laici, da Hume a Popper.

“Ammazza che botto”

Ottobre 17, 2008 di c1a7

Sono le 9 di sera. Sto tornando dall’ufficio. Sulla strada che mi porta a casa trovo inaspettatamente un traffico pazzesco.

Si procede a passo di lumaca.

“Andiamo bene”, mi viene subito da esclamare. “Di sicuro un incidente. A quest’ora non può che essere così”.

La fila è lunghissima. Ci muoviamo lentamente. Non si vede all’orizzonte nessun tipo di luce lampeggiante ad indicarci la presenza della volante della polizia stradale e, quindi, la prossimità del luogo dello scontro.

Alla fine arrivo sul luogo dell’incidente. Ma c’è solamente l’auto della polizia. I veicoli coinvolti sono stati già portati via. Per fare un tratto di strada c’ho impiegato 40 minuti, quando solitamente ce ne vogliono cinque. E questo perchè? Perché gli automobilisti rallentavano, come fedeli in processione, per meglio osservare l’incidente. Solo che dell’incidente non ci rimaneva nulla.

Capita sempre così. C’è un scontro, un tamponamento o altro e gli italiani in auto rallentano senza nessun ragionevole motivo . Vanno piano, infatti, non per motivi di sicurezza, ma per godersi lo spettacolo, per vedere se c’è scappato il ferito o, addirittura, il morto. Forse si eccitano a vedere le auto distrutte, non so.

Odioso questo atteggiamento. Nauseante questa curiosità morbosa.

Il silenzio è d’oro

Ottobre 17, 2008 di c1a7

In un precedete commento ( http://peppone76.wordpress.com/2008/10/15/anche-questa-e-litalia/) avevo ironizzato sul silenzio assordante dei ministri preposti all’ordine pubblico, Maroni (Interni) e La Russa (Difesa), relativamente alla decisione di Saviano di lasciare l’Italia. Loro che solitamente non erano affatto parchi nel rilasciare affermazioni sullo scibile umano.

Oggi, dopo qualche giorno di mutismo, è intervenuto Roberto Maroni:

Saviano è un simbolo, non il simbolo della lotta alla camorra. Mi auguro che resti in Italia, andare via non mi sembra una buona idea… La lotta alla criminalità la fanno polizia, magistratura, imprenditori, che sono in prima linea ma non sono sulle prime pagine dei giornali. Non è da oggi che si combatte la camorra, lo si fa da sempre in silenzio…. Al di la della risonanza mediatica e della vicenda personale di Saviano la lotta alla criminalità organizzata si fa quotidianamente da parte di tutte le forze dello Stato. E sempre più con il coinvolgimento dei cittadini… Non credo sia una buona idea andarsene fuori e non mi pare ci sia la certezza di evitare la vendetta camorristica, che non ha confini.

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Juventus

Ottobre 19, 2008 di c1a7

Ranieri, embè?

Per non dimenticare/8

Ottobre 19, 2008 di c1a7

Bye bye blackbird

Ottobre 20, 2008 di c1a7

Forse non poteva fare diversamente Colin Powell. Non poteva che appoggiare Obama. Non solo e non tanto per il colore della pelle. Quanto perché Mc Cain, nel bene e nel male, rappresenta un tipo di fare politica, un passato che l’ex generale vuole dimenticare, allontanare da sè (e qui non ha tutti i torti Zucconi nel suo articolo di oggi su La Repubblica in cui elogia l’ex segretario di stato: http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/verso-elezioni-usa-5/vecchio-soldato/vecchio-soldato.html?ref=search).

Powell ha appoggiato Obama anche perché in politica estera Mc Cain ha un posizione da falco duro: non così ideologico come Bush jr, molto più pragmatico, ma pur sempre un falco.  Un duro che in politica estera ha come consulenti o ammiratori alcuni di quei neo-con la cui visione culturale e strategia politica non collimano con quanto Powell ha fatto o pensa.

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Juventus

Ottobre 21, 2008 di c1a7

Ranieri, ambé!

P.S. I tifosi juventivi potevano risparmiarsi i fischi e gli insulti pesanti contro Cannavaro: è pur sempre il capitano della vittoria ai mondiali di calcio del 2006 nonché uno dei giocatore della Juventus cui rubarono due scudetti.

Cioè?

Ottobre 21, 2008 di c1a7

Se poi qualcuno mi spiega cosa abbia voluto dire Giuliano Ferrara con il seguente editoriale(http://www.ilfoglio.it/soloqui/1214), mi fa un enorme piacere.

Opa ostili o benedette?

Ottobre 23, 2008 di c1a7

Dall’amico Klaus

Da un po’ di giorni il nostro Premier si dà un gran da fare rilasciando a getto continuo dichiarazioni sulla crisi dei mercati azionari. 

Un Premier ha tutto il diritto anzi il dovere di intervenire personalmente per tranquillizzare i cittadini spaventati da una crisi così devastante. Mai come in questi momenti le parole ragionevoli di chi ha responsabilità politiche servono a frenare la paura che serpeggia nei mercati. Il panico genere panico, e le rassicurazioni di chi ha incarichi istituzionali di primo piano aiutano a frenare una crisi che altrimenti rischia di avvitarsi su se stessa, con effetti incontrollabili.  Alle parole devono seguire anche le azioni, e in questo senso ha fatto molto bene l’Europa con l’incisivo e rapido intervento concertato recentemente a Parigi.
Una misura di salvataggio delle banche che ha prodotto una sospensione del panico che – purtroppo  è cronaca di questi giorni – sembra ancora lontano dalla parola fine.

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Reazionario

Ottobre 23, 2008 di c1a7

Da giovane  le occupazioni e le  proteste degli studenti, specie delle scuole medie e dei licei, mi davano fastidio. Le trovavo inutili. Ritenevo che il loro unico loro scopo fosse quello di permettere a tutti di fare sega. 

Passano gli anni e sono rimasto della stessa opinione.

I primi cinque minuti

Ottobre 25, 2008 di c1a7

Tremendo inizio di discorso di Veltroni. Minuti e minuti sull’antifascismo. Va bene i valori, va bene tutto, ma che incartamento.

E poi il grande assente che completa e integra l’antifascismo, completandosi ed integrandosi a sua volta. L’anticomunismo.

Il resto del discorso

Ottobre 26, 2008 di c1a7

Se i primi cinque minuti del discorso di Veltroni non mi avevano entusiasmato, neanche il resto del discorso m’è parso stratosferico.

A tratti tipicamente veltroniano nella sua inconsistenza.

Scarsamente pragmatico e poco propositivo: va benissimo dire tutto il male possibile dell’avversario, ma l’antiberlusconismo (che l’ex sindaco di Roma ha ri-scoperto troppo tardi) non è sufficiente per riacchiappare i consensi perduti. Ci vuole dell’altro. Ad esempio: cosa propone di concreto il centro-sinistra per trovare le risorse per la scuola e l’università che non siano il ricorso ai tagli (talvolta senza vera logica) del duo Berlusconi-Gelmini?  Io non l’ho capito.

Sottolineate le lacune del comizio, è indubbio che ieri a Roma c’erano tantissime persone. Molte di più di quelle contate dalle forze di polizia. E di tutte le età e di ogni genere, come leggerete nell’articolo successivo dell’amico Klaus. Negare il risultato positivo, come hanno fatto alcuni esponenti del centro-destra, sarebbe da idioti. Tanto, le piazze da noi contano fino ad un certo punto. E meno male.

Ultima annotazione. Il palco che accoglieva le personalità del centro-sinistra. Le solite facce. D’Alema, Fassino (sbadigliante), Franceschini, Fioroni (dimenticabilissimo ministro dell’Istruzione), Anna Finocchiario (dimenticabilissima candidata alla presidenza della regione Sicilia), Giovanna Melandri (dimenticabilissima e basta). Che vecchiume. Niente ricambio generazionale. Che tristezza.

Punto e a capo

Ottobre 26, 2008 di c1a7

Dall’amico Klaus la cronaca della manifestazione del PD.

Sono appena rientrato dalla manifestazione del Partito Democratico al Circo Massimo.
Una manifestazione che è iniziata con due cortei partiti rispettivamente da Piazza Esedra e Piazzale Partigiani e confluiti assieme al Circo Massimo per il comizio di chiusura del segretario del partito Walter Veltroni.

Mi sono sistemato su uno dei pendii che degradano sull’arena per osservare meglio la folla.
Una folla sicuramente molto molto numerosa: se non anche quei due milioni e mezzo di partecipanti dichiarati dagli organizzatori, il colpo d’occhio è sicuramente impressionante.
Il catino del Circo Massimo è stracolmo e altrettante persone premono tutt’intorno per cercare, inutilmente, di entrare.
La sinistra, dopo mesi di lacerazioni, forse fisiologiche, determinate dalla pesante sconfitta primaverile, si ritrova finalmente unita per manifestare, in un luogo di grande suggestione, il proprio fermo dissenso alla politica della demagogia e degli annunci velleitari e fintamente decisionisti del governo del Cavaliere.

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Premio Pulitzer

Ottobre 26, 2008 di c1a7

Su Il Riformista di oggi. Articolo in prima pagina firmato da Luca Mastrantonio. Titolo: “I ragazzi della III C? Pro Gelmini”

Come come come?! Leggendo l’articolo scopriamo che il giornalista ha incontrato Fabrizio Bracconieri alias Bruno Sacchi (Sacchi? TRE!) e Fabio Vitta alias Enrico “Chicco” Lazzaretti (Lazzareeeetti!!!), chiedendo a loro un’opinione sul ministro Gelmini. I due “ragazzi della III C” la elogiano. Sacchi è favorevole al ritorno del maestro unico: “aiuta a rispettare il principio di autorità”. Chicco ha nostalgia della disciplina: “Dalla mano sulla spalla al professore che tratta gli allievi come amici, alla mano sul culo della professoressa il passo è breve…” Una fine analisi.

Un articolo fondamentale per la nostra democrazia. Anche perché rivela l’esistenza di un progetto per far ritornare  ”i ragazzi della III C” esiste.  Grazie Luca Mastrantonio (perché poi abbia scritto Fabio Vitta e non Fabio Ferrari è un mistero a me ignoto)

E per rinfrescare la memoria la sigla (penso della seconda stagione)

Pessima notizia da Israele

Ottobre 26, 2008 di c1a7

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/ISRAELE-LIVNI-CONFERMA-SI-VA-A-ELEZIONI-ANTICIPATE/news-dettaglio/3377400

Alle elezioni rischia di ri-vincere il Likud con il falchissimo Benjamin Netanyahu. Non c’è da essere contenti.

La meglio gioventù

Ottobre 27, 2008 di c1a7

Dal Corriere.it di oggi

Si è spento domenica, a 110 anni appena compiuti, Delfino Borroni, l’ultimo reduce italiano della Grande Guerra e l’ultimo cavaliere di Vittorio Veneto, l’onorificenza istituita dalla Repubblica nel 1968 per «esprimere la gratitudine della Nazione» a tutti coloro che avevano combattuto sul fronte durante la prima guerra mondiale per almeno sei mesi. Borroni era nato il 23 agosto del 1898 a Turago Bordone, in provincia di Pavia, ma da anni viveva nella casa di riposo Don Guanella a Castano Primo, nel Milanese, dove si era trasferito dopo il matrimonio.

Come scriveva Montanelli, “noi ai ragazzi del ‘68 preferiamo quelli del ‘99″, riferendosi ai diciottenni (all’epoca minorenni) che nel 1917 vennero chiamati per difendere l’Italia in enorme difficoltà nella prima guerra mondiale.

Adesso quell’Italia, quegli italiani non ci sono fisicamente più.

Sarebbe bello se i ragazzi che scendono in piazza contro la Gelmini visitassero l’altare della pace e si fermasse anche pochi secondi di fronte alla tomba del milite ignoto.

Intanto, oggi, coloro che credono in alcuni inutili valori e ideali si sentiranno più soli.

Sarà un 4 novembre più triste.

La meglio gioventù/Parte seconda

Ottobre 27, 2008 di c1a7

Ah, dimenticavo: funerali di stato come minimo.

Ogni lasciata è persa

Ottobre 28, 2008 di c1a7

All’areoporto di Genova.

Una coppia discute. Moglie e marito che hanno superato i cinquant’anni

“Ma allora – è il marito a parlare  - questi scendono in piazza per protestare contro questo governo per le scuole”

“Beh – risponde la moglie – questi dicono che il governo taglia i posti nelle classi, riduce le ore, riporta un solo maestro nelle scuole”.

“Ti ricordi? Ai nostri tempi non era un problema avere un solo maestro, siamo tutti cresciuti in questo modo. Ovviamente c’è dell’altro”.

“Dicono che il governo vuole chiudere alcune scuole, ridurre il numero degli insegnanti. Non è che è molto chiaro”.

“Ma sai come è. Lasciamo perdere sono cose troppo complesse per noi”.

Ecco, qui sta il punto della situazione attuale del nostro Paese: lasciar perdere perché le cose sono troppo complesse.

Vote for Mac

Ottobre 28, 2008 di c1a7

Siccome lo fanno tutti, siccome anche cani e porci dicono la loro, non voglio essere da meno.

E dichiaro che, se fossi cittadino statunitense, voterei John Mc Cain alle elezioni presidenziali del 4 novembre.

Sono stato sempre vicino alle posizioni dei repubblicani sia in politica estera che economica (meno in quella sociale). E poi Mc Cain l’ho apprezzato fin da quando si candidò alle primarie del 2000 contro Bush jr, e perse.

Come non posso non amare uno che ha combattuto nell’inutilissima guerra del Vietnam e che è stato imprigionato dai vietnamiti per svariati anni, uscendone menomato nel fisico? Come non posso non amare uno che ha sempre criticato la pessima gestione della guerra in Irak da parte dell’amministrazione Bush, sostenendo una strategia diversa – quella sintetizzata nel termine “surge” – che si sarebbe poi dimostrata efficace a riportare un certo ordine nel Paese mediorientale?

E, soprattutto, come non posso non amare un politico che, come colonna sonora dei suoi comizi, ha scelto Eye of the tiger, brano lanciato nel film Rocky 3? Un candidato che ha il sostegno di personaggi del calibro di Sylvester Stallone e Clint Eastwood?

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Coming soon

Ottobre 28, 2008 di c1a7

Sarà vecchio, sarà lento, sarà che forse i ruoli da duro, vista l’età, non fanno più per lui. Ma è sempre un bel vedere. E che voce.

Mai più senza

Ottobre 28, 2008 di c1a7

Massimo Ciavarro non farà causa alla RAI per l’ulcera perforante avuta durante il suo soggiorno sull’Isola dei famosi.

Ma uno ’sticazzi?!

E’ una semplice impressione

Ottobre 29, 2008 di c1a7

La situazione sta sfuggendo di mano. Agli studenti, ai professori, al governo, all’opposizione e alle forze dell’ordine.

C’è in giro voglia di muro contro muro, di scontro.

Non pochi soffiano sul fuoco: c’è chi si eccita nel vedere un poliziotto picchiare e c’è chi si eccita nell’osservare un poliziotto picchiato.

Il minchione del giorno

Ottobre 29, 2008 di c1a7

Ansa di oggi

FESTIVAL ROMA: AMENTA, PERICOLOSI FILM COME IL PADRINO

(ANSA) – ROMA, 29 OTT – Film come Il Padrino e fiction come i Capo dei Capi possono fare male, essere pericolosi. A dirlo il neoregista Marco Amenta oggi al Festival internazionale del film
di Roma dove ha presentato ‘La siciliana ribelle’ in corsa nelle sezione Alice nelle citta’. ”Il problema e’ che ci si identifica nei personaggi di mafia specie se sono davvero esistiti. Si sa di casi di mafiosi che hanno in casa i film del Padrino”. Amenta ha portato al festival un film contro la mafia, ovvero la storia vera di Rita Atria la ragazzina di 17 anni che nel 1991 denuncio’ gli assassini del padre e del
fratello, primo atto di ribellione di una famiglia mafiosa contro l’organizzazione e che poi si suicido’ dopo l’uccisione di Paolo Borsellino nel quale aveva riposto tutte le sue
speranze. (ANSA).

Ma si può andare avanti così? Toto Riina che accoppava gli avversari ispirandosi a Don Vito Corleone o a Luca Brasi. Per piacere…  Secondo questo modo di ragionare, io che ho la trilogia in dvd de Il Padrino dovrei essere già latitante.

Pericolosi non sono certi film. Sono queste dichiarazioni.

Il divo

Ottobre 30, 2008 di c1a7

Giulio Andreotti ha detto oggi

Il bombardamento statunitense su Tripoli nel 1986 “fu un’iniziativa impropria, un errore di carattere internazionale”. Lo ha dichiarato Giulio Andreotti, che all’epoca del blitz era ministro degli Esteri, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano una conferma delle rivelazioni fatte dal ministro degli Esteri libico, Abdel-Rahman Shalgam, secondo il quale le autorita’ italiane avvertirono Gheddafi.

Semmai l’errore fu aver votato per troppi anni Giulio Andreotti. Questa dichiarazione è l’ennesima dimostrazione della pochezza della classe politica della Prima Repubblica (per molti aspetti, però, migliore di quella attuale).  E c’è chi rimpiange pure Craxi, il responsabile dell’infamia di Sigonella.

Circus Santoro

Ottobre 31, 2008 di c1a7

Al circo di Michele Santoro la puntata di ieri era dedicata alla scuola e all’università.

Una puntata macchiettistica.

Da una parte gli studenti universitari di destra: pulitini, elegantini, giacca e cravatta blu oppure pullover celestino posato su camicia celestina. Dall’altra quelli di sinistra: capelli lunghi e non proprio lavati, accenno di barba, t-shirt e jeans.

E’ proprio vero: Santoro è il re del (luogo)comunismo.

Brutta puntata, insomma. Poi Travaglio totalmente fuori tema (per rimanere in ambito scolastico): intervento sul conflitto di interessi. Argomento fondamentale, non c’è dubbio, ma che c’azzecca con la scuola? L’avesse almeno legato ai rapporti non proprio chiarissimi tra l’università di Don Verze e la famiglia Berlusconi.

Senza parlare della Guzzanti, ritornata in tv con l’imitazione di Berlusconi. A parte il fatto che si vedeva lontano un miglio che l’intervento era pre-registrato (e montato pure male), la Guzzanti non è stata divertente.

Santoro? Rimandato.

Altro che Alberto Sordi!

Novembre 1, 2008 di c1a7

Ce lo meritiamo il terrorismo rosso, nero, islamico.

Ce la meritiamo la crisi dell’economia reale e finanziaria. La recessione, la deflazione, l’inflazione, la stagflazione.

Ce li meritiamo il Bagaglino, Michele Cucuzza, gli amici dei nemici dei colleghi di Maria De Filippi, Oliviero Beha, Maurizio Costanzo, l’ultima Dandini.

Ce li meritiamo Capossela, Apicella e Patti Pravo.

Ci meritiamo questo e altro.

Siamo il Paese in cui Mara Carfagna diventa ministro. Siamo il Paese in cui il ministro Mara Carfagna riesce a pubblicare i libro dal titolo “Stelle a destra.

Di nuovo tu (ma non dovevamo vederci più?)

Novembre 1, 2008 di c1a7

Ritorna il caos Alitalia.

Ultimatum (“o si firma l’accordo o si muore”) che diventano penultimatum.

Scenari apocalittici (“l’Alitalia non ha più risorse”) che lasciano spazio alla speranza (“Alitalia ha soldi per tutto il mese di novembre”).

Alcuni sindacati firmano. Altri si impuntano. E via alle proteste, agli insulti. Al caos.

Il governo si dice ottimista. Anche l’altra volta confessava di essere ottimista e poi, invece, settimane e settimane di liti. Speriamo che adesso abbia ragione.

Perché non la forza per poter sopportare altre puntate della bruttissima telenovela Alitalia

Il grande schermo della politica

Novembre 1, 2008 di c1a7

Su Il Giornale di oggi lo storico francesce, Max Gallo, ci spiega la corsa alla presidenza degli Stati Uniti tra Barack Obama e John Mc Cain. Il titolo (molto carino) dell’editoriale è: L’eterno duello tra John Wayne e Gary Cooper.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302713

E’ bello vedere che alla fine, in Francia come in Italia, in Gran Bretagna come in Spagna, il modo più facile, e divertente per giudicare le presidenziali americane sia ricorrere  agli attori di Hollywood, figure mitiche, veri e propri ideal-tipi weberiani. E’ sempre quella meravigliosa e fantasmagorica industria di celluloide made in Hollywood a fornici le lenti per guardare meglio e provare a capire la politica americana.

P.S. Nel suo editoriale Max Gallo contrappone John Wayne a James Stewart, esempio di due differenti modi di pensare la politica, di fare la politica, uno conservatore e l’altro liberal. Forse al cinema. Perché nella realtà sia Wayne sia Stewart furono due ferventi sostenitori del partito repubblicano.

Per non dimenticare/9

Novembre 1, 2008 di c1a7

Ma la sigla è cantata dagli Oliver Onions (Guido e Maurizio De Angelis)?

Il divo

Novembre 3, 2008 di c1a7

S’è inteso male.

Montalbano ero

Novembre 3, 2008 di c1a7

Grande atteso ritorno, ieri, della fiction Montalbano.

La vampa d’agosto è uno dei migliori romanzi di Camilleri con protagonista il commissario di Vigata. Uno dei migliori se paragonato con gli ultimissimi che li ho trovati un po’ mosci. Uno dei migliori perché ha una trama intrigante e perché descrive efficacemente le conseguenze della vecchiaia sullo spirito di Montalbano.

Non era facile realizzare la trasposizione televisiva. Ed infatti in RAI non ci sono riusciti.

La prima ora veramente di alto livello: ottima recitazione, riprese da fiction americana (gli esterni… che esterni!).

La seconda ora, scialba, priva di mordente, incapace di portare sul piccolo schermo la bellezza del testo di Camilleri, soprattutto il travaglio interiore di Montalbano per essere stato usato dalla sensuale e giovane siciliana. Con alcuni momenti addirittura macchiettistici. Esempio: Montalbano che si traveste (borsalino e spolverino scuro) per minacciare e far parlare un testimone. Manco le parodie dei polizieschi tipici della commediaccia all’italiana. Oppure: Montalbano che come sommergibile spunta dall’acqua per avvinghiarsi alla giovane siciliana. Sembrava Jerry Calà in Sapore di mare…

Il giorno della vittoria

Novembre 4, 2008 di c1a7

4 novembre, il giorno della vittoria.

Ma non sto parlando della vittoria molto probabile, anzi quasi certa, di Barack Obama alle elezioni presidenziali americane. Sto parlando della nostra vittoria, la vittoria dell’Italia nella Prima guerra mondiale. La Grande Guerra.

Esattamente 90 anni fa l’esercito italiano vinceva sugli austro-ungarici e sui tedeschi. L’inutile strage, così la definì Papa Benedetto XVI, finiva. Strage di sicuro, inutile non proprio – almeno per i triestini. L’evento è stato ricordato recentemente, ed efficacemente, da due storici di differente pensiero, come Gian Enrico Rusconi e Francesco Perfetti, su due diverse testate, rispettivamente La Stampa e Libero.

Vita di merda quella dei nostri soldati nelle trincee: fame, sporcizia, attacchi inutili e senza senso, ordini disumani, atrocità del nemico. Sogni diventati incubo. Speranze trasformate in tragedia. Un inferno, da ‘15 al ‘18. E anche dopo.

Immortale questo ricordo, tratto da L’Italiano inutile, l’autobiografia di Giuseppe Prezzolini, convinto interventista e  criticoconvinto della gestione del conflitto bellico da parte delle nostre pseudo-elite

La mattina del 4 novembre 1918 ero salito sopra il colle che domina Vittorio Veneto con le rovine d’una chiesa e d’un castello medioevali, quando d’un tratto sentì dal paese e dalla pianura che si stendeva di sotto un’ondata di voci che saliva come un muggito immenso e portava su la parola di: Pace! Nessuno gridava: Vittoria! Mi tornò in mente quel che avevo detto un giorno alla mensa ufficiali: “Quando scoppierà la pace, sarà peggio che lo scoppio della guerra”. Venne il comunismo e, di conseguenza, il fascismo.

Un umile omaggio, il mio, ai seicentomila italiani che morirono in quei quattro anni di guerra. Tra cui anche un certo Federico Carbonari, mio bisnonno.

C’era una volta il west

Novembre 4, 2008 di c1a7

Domenica scorsa ho visto Mickey Rourke ospite della trasmissione di Fabio Fazio. L’attore americano era alquanto malridotto. Ancora carismatico, ma privo in gran parte di quel fascino che lo aveva reso una delle icone del cinema a stelle e strisce alla fine degli anni’80.

E mi è venuta in mente una delle sue prime apparizioni sul grande schermo come attore, non protagonista, nel film I cancelli del cielo (titolo originale Heaven’s Gate) di Michael Cimino, di cui si è parlato molto la scorsa settimana per la sua presenza, in fin dei conti scialba, al Festival Internazionale del Cinema di Roma.

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La classe non è acqua? Dipende

Novembre 4, 2008 di c1a7

In ritardo ecco sintetici giudizi su due pellicole.

Sfida senza regole con Al Pacino e Robert De Niro. Ci sono due fenomeni del cinema, accettano di lavorare insieme e cosa accade? Il minimo del minimo. Minimo risultato con il minimo sforzo. De Niro legnoso. Pacino più dinamico, mefistofelico, intrigante ma come se stesse giocando, non recitando. La trama, poi, di una banalità assurda. Troppo scontata. Troppo prevedibile. Avranno sicuramente risparmiato sugli sceneggiatori per potersi permettere i due mostri sacri. Tanto valeva rimanere a casa e leggere un buon libro.

La classe. Gioiello. Mi potrei fermare qui. Recitato benissimo. Mirabolanti i giovani studenti: in quanto ad entusiasmo l’hanno messo da quella parte anche ai due succitati divi di Hollywood. Bravo anche il professore, nonché autore del libro da cui stato tratto film nonché vero insegnante. Film per nulla ottimista. Crudo, senza fronzoli, amaro. A me non piace il cinema francese, ma questa è una bellissima eccezione.

Il giorno più nero per gli Stati Uniti

Novembre 5, 2008 di c1a7

Da oggi questa frase, che non sfigurerebbe come titolo del quotidiano Libero, non avrà più un significato negativo.

Yes, he did it

Novembre 5, 2008 di c1a7

Obama ha vinto. Ce l’ha fatta. E ha dalla sua una forte maggioranza in Parlamento. Adesso può veramente rivoluzionare la politica americana.

Non ha più alibi. L’entusiasmo (giustificatissimo) per la sua vittoria finirà prima del previsto. Non è più il tempo della poesia. Ora ci vuole un po’ di sana prosa. Se Obama sarà capace di superare la crisi economica (e Dio non voglia che fallisca!), potrà anche introdurre uno Stato sociale di stampo europeo negli USA.

Se ciò accadrà, diventerà un gigante della storia, ben oltre Kennedy. Sarà il nuovo Franklin Delano Roosevelt.

Se.

Se.

Se.

L’onore delle armi

Novembre 5, 2008 di c1a7

Da parte dell’amico Klaus.

Oggi è un grande giorno! L’America ci ha dato un bell’esempio di democrazia.
Mi hanno colpito le parole di un’amercana che vive in Italia e che alle telecamere ha dichiarato: “Sono felice perché oggi, dopo otto anni, posso andare a testa alta e sentirmi orgogliosa di essere americana”

Onore delle armi a John il Veterano che è stato un grande avversario: indomabile combattente, profondamente diverso dall’ingombrante e scomodo Bush, leale fino in fondo
Un McCain che, va riconosciuto, è stato profondamente danneggiato dalla pesante eredità Bush e dai venti di crisi che lo hanno visto precipitare nei consensi (dopo mesi di testa a testa con Obama) al pari della debacle degli indici di Wall Street.

La sobria accettazione della sconfitta di McCain mi riporta dritto dritto al nostro amato/odiato Presidente Berlusconi che, dopo la vittoria di Prodi del 2006, non ha mai riconosciuto il voto democratico degli italiani, denunciando inestistenti brogli elettorali.

La politica italiana, vista dalla notte magica di Chicago, sembra piccina piccina…

Lui c’era

Novembre 5, 2008 di c1a7

Anche il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, s’è congratulato con Obama per la sua vittoria. Ma, oltre alla solite frasi di circostanza (in cui attaccava il centro-sinistra italiana), Berlusconi ha fatto una dichiarazione che le agenzie di stampa non hanno riportato.

Grazie alle nostre fonti siamo riusciti a scoprire cos’ha detto il capo del governo: “Sono contento della vittoria di Obama. Io ho avuto sempre ammirato le persone di colore. Tanto è vero che nel Milan ho fatto giocare molti calciatori neri”.

Riposi in pace

Novembre 5, 2008 di c1a7

E’ morto il grande scrittore Michael Cricthon. Bravissimo nel creare pagine ricche di suspense. Padre di Jurassic Park, libro che ho trovato esagerato (per la serie “capitano tutte a loro”), di lui ho molto apprezzato Congo, Sfera e Mangiatori di morte

Addio alle armi

Novembre 5, 2008 di c1a7

Addio.

Addio vecchio soldato.

Hai servito il tuo Paese. Hai lottato per il tuo Paese. Hai combattuto per il tuo Paese.

Ti hanno imprigionato, insultato, maltratto, torturato, ferito. Ti hanno tenuto lontano dai tuoi familiari per cinque lunghi anni. Ma non ti sei arreso, mai.

Andavi giù e ti rialzavi, andavi giù e ti rialzavi di nuovo.

Sempre per il tuo Paese.

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Olè Juventus

Novembre 5, 2008 di c1a7

Ranieri, Del Piero, li mortanguerieri vostra…

Pensierino del giorno

Novembre 6, 2008 di c1a7

L’adorazione che tutto il mondo sta mostrando nei confronti di Obama è pari a quella di Emilio Fede nei confronti di Silvio Berlusconi.

A A Abbronzatissimo

Novembre 7, 2008 di c1a7

Sotto i raggi del sole…

Tra Scilla e Cariddi

Novembre 7, 2008 di c1a7

Oddio lui è pessimo. Intendo il nostro capo del governo che ha avuto un infelicissima battuta (eufemismo), non s’è scusato, anzi ha iniziato ad attaccare a destra e manca chiunque gli facesse notare la gaffe, ricorrendo ad un linguaggio da trivio e perdendo facilmente le staffe.

Ma proprio perché il capo del governo è in difficoltà, in miserrima difficoltà, il centro-sinistra deve mantenersi sobrio ed evitare di lasciarsi andare a dichiarazioni ridicole come quella di D’Alema. Il cosiddetto migliore avrebbe detto che, se fosse vissuto in Italia, Obama starebbe ancora a fare la fila per ottenere il permesso di soggiorno.

Ora, forse D’Alema non lo sa, ma Obama è cittadino americano, nato sì da un kenyota ma da madre americana che aveva genitori americani in suolo americano. Se la medesima situazione fosse accaduta in Italia, cioé se Obama fosse da padre kenyota ma da madre italiana che avevagenitori italiani e in suolo italiano, Obama sarebbe a tutti effetti nostro connazionale. Quindi non avrebbe bisogno di alcun permesso di soggiorno. Forse D’Alema non lo sa, ma ci sono anche italiani che non hanno la pelle chiara.

L’ariano e altissimo D’Alema, che insulta come un bulletto da scuola Brunetta, accusandolo non molto velatamente di essere un nano e che si ritiene superiore a tutto e a tutti, anche se poi utilizza a sproposito le leggi sulla cittadinanza e sull’immigrazione come meri strumenti di lotta politica; il sapientissimo D’Alema mi dovrebbe spiegare perché nel suo partito non figura come protagonista alcuno uomo o donna che abbia al massimo 4 anni di esperienza politica a livello nazionale. La stessa di Obama.

Cioé: perché D’Alema (e con lui tutto il centro-sinistra) si vanta del cambiamento, della novità e della freschezza portate da Obama, se poi lui sta al centro della scena politica, immobile come menhir, da oltre 20 anni?

Geniale

Novembre 8, 2008 di c1a7

Vignetta di Ellekappa su La Repubblica di oggi.

“Siamo un popolo di imbecilli e coglioni”.

“E lui è lì a testimoniarlo”.

00 Superman

Novembre 9, 2008 di c1a7

Forse, e sottolineo forse, solo la kryptonite può fermare lo 007 di Quantum of solace. Un James Bond totalmente muscolare, indistruttibile: sparato, accoltellato, picchiato, caduto dal cielo, lui nulla, si rialza. Non dorme, non mangia, non si droga, beve sempre e scopa (ma meno del previsto). Dove trovi le forze, solo Iddio lo sa.

Non lo ferma nessuno, non lo ammazza nessuno. Spara, sbombarda, mena come un dannato. Vola da un tetto ad un altro, frantumandosi su finestre, balconi, porte. Evita pallottole come se fosse la cosa più facile al mondo. Ha una mira impressionante. Un sangue freddo che farebbe ghiacciare anche l’inferno.

Ovviamente vince. Parlando sempre poco. Ironia zero.

Infatti, Bond dirà per tutta la durata del film 40 parole in croce (e mi pare che non dica neanche le famosi frasi “Bond, James Bond” e ”un Martini ecc ecc”). Solo nel quarto episodio di Rambo ho riscontrato una tale assenza di dialogo da parte del protagonista del film .

Daniel Craig è perfetto in questa nuova versione “full action” di James Bond.

Bel film? Mah. Ritmo da paura, sulla trama però non c’ho capito nulla, mi sono sfuggiti alcuni passaggi. Meglio Casinò Royale.

P.S. Inutile ruolo di Giancarlo Giannini, la cui fine è meritata. Imbarazzante presenza di Lucrezia Lante Della Rovere che in due minuti dà prova della sue in-capacità recitative.

Coming soon

Novembre 9, 2008 di c1a7

Imperdibile. Irrinunciabile. Incredibile.

Simona Ventura, Elisabetta Canali, Biagio Izzo, Enzo Salvi. E i Fichi d’India vestiti da poliziotti americani. No, dico: i Fichi d’India vestiti da poliziotti americani. Che creatività, che genialità, che humor.

Ovviamente, la ciliegiona sulla torta, il re della risata, il comico più rivoluzionario del nostro Paese, il vero principe della risata, Massimo Boldi.

Il cinema italiano non è morto.

Il declino

Novembre 10, 2008 di c1a7

Stavo descrivendo ad un mio amico il nuovo formato di uno storico quotidiano italiano.

“Beh, come dire, ha un formato più piccolo, è a colori, sembra La Repubblica, peggio la free press, ma una brutta copia di Metro o Leggo, anche la carta sembra di scarsa qualità, è very cheap“.

Very cheap!!!!???? VERY CHEAP?!?!?!?!??! Eh sì, proprio very cheap. Se un’altra persona, parlando con me, avesse utilizzato questa espressione, l’avrei bastonato a sangue. Invece il colpevole sono io.

Mi faccio schifo. Mi sputerei in un occhio per aver utilizzato, senza alcuna utilità, l’inglese. Potevo dire scadente, dozzinale, invece m’è venuto spontaneo dire very cheap.

E’ la fine.

P.S. Il quotidiano in questione era l’Unità, la quale, ogni volta che la sfoglio, mi dà l’idea di avere tra le mani un prodotto di mediocre livello. Dal punto di vista grafico, s’intende. Quel formato con quella fascia rossa pare propriol’ultimo Paese Sera, famigerato quotidiano della sinistra radicale (e sovvenzionato dai sovietici), poco prima che chiudesse definitivamente.

A Camilla piace Sara…

Novembre 14, 2008 di c1a7

Una delle madri del pensiero liberal americano, una delle sacerdotesse del femminismo a stelle e strisce, Camille Paglia continua ad elogiare la conservatrice Sarah Palin (che ribadisco ha un grande futuro davanti a sè):

I like Sarah Palin, and I’ve heartily enjoyed her arrival on the national stage. As a career classroom teacher, I can see how smart she is — and quite frankly, I think the people who don’t see it are the stupid ones, wrapped in the fuzzy mummy-gauze of their own worn-out partisan dogma. So she doesn’t speak the King’s English — big whoop! There is a powerful clarity of consciousness in her eyes. She uses language with the jumps, breaks and rippling momentum of a be-bop saxophonist. I stand on what I said (as a staunch pro-choice advocate) in my last two columns — that Palin as a pro-life wife, mother and ambitious professional represents the next big shift in feminism. Pro-life women will save feminism by expanding it, particularly into the more traditional Third World.

L’articolo completo della Paglia lo trovate al seguente indirizzo: http://www.salon.com/opinion/paglia/2008/11/12/palin/index1.html

Domanda sacrosanta (e retorica)

Novembre 14, 2008 di c1a7

Perché continuare a pagare il canone?
Ieri Raidue ha dedica un documentario a Maurizio Costanzo. Grande figura della televisione italiana. Uomo potentissimo. Giusto ricordarlo. Ma nello stesso giorno è uscita la notizia che un documentario della BBC avrebbe ripreso poliziotti italiani portare le molotov dentro la scuola Diaz, così da giustificare la repressione durante le giornate del G8 a Genova.

Ma è possibile che il servizi pubblico per l’Italia lo faccia la tv inglese?

Altra domanda sacrosanta (e retorica): perché mandano in onda un programma come Artù, condotto da Gene Gnocchi e Elisabetta Canalis? A parte la grande imitatrice Gabriella Germani, è un continuo stupidario con ospiti di infimo livello come i sobri Luca Giurato e Franco Grillini nonché uno dei tanti tronisti e l’onnipresente Mario Adinolfi. Programma con meno pretese di Parla con me della Dandini (basta con la Banda Osirisi!!!!), è vero. Ma altrettanto sciapo, scialbo, insapore, inutile.

E io pago…

Riposi in pace

Novembre 14, 2008 di c1a7

E’ morto Marcello Fondato. Chi era? Un regista cinematografico. E cosa diresse? Degli assoluti capolavori. Uno su tutti: l’immortale Altrimenti ci arrabbiamo con Terence Hill e Bud Spencer. E con Spencer realizzò altre pellicole: da Charleston (La stangata de noantri) ai miticerrimi Bulldozer e Bomber.

La parola ai film.

Altrimenti ci arrabbiamo. Scena geniale. Un must.

Bulldozer. Altro che Ogni maledetta domenica o Quella sporca ultima meta.

Bomber. Jerry Calà al limite dell’idiozia. Bud Spencer incapace di espressività.

Il principe della risata? Ma mi faccia il piacere…

Novembre 15, 2008 di c1a7

Sto rivedendo per l’ennesima un film di Totò, Lo smemorato di Collegno. Una cagata pazzesca, recitata a chiappe strette. Il che conferma un’idea che vado maturando da un po’ di tempo: Totò non è il più grande attore comico italiano.

Ha fatto film divertenti. Meglio, ha interpretato molte, tantissime scene divertenti, comiche, che fanno scompisciare lo spettatore, questo sì, Ma un film, che fosse degno di questo nome dall’inizio alla fine, Totò non l’ha mai fatto.

Colpa sua, colpa dei registi, colpa degli autori, colpa dei produttori: questo non lo so e neanche mi interessa. So solo che più guardo Totò e più mi riesce difficile esclamare “che grande attore”. Anzi, più lo guardo e più mi viene a noia, più mi pare stucchevole – e tremendamente macchiettistico.

Changeling

Novembre 16, 2008 di c1a7

Angosciante. Il nuovo film di Clint Eastwood con Angelina Jolie è angosciante. Secco, essenziale, senza fronzoli. Come è solitamente la regia (e la recitazione) di Eastwood.

Mette in scena il dolore di una madre alla ricerca del figlio rapito. Descrive il cinismo assoluto delle istituzioni. Mostra il volto malvagio dell’umanità. Il tutto senza ghirigori, senza retorica. Niente pessimismo assoluto, niente ottimismo americano di maniera.

Una delle scene più significative. Due madri che assistono all’impiccagione dell’assassino dei rispettivi figli: nel momento in cui il corpo cade dalla botola del patibolo, le loro mani si stringono per sostenersi, per farsi reciprocamente coraggio. Niente parole. Solo questo improvviso ed intenso e commovente stringersi le mani.

Brava la Jolie, ai limiti dell’anoressia.

Il mondo è bello perché è avariato

Novembre 18, 2008 di c1a7

Riprendo il titolo da Giovanni Mosca, il padre di Maurizio Mosca – esempio classico di come i meriti dei padri non ricadono sui figli.

Domenica scorsa Massimo Boldi è ospite di Pippo Baudo a Domenica In.  Imbarazzante. Boldi scende a fatica le scale – mentre ho ancora negli occhi Terence Hill, più vecchio dell’attore lombardo, farsi la scalinata con estrema tranquillità a bordo di una bicicletta . Poi, si avvicina alla batteria e inizia a suonare. Suonare… forse esagero. Inizia a fare rumore. Niente senso del tempo, niente ritmo. Puro rumore. E dichiara con una certa sicumera che la batteria è il suo primo amore, il suo amore. Da come suona, ritengo con altrettanta sicumera che siamo di fronte al tipico caso di amore non corrisposto. Non contento, Boldi dà sfoggio della sua straziante comicità.

Spengo la televisione. Anche perché devo andare a vedere un concerto jazz: Chick Corea suona insieme a John Mc Laughlin (IL chitarrista negli anni ‘60), Kenny Garrett, Christian McBride e Vinnie Colaiuta. E ascoltando le tremende bombe sonore, legate tra loro da perfetta armonia, del batterista Colaiuta, ho ripensato alla disgraziata performance di Boldi con le bacchette.

Ho riflettuto che effettivametne il mondo è bello perché è vario. E nel caso dell’attore italiano, avariato.

Largo ai giovani

Novembre 18, 2008 di c1a7

Per superare l’empasse sul presidente della Commissione Vigilanza Rai il PD punta su Sergio Zavoli e trova il consenso di Berlusconi. La pantomima con protagonista il deputato Villari dovrebbe giungere ad una conclusione. Ridicola conclusione che dimostra in maniera drammatica l’involuzione della politica italiana, che perde tempo ed energia per quell’inutile centro di potere autoreferenziale che si chiama Rai. Una politica che mai come adesso, in piena crisi economica, dimostra di essere lontana dai problemi della nazione. Sembra un’affermazione banale, ma davanti al comportamento esagitato di esponenti della maggioranza e dell’opposione sul caso Rai, più interessati al destino di Villari che a quello di milioni di italiani, è naturale, anzi è lecito porsi domande sull’utilità del Parlamento di casa nostra.

Adesso arriva Zavoli. Professionista di indubbio valore. Esperto di cose televisive. Volto storico della tv pubblico. Ma ha oltre 80 anni. Non c’era qualcuno più giovane? Non dico un ventenne, ma un quarantenne, un cinquantenne?

Voglio proprio vedere cosa diranno i giornali su Zavoli, se ironizzeranno (pesantemente) sulla sua veneranda età come fecero con Gian Luigi Rondi, quando venne scelto a presiedere il Festival del Cinema Internazionale di Roma. Presumo che molti (non tutti) elogeranno le capacità del giornalista televisivo e soprassederanno sulla sua anzianità. Vedremo.

Ma privatizzare la Rai, no?

Coming soon

Novembre 19, 2008 di c1a7

Piango dalla commozione.

Godetevi lo spettacolo in religioso silenzio.  E segnatevi questa data: 5 dicembre 2008. Rimarrà negli annali della storia italiana.

Vi segnalo solo l’accento milanese di Don Johnson: trascendentale.

Premio nobel

Novembre 19, 2008 di c1a7

Se ci fosse il Premio Nobel per la storiografia, dovrebbero assegnarlo a questa scoperta: Hitler aveva un solo testicolo.

‘Sti cazzi (per rimanere in tema)? Anche. Ma è tutto vero: http://oknotizie.alice.it/go.php?us=40c05ac096b8ef08

Qualcuno l’ha avvertito?

Novembre 19, 2008 di c1a7

Lo so, lo so, è come sparare sulla Croce Rossa, ma non posso fare a meno di ironizzare.

Qualche settimana fa il senatore (il senatore?!?!??!?!) Maurizio Gasparri ha spiegato a noi popolo bue ed ignorante che la vittoria di Barack Obama non avrebbe scontentato Al Qaeda.

L’associazione terroristica s’è fatta sentire oggi con un messaggio radio in cui descrive con disprezzo il neo presidente statunitense come un “negro servo filoisraeliano”.

Ma come osano questi fanatici integralisti a smentire il nostro vanto politico, il senatore (senatore??!?!?!?!?) Gasparri?

Musica maestro

Novembre 20, 2008 di c1a7

Lasciamo da parte la giacca rossa indossata da Marvin Gaye e la scena da Piange il telefono che dura circa i primi 90 secondi del filmato.

Come direbbero gli inglesi, una performance terrific.

Premio Pulitzer

Novembre 21, 2008 di c1a7

La Stampa di oggi riprende un’inchiesta giornalistica effettuata dal quotidiano inglese “The Independent”. Il titolo dell’articolo “Che fine hanno fatto i passeri di Londra? Un premio a chi lo sa”.

Da leggere assolutamente.

Il tempo non sarà galantuomo

Novembre 22, 2008 di c1a7

Appena visto Galantuomini di Edoardo Winspeare. Con Fabrizio Gifuni, Donatella Finocchiaro (che per questo film ha vinto il premio come migliore attrice al Festival  del Cinema di Roma) e, speciale partecipante, Beppe Fiorello. Storia di Puglia, amore, sesso e Sacra Corona Unita. Deludente.

Il film inizia bene: ha un bel ritmo, dialoghi azzeccati, recitato discretamente (Gifuni l’ho positivamente scoperte ne La Meglio Gioventù e nella fiction RAI su De Gasperi). Poi verso metà comincia a perdersi, il ritmo si rallenta anche se la tensione rimane alta. Da tre quarti in poi, la debacle. L’azione, l’intrigo, la suspense vengono meno e lasciano spazio alla storia d’amore: lenta, prevedibile, noiosa. Un mosciume che viene ulteriormente danneggiato da un finale a minchia di cane.

Anche gli attori si ammosciano. Gifuni pare un pesce lesso. La Finocchiaro non brilla eccessivamente. Beppe Fiorello è sempre uguale a se stesso.

Forse ha ragione Nanni Moretti: escluse le eccezioni come il Divo e Gomorra, il cinema italiano langue.

Il partigiano Sandro

Novembre 24, 2008 di c1a7

Adesso è sepolto. E’ passato alla storia. Può diventare oggetto di revisione. Sto parlando di Sandro Curzi.
Persona dignitosa, non c’è dubbio. Senza troppi fronzoli. Chiara – ai limiti del semplicismo. Gli sarò sempre grato di essere stato bravo a dare il giusto spazio a Montanelli, quando si trovava a Telemontecarlo – e chi non avrebbe fatto lo stesso?
Ma da qui a diventare un guru del giornalismo italiano, dell’eccellenza della carta stampata di casa nostra, ce ne corre.
Perché Curzi era sì giornalista, ma comunista. E in questo caso l’aggettivo vale cento, mille volte più del sostantivo.
Perché è grazie al suo essere iscritto al partito comunista che Curzi ha ricoperto i ruoli che ha coperto. Sia chiaro: in un paese normale, in un paese la cui normalità non corrisponde affatto a quello che intende e, soprattutto, pratica Massimo D’Alema, in un paese in cui la meritocrazia e la libera competizione delle persone e delle idee fossero trionfanti, in un paese in cui il servizio pubblico non fosse stato e non fosse attualmente bottino dei vari partiti e delle loro differenti correnti, in un paese di tal genere, Curzi non sarebbe mai diventato direttore del TG3, dal momento che la direzione del TG3 e degli altri telegiornali pubblici non sarebbe stata attribuita a chi avesse posseduto una determinata tessera politica.

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Molto rumore per nulla

Novembre 26, 2008 di c1a7

Tutto questo scalpore, tutto questo incazzarsi per la presunta conversione in letto di morte di Antonio Gramsci, proprio non la capisco. Come se ci trovassimo di fronte ad un delitto di lesa maestà. E anche se fosse? Anche se Gramsci, prima di esalare l’ultimo respiro, avesse voluto avvicinarsi al cattolicesimo, cosa cambierebbe? Si trata di un atto naturalissimo, anzi umanissimo, quello di trovare la fede, la speranza nell’aldilà, di fronte alla morte. Nessuno scandalo. Tutt’altro. E’ capitato e continuerà a capitare.

E invece in Italia il finimondo. Politici di sinistra - e questa la dice tutta sui problemi che veramente interessano parte della sinistra italiana: fatti accaduti 70 anni fa oppure la vittoria di Luxuria all’Isola del Famosi -intellettuali, storici famosi, tutti a dichiarare inesistente il fatto, a negarlo con perviciacia, bollandolo come impossibile, incredibile, ridicolo oppure non fondato su documenti. A parte il fatto che da quando in qua l’estrema unzione viene documentata? E poi da chi? Certo, se tra i documenti contrari a questa nuova ipotesi annoveriamo le testimonianze scritte dalla cognata di Gramsci, spia comunista che sorvegliava il pensatore sardo, la cui sorte il bolscevismo sovietico non si era adoperato a difendere con pervicacia, stiamo freschi.

Ma ammettiamo pure che Gramsci non s’è convertito, che le sparate del monsignore De Magistris, che ha sostenuto la tesi di un Gramsci morente cattolico, sono fuori tempo massimo, che non sono corrobate da quelle che, in gergo, vengono chiamate prove scientifiche inoppugnabili – anche perché se fosse risultata chiaramante la conversione gramsciana, essa sarebbe stata utilizzata sicuramente dalla propaganda fascista. Ammettiamo tutto questo.

Sono però giustificabili le dichiarazioni dello storico Luciano Canfora? Intervistato dal sito de La Repubblica, Canfora ha delirato e s’è scagliato duramente contro i sacerdoti, accusandoli di essere degli “avvoltoi”, i quali girano per le corsie degli ospedali alla famelica ricerca di malati gravi, in punto di morire e senza forze né speranze, costringendoli ad accettare Gesù. E ha citato un caso personale: anni fa lo storico dovette allontanare con forza alcuni preti che tentavano di indurre suo padre, filosofo agnostico in fin di vita, a prendere l’estrema unzione.

A parte il fatto che non mi pare sia corretto dal punto di vista metodologico confermare o confutare una teoria storiografica ricorrendo ai propri casi personali, ma Canfora si rende conto di quello che ha detto? Sacerdoti avvoltoi? Ma contare fino a cinque prima di parlare? E semmai decidere di non parlare???!

Premio Pulitzer

Novembre 28, 2008 di c1a7

Mentre in India si scatenava la caccia all’uomo, meglio se occidentale, cristiano o ebreo, Bruno Vespa si dilettava e dilettava i propri spettatori dedicando le puntate di Porta a Porta alla condanna all’ergastolo degli assassini di Erba e, il giorno dopo, al seguente tema: “Gli italiani non amano il nudo in tv” . Ospiti in studio per quest’ultima puntanta: Alba Parietti, Barbara Chiappini, altre due o tre veline di cui ignoro il nome, lo sprecato Giancarlo Magalli. Sul videowall un bel fermo-immagine: un sedere perizomato.

Bruno Vespa, instacabile, impagabile

Per non dimenticare/10

Novembre 29, 2008 di c1a7

Da assaporare lentamente.

Musica maestro

Novembre 30, 2008 di c1a7

One man party

Dicembre 1, 2008 di c1a7

Magdi Cristiano Allam ha creato un suo partito, che si presenterà alle Elezioni europee.  Un partito tutto suo: nel senso che per adesso, mi pare, c’è solo lui a comporlo. Il giornalista  rivendica con orgoglio la forza del messaggo cristiano e sottolinea la necessità che tale messaggio ritorni a pervadere la società occidentale.

Tanti auguri per l’impresa. Quello che infastidisce è il tono, talvolta  esagerato, con cui Allam denuncia la deriva relativista dell’Occidente, l’assenza pressoché totale dei valori cristiani nel continente europeo. Sembra semplicistico scriverlo, ma si tratta dell classico tono del convertito, più realista del re, più papista del Papa (Ratzingher): facendo la predica, vorrebbe insegnare a chi è cristiano da sempre come vivere secondo l’insegnamento di nostro Signore.

Avrà pure ragione, ma dà fastidio. Anche perché nella sua perorazione a favore del cristianesimo, Allam sembra dimenticare uno degli aspetti fondamentali di questa religione: la gioia, l’ottimismo (non quello di facciata, consumistico, quello sì veramente relativistico, di Berlusconi).

Interessi in conflitto

Dicembre 1, 2008 di c1a7

La situazione è grave. Va rilanciata l’economia, ridando fiato ai consumi e agli investimenti. Senza dimenticare di proteggere chi rischia di perdere o già ha perso il proprio posto di lavoro. Ma le risorse, per famiglie ed imprese, scarseggiano. Bisogna quindi fare cassa, stringendo la cinghia, racimolare soldi dove è possibile ed impossibile. Sacrifici vanno fatti. E li devono fare tutti.

Fin qui il ragionamento fila. Il fine da conseguire è apprezzabile e condivisibile. Però, poi, si svacca nel trovare i metodi per realizzare tutto ciò. Perché, va bene che la pay tv non è un bene di prima necessità, bensì voluttuario (ma cosa sono invece i giornali che da anni, in periodo di vacche grasse e magre, perdono lettori?), che la relativa IVA al 10%, accettabile in fase di lancio del mercato, non è più sostenibile una volta che il mercato è diventato maturo e, soprattutto, in una fase di crisi per l’intera collettività. Va bene quindi incrementare l’imposizione fiscale su chi si rivolge alla tv a pagamento – se l’onere fosse uguale per tutti, se non si guardasse in faccia nessuno, specie se si tratta dell’azienda di famiglia.

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La weltanschauung di Silvio Berlusconi

Dicembre 5, 2008 di c1a7

Il governo ha vinto, Sky ha perso. Per ora. L’IVA sulle Pay Tv passerà dal 10% al 20%, come stabilito dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

Uno degli aspetti che più m’ha colpito dell’intera vicenda è stata la reazione di Silvio Berlusconi, scomposta più che mai. Il Presidente del Consiglio ha inveito e strepitato contro l’universo mondo, prendendosela con la stampa, l’opposizione, la dirigenza SKY, la stessa opinione pubblica (ma esiste l’opinione pubblica? In Italia?), che sembrava non apprezzare totalmente la sua  iniziativa.

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Missione di pace

Dicembre 5, 2008 di c1a7

Prendo dal sito di Panorama (www.panorama.it): “Il procuratore militare di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di tre ufficiali. L’accusa, in base all’articolo 98 del Codice militare di guerra, è di omissione di provvedimenti per la difesa militare, cioè di non aver provveduto all’adeguata protezione della base. Gli imputati sono il generale Vincenzo Lops, primo comandante del contingente italiano a Nassiriya, il suo successore, generale Bruno Stano, che comandava il contingente all’epoca dell’attentato e il colonnello Georg Di Pauli, che guidava il reggimento di carabinieri”.

Imputazione grave, molto grave, forse esagerata. Ma dovrebbe spingere ad una seria riflessione. La tragedia, che per alcuni giorni sconvolse fin nel profondo e terribilmente l’intera nazione, ci ha fatto dimenticare le responsabilità dell’accaduto.

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Made in America/1

Dicembre 14, 2008 di c1a7
Ritornato da viaggio di lavoro/vacanza negli States. Località Washington. Freddo tremendo. Freddo caimano. Vento immancabile – e, ovviamente, sferzante.
Prima però di lasciare lo spazio ad alcune brevi riflessioni, un omaggio. All’opera italiana che meglio sviscera, analizza, celebra il sogno americano. I francesi hanno avuto Tocqueville con Democrazia in America.
Noi questo.

Made in America/2

Dicembre 14, 2008 di c1a7
I washingtoniani sono gentilissimi. Sarà forzata la loro cortesia – i commessi la utilizzano per vendere un prodotto, è chiaro – sarà non spontanea al 100%, ma è sorprendente. Vado alla casa e, sempre, dico sempre, il commesso mi chiede “come va?”. A Roma, già è tanto se rispondono al tuo saluto. E se devono dire qualcosa – faccio l’esempio della libreria Feltrinelli -, l’unica cosa che dicono è “ha la tessera punti?”. Ma c’è di meglio (e di peggio per noi). Camminando, è capitato che il mio sguardo si sia fermato per due secondi più del solito sul volto di uno dei passanti: finiamo per fissarci reciprocamente e l’altro mi saluta. Come se mi conoscesse. A Roma l’altro saprebbe solamente dire: “Ma che cazzo ti guardi?!”.

Made in America/3

Dicembre 14, 2008 di c1a7

A Washington ci hanno portato ad un ristorante italiano. Zona: Georgetown – lo segnalo per avvertirvi di evitarlo. La peggiore cena della mia vita. Già il nome: Paper Moon, è il primo ristorante italiano all’estero che incontro che ha un nome in inglese.  Indizio di fregatura, dunque. Arredamento di lusso (si fa per dire): tende pesantissime rosse; alle pareti affreschi che riproducono panorami del Belpaese: stranamente non ho scorto il Vesuvio fumante e dominante il Golfo di Napoli, bensì la Piramide Cestia a Roma; fregi e bassorilievi che manco un museo sull’antica Roma. E, poi, il cibo: ricette tipicamente italiane – a detta loro – come una caprese, che era totalmente insapore: la mozzarella, vabbé, non è un prodotto autoctono, forse non l’importano e provano ad imitarla (male), ma il pomodoro! Cazzo l’hanno inventato loro, cioé siamo stati noi europei a prenderlo dall’America. Ebbene, acqua, acqua pura, il pomodoro. I ravioli erano affogati nel formaggio, come la famosa insalata Caesare, sì proprio così Caesare: tutto formaggio, ’sta insalata, dell’olio, anche sfigato, neanche l’ombra. Per non parlare del mio piatto: petto di pollo che nuotava in una crema biancastra (besciamella? panna? burro annacquato?) ed era posato sulle tagliatelle, le tagliatelle!!!! Cos’era??!?!?! Un primo, un secondo, un piatto unico??? Tremendo. Ecco perché gli USA sono contrari ad accettare òa Corte Internazionale Penale: rischierebbero di finire ogni giorno di fronte ai giudici se continuano a proporre cibo simile.

Made in America/4

Dicembre 14, 2008 di c1a7

E parliamo di politica. Due gli argomenti maggiormente dibattuti negli States. Il caos economico-finanziario che sta colpendo, forse per abbatterla definitivamente, l’industria automobilistica americana. Il senato s’è opposto pure al suo salvataggio. Futuro nero.

Il secondo argomento riguarda lo scandalo corruzione che vede protagonista il governatore dell’Illinois, Rod Blagojevich (dalla capigliatura fuoriuscita da un cartone americano degli anni ‘70) e relativo alla presunta ”vendita” del seggio senatoriale che prima apparteneva al neo-presidente Obama ad uno dei figli di Jesse Jackson. Interessante da notare come la stampa e i politici di destra abbiano immediatamente inzuppato il biscotto e dato vita ad una campagna volta a sottolineare l’illegalità presente nello schieramento avversario e, fors’anche, nello staff presidenziale. Perché il loro obiettivo principale è chiaro: Barack Obama, colpirlo, danneggiarne l’immagine di uomo del cambiamento, del nuovo per antonomasia, lindo e pinto, super partes, lontano dai vecchi giochi della politica politicante, corrotta e corrutrice.

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Coming soon

Dicembre 15, 2008 di c1a7

Se fosse vero… E sembra proprio di sì.

Kenneth Branagh regista del film  su Thor: 120815-Thor-Branagh.html

Brivido!

L’anno del ghiottone

Dicembre 15, 2008 di c1a7

Provare per credere.

x-menorigins

P.S. La scena dell’elicottero. Mi raccomando.

La questione immorale

Dicembre 16, 2008 di c1a7

La regione Abruzzo. Il comune di Pescara. Il bubbone incancrenito di Napoli. La fogna della regione Campania.

Il malaffare sembra pervadere il Partito Democratico. E scrivo “sembra” solo perché sono mosso da un senso (sempre più evanescente) di garantisimo. Nei fatti, forse al di là dei suoi stessi demeriti, il PD sta affondando in un mare di illegalità. Proprio il PD che aveva fatto (anche giustamente) del rispetto della legalità uno dei suoi cavalli di battaglia -il quale alla prova dei fatti s’era poi dimostrato di scarsa presa presso l’elettorato.

Adesso, a tutti gli effetti, il PD è in balia degli eventi (giudiziari) e non riesce a darsi una linea politica precisa, a fare pulizia interna. E ne avrebbe tutte le forze. Gli uomini poi non gli mancano. Invece manca di coraggio. Perché altrimenti non si spiegherebbe l’incapacità di allontanare dal proprio interno il governatore della Campania, Antonio Bassolino, al cui confronto le malefatte del governatore dell’Illinois (quello che avrebbe venduto il seggio senatoriale appartenente a Barack Obama) impallidiscono. E, invece, Bassolino è ancora lì, inamovibile. Mentre Villari, per molto ma molto meno (l’essere stato regolarmente votato a capo della Commissione vigilanza Rai), è stato velocemente esplulso dal partito.

Alla fine, almeno in apparenza, tutto si tiene: Regione Abruzzo, comune di Pescara, comune di Napoli, regione Campania. E tutto si paga. A caro prezzo.

Made in America/5

Dicembre 16, 2008 di c1a7

Solo in America. O quasi.

Durante il mio soggiorno washingtoniano mi stavo rincoglionendo di fronte alla televisione, che nel pomeriggio trasmetteva telefilm in replica su replica, improponibili talk show, una dozzina di programmi sulla falsariga di Forum, dal titolo Giudice John, Giudice Rose, Giudice Rick e così via. Ma è stato un altro prodotto televisivo ad attirare la mia attenzione.

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Made in America/6

Dicembre 18, 2008 di c1a7

Un nome, due nomi, cinque nomi, dieci nomi, e poi centinaia, migliaia. Migliaia di nomi.

58 mila nomi. 58 mila morti.

E’ il Vietnam Veterans Memorial a Washington.

E’ il Muro.

Uno dei monumenti più commoventi sulla faccia della Terra.

Vietnam Memorial

Vietnam Memorial

Mea culpa, mea maxima culpa

Dicembre 19, 2008 di c1a7

Politico politicante, il mago delle  correnti, l’apprendista stregone dei partiti, il king maker de noantri, l’agognante (e agonizzante) statista: tutto questo e altro è Massimo D’Alema, che adesso afferma che il Partito Democratica risulta frutto di un amalgama mal riuscito.

Se lo dice lui, che di questo amalgama mal riuscito è uno dei massimi dirigenti e che mai in vita sua ha fatto mea culpa…

Hai voglia…

Dicembre 19, 2008 di c1a7

Hai voglia a chiedere i pieni poteri, caro Veltroni, per poter ripulire il Partito Democratico e commissariare le federazioni locali colpevoli di malaffare.

Hai voglia a chiedere uno scatto d’orgoglio, hai voglia a chiedere la collaborazione dello scrittore anti-camorra Roberto Saviano, hai voglia ad invocare una ventata di innovazione per rivoluzionare il partito, pena il fallimento, la morte politica attraverso una lenta agonia.

Hai voglia, caro Veltroni, a dire tante cose  e belle e nobili. Se poi fai partecipare e parlare alla Direzione del PD un certo Antonio Bassolino, uno dei principali responsabili dello sfacelo, in termini di immagine (e, temo, non solo) del partito. Un certo Bassolino che non ha dimostrato la benché minima dignità, rifiutandosi più e più volte di dimettersi dalla guida della regione Campania, gestita in un modo che grida ancora vendetta.

Così non si va avanti. Peggio: si affonda, caro Veltroni.

Allora ditelo!

Dicembre 19, 2008 di c1a7

Forse c’è una speranza.

Ho appena letto una fantastica notizia sul sito del Corriere della sera: Costanzo diventa consulente di Alemanno

Il noto conduttore televisivo è stato scelto dal sindaco di Roma come suo consigliere per la comunicazione sociale. Comunicazione sociale? E cosa vuol dire? Ma soprattutto: Costanzo ha le competenze nel campo della comunicazione sociale? Se si guarda il suo lunghissimo curriculum, di comunicazione Costanzo si  intende. Eccome. Che poi la sua sia stata una comunicazione sociale mi pare strano. A meno che “sociale” non sia inteso in senso lato, mooolto lato, vago, vaghissimo, e compreda, quindi, i tronisti, i casi umani, gli sfigati, Maria De Filippi, Bracardi al pianoforte, la Brilli sul palcoscenico e Brignano comico. Se tutto questo calderone di nani e ballerini significa sociale, allora Costanzo è il re del sociale: allora deve essere considerato il vero fondatore del movimento sociale italiano. E allora forse per questa ragione l’ha scelto Alemanno.

Il che è una buona notizia. Per chi ritiene Alemanno un pessimo sindaco. Perché dovunque ci sia stato lo zampino di Costanzo (da D’Alema a Rutelli a Veltroni) i risultati sono stati evidenti – e deludentissimi.

Basti poi vedere il commento d’esordio dello stesso Costanzo:

Il mio compito è di dare suggerimenti al sindaco e ai consiglieri per essere più presenti sul territorio perché nella stagione obliqua che stiamo per affrontare è importante instaurare un dialogo con la cittadinanza

Avete capito bene? “Essere più presenti sul territorio  perché nella stagione obliqua (e che vuol dire? Ed è pure consulente di comunicazione)… è importante instaurare un dialogo con la cittadinanza“. Meno male che c’è Costanzo che ricorda ai politici di essere più presenti sul territorio e di parlare ai cittadini, cioé di essere e fare i politici. Chi mai ci avrebbe pensato!

Mah!

P.S. Costanzo ha tenuto a precisare che la sua consulenza sarà a titolo gratuito. E vorrei pure vedere, se sono questi i consigli che fornisce.

Penultimatum alla terra

Dicembre 21, 2008 di c1a7

Avevo sentito in giro che il film Ultimatum alla Terra potesse essere una delusione. Ma non mi aspettavo questo tipo di delusione. Ossia, di un film mal fatto. Come se in fase di montaggio avessero tagliato numerose scene. Troppi buchi, nessun rispetto dei passaggi temporali. Un film realizzato in fretta e in furia.

Eppure la storia poteva essere raccontata in modo molto più accurato: gli spunti c’erano, così come le trovate. Si poteva farne una sorta di giallo spaziale (chi sarà questo alieno dalle sembianze umane? E che vuole). Si poteva giocare molto di più con la suspense. Invece niente di tutto questo.

Anche gli attori non è che abbiano brillato. Keanu Reeves, sempre più matrixizzato (sarà forse colpa anche del doppiatore italiano?), sempre più legnoso e monoespressivo. Lo stesso vale per Jon Hamm, il protagonista della fantastica serie tv Mad Men. Anche lui era piuttosto rigido. Il figlio di Will Smith, Jaden, di un’antipatia estrema, da abbattere dopo cinque minuti. Neanche  Jennifer Connely si salvava: per quanto sia fenomenale dal punto di vista estetico (Sergio Leone aveva avuto un grande occhio), anche se tende all’anoressia.

Poesia, poesia, poesia

Dicembre 22, 2008 di c1a7

In religioso silenzio.

Premio Pulitzer

Dicembre 22, 2008 di c1a7

Michelle “Prezzemola” Hunziker concede l’ennesima intervista alla stampa italiana – questa volta ad A. E fa delle rivelazioni fondamentali per il genere umano.

Ecco alcune chicche

«Il mio sogno erotico ricorrente è fare sesso in una vasca da bagno colma di cioccolato caldo fuso. Consiglio a tutti di provare…».

Ma se lo consiglia, non è solo un sogno…
«Ho un’immaginazione viva. Poi ho dovuto veramente immergermi nel cacao per lavoro e avevo i brividi dappertutto. La consistenza, l’odore, quello che ti entra in circolo. Non voglio aggiungere altro… Ma mi piacerebbe ripetere l’esperienza con un uomo che amo».

Mai più senza. Ma la profondissima intervista alla showgirl/attrice/ballerina/cantante/testimonial di tic tac non finisce qui.

Ho paura del buio. Non sono mai riuscita a dormire senza almeno una candelina accesa. Credo che sia una cosa, come dire…. genetica. E con l’età si è aggravata. Quand’ero piccola i miei volevano che dormissi al buio, mi costringevano a spegnere tutte le luci, anche quella del corridoio. Oggi dormo al buio solo se sono estremamente fidanzata e, a letto, ho accanto un uomo che mi capisce. Anzi, la prossima volta non mi chieda se sono fidanzata. Mi chieda se dormo al buio. Dalla risposta capirà».

In queste notti sta dormendo al buio?
«Ovviamente no. Nella camera accendo riflettori da stadio (ride)».

Commovente fino alla disperazione. Grazie Michelle di esistere (per chi si volesse godere tutta l’intervista basta andare sul sito del Corsera).

 

Il nuovo corso

Dicembre 23, 2008 di c1a7

E’ appena diventato consulente del sindaco di Roma e già si vedono i risultati. E che risultati. Il giorno dopo la nomina di Maurizio Costanzo a consigliere di Alemanno, il sindaco della capitale se ne è uscito con una proposta che sicuramente risolleverà le sorti della città, che sta sprofondonando – e non solo metaforicamente, vista la la mega buca stradale vicino San Pietro che ha inghiottito un camione e un’automobile.

Alemanno ha chiesto che la pajata, tipico piatto della tradizione culinaria romana, ritorni sulle nostre tavole, ponendo fine al divieto determinato dall’emergenza mucca pazza che aveva messo il bando alla vendita e al consumo di alcune delle parti dei bovini, come le interiora o il cervello .

Meno che c’è il sindaco ad occuparsi della nostra pancia e ad impegnarsi per farci riassaporare i buoni prodotti di una volta. Meno male che c’è Costanzo, il quale si intende di tavole a consiglia Alemanno di dialogare in maniera sempre più serrata con il cittadino.

Mi sorge un dubbio: ma se la pajata è vietata da lustri, cosa ho mangiato io tre anni fa, quando in una trattoria romana mi portarono i rigatoni con la pajata?

Breviario natalizio

Dicembre 27, 2008 di c1a7

La bomba blu
In Afghanistan gli USA intendono utilizzare il viagra come premio ai capitribù che li appoggiano nella repressione dell’insurrezione talebana. Le battute si potrebbero sprecare all’infinito, ma la situazione in Afganistan è troppo seria e preoccupante per lasciare spazio all’umorismo. Se sono questi i mezzi cui gli occidentali pensano di far ricorso per debellare i talebani, cioé non più il denaro o la promessa di una pace duratura, no, stiamo parlando del viagra, ebbene stiamo freschi. Peggio: i talebani hanno la vittoria in pugno.

I nemici dei miei nemici sono miei amici
Il PD è in stato confusionale. Dopo che il gip ha rimesso in libertà il sindaco di Pescara, precedentemente descritto come un mariuolo della peggior specie, i vertici del PD hanno criticato la magistratura. Ma si vede che non è nelle loro corde prendersela con i magistrati. Non perché, come ripete solitamente e stoltamente la propaganda berlusconiana, i magistrati sono tutti di sinistra. Ma quanto perché, da anni, il centro-sinistra (a dire la verità più la sinistra che il centro) ha elogiato, sempre e comunque, l’operato dei giudici nella misura in cui produceva benefici risultati politici – cioé quando incriminava l’avversario. Adesso che anche elementi del PD si trovano letteralmente sul banco degli imputati, talvolta anche ingiustamente, il partito di Veltroni ha difficoltà a giudicare con obiettività l’operato dei magistrati.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra
Il mondo intero si sta scandalizzando per la virulenza della reazione di Israele al continuo lancio di missili da parte di Hamas contro civili israeliani. Da più parti si invoca il cessate il fuoco. O meglio: si chiede con forza ad Israele di interrompere l’attacco. Ipocrisia estrema. Da giorni i vertici politici e militari israeliani andavano ripetendo che avrebbero scatenato l’attacco contro Gaza, qualora Hamas non avesse interrotto il bombardamento. Da giorni lo dicevano in tutte le salse: smettete, altrimenti noi attacchiamo. SMETTETE, ALTRIMENTI NOI ATTACCHIAMO.Se gli israeliani promettono una cosa, poi la fanno, L’unico dubbio era sul tipo di attacco: totale, globale, con massiccio intervento di forze di terra, volto al rovesciamento al potere di Hamas, o attacco limitato, chirurgico, con modesto impegno di carri armati e fanti. Ebbene, Hamas, incurante di tutto o, peggio, curante di tutto, cioé auspicante una reazione violenta da parte di Israele che avrebbe inevitabilmente prodotto vittime civili così da spingere l’opinione pubblica internazionale a prendersela con gli israeliani; Hamas dunque ha continuato a lanciare razzi contro civili israeliani. Ovviamente, Israele ha reagito. Qualsiasi Stato avrebbe fatto lo stesso. Però, la colpa adesso viene fatta ricadere su Israele: colpevole solamente di aver difeso i suoi cittadini.

Lo spirito del cinema

Dicembre 28, 2008 di c1a7

Strampalato.

E’ il primo aggettivo che m’è venuto in mente all’uscita dal cinema dopo aver visto The Spirit firmato Frank Miller. Una premessa, però, è d’obbligo per capire come mi sono avvicinato al film. Io del Frank Miller autore di fumetti sono un grandissimo estimatore. Meglio: sono un fan sfegatato. Devil, Batman, Sin City ma anche la saga di Martha Washington, il pazzesco Ronin: quasi tutto ciò che Miller ha realizzato, scritto e/o disegnato m’ha affascinato.

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Premio Pulitzer/12

Dicembre 30, 2008 di c1a7

Sondaggio di Playboy (Italia).

Il politico più sexy del pianeta: Silvio Berlusconi. Al secondo posto Barack Obama, che precede Nicholas Sarkozy.

E non finisce qui. La moglie del capo di stato ideale? Veronica Lario, davanti ad Evita Peron e Hillary Clinton.

E poi dicono che i sondaggi non sono taroccati.

Ad ogni modo, aridatece Pol Pot!

Freddie Hubbard (1938-1978)

Dicembre 31, 2008 di c1a7

Altro che Ron Hubbard, il fondatore di Scientology.

Il vero, l’unico Hubbard, quello che passerà alla Storia è Freddie Hubbard. Trombettista jazz di colore, morto ieri all’età di 70 anni.

Un grande. Uno dei più grandi talenti musicali in ambito jazz. Formidabile e talentuosissimo trombettista: veloce, potente, squillante, scattante. Ebullient è l’aggettivo in inglese che lo sintetizza a meglio: esuberante. Un tornado.

Certo, dalla fine degli anni ‘80 in poi, anche e soprattutto per motivi di salute, aveva perso la grinta, la forza, lo spessore che lo contraddistinguevano. Non era più lo stesso: non suonava più tromba ma il flicorno, s’era ammosciato. Ma, a parte l’ultimo periodo, è stato uno dei protagonisti indiscussi del jazz.

Le sue collaborazioni con Coltrane sono memorabili. E non parlo tanto dell’album Ascension (free jazz allo stato puro, difficile da digerire) o il fantastico Africa Brass (dove  è uno dei vari trombettisti dell’orchestra che accompagna Coltrane) ma di Olè, dove i suoi assoli  nel brano di apertura (lui, poco più che ventenne) illuminano la scena. Senza dimenticare l’esperienza con Art Blakey e i Jazz Messenger: hard bop, per quanto poi l’hard bop a lungo andare diventi scarsamente originale. Per non parlare dei lavori con Shorter e Hancock, con cui ha suonato in quello che è uno dei capolavori del jazz di ogni tempo. Maiden Voyage. Capolavoro di eleganza, essenzialità e poesia (jazz al 101%), lo considero il Kind of Blue degli anni ‘60.

Ma va spezzata una lancia a favore anche degli album degli anni ‘70, dei primi anni ‘70. Immeritatamente bollati perché troppo commerciali – tanto è vero che la stampa italiano nel ricordare il trombettista quasi sorvola a citarli. E invece si tratta di album dove Hubbard dà il meglio di sé come compositore e trombettista. Sfido chiunque vero appassionato di jazz a ritenere di bassa lega opere quali Red Clay (con Hancock, Carter, White e Henderson come accompagnatori) o Straight Life. Quest’ultimo vede un Hubbard al massimo della forma, al meglio delle sue potenzialità, del suo talento - per non parlare di un Jack De Johnette alla batteria che sembra spaccare il mondo.

Basta parole.  Spazio alla musica.

Anche questa è Napoli

Gennaio 1, 2009 di c1a7

Parole parole parole

Gennaio 2, 2009 di c1a7

ll Presidente della Repubblica, il 31 dicembre, ha parlato a reti unificate per il consueto messaggio di fine anno. I soliti discorsi, le solite frasi: la disoccupazione, la crisi, la necessità di far qualcosa per combattere l’ingiustizia, la convinzione che siamo un grande popolo e che uniti ce la faremo, l’importante è che le forze politiche e le  varie componenti della società trovino un’intesa, inizino a collaborare ecc ecc. Concetto più, concetto meno, questo il discorso del Presidente della Repubblica. Niente di trascendentale. Niente di significativo

Tutte le forze politiche giù ad elogiare il discorso, destra e sinistra, maggioranza e opposizione. Apprezzamento unanime. Forse perché si condividono veramente le opinioni di Napolitano. Forse perché si è in pieno periodo festivo e non si vuole fare polemica.

Cosa accade poi? Il nostro Presidente, in vacanza a Napoli, ritorno sul suo discorso e lo commenta.  A neanche due giorni dall’averlo pronunciato e quando tutti si erano detti d’accordo con lui, cioé nessuno l’aveva criticato, mal interpretandolo. E Napolitano che fa? Precisa, chiarisce, chiosa. Commenta. Se stesso e i commentidelle forze politiche.

Un circolo vizioso di parole, parole, parole. Dal momento che i nostri politici non si tirano mai indietro nel parlare, soprattutto di fronte ad un microfono, li vedremo commentare il commento del Presidente e trovarsi nuovamente d’accordo con lui.

E poi Napolitano commenterà i commenti dei politici e i politici commenteranno i commenti del Presidente sui commenti dei politici che avevano commentato il suo discorso. E allora i politici commenteranno… Neanche ci trovassimo in un convegno di giuristi che discettano sull’attualità del codice di procedure civile.

Che mal di testa! Che inutile mal di testa. E’ la politica italiana, bellezza.

Meglio tardi che mai

Gennaio 3, 2009 di c1a7

A me sembrava la scoperta dell’acqua calda, il ritenere imbarazzante, mortificare mandar dei soldati a custodire e difendere le discariche. Ma tutti tacevano, contenti che l’esercito proteggesse i nostri rifiuti.

E invece ecco una voce fuori dal coro. Il generale Dino Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, intervistato sul sito del Corriere della Sera.

“Questa storia dei militari a guardia delle discariche mi è sembrata fin dal primo momento un’iniziativa sbagliata. E ora devo proprio dirlo: stiamo umiliando i soldati e distruggendo la loro professionalità».

L’idea fu lanciata dal ministro dell’Interno Roberto Maroni.
«Difatti Maroni è responsabile di questo uso improprio dei militari. Ma anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha le sue colpe. Ha accettato di mandare i soldati a piantonare le discariche e a svolgere compiti di sicurezza nelle strade».

La gente, però, sembra apprezzare la presenza dei militari.
«E questo è un rischio. L’opinione pubblica si sta abituando a un impiego tutt’altro che ortodosso e le istituzioni si sentono legittimate a utilizzare lo strumento militare in modo sempre più abnorme. Siamo il Paese delle emergenze, e domani i soldati potrebbero essere chiamati a vigilare attorno alle carceri, a tenere sotto controllo gli stuoli di clandestini, a proteggere obiettivi di ogni tipo. Ma non sono questi i motivi per i quali ci siamo dotati di forze armate professionali».

Di doman non c’è certezza

Gennaio 5, 2009 di c1a7

Crollano le certezze in questo inizio di 2009

Paola, del duo musicale Paola e Chiara, se ne va, lascia la sorella (sono le sorelle Iezzi), intraprende una carriera da solista e punta sulla musica nera. Un dramma esistenziale! E come farò?! E io che mi ci ero pure affezionato a questo gruppo in formato mignon (non solo perché è composto da solo due persone ma anche perché le sorelle sono bassotte), il quale aveva ottenuto pure un discreto successo musicale - di sicuro maggiore di quello delle sorelle Boccoli (Brigitta e Benedicta), che parteciparono a Sanremo cantando un testo composto da Lorenzo Jovanotti… Basti pensare che un singolo di Paolo e Chiara aveva venduto ben 100 mila copie. Se si pensa che, in due anni dall’uscita,  uno dei capolavori supremi di Miles Davis, Sketches of Spain, aveva a malapena toccato 80 mila copie…

Ma al peggio non c’è mai fine. Il maestro Roberto Pregadio… Chi è il maestro Pregadio? Ma come chi è? E’ il Count Basie italiano. E’ quel simpatico anziano, napoletano, che suonava il piano e dirigeva l’orchestra della Corrida di Corrado e, adesso, di Gerry Scotti. Ho scritto suonava per una ragione ben precisa. Nella prossima stagione della Corrida, che parte a breve su Canale 5, non ci sarà più il maestro, verrà sostituito da Vince Tempera. Il nostro Pregadio l’hanno pensionato o, a sentir lui, defenestrato. Infatti la scusa della cacciata è stata che non sta bene in salute. Il maestro ha fatto gli scongiuri e ha smentito tutto: ho ottanta anni e sono in forma. Ma la situazione non cambia. Alla Corrida non ci sarà. E io mi sentirò più solo.

Al cinema l’amicizia è possibile

Gennaio 10, 2009 di c1a7

Il bambino con il pigiama a righe   

La storia di un bambino, figlio di un comandante delle SS che viene promosso a direttore di un campo di concentramento. Il bambino farà la conoscenza della Shoah diventando amico di un coetaneo ebreo rinchiuso nel campo. La tragedia è dietro l’angolo. Se questa è in sintesi la trama del film, va  detto che la pellicola offre molti spunti interessanti. La tragedia dell’Olocausto vista dall’altra parte: non da quella delle vittime, ma dei carnefici e, nello specifico, dei familiari dei carnefici. Il bambino, ovviamente, ma anche la sorella più grande, la cui maturità non la protegge dagli inganni della propaganda nazista, tutt’altro, anzi è il bambino con i suoi sogni, il suo desiderio di avventure e giochi a ritenere noiosi ed incomprensibili i dettami dell’ideologia nazionalsocialista, a tenersi lontano da essa. Senza dimenticare la madre, che rimane letteralmente sconvolta dallo scoprire che il lavoro del marito, che lei in precedenza aveva accettato, meglio sposato in pieno (marito e lavoro), non si limita a rinchiudere gli ebrei nei campi, ma finisce per gassarli e bruciarli. Un diverso punto di vista per conoscere lo sterminio degli ebrei e di come esso possa segnare direttamente (negativamente) anche la vita e la psicologia dei carnefici.

Altro elemento interessante è il modo con cui viene raccontata la nascita e lo svolgimento dell’amicizia tra i due bambini, divisi da un reticolato, che si rivelerà non insormantabile. Tra bambini tutto diventa possibile: il superamento (almeno per un breve lasso di tempo) anche della più grande e brutale delle tragedie, la sconfitta temporanea dell’odio tra esseri umani. 

Purtroppo il film, che vanta attori molto bravi (i due bambini, l’intera famiglia nazista), viene rovinato da un finale irrealistico che vuole ad ogni costo proporre la seguente morale: alla fine, le azioni malvage si ripercuotono sui loro autori.  

L’ospite inatteso

Film americano dal taglio europeo. Lento. I silenzi, gli sguardi sfuggenti, le frasi non dette o pronunciate a metà, la timidezza dei sentimenti. Tutto ciò la fa da padrone in una pellicola che vede un professore universitario, che non ha ancora superato il trauma della morte della moglie, che non disdegna il vino, annoiato dalla vita che ai suoi occhi non ha molto senso, alle prese con due ospiti inattesi nella sua casa di New York: una coppia di giovani fidanzati, immigrati islamici e clandestini. Nonostante tutto, la convivenza diventa abbastanza semplice, grazie alla musica che fa da collante, ma lo status di clandestino interrompe questo rapporto di amiciza. Il ragazzo viene rinchiuso in un carcere, in attesa di processo ed espulsione. Il professor universitario, che si invaghisce della madre del ragazzo, lotta per salvare quest’ultimo, mosso dall’amore ma anche per mantenere il senso alla vita, che ha finalmente ritrovato.

Film pregevole, intimista, ma anche in questo caso rovinato dal messaggio moralistico – anche se non spiattellato in faccia come nel caso de Il bambino con il pigiama a righe. Ossia: per quanto si possa lottare a favore della tolleranza, della concordia tra gli uomini, per quanto le persone tra loro differenti possano mettere in piedi autonomamente un modo di vivere civile, è il Sistema con la sua impersonale giustizia (e per questo ritenuta ingiustizia) a vincere e a trionfare. Meno male però che c’è la musica. Ma va?

PD, il partito che non c’è

Gennaio 10, 2009 di c1a7

Avevo trascurato la politica italiana e, soprattutto, quanto stava avvenendo nell’opposizione. Ieri e oggi ho spiluccato giornali, navigato tra siti internet di informazione e ho fatto l’amara scoperta: era meglio se non mi interessavo affatto. Perché quello che mi è parso di capire non è affatto incoraggiante, direi deprimente. Il PD rischia fortemente di morire, scindersi, andare a puttane. Il caso Napoli è sotto l’occhio di tutti. Pensavo fosse un’eccezione, ma è invece la punta di un iceberg, la rappresentazione estrema, ma pur sempre rappresentazione, dell’anarchia suicida che prospera all’interno del Partito Democratico. Un partito che fa acqua da tutte le parti, dove la dirigenza, se c’è, è contestata quotidianamente, dove il segretario Veltroni sta diventando un leader bollito, che le prova tutte ma  non riesce a farsi rispettare, risultando alla fine patetico. Un partito dove gli oppositori (da D’Alema a Rutelli, da Letta Enrico a Bersani) si muovono palesemente per creare una serie di alternative a Veltroni, tra loro però differenti e non sempre concilianti.

Su La Stampa di oggi ho letto un articolo di Fabio Martini sul progetto di Casini di creare una Costiutente di Centro che fonda insieme l’UDC e parte degli scontenti del PD, solo quelli moderati, e che venga guidata da Letta Enrico. Un nuova formazione politica che poi finisca per allearsi con quel che resta del PD, per creare un centro-sinistra di fanfaniana e morotea memoria – un progetto caro allo stesso Rutelli e ben visto da D’Alema. Io di matematica non capisco nulla. Però, se da una parte ho 2 (UDC) e dall’altra 5 (PD), i quali sommandosi darebbero 7, e se a 5 tolgo 2 e lo aggiungo all’altro 2, ottengo 3 da una parte (quel che resta del PD) e 4 dall’altra (Costituente di Centro). La somma rimane 7. Tutto questo casino per avere lo stesso risultato. Che poi non è detto che avvenga: si affossa il PD, lo si priva della componente moderata, per poi comunque sceglierlo come alleato? Immagino quanto saranno contenti i democratici di sinistra (perché questo sarebbe il nuovo PD senza centristi: i DS) di allearsi con i moderati, alcuni dei quali li hanno mandati a farsi benedire.

Che mal di testa! Che rompicapo inutile! Veramente la parodia della politica. Purtroppo il rischio di questo bailamme sembra esistere. Tanto è vero che il povero Veltroni ha chiesto di mantenere l’unità all’interno del partito fino alle elezioni europee e amministrative della primavera del 2009. Poi chi vivrà vedrà. Certo, se il PD perde (poi bisogna vedere come perde, quando perde, dove perde), il caos sarà veramente alle porte. L’unico a gongolare sarà Berlusconi (e forse Massimo D’Alema).

Il vampiro e la neve

Gennaio 11, 2009 di c1a7

Mai visto un film di Muccino al cinema. In tv sì, al cinema no. Forse, questa volta era la volta buona. E, invece, ho optato per Lasciami entrare, l’horror movie sui vampiri targato Svezia, pur non essendo un patito del genere né essendo interessato al fenomeno del momento, Twilight – i vampiri alla Dawson Creek o alla O.C., che cazzata.

Ho scelto quindi la neve e il sangue, i due elementi che imperversano per tutta la durata della pellicola svedese. Il film racconta la storia di una dodicenne vampira che, causa la sua natura, è spinta a nutrirsi di sangue e che fa la conoscenza di un bambino, della sua stessa età, vittima del bullismo dei compagni di scuola. Tra i due nasce l’amicizia, anzi qualcosa di più. Il luogo: un paesino vicino Stoccolma. Siamo quindi nel pieno della provincia svedese e in pieno inverno: la morte civile, insomma, anzi incivile visti gli abitanti del luogo (beoni, ipocriti, insensibili, opportunisti falliti ed egoisti) e i loro figli, specie i bulli. Niente di niente, classica vita di provincia senza aspirazione, senza futuro. Senza sbocchi. Solo violenza. Della quale il vampiro è l’esempio più evidente, parossistico, ma non l’unico. E qui sta il limite della pellicola, di molte delle pellicole dell’orrore: mostrare allo spettatore che la violenza non è prerogativa dei mostri, ma del genere umano. Banalità allo stato puro.

Ciò detto, la pellicola ha una sua utilità. Conferma quanto vado pensando da mesi – anche a seguito di un’esperienza personale all’Ikea, la cui struttura ed organizzazione, simile ad una burocrazia da incubo, da film dell’orrore, mi aveva scatenato l’aggressività e l’ira. Ossia: la Svezia è un inferno. Innevato. Gelido. Ma pur sempre inferno. Sì, le svedesi, la tolleranza (termine che odio e, per questo, meriterebbe un post a parte), la pulizia, la civiltà. Belle, bellissime cose. Ma chi ci dice che non nascondano un terribile inferno sociale ed individuale? E’ il dubbio che si ha uscendo dal cinema, dopo aver visto Lasciami entrare.

Vincitori e vinti

Gennaio 13, 2009 di c1a7

Gomorra stop.

La pellicola di Matteo Garrone, tratta dal best seller di Roberto Saviano, non concorrerà per l’Oscar come miglior film straniero. Infatti,  Gomorra non rientra tra le nove pellicole  da cui verranno scelte le cinque che si contenderanno la mitica statuetta a Los Angeles. Ergo: non solo tra i top five ma neanche tra i top nine.

Delusione estrema. Ma solo per chi aveva eccessivamente creduto nel film di casa nostra. Siamo sinceri: Gomorra non è mal fatto. E’ crudo, semplice, senza eccessivi fronzoli. Il tema è, come si suol dire, scottante, tragico: punta i riflettori su una una realtà che ignoriamo o conosciamo a malapena. Ma mi ricordava Mery per sempre. In salsa partenopea, ovviamente. Quindi neppure tanto originale dal punto di vista della trama e del modo di fare cinema.

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Il gioco delle parti

Gennaio 14, 2009 di c1a7

Cai/Alitalia si allea con AirFrance e punta a valorizzare l’aeroporto di Fiumicino. Il governo grida: Evviva. La Lega si impunta, si indigna e forse si incazza: così viene danneggiata Malpensa. Gli amministratori lombardi approvano la protesta del partito di Bossi: aspettiamo la proposta di Lufthansa. Alla fine si procede con AirFrance ma Malpensa verrà tutelata. Tutto ok? Non proprio. Linate vedrà ridotto il suo ruolo . E allora si impunta, si indigna e forse si incazza. Come finirà?

La Lega propone di far pagare una sorta di tassa agli immigrati che devono richiedere il permesso di soggiorno. Il governo dice no e non fa passare la proposta. Guardate – spiega il partito di Bossi – che la proposta l’avete, l’abbiamo già approvata. Dibattito: Non è vero, Sì è vero. Tira e molla. Oggi Maroni, ministro degli Interni, spiega che gli extracomunitari dovranno pagare. La Chiesa si impunta, si indigna e forse si incazza. Come finirà?

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Il gioco delle parti/2

Gennaio 15, 2009 di c1a7

D’Alema è colpevole. Ma anche Veltroni ci mette del suo. Attaccato, criticato, abbandonato, sempre da meno persone amato, lui che aveva fatto dell’unanimismo intorno alla sua figura, del piacionismo, della (falsa) concordia i suoi punti di forza, lui ipocritamente buonista, è diventato una tigre. E si scaglia contro tutti e tutti. Epperò, dopo aver accusato il governo Berlusconi di non prendere sul serio i problemi del Paese e di pensare ad altro,  adesso è lui che va alla guerra contro le farfalle.

E’ di oggi un duro attacco contro un certo tipo di TV, che ricorda da vicino le inutili tirate moralistiche di un Berlinguer (Enrico). Ecco il testo dell’Ansa:

Walter Veltroni critica le trasmissioni televisive in cui ‘’si guadagnano milioni senza  saper fare nulla”, perche’ trasmettono alla societa’ un ”messaggio sbagliato”. La critica è stata mossa dal segretario del Pd intervenendo all’incontro del suo Partito con il Terzo settore. ”Alcune trasmissioni – ha detto Veltroni – mi sembrano marziane. L’idea di guadagnare milioni senza saper fare nulla,  mentre ci sono persone che non possono comprarsi un maglione e’ sbagliata, è un messaggio sbagliato”. Dopo anni, ha detto ancora Veltroni, in cui si è costruita ”una societa’ solipsistica e individualistica” è giunto il  momento ”di ritrovare la sobrieta’ e la solidarieta’, uscendo dalla sbornia da carta di credito, la sbornia di un Paese che ha consumato senza poter pagare”.

Il gioco delle parti/3

Gennaio 16, 2009 di c1a7

Grande lite tra Michele Santoro e Lucia Annunziata. Entrambi campani. Entrambi ex sinistra radicale. Entrambi formazione raitre. Entrambi maleducati, visto che hanno la tendenza di interrompere a sproposito l’interlocutore e di parlargli sopra. Entrambi narcisisti. Loro non chiedono spiegazioni: pongono domande di cui però hanno già la risposta. La loro.

Ebbene, ieri ad Anno Zero, grande litigata. La Annunziata, che passerà alla storia sia per le bella imitazione della Sabina Guzzanti sia per non aver guidato la Rai e sia, soprattutto, per aver fatto perdere le staffe a Silvio Berlusconi inducendolo a lasciare lo studio dove lo intervistava; la Annunziata, dicevo, ha criticato il modo di fare le trasmissioni di Santoro, cioé a senso unico (e se ne accorge solo ora?). Santoro, come i narcisisti maleducati che non accettano che si contesti la loro verità, s’è inalberato e ha contrattaccato. Lite intensa. E poi la Annunziata ha lasciato lo studio.

Pareva una sceneggiata napoletana. Una lite tra boss della camorra. O, peggio, tra guappi. Di cartone.

Il delirio del sabato sera

Gennaio 17, 2009 di c1a7

Immaginate Il Deserto dei Tartari, il nichilista romanzo di Dino Buzzati. Immaginate il protagonista, l’ufficiale Giovanni Drogo che nella Fortezza Bastiani attende vanamente il nemico, aspetta inutilmente di mettere alla prova quello che è, quello che è diventato, la sua esistenza, la sua vita. Immaginate ancora la fine del protagonista che lascia la Fortezza e va a morire senza alla fine essersi scontrato con il nemico. Immaginate anche un finale alternativo del romanzo che, però, non ne tradisce il significato ultimo: ossia che sì Drogo rimane nella fortezza, partecipa al combattimento ma alla fine, dopo una brevissima scaramuccia, il nemico se ne va senza apparire mai più, costringendo Drogo ad un’infinita, estenuante e vana attesa.

Bene, avete immaginato tutto questo? Ecco adesso avete una vaga idea di cosa vi aspetta andando a vedere il film Tony Manero.

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Velocemente

Gennaio 17, 2009 di c1a7

Italia contro Brasile

In una lettera al presidente brasiliano Lula da Silva, il nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha espresso profondo stupore e rammarico per la decisione del governo carioca di non concedere l’estradizione dell’ex brigatista (e assassino) Cesare Battisti. Bravo! E adesso, che facciamo però. Ci fermiamo all’indignazione?

Bollito misto

L’ultima uscita di Veltroni, che se la prende con Berlusconi perché non va all’insediamento di Obama. “È possibile che il governo italiano non sia in grado di farsi rappresentare alla cerimonia di insediamento di Obama, da nessuno dei suoi ministri?».  E aggiunge: “Sono gli stessi ministri che affollano ogni sera i talk show e che non perdono occasione per andare in tv”.  Ora Berlusconi sbaglia a non farsi rappresentare da qualche ministro. Strano che nessuno dei nostri voglia viaggiare negli USA. Ma Veltroni sbaglia nel criticare con veemenza con il Presidente del Consiglio. Ma non ci sono problemi più gravi per il nostro Paese.

Bye bye Bush

Gennaio 19, 2009 di c1a7

Che presidente è stato George Bush? La maggioranza dei cronisti ha già la risposta: un fallimento. Gli opinionisti a lui favorevoli sottolineano che la storia, come è successo per Truman, ne rivaluterà la figura. Secondo me, un buon modo per giudicarne l’operato è partire da una lettera che Giuseppe Prezzolini scrisse nel 1952 all’amico Giovanni Papini. Argomento: Benito Mussolini.

Temo che [Mussolini] si fosse lasciato illudere dalle illusioni ch’era stato così bravo a creare, che vi avevano creduto gli’Italiani e persino molti stranieri. Se fosse morto al momento opportuno, che figura sarebbe stato!… Pensa Mussolini, che gli viene un colpo d’accidente subito dopo aver fatto l’Impero: ti immagini che cosa avrebbero scrito per secoli gli storici…

Mutatis mutandis, ecco se Bush si fosse ritirato o se fosse morto, per “colpo d’accidente”, subito dopo essersi insediato per il secondo mandato, ecco, ho l’impressione che sarebbe stato giudicato, non tanto e solo dagli storici ma anche dagli stessi cronisti, un gigante.

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Il giorno dell’ira

Gennaio 20, 2009 di c1a7

Ma siamo impazziti?! E questa sarebbe la superiore, organizzatissima, efficiente, gentile civiltà nordica? La tanto decantata società svedese? Se devo prendere come punto di riferimento della Svezia una delle sue aziende più importanti, non un semplice business ma una realtà che è una vera e propria filosofia di economia, di società di vita, allora stiamo freschi. Sto parlando dell’Ikea, della mitica Ikea. Ebbene, se L’Ikea è, e lo è, l’avamposto economico-socio-culturale della nazione svedese, beh allora, guerra subito,ora, contro la Svezia.
O noi o loro.
Non ci può essere compromesso. Nessun dialogo.

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Il giorno dell’insediamento

Gennaio 20, 2009 di c1a7

Bel discorso di Obama. Ma si sapeva: i discorsi li sa fare. Simpatico l’intoppo durante il giuramento.

Una cosa m’ha colpito – a parte la presenza di Dio nel discorso: ma si sa gli americani sono molto religiosi. M’ha colpito il riferimento al mondo islamico. Lo riporto in inglese.

To the Muslim world, we seek a new way forward, based on mutual interest and mutual respect. To those leaders around the globe who seek to sow conflict, or blame their society’s ills on the West – know that your people will judge you on what you can build, not what you destroy. To those who cling to power through corruption and deceit and the silencing of dissent, know that you are on the wrong side of history; but that we will extend a hand if you are willing to unclench your fist.

Lo riporto in inglese perché penso che verrà frainteso  - sta già accadendo. Ad ogni modo, Obama dichiara (e semplifico): “Mondo islamico, massimo rispetto, ma sappi che tu sei i responsabili delle tue magagne.  E che la corruzione, l’inganno, l’oppressione non portano da nessuna parte”. E poi la parte più importante: “Mondo islamico, noi ti tendiamo la mano se schiuderai il pugno”. Avete capito bene: noi tendiamo la mano se schiuderai il pugno. Se e sottolineo se. Quindi, nessuna disponibilità a trattare verso chi fa della violenza la sua ragion d’essere e il suo modus operandi. Voi islamici fate i gradassi e i violenti? E allora da noi verranno solo atteggiamenti rigidi. E poi non precisa che si sta riferendo ad Iran o Siria. Parla di mondo islamico nel suo complesso, non potendo (o volendo?) fare distinzioni. Generalizza.  Mano tesa, certamente. Ma fortemente condizionata.

Poi il sito del Corriere della Sera traduce a cazzo quest’ultima frase – ed ecco il pericolo di fraintendere il senso del discorso: Anche se mostrerete il pugno, noi vi tenderemo la mano. Invece il senso è l’opposto: noi vi tenderemo la mano se (solo se) non mostrerete il pugno.  Va bene che Obama viene dipinto come il nuovo messia, va bene che gli statunitensi sono religiosi, ma qui il Corriere esagera, mettendo in bocca al 44esimo presidente una frase del tipo porgere l’altra guancia. Per piacere…

Bravo!

Gennaio 21, 2009 di c1a7

Bravo Obama. Bravissimo. Chiudere, anche se non adesso, ma entro il 2009, il campo di prigionia di Guantanamo è comunque un gran bel gesto – che avrebbe fatto anche Mc Cain, a dir la verità. Comunque è il gesto che ci vuole per cancellare una delle pagini ignobili (inutilmente ignobili) dell’amministrazione Bush e per rendere nuovamente credibile gli Stati Uniti come Paese in lotta per il trionfo delle libertà.

Premio Pulitzer

Gennaio 23, 2009 di c1a7

Ultimamente il Corriere della Sera, il quotidiano “ei fu” della borghesia italiana, mi propina molte soddisfazioni. Notizie succulente, la cui credibilità o interesse è pari a zero.

Notizia di oggi: Gomorra boicottato agli Oscar a causa di un contenzioso tra la Rai e la stessa Academy. Motivo: la messa in onda da parte della Rai del programma di Daniele Piombi, “Premio regia televisiva – Oscar dell’anno”, quando il copyright del nome Oscar appartiene all’Academy.

Scoop! Il vero nemico di Saviano adesso è Piombi. Adesso si scoprirà che Piombi è pure capo dei Casalesi…

Uno, nessuno, trentamila

Gennaio 24, 2009 di c1a7

Ditemi che non è vero. Ditemi che ha aperto la bocca a caso. E non sapeva quello che diceva.

Non posso credere che per combattere la criminalità – che, a quanto risulta dai dati forniti dal suo ministero degli Interni, è pure genericamente in calo – Silvio Berlusconi abbia detto che manderà altri 30 mila soldati. 30 mila soldati!!! Ma che siamo in piena guerra civile!!!  La mafia, la camorra, l’ndrangheta, le brigate rosse, gli ultras della peggiore risma si sono alleati con Hamas, Hezbollah, Al Qaeda e hanno forse dichiarato guerra alla nostra democrazia, attaccandola da nord, sud, ovest ed est?

Ma diamo la parola al nostro Presidente del Consiglio: “C’è una proposta di Maroni condivisa dal ministro La Russa di aumentare di dieci volte il numero dei militari che invece di essere un esercito che sta a fare la guardia nei confronti del deserto dei Tartari sarà utilizzato per combattere l’esercito del male. Credo che faremo bene a portare avanti questa proposta che è del premier”

Proprio così. 30 mila nuovi soldati per combattere l’esercito del male. L’esercito del male?!??!?!?!!? Berlusconi è il Bush de noantri, il Reagan de noantri. Dopo l’impero del Male, l’asse del male, adesso arriva l’esercito del male. Ma qui non siamo in politica, qui siamo dentro una pellicola di Sam Raimi. Aiuto! E poi, leggendo i quotidiani, vengo a sapere che l’ispiratore di questa proposta è il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Qui siamo di fronte a dei dilettanti allo sbaraglio. Persone che non hanno la benché minima capacità di gestire gli aspetti inerenti l’ordine pubblico. Che si muovono a tentoni, che devono ricorrere ad ogni mezzo per far fronte a quella paura che loro stessi hanno generato. Che prendono soluzioni solo per dare una risposta all’opinione pubblica, senza averci riflettuto a fondo, senza preoccuparsi della sua effettiva efficacia, senza soprattutto capire che la risposta migliore non sta nelle misure eccezionali ed estemporanee. Ad esempio, che bisogno c’è di soldati nelle città, quando centinaia e centinaia di poliziotti e carabinieri vegetano negli uffici? Troppo semplice? Non sembra. Basta vedere come si comportano i vari protagonisti.

 Maroni che ieri, dopo l’ennesimo stupro romano, scopre che bisogna iniziare presidiare il territorio. Ma va? Maroni arriva a questa conclusione dopo 8 mesi che sta al governo: capisce solo ora che la prima cosa che va fatta è il presidio del territorio? Alemanno che ieri, dopo l’ennesimo stupro romano, scopre che la questione della sicurezza non dipende (fino a prova contraria) dal potere del sindaco, ma da quello del prefetto, del questore, del comandante dei carabinieri, che le sue sparate legge e ordine sono semplicemente a salve. E oggi Berlusconi con il suo discorso in Sardegna (e qualcuno mi deve spiegare l’acredine di Silvio nei confronti di Soru tale da spingerlo a passare ogni fine settimana nell’isola per far campagna elettorale allo sconosciuto candidato di Forza Italia. Oddio una spiegazione non dovrebbe essere difficile. Soru ha aumentato le tasse sugli immobili. E visto che Berlusconi ha molti immobili in Sardegna… ma non riduciamo la politica ad un mero fatto personale). 

Mi domando: perché fermarci a 30 mila? Facciamo 50 mila soldati e non se ne parla più. 5o mila soldati non addestrati alle indagini, non addestrati per compiti di ordine pubblico, in giro per le strade e seduti, perché no, su carri armati. Come nel Cile di Pinochet. Ma lì era la tragedia, qui rischiamo la farsa.

Per quanto recuperabile, la situazione dell’ordine pubblico è grave. Ma è altrettanto grave, e più preoccupante, il comportamento del governo.

Basta poco

Gennaio 28, 2009 di c1a7

I carabinieri di Frascati hanno catturato quattro romeni con l’accusa di essere stati i responsabili dello stupro di gruppo a Guidonia. Sembrano proprio loro i colpevoli, uno pare abbia già confessato. Ad ogni modo, fermo restando che teoricamente (e sottolineo teoricamente) si è innocenti fino a prova contraria, va stressato il fatto che ad acchiappare i colpevoli sono stati i carabinieri di Frascati. Mica i Marò o i Paracadutisti della Folgore o i Lanceri di Montebello. Cioé  dei semplici carabinieri, addestrati a fare le indagini e girare per il territorio e a investigare e controllare. Meditate gente meditate.

Meno male

Gennaio 28, 2009 di c1a7

Meno male che c’è Libero con i suoi titoli e con i suoi articoli.

Di oggi l’ennesima intervista a Bud Spencer – in redazione probabilmente ci deve essere qualche capoccia che è sfegatato fan del mitico Carlo Pedersoli. Bud ripete le solite cose – la sua carriera, il passato da nuotatore, l’amore per la moglie ecc ecc – e anticipa le sue prossime mosse come una fiction per Mediaset, dove interpreterà un poliziotto in pensione che ha aperto un ristorante.

Bud promette che in questa nuova serie tv non mancheranno i ceffoni. Due domande: ma Bud ce la fa a muoversi per dare un semplice schiaffo? Se lui è il proprietario del ristorante,  con la sua considerevole mole che va alimentata a tonnellate di cibo, cosa mangiano i clienti?

Anzi

Gennaio 29, 2009 di c1a7

Lo so che ti hanno insegnato ad amare il prossimo come te stesso, a porgere l’altra guancia in caso di offesa, a perdonare chi fa del male.

Lo so che ti hanno detto che se vuoi dagli altri il bene devi essere tu il primo a farlo. Lo so che sei mosso dal desiderio che tutti trovino la gioia in Dio inseriti nella grande comunità che è la Chiesa cattolica apostolica romana

Lo so che predichi e ti muovi per avere concordia e per evitare divisioni.

So questo e altre cose. Ma, se di fronte all’ignorante pervicacia, alla protervia anti-cristiana, alla supponenza ed all’arroganza dei lefebrviani, caro Papa Benedetto XVI ti scappa un vaffanculo!!!! non è che ci impressioniamo negativamente. Anzi.

Critica preventiva

Gennaio 31, 2009 di c1a7

E’ l’Italia bellezza. Dove un incarico di partito viene considerato più attraente che fare il ministro della Repubblica. E’ avvenuto in passato. Avverrebbe ora.

Secondo indiscrezioni giornalistiche, a guidare, sotto l’egida (e che egida!) di Berlusconi, il futuro partito unico del centro-destra sarebbe un triumvirato. Uno dei triumviri sarebbe Sandro Bondi, il quale ha precisato che, nel caso in cui su suo nome ci fosse l’accordo di tutti (cioé Berlusconi e AN), lascerebbe il ministero della Cultura.

Come non capirlo?. Meglio sorvegliare, sotto l’egida (e che egida!) di Berlusconi, le truppe del centro-destra che occuparsi di quisquilie come il destino dei nostri musei, monumenti, quadri, statue ecc ecc ecc,

Mi chiamo Pitt e vengo da Ork

Gennaio 31, 2009 di c1a7

Non ho visto il film. In Italia non è uscito e scaricarlo da Internet non ne sono capace. Ma da quello che ho letto della trama nei vari organi di stampa, siamo in presenza di una somiglianza notevole. Di cosa sto parlando? Della pellicola La strana storia di Benjamin Button con Brad Pitt e Cate Blanchett (sempre bravissima).

Secondo quanto mi risulta, è la storia di questo Benjamin: nato con l’aspetto di un anziano, con il passare degli anni ringiovanisce, assumendo le fattezze di un uomo maturo e poi di un ragazzo.

La trama è tratta da un racconto di Francis Scott Fitzgerald. La cosa divertente, la famosa somiglianza di cui parlavo, è che si tratta di una storia simile a quella raccontata nella famosa serie tv che lanciò Robin Williams, Mork & Mindy . Infatti nelle ultime puntate Mork (vengo da Ork, nano nano e altre minchiate) aveva un figlio dalla sua compagna, la mitica Mindy: il figlio, che nasceva da un uovo gigante, non era un tenerissimo fantolino, ma una vera e propria persona anziana, pingue, con non moltissimi capelli e alquanto irsuta. Era la natura degli abitanti di Ork  nascere vecchi e poi morire giovani.

Da Fitzgerald a Pitt passando per Mork. Solo negli Stati Uniti.

La leggenda continua

Gennaio 31, 2009 di c1a7

Mai l’avrei pensato, ma l’avrei creduto, mai l’avrei detto o scritto, ma Vincenzo Mollica a qualcosa serve. Nella sua ridicola  rubrica del sabato Do Re Ciak Gulp, in onda alla fine del TG1 delle 13.30, il giornalista dà notizia di un album del compositore Franco Micalizzi, autore tra l’altro della colonna sonora di Lo chiamavano Trinità. E a cantare  Trinità figura lo swinger con la voce di Tom Jones, Mario Biondi, che realizza una validissima cover.

Eccola:

Senectus

Febbraio 1, 2009 di c1a7

Dopo la sconfitta con il Cagliari (mica il Real Madrid, senza offesa), a Torino, cioé in casa, per giunta pure rimontato, il tecnico Ranieri deve avere la decenza di andarsene.

Non perché il campionato è compromesso. Probabilmente, anzi sicuramente, la Juventus si riprenderà,arriverà seconda. Appunto seconda: non si può andare avanti così: essere vicini alla vetta ma mai raggiungerla, anzi proprio quando si è più vicini, ecco che si cade e pure fragorosamente. No, grazie. Un allenatore che porta questi risultati, che non riesce a dare noi tifosi una squadra vincente in tutto e per tutto, ma solo un solido team (mica siamo la Fiorentina!), se ne deve andare.

Portandosi così il preparatore atletico, visto la caterva di infortunati che abbiamo. Insieme a chi gli ha consigliato di prendere certi giocatori. E al presidente Cobolli Gigli che ieri s’è reso protagonista di una dichiarazione alla Ignazio La Russa anti-brasiliana: piuttosto che fare mea culpa e  dire “abbiamo fatto schifo, non siamo da scudetto, bisogna cambiare, perché la Juve deve vincere e non rimanere dietro all’Inter”, se ne uscito dichiarando che Amauri non lo darà alla nazionale carioca, perché il giocatore è stato chiesto troppo tardi e serve alla Juventus. Una dichiarazione fuori tema (che al momento questo Amauri serva necessariamente alla Juventus è un concetto alquanto ardito). Un presidente fuori luogo.

Musica maestro

Febbraio 2, 2009 di c1a7

Il nostro ministro degli Interni, Roberto Maroni: ” Per contrastare l’immigrazione clandestina non bisogna essere buonisti ma cattivi, determinati, per affermare il rigore della legge. Gli immigrati vengono perchè è facile arrivare e nessuno li caccia. Ma proprio per questo abbiamo deciso di cambiare musica”.

Tosto il nostro ministro. Duro. Senza nessun timore reverenziale e pietismo. Finalmente uno con le palle. Bene, benissimo. Ci voleva. E ha deciso di cambiare musica. Giustissimo.

Peccato che stia al governo da oltre 8 mesi. Non è veloce il nostro ministro a cambiare spartito. Non è molto reattivo. O è reattivo solo quando gli pare. Vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Ne dubito.

Caso Eluana Englaro

Febbraio 3, 2009 di c1a7

Un po’ di silenzio, da parte di tutti: pro e contro eutanasia.

Vi prego.

La legge è uguale per tutti

Febbraio 4, 2009 di c1a7

La Cassazione ha confermato la libertà condizionale o vigilata alla pluriomicida Francesca Mambro, confermando quanto deciso dal tribunale di sorveglianza Roma. Non mi voglio ripetere, quello che avevo da scrivere l\’ho già scritto.

Voglio solo dire che in Italia spesso i peggiori nemici della giustizia sono gli stessi magistrati.

Milk for two

Febbraio 6, 2009 di c1a7

Visto il film Milk, dedicato al politico omosessuale statunitense che lottò per i diritti dei gay nell’America anni ‘70 e finì male.

Pellicola ben fatta. Girato bene con sapiente alternarsi tra immagini d’archivio e fiction. Ben sceneggiato. Trama realizzata in modo interessante. Ben delineato il personaggio di Harvey Milk, vero politico a stelle e strisce, idealista ma anche grande figlio di mignotta nella politique politicienne. Bene tutto? Sì, forse pure troppo. Perché non manca la retorica – il continuo richiamarsi alla speranza, sempre alla speranza (manco in un discorso di Obama) alla lunga stanca.

Film con ritmo, ben costruito dicevo, ma senza sussulti o colpi d’ala, per quanto un certo virtuosismo nella regia ce lo mette Gus Van Sant.

Gli attori? Fisicamente somiglianti alle persone reali, sono sostanzialmente dignitosi – forse Josh Brolin è eccessivamente legnoso. Eccetto Sean Penn. Che mi sta pesantemente sullo stomaco, che ha la faccia terribilmente antipatico, un’antipatia a pelle. Ma che si dimostra molto bravo: alla fine sullo schermo si ha l’impressione che ci sia solo lui.

Scende in campo

Febbraio 6, 2009 di c1a7

Pierluigi Bersani ha deciso di scendere in pista e competere contro  Veltroni per guidare il Partito Democratico.

Su Bersani nulla da eccepire. Persona molto competente, brillante, spacca lo schermo. Ottimo politico e, soprattutto, ottimo ministro. Non ce lo vedo nel ruolo di leader, di un partito o di un governo. Ma posso sbagliarmi.

Due cose mi lasciano perplesso. La prima - e sto facendo della bieca ma non del tutto errata dietrologia – è che Bersani si sia mosso sotto spinta di Massimo (meglio: minimo) D’Alema. Il quale avrebbe utilizzato Bersani, come puparo con pupo, per delegittimare il già delegittimato, debole e sfiancato Veltroni. Ma posso sbagliarmi.

Secondo: è necessario sfidare proprio ora Veltroni con le elezioni europee e amministrative alle porte, anche se poi la sfida partirà solo ad ottobre, scatenando ad ogni modo ulteriore conflittualità all’intero del già rissoso e diviso Partito Democratico?

Meno male che c’è Enzo

Febbraio 6, 2009 di c1a7

Avevo chiesto il silenzio per il caso di Eluana Englaro. Ma voglio segnalare questa bellissima intervista ad Enzo Jannacci apparsa sul Corriere della Sera - e che è stata linkata sul sito del Il Foglio.

Operazione Nibelungo

Febbraio 8, 2009 di c1a7

Da un punto di vista storico non posso dare giudizi. Non so se effettivamente gli sceneggiatori si siano attenuti ai fatti, se abbiano ricostruito in maniera accurata l’intera vicenda. Dell’episodio ho una leggera infarinatura, causata anche dal fatto il nazismo, in quanto fenomeno storico, non mi ha mai tremendamente interessato.

Però, dal punto di vista estetico, di estetica cinematografica, devo dire che Operazione Valchiria non è affatto male. E’ realizzato come un thriller storico. Un grande thriller storico. Il regista Singer, nel dirigere la pellicola che racconta il tentativo fallito del colonello dell’esercito nazista ,Von Stauffenberg, di uccidere Hitler, costruisce un prodotto caratterizzato da una notevole ed inaspettata suspense e che non annoia lo spettatore. Belle le scenografie. Va anche detto che alcuni passaggi della trama sembrano affrettati, non curati.

Nota dolente viene dal fronte degli interpreti. Tom Cruise, che io ritengo essere un bravo attore, pare bloccato. E’ vero che solitamente il seguace di Scientology tende a gigioneggiare, a istrioneggiare, ma in Operazione Valchiria è troppo sottotono, compassato, misurato. Insomma, un blocco di marmo. Anche i comprimari non brillano. Lo stesso Kenneth Branagh, mostro di bravura che assomiglia sempre di più a Paolo Villaggio, realizza una performance, seppur breve, ben al di sotto delle sue capacità.

Riposi in pace

Febbraio 9, 2009 di c1a7

Adesso che Eluana Englaro è morta, posso fare alcune osservazioni.

1) Ha sbagliato il Governo Berlusconi a voler mettere in piedi un decreto legge che ribaltasse il senso di una decisione definitiva della magistratura. Se questa prassi diventasse comune, in Italia non ci sarebbe più la certezza del diritto o, meglio, il potere giudiziario non avrebbe più senso, finendo sottomesso al potere esecutivo, sia di sinistra che di destra.

 2) Ha sbagliato il Presidente Napoletano a mandare quella lettera a Silvio Berlusconi, anche se riservata, proprio mentre il governo stava discutendo il decreto legge. Ha ragione Berlusconi: è stata un’indebita interferenza, non prevista dalla Costituzione italiana (anche quella materiale), in un campo che compete al governo.

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Domani si vota

Febbraio 9, 2009 di c1a7

Giornata di elezioni, quella di domani in Israele.

Si decide il nuovo parlamento. Stando ai sondaggi, è favorito il leader del Likud, Benjamin Netanyahu. Destrorso, duro e puro in economia e in politica estera. Questa sua fama sembra trovare gradimento tra gli elettori israeliani, preoccupati per la difficile situazione economica e, ovviamente, per la loro sicurezza, minacciata, a destra e a manca, da Hamas, Hezbollah, la Siria e l’Iran che si sta dotando di armi nucleari.

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Il gelo in una stanza

Febbraio 10, 2009 di c1a7

Riunione di condominio. La prima della mia vita. Ma anche l’ultima. Capirete il perché.

Alle ore 20.30 come orologio svizzero che spacca il secondo, il decimo di secondo, il centesimo di secondo, il millesimo di secondo, arrivo puntualissimo alla riunione di condominio. La mia prima riunione . Sono scazzato. Perché, da racconti di parenti e amici, mi aspetta una serata (di venerdì!!!!) micidiale: le riunioni di condominio sono lunghissime, poiché possono durare anche dalle 3 alle 4 ore, sono inconcludenti, perché tutti parlano, tutti desiderano dire la propria opinione, ammantata di verità, tutti vogliono avere ragione, e sono quindi inutili, perché si decide alla fine più per stanchezza, mossi dalla voglia di andarsene via, che dopo attenta ed accurata riflessione.
La stanza dove si svolge la riunione non è neanche accogliente. E’ un ex scantinato, in passato adibito a lavanderia: nel senso che non lì si trovavano le lavatrici condominiali, ma nel senso ci sono ancora quelle grosse vasche dove le nostre nonne lavavano a mano i vestiti. Il posto è quindi freddo e umido: per nulla riscaldato. Fuori poi la temperatura s’aggira intorno ai 4 gradi. Le finestre dello scantinato sono chiuse ma, a parte il fatto che una è mezza rotta, gli spifferi vanno e vengono con gioia dei condomini riuniti, i quali sono disposti a ferro di cavallo seduti su una gamma variegatissima di poltrone, alcune imbottite, altre mezze imbottite, altre scarne e di mera plastica. Un fortunato siede su una poltrona che sarebbe comoda se non fosse per una molla sporgente. Le poltrone sono quasi tutte – stranamente – di color verde. Non la stessa tonalità di verde, però. Si va dal verde lattuga al verde pisello, dal verde tricolore bandiera italiana al verde giada. La poltrona con la molla sporgente è però di marrone scuro.

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L’ottimismo della vita

Febbraio 14, 2009 di c1a7

Il nostro capo del governo ha scoperto che la crisi economica è preoccupante.

Dopo aver passato gli ultimi mesi a ripetere che la situazione non era grave, semmai era risolvibile, ad invitare i cittadini a spendere e a spandere per mantere in vita il commercio, il giro di denaro, l’economia, a spiegare che sarebbero state al contrario le mancate spese ad accelereare e aggravare la crisi; dopo aver passato gli ultimi mesi a spargere ottimismo a destra e manca, adesso Silvio Berlusconi mi diventa pessimista. E’ preoccupato.

Ergo. O ha sottovalutato il problema e allora è un incompetente. Oppure ha detto ottimistiche frescacce prima e adesso dice pessimistiche balle, allora è inattendibile. Comunque vada, siamo messi male. Economicamente e politicamente.

Il prossimo anno a Gerusalemme

Febbraio 14, 2009 di c1a7

Partiamo dal commento di Abraham Yehoshua, pubblicato da La Stampa di oggi, che spiega le ragioni della vittoria della destra.

Più che in molti altri Paesi, infatti, in Israele i conflitti politici e ideologici non rispecchiano soltanto i rapporti di forza e i contrasti su opinioni e valori interni alla società israeliana, ma sono significativamente influenzati dalle posizioni e dall’atteggiamento degli arabi in generale e dei palestinesi in particolare. Il successo della destra israeliana alle recenti elezioni è dunque anche dovuto all’aggressività di Hamas a Gaza e di Hezbollah in Libano dopo il ritiro unilaterale da quelle zone operato dai governi di centro-sinistra. Ironicamente, si potrebbe affermare che queste organizzazioni terroristiche potrebbero reclamare un posto nella futura coalizione di Netanyahu per il «lavoro» svolto a suo favore negli ultimi anni. Sarebbe quindi un errore pensare che la svolta a destra dell’elettorato israeliano segni un ribaltamento ideologico. Tutto sommato è più questione di Stato d’animo che di ideologia.

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Il duello

Febbraio 16, 2009 di c1a7

Frost/Nixon, il duello. Gran bel film. Non c’è che dire. Neanche vale la pena dilungarsi più di tanto. Va visto e basta il film che racconta la famosa intervista che il conduttore di talk show David Frost fece all’ex Presidente Richard Nixon, spingendolo ad ammettere di aver agito illecitamente durante il Watergate e di aver tradito il popolo americano e il sistema politico statunitense.

C’è una certa retorica liberal, impersonificata nello scrittore Reston, che vede in Nixon il male assoluto della storia a stelle e strisce, ma non inficia la qualità del film, la sua trama, l’ottima sceneggiatura, la fenomenale prova degli attori.

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E’ tutta un’altra cosa

Febbraio 16, 2009 di c1a7

Adesso Gianni Alemanno invita l’opposizione politica a non strumentalizzare i fatti di violenza sessuale (e non) che stanno accadendo nella città di Roma. Chiede che non si speculi sulla paura. “Da che pulpito!” verrebbe da dire, avendo ben presente i toni apocalittici che Alemanno utilizzò durante la campagna elettorale per diventare sindaco della città eterna, accusando un giorno sì e l’altro pure il suo avversario e lo schieramento che rappresentava di non aver fatto nulla di serio per ridurre il problema della criminalità. Dimenticandosi di fare analogo discorso nei confronti dei prefetti che si erano succeduti negli anni scorsi (tra cui il prefetto Serra di nomina berlusconiana e poi erroneamente canditato nel centro-sinistra) a tutelare l’ordine pubblico.

L’avrà capito che la questione sicurezza è solo in minima, ma veramente minima parte di competenza del sindaco che al massimo può fare ricorso ai vigili – ed è tutto dire? Speriamo di sì. Speriamo che adesso Alemanno si faccia sentire nei confronti del prefetto e dei suoi superiori, ossia un certo ministro degli Interni, Roberto Maroni, senza dimenticare il ministro della guerra, Ignazio La Russa, i cui soldati non hanno risolto nulla e che adesso sembra accettare, anche se non proprio convintissimo, le ronde, la cui inutilità è sotto gli occhi di tutti, persino dei ciechi.

Aridatece Prodi

Febbraio 17, 2009 di c1a7

Dopo la batosta di Soru in Sardegna Veltroni si è dimesso.

Ora la sconfitta di Soru non va imputata  a Veltroni, che ha molte colpe, tante colpe: la sconfitta contro Berlusconi ci poteva stare, forse poteva essere ridotto lo svantaggio, ma non evitato; quello che non ci stava è stata la gestione ondivaga dell’opposizione dopo le elezioni. Detto ciò, non si può attribuire a Veltroni di aver affossato Soru. Lì altre sono le ragioni, di lungo e di breve periodo, ma l’analisi sarebbe troppo lunga.

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Ancora su Walter

Febbraio 19, 2009 di c1a7

Dall’amico devoto e amareggiato Klaus/Claudio pubblico la seguente lettera.

Anche Veltroni vittima dell’autolesionismo della sinistra italiana.
Vittima in primis del virus della divisone che, come d’incanto, si è traferito dal rissoso governo Prodi al neonato partito riformista.
Ma Veltroni, come lui stesso ha onestamente ammesso, ha fallito nel tentativo di dare credibilità ad un progetto politico innovativo e di lungo respiro e di dare fiducia e speranza ad un elettorato fortemente depresso dalla sconfitta elettorale di maggio.
Troppo breve tempo per gettare la spugna?
Forse Veltroni ha ragione nel recriminare lo sport nazionale della sinistra di uccidere i suoi leader, quando dall’altra parte immarcescibili conservano intatto il loro potere (nonostante le sconfitte ) i vari Fini , Berlusconi, Bossi e Casini.
E allora non si capisce perché lui stesso abbia deciso di abbandonare la guida di un partito allo sbando.

O forse sì.
A mio avviso, anche se può sembrare riduttivo ricondurre tutto ai soli numeri, la decisone di Veltroni sta tutta nelle cifre che raccontano una storia di gravi insuccessi, in troppi pochi mesi.
Veltroni partiva, nonostante la bruciante sconfitta delle politiche, da un dignitosissimo 34% di consensi. Un terzo dell’elettorato.
Un valore che lui stesso trionfalmente enfatizzava come un traguardo mai raggiunto nella storia del riformismo italiano.
Ma quel patrimonio di voti che dopo la sconfitta doveva essere la base di una difficile risalita è stato invece in pochi mesi un miraggio sempre più lontano.
Sondaggi in picchiata, travasi di voti dal PD a quello di Di Pietro che, con un’opposizione a Berlusconi diametralmente opposta nei toni e nei contenuti, ha visto raddoppiare i propri consensi in pochi mesi.
Ma secondo me, anche se parzialmente vera, la lettura della sconfitta di Veltroni non sta solo nella strategia politica, nel linguaggio e nella comunicazione del leader.
Ci sono altri elementi
Le divisioni interne, come dicevo prima, che hanno offerto agli italiani l’ennesima prova di rissosità, lacerazione e disunione.
Ma anche e soprattutto la questione morale, con gli sciagurati episodi abruzzesi e di altre realtà locali, l’affaire Campania, che, se da un lato ha evidenziato una pessima gestione delle amministrazioni pubbliche locali, ci ha lasciato dall’altro in eredità un Bassolino e una Jervolino inchiodati alle loro poltrone. Con il silenzio/assenzo pilatesco/connivente della direzione romana.
Tanti episodi che hanno ulteriormente disilluso un elettorato di sinistra gia fortemente disorientato, e che hanno dato fiato alle trombe berlusconiane sull’oramai inesistente primato morale della sinistra.

E infine l’impietoso responso delle urne sarde, che ha condannato anche grazie alle lotte intestine del PD locale, ad una bruciante sconfitta il forte e bravo Soru di fronte al carneade della politica sarda, Sig. Cappellacci, figlio del commercialista di re Silvio.

Veltroni lascia un partito allo sbando: ha fatto bene? ha fatto male?
Non lo so, sicuramente posso dire che è una persona seria con la schiena dritta e bisogna riconoscergli doti di grandi lealtà e correttezza.
Della conferenza stampa di ier mi sono piaciuti il suo auspicio di non fermare il progetto riformista e di evitare ulteriori lacerazioni e lotte fratricide interne, che lui invece ha subito sulla sua pelle in questi mesi. Meno la mancata autocritica sulle ragioni politiche della bruciante sconfitta.
Ma forse mi auguro saranno fatte in altre sedi, in modo approfondito e lucido.
Chi sara il nuovo leader?
Tu già conosci le mie preferenze verso Pierluigi Bersani, anche se forse negli ultimi tempi non si è mosso molto bene preannunciando in modo non opportuno, per la tempestica sotto elezioni, la sua sfida al leader.

Spero solo che la sua candidatura non venga bruciata dalla pur legittima ansia di un rinnovo completo della classe dirigente del partito.
Bruciare nel furore rivoluzionario del repulisti totale anche persone in gamba sarebbe un errore a mio avviso molto grave.

Nonostante tutto

Febbraio 19, 2009 di c1a7

Alighiero Noschese lo imitava ed è morto. Gigi Sabani lo imitava ed è morto. Oreste Lionello lo imitava ed è morto.

Lui, Giulio Andreotti, nonostante tutto, nonostante tutti, è ancora vivo.

L’ottavo nano

Febbraio 20, 2009 di c1a7

Ricevo e pubblico volentieri l’intervento dell’amico Klaus/Claudio.

Con il solito garbo istituzionale che da sempre lo distingue da tutti gli altri leader internazionali, Silvio Berlusconi ha commentato l’uscita di scena di Veltroni. “Sono in politica da 15 annni e mi sono confrontato con sette leader diversi che sono andati tutti a casa, arriverà l’ottavo e non credo vorrà tradire la regola”.
Un onore delle armi all’avversario composto e sobrio come un pugno allo stomaco, cinicamente accompagnato dal suo ghigno beffardo e sprezzante.
Sullo sfondo il sempre più inquietante Bonaiuti a sorridere dell’ennesima battuta del re, con ghigni e sollazzi a telecamere aperte.

La battuta del Premier ridens  è il botto finale dopo lo spettacolo pirotecnico delle ultime ore.

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Rondò veneziano

Febbraio 21, 2009 di c1a7

Sempre peggio. La destra  sull’ordine pubblico si sta comportando sempre peggio. E forse non può fare diversamente.

Prima (quando era all’opposizione) urla ai quattro, otto, sedici eventi che l’Italia è preda della criminalità (soprattutto straniera) e dichiara che solo lei può fermarla. Una volta al governo si comporta di conseguenza e inasprisce le leggi e arma i vigili. Poi, accorgendosi che la situazione non migliora, porta i militari nelle strade. Poi vede che i soldati non funzionano perfettamente (leggi: sono inutili a livello investigativo)  e rilancia, invocando l’intervento del privato cittadino. Permettendo in questo modo (ammettiamolo e non nascondiamoci la verità) che il singolo si faccia giustizia da sé . Perché questa è l’evidente conseguenza determinata dall’istituzione delle ronde. Né più né meno.

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Oscar

Febbraio 23, 2009 di c1a7

Ieri sono stati consegnati gli Oscar. Ha stravinto The Millionarie. Non l’ho visto e quindi non so giudicare. Avrei voluto che vincesse qualche statuetta il film Frost/Nixon.  Però ho sentito che anche Natalia Aspesi è dello stesso avviso, ergo meglio cambiare idea.
A parte gli scherzi,  nella categoria di migliore attore Frank Langella nel ruolo di Nixon si mangia Sean Penn, seppure molto bravo, che interpreta Harvey Milk.

Breve nota

Febbraio 26, 2009 di c1a7

Da parte di Klaus/Claudio.

Giorni di riflessione post trauma Walter: affidiamoci a Franceschini e speriamo che traghetti, senza ulteriore emorragia di voti, il partito al congresso di ottobre.

Il partito ha bisogno di meno palazzo e più territorio (e in questo senso mi sembrano buone le nomine di Chiamparino ed Errani, due amministratori del nord molto in gamba), meno proclami e più concretezza, piu decisionismo e meno collegialità lacerante e inconcludente.

Post comunisti momentaneamente al tappeto, giudati oggi da un nipotino della vecchia e inaffondabile balena bianca.

Auguriamoci solo che il Forrest Gump di Ferrrara, nello scetticismo generale, riesca laddove l’utopia veltroniana ha purtroppo fallito.

Il diavolo veste suora

Marzo 7, 2009 di c1a7

Il dubbio, film com Philip Seymour Hoffman e Meryl Streep. Ed è proprio l’interpretazione della Streep di suora rigida, arcigna, tostissima, conservatrice, tutta d’un pezzo (almeno in apparenza e, comunque, fino ad un minuto prima del finale), mi fa ricordare l’altro suo personaggio, quello del stronza direttrice della rivista di moda de Il diavolo veste Prada.

Siamo nell’America di metà anni ‘60. Kennedy è morto. In una parrocchia cattolica del Bronx, con annessa scuola, si fronteggiano un prete moderno, progressista, amico dei giovani, bon vivant (il gusto della tavola, il piacere del fumo, le unghie lunghe e curate), che sarebbe Seymour Hoffman, e la preside dell’istituto scolastico, la suora Streep. Nel mezzo una suorina, divisa dal timore reverenziale per la sua superiora e l’ammirazione per i metodi per nulla conservatori del prete.

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Il marcio di Roma

Marzo 7, 2009 di c1a7

Capitale corrotta, nazione infetta titolava molti anni fa un settimanale italiano per denunciare il malaffare che dalla città eterna si diffondeva, come cancro, lungo tutta la penisola.

E adesso?

Sicuramente ancora corrotta, la città di Roma è sempre più una città marcia. E non parlo delle solite cose che non funzionano (i trasporti, la sporcizia, il dissesto tremendo e devastante delle strade). Parlo del marcio di chi la rappresenta a livello istituzionale, il marcio di chi la governa e degli oppositori. Marcio intellettuale, decadimento culturale. Pochezza che deprime.

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Watchmen

Marzo 8, 2009 di c1a7

Vedetelo. C’è poco da dire. Va visto. E basta. Può piacere e non piacere. Ma va visto. Soprattutto da chi ritiene il fumetto una sciocchezza giovanilistica. E anche da chi è alla ricerca sul grande schermo dello svago ma anche dei temi seri della vita. In questa pellicola, versione molto fedele al fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons, trova entrambe le cose.

Film lungo – e non poteva essere diversamente se voleva mantenere la complessità della trama della graphic novel, se non voleva tratteggiare superficialmente i diversi protagonisti. Film a parte discontinuo, con momenti morti, con scene eccessivamente truculente, da film splatter di serie B (tutto voluto?). Ma con trovate niente male e con un ottima colonna sonora. Ricchissimo di citazioni.

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Da ignorante

Marzo 11, 2009 di c1a7

Mi pare una cretinata aver chiamato Donadoni ad allenare il Napoli calcio dopo aver esonerato Reja.

Mi pare una cretinata non aver ancora cacciato Ranieri e Cobolli Gigli dalla guida della Juventus.

Ragapalla

Marzo 12, 2009 di c1a7

E poi mi dicono del jazz. Ma il reggae è molto più monotono, molto più palloso, molto più ripetitivo. Dal punto di vista delle musiche, dei suoni. Ci sono le eccezioni, ma che coglioni!!!!

Solo gli strafatti possono assaporarne l’originalità.

Guerra tra pezzenti

Marzo 17, 2009 di c1a7

Ritorno dopo alcuni giorni di assenza. E’ successo molto. O poco. Tutto è relativo.

Ospite di Fabio Fazio, Romano Prodi ha accusato Veltroni di aver determinato la caduta del governo con la sua decisione di far correre da solo il Partito Democratico. Non solo. Prodi ha anche chiarito di non aver apprezzato la politica veltroniana del rifiuto di ogni alleanza. Veltroni ha le sue colpe, non c’è dubbio. Ma, visto come stavano andando le cose, era molto meglio gareggiare da soli che perseverare nella politica delle alleanze che comprendevano tutto e il contrario di tutto, da Mastella a Vendola, e che alla fine, alla prova dei fatti, si sono dimostrate più dannose che utili. Insomma, così non si poteva (e non si può) andare avanti.

Peccato che Veltroni non abbia avuto più coraggio nel criticare Berlusconi durante la campagna elettorale e non abbia voluto fare a meno di Bassolino e compagnia cantando.  Non ha avuto coraggio, così come lo stesso Prodi, che troppe volte al governo, pur di rimanere in piedi, è sceso a compromessi al ribasso. Ottenendo come risultato finale quello di vedere anche questa volto interrotto, prima del previsto, il suo lavoro.

La tv al ribasso

Marzo 17, 2009 di c1a7

Pubblico la lettera  che l’amico Klaus/Claudio ha rivolto al critico televisivo per antonomasia, il professor Aldo Grasso. Lettera più o meno convidivisibile, quella di Claudio, ma ben argomentata. La risposta del professore… vabbé leggetela.

Gentile professor Grasso,
l’altra sera ho seguito con attenzione e grande sgomento l’inchiesta “I Vicere’ ” sull’affaire Catania realizzato da Report, una delle poche trasmissioni che (con qualche limite e lacuna) riesce ancora a fare informazione giornalistica seria nel nostro Paese.
Report ha ripreso la programmazione dopo qualche mese, nel corso del quale Rai Tre ha mandato in onda le ottime inchieste di “Presa diretta” del giornalista Enzo Iacona: un racconto a puntate di grande valore sui temi caldi che emergono in questi giorni di crisi.

Due esempi di TV di qualità in un deserto dell’informazione da far paura, specie se si da uno sguardo alle rete commerciali Mediaset dove ormai, tranne pochi interessanti servizi delle Iene (vedi inchiesta sulla striscia di Gaza), l’informazione sembra scomparsa, grazie anche al recente siluramento del giornalista Mentana.
Proprio domenica scorsa, terminata la puntata di Report e fatto un veloce zapping tra le varie trasmissioni-clone sul calcio domenicale, mi sono soffermato qualche secondo sull’ennesimo reality la Fattoria che celebrava il nuovo mito del momento: il fotografo Fabrizio Corona, una persona moralmente spregevole e al centro di numerose recenti inchieste giudiziarie.

Non dico che l’intrattenimento non abbia dignità e non debba avere spazio nella tv generalista, tutt’altro: ma mi sembra che la corsa al ribasso dei vari reality e programmi disimpegnati degli ultimi tempi abbia superato ogni limite di decenza.
I fatti d’altronde dimostrano che proprio in tempi di crisi e vacche magre, le persone cercano la fuga dalla realtà per alleviare il peso dei gravi problemi contingenti.

Ma qui comincio ad avere alcuni dubbi e mi chiedo: la TV in sostanza svolge un ruolo “terapeutico” o piuttosto cerca volutamente di oscurare la realtà? Insomma non si tratta forse di un lucido disegno politico in cui la tv del nulla forgia i cervelli dei teleutenti in una corsa interminabile al ribasso, nella consapevolezza che un popolo televisivo, utilmente addomesticato al disimpegno più becero, possa essere meglio influenzato e manovrato?

Cordiali saluti,
Claudio

Risposta
La tv sta perdendo, giorno dopo giorno, la sua centralità all’interno della scena mediatica. La rovinografia delle ideologie, delle tendenze, dei gusti, della televisione, così copiosa in questi ultimi decenni, non fa che sanzionare involontariamnte quel sentimento epigonico che è sotterraneo a tutta la cultura occidentale. Con più frusta metafora: il Titanic affonda e l’orchestra suona.

Cicogna uccisa da un bracconiere, il suo compagno rimane a vegliarla…

Marzo 18, 2009 di c1a7

… e ’sti cazzi?!

(La notizia è presa dal sito del Corriere della Sera)

Sparare nel mucchio

Marzo 18, 2009 di c1a7

Ieri a Ballarò, di fronte ad sempre più incazzato Gasparri, Crozza ironizzava contro una proposta di legge di uno del PDL che puntava alla “liberalizzazione” della caccia. Semplificando (forse), il comico ligure spiegava che la legge avrebbe permesso anche ai ragazzi di 16 anni di andare a caccia, cioé di poter imbracciare un fucile. In un primo momento, Gasparri rispondeva che il discorso di Crozza non era corretto, poi si spazientiva e dicev (testuali parole): “meglio sparare a caccia che spararsi l’eroina in vena”.

Certo, di questo passo è molto meglio picchiare un romeno clandestino che il proprio padre. Ovvio. Che poi un sedicenne possa andare in giro con una doppietta, ancor più ovvio: non può guidare, ma può sparare!!!

Un’affermazione che ha lasciato basito lo stesso Crozza, spingendolo ad abbrevviare il suo intervento. Un’affermazione che mi fa specie, perché detta dal capo dei senatori del PDL: non un cretino qualunque, ma un cretino altolocato, di peso, pure ex ministro della nostra beneamata Repubblica. Che modo di ragionare è, questo? Ma, soprattutto: è ragionare?

Io non c’ero, e se c’ero dormivo, e se dormivo sognavo, e se sognavo sognavo di dormire

Marzo 20, 2009 di c1a7

Non vorrei apparire eccessivamente anti-berlusconiano, anti PDL. Ma sono loro che  mi provocano, sono loro a suscitare la mia indignazione. A tenermi vivo. Se non ci fossero, me ne starei tranquillamente sdraiato sulla poltrona a vegetare, leggere fumetti e bere birra. Invece le loro dichiarazioni, la loro semplice presenza, la loro stessa essenza mi induce ad essere quotidiamente inalberato.

Prendiamo le dichiarazioni di oggi di Berlusconi, quelle, per intenderci, relative al suo rapporto con la Lega. Berlusconi si è lamentato delle eccessive richieste da parte del partito di Bossi, che vuole,anzi pretende sempre di più dal governo, non volendo capire che sbaglia a tirar troppo la corda. E fa l’esempio concreto delle ronde, cui Berlusconi (e cito quasi a memoria) era personalmente contrario, perché poi avrebbero fatto il gioco dell’opposizione e, quindi, dei media.

A parte quel “quindi”, che viene usato dal capo del governo per sottolineare ancora una volta la coincidenza assoluta in termini di valori ed interessi tra l’opposizione e la totalità, o quasi, del mondo mediatico italiano; a parte questo, c’è da arrabbiarsi per il modo di comportarsi di Berlusconi. Il quale prende le distanze del provvedimento delle ronde, che a suo dire è tutta farina del sacco leghista. Scusatemi, ma lui dov’era? Sbaglio o Berlusconi è a tutti gli effetti capo del governo, presso cui non si trovano solamente (e né in maggioranza) esponenti della Lega Nord?

Premio Pulitzer

Marzo 21, 2009 di c1a7

Ossia: ’sti gran cazzi.

Copio testuale dal sito del Corriere della Sera

New Jersey: casi di infezione, “Aboliamo la ceretta nell’area bikini”

WASHINGTON – Lo stato americano del New Jersey vuole bandire la depilazione della cosiddetta ‘area bikini’, ovvero l’inguine. La proposta e’ arrivata dal ‘Cosmetology and Hairstyling Board’ dopo che due donne sono state ricoverate in ospedale per infezioni conseguenti la procedura, ma – come prevedibile – sono arrivate le proteste dei saloni di bellezza, che temono una flessione del giro d’affari, soprattutto in vista dell’arrivo della bella stagione. La depilazione tramite ceretta e’ infatti molto popolare negli Stati Uniti, e non solo. Un rappresentante di un’associazione di consumatori del New Jersey, David Szuchman, ha gia’ annunciato battaglia: “La ceretta puo’ essere fatta in tutta sicurezza, anche nelle parti piu’ sensibili del corpo e senza conseguenze. Quindi ritengo che possano esserci modi alternativi per affrontare la questione” ha spiegato.

Niente di nuovo sul fronte occidentale

Marzo 21, 2009 di c1a7

E il ritiro dall’Iraq e l’aumento di truppe in Afghanistan e il conflitto tra israeliani e palestinesi. E il nuovo corso con la Siria e la disponibilità a dialogare con l’Iran. E il ri-partenza da zero delle relazioni con la Russia e la crescita dell’attenzione nei confronti dell’Europa (in cambio di un maggiore coinvolgimento, anche militare, sui diversi scenari). E poi la Cina, l’India e le bizze della Nord Corea. E poi, saltando di palo in frasca, un nuovo piano energetico, che prevende investimenti nelle energie alternative, prova a ridurre la dipendenza dal petrolio straniero e non punta sul nucleare. E il piano di nuove infrastrutture e il protezionismo per tutelare le aziende americane. E tassare i ricchi e i più ricchi per dare ai poveri. E le tirate populistiche contro i manager arruffoni. E creare una mega sistema di sanità pubblica per tutti. E rafforzare le tutele per chi va in pensione Questo e tanto tanto tanto altro.

Insomma, Barack Obama.

Il nuovo presidente, in carica da due mesi, ha fatto e, soprattutto, detto moltissimo, su tutti i fronti (stavo per aggiungere ,”dello scibile umano”). Moltissimo, forse troppo. Troppa carne al fuoco. E’ vero che è impensabile vedere risultati dopo appena sessanta giorni. E’ vero che un tale attivismo in un politico europeo, nel nostro sistema politico europeo, ce lo sogniamo. Ma è anche vero che, soggiogati dall’aura di mistica venerazione che circondava Obama, ci aspettavamo qualcosa di più, qualcosa di concreto che cominciasse a dare qualche piccolo frutto – in campo economico o in campo militare o nelle relazioni internazionali. Invece, ancora poco o nulla.

Forse ha ragine l’opinionista conservatrice Peggy Noonan che sul Wall Street Journal scrive: ” These are the two great issues, the economic crisis and our safety. In the face of them, what strikes one is the weightlessness of the Obama administration, the jumping from issue to issue and venue to venue from day to day. Isaiah Berlin famously suggested a leader is a fox or a hedgehog. The fox knows many things but the hedgehog knows one big thing. In political leadership the hedgehog has certain significant advantages, focus and clarity of vision among them. Most presidents are one or the other. So far Mr. Obama seems neither”.

Gran classe

Marzo 23, 2009 di c1a7

Attendevo Gran Torino da mesi. Alla fine l’ho visto.

Molto bello. Non il capolavoro di Clint Eastwood (ma quale è il capolavoro di Eastwood?), bensì un film nettamente, ripeto (ad nauseam) nettamente sopra la media dei migliori film in circolazione. Ignorato alle nomination degli Oscar, Gran Torino è decisamente superiore di The Millionaire, film che stravinto l’edizione di quest’anno degli Academy Awards: film carino, ben fatto, originale nella trama, divertente a suo modo. Ma vuoi mettere con la prosa cinematografica asciutta di Gran Torino, senza fronzoli, priva di ghirigori estetici, essenziale, lineare, tutto sugo, capace di affrontare né con superficiale leggerezza né con noiosa gravitas i temi delll’esitenza umana: la vita, la morte, il dolore, il rispetto per se stessi e per gli altri, l’amicizia, il perdono, il coraggio, l’onore.

Perché questo è Gran Torino. Una pellicola di una semplicità disarmante, disadorna (l’opposto di The Millionaire) che però indaga a modo suo, secondo il modo tipico di Eastwood, il senso della vita – se ha la vita ha senso.

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Perle

Marzo 28, 2009 di c1a7

Alcune affermazioni di Silvio Berlusconi al congresso di fondazione del Popolo delle Libertà

“Grazie alla politica estera del governo, l’Italia oggi è più forte e rispettata nel mondo. N nessuno ricorda cosa ha fatto la sinistra sulla scena internazionale. Noi però ci ricordiamo purtroppo delle loro manifastazioni in cui sono state bruciate le bandiere di Israele e degli Stati Uniti oppure sono stati oltraggiati i manichini dei nostri caduti di Nassiryia. È un ricordo che ancora ci indigna, perchè noi siamo fieri dei nostri soldati che contribuiscono alla costruzione della democrazia e alla pace e vogliamo che sentano forte la nostra vicinanza”. Pacato come sempre. Conciliante come sempre.

“Gli italiani non hanno gli occhi bendati. Noi andiamo avanti, la sinistra invece torna indietro. Oggi la sinistra sta uscendo di scena e non ha più un volto”. Profetico.  E poi:  “Una sinistra riformista sarebbe indispensabile. Non possiamo farci carico dei loro ritardi, ma siamo qui ad aspettarli. Attenderemo con la pazienza e la tolleranza che loro arrivino a cambiarsi in socialdemocratici”. Paziente e tollerante. E’ tutto lui.

Su Bettino Craxi: “Ebbe tra l’altro un grande merito: fu il primo presidente del Consiglio a rivolgersi ai banchi della destra, attribuendogli pari dignità democratica e superando l’idea che la vera Costituzione fosse quella dell’accordo tra democristiani e comunisti, decretando nei fatti la fine del cosiddetto arco costituzionale”. Nei fatti Craxi, con il suo comporamento da manigoldo, con la sua gestione corrotta, mafiosa, da satrapo orientale, con la sua corte dei miracoli, ha decretato la fine del glorioso Partito Socialista.

Ma su un punto ha ragione, Berlusconi. Eccolo: “Siamo l’unico governo possibile oggi in Italia. Il destino del Pdl dipende dalla capacità del governo di incontrare il consenso dei cittadini”. E’ vero: in questo momento il governo Berlusconi è l’unico governo possibile per l’Italia, per questo tipo di Italia.

Buon compleanno (anche se in ritardo)

Marzo 29, 2009 di c1a7

Terence Hill, 70 anni.

Nota politica

Marzo 30, 2009 di c1a7

Brevissime considerazioni sulla nascita del PDL, il partito (quasi) unico del centro-destra. Quasi, perché non comprende ancora la Lega.

Ebbene, è vero, hanno ragione Casini e Franceschini, i discorsi di Berlusconi sono rivolti al passato, sono rimasticature di quanto Silvio va ripetendo da anni, da quando venne lanciata Forza Italia: l’anticomunismo, la rivoluzione liberale, l’informatizzazione del Paese, l’ammordernamento della pubblica amministrazione. I soliti concetti. La minestra riscaldata. Senza trascurare il fatto che queste parole vengono pronunciate non da uno che è apparso l’altro ieri, ma da una persona che si trova sulla scena politica da 15 anni, una persona che ha ricperto e ricopre un ruolo di assoluto protagonista, avendo governato (se si sommano le differenze esperienze ministeriali) per circa 7 anni. Mica poco.

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Per la serie: sono problemi seri

Marzo 30, 2009 di c1a7

Dal sito del Corriere della Sera.

Il Senato, nel recepire l’annuale Legge Comunitaria, ha approvato l’art. 21 della stessa, che prevede la possibilità di commercializzare bibite con colore e aroma d’arancia pur essendo prive del vero succo d’agrume, il cui limite minimo oggi è al 12%. Per Adoc una decisione «gravissima, danneggiati consumatori e made in Italy». Approvare il commercio di aranciate finte, prive di vero succo d’arancia, «è gravissimo- dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc- i consumatori, soprattutto i più giovani, subiranno un gravissimo danno, sia economico che nutrizionale, si mette a rischio la salute e la qualità dell’alimentazione dei cittadini. Non solo, permettendo la messa in vendita di tali bibite, si crea un danno di centinaia di milioni di euro ai produttori di arance e al made in Italy. Lamentiamo, ancora una volta, l’assenza di una legge quadro sull’etichettatura e la tracciabilità, estesa a tutti i prodotti».

Domanda esistenziale

Marzo 31, 2009 di c1a7

Ma qualcuno li vede, i film di Pupi Avati?

Impagabile

Marzo 31, 2009 di c1a7

Ecco l’attacco dell’editoriale di Luciano Moggi sull’edizione odierna di Libero, il grandioso quotidiano di Vittorio Feltri

“Ora basta! Un celebre pensatore di qualche tempo fa sosteneva che niente più della pochezza dell’uomo può rendere l’idea dell’infinito. Concordo pienamente…”

De nuevo tu

Marzo 31, 2009 di c1a7

Mario Chiesa, il tangentaro il cui arresto diede vita a Mani Pulite (oltre 15 anni fa), è finito nuovamente in carcere. Sempre per corruzione.

Adesso, però, buttate la chiave!!!

Fulmine di guerra

Marzo 31, 2009 di c1a7

Silvio Berlusconi dichiara che lo preoccupano gli effetti della crisi sull’occupazione. Ma va? Cavolo, la fondazione del PDL l’ha reso più acuto.

Stanchezza

Aprile 4, 2009 di c1a7

Ogni giorno Berlusconi ne fa una delle sue: battute fuori luogo, cafonerie italiche, gesti irrispettosi. Gaffe su gaffe che sono ancor più numerose ed evidenti quando Berlusconi partecipa a vertici internazionali. Come se lo stare insieme agli altri grandi del Pianeta spinga ”l’imprenditore d’Italia” ad essere ancor più effervescente ed esuberante del solito.

E ogni giorno le tv, i siti internet, i giornali riportano le sue gaffe, ne amplificano il senso, l’impatto.

E ogni giorno, noi italiani, pro e contro Berlusconi, ci ridiamo sopra. I primi, pensando, “Sempre forte questo Berlusconi che non si fa intidimire da nessuno ma è sempre protagonista”. I secondi, invece: “Ma guarda te questo che si rende ridicolo in ogni occasione”.

Oramai di Berlusconi sembra non interessarci più quello che fa o che dice come capo del governo, ma prestiamo attenzione solo a come si comporta nelle occasioni ufficiali ed informali. Tutti in attesa, spesso trepidante attesa, di qualche sua brutta figura. Per riderci sopra e continuare a prenderlo per i fondelli. Tanto lui è contento, perché a) è sempre al centro dell’attenzione (mica male per un narcisista come lui); b) continua a governare senza particolari difficoltà; c) continua a vincere le elezioni.

Sarà, ma io delle gaffe di Berlusconi (quante sono impreviste e quante sono studiate?) e dell’eccessiva e relativa copertura mediatica mi sono annoiato. Che stanchezza.

Liberalizzazione ora

Aprile 11, 2009 di c1a7

Il sogno di Pannella & Co si è finalmente (?) realizzato.

Cartello intravisto su una via  periferica di Roma: “Vendesi canne da orto”.

Sinite parvulos venire ad me

Aprile 11, 2009 di c1a7

Provo un amore viscerale per Giovannino Guareschi, il creatore di Don Camillo e Peppone. Il blog stesso è un omaggio allo scrittore emiliano. A tutti gli effetti uno dei massimi geni del novecento letterario italiano. Protagonista, perché no?, della scena politica del secondo dopoguerra.

Eppure…

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Suicidio collettivo

Aprile 11, 2009 di c1a7

Centro estetico, zona Boccea (Roma), propone ceretta completa a soli 15 euro.E chissà quando mi ricapita: io ci vado!!!!

Un grande storico. Un grande italiano

Aprile 11, 2009 di c1a7

“Nel clima politico e morale del momento l’inchiesta milanese sulla corruzione politica dava l’impressione di una liberazione; plaudirono anche gli italiani, la maggioranza forse degli italiani, che pur non avendo corrotto o concusso nessuno avevano sempre cercato e cercavano quotidianamente di dare l’interpretazione più restrittiva possibile dei loro doveri verso lo Stato o che si erano avvalsi e si avvalevano della raccomandazione come mezzo quotidiano di sopravvivenza (…) Con lo sdegno diffuso verso corrotti e corruttori, largamente alimentato dalla stampa, un popolo intero si illudeva di riscattarsi in qualche modo da suoi vizi proprio sul terreno dell’etica civile” (P. Scoppola, La repubblica dei partiti, p. 477, Il Mulino, 1996).

Ben fatto, Silvio

Aprile 11, 2009 di c1a7

Fino ad adesso, è stato ottimo il lavoro del governo e degli enti ad esso preposti per l’emergenza terremoto.

Certo, ci saranno state della manchevolezze, disguidi, ritardi; certo, sarà innegabile l’esagerata sovraesposizione mediatica e anche melodrammatica del nostro Capo del Governo (lo sappiamo: la sobrietà non è il suo forte). Ma Silvio Berlusconi ha gestito e, soprattutto, ha fatto gestire in modo efficace l’emergenza.

Bravo, complimenti.

Per il resto, nemici come prima.

Volo d’angelo

Aprile 12, 2009 di c1a7

E l’Uomo Tigre lotta contro il maleeee.

La canzone del mitico cartone animato giapponese, che spero i migliori di voi si ricordino, m’è venuta in mente vedendo The Wrestler, il film interpretato da Mickey Rourke. M’è venuta in mente perché nel film Mickey Rourke, alias Randy “The Ram” Robinson, lottatore dal grande passato ma sul viale del tramonto, si fa fare di tutto, martoriando il proprio corpo con vetri, chiodi, sedie, tavoli, spillatrici e, conseguentemente, spruzzando sangue a iosa in ogni combattimento – per non parlare degli stereoidi e degli antidolorifici che prende in quantità industriale.

Non vedevo un tale profluvio di sangue sul ring adi tempi, appunto, dell’Uomo Tigre contro Grande Tigre o contro Maschera della Morte o il Gorilla.  Detto questo, The Wrestler ha i suoi pregi.

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Il trascinatore

Aprile 12, 2009 di c1a7

Grazie Ranieri. Come trascini (in basso) il morale di noi juventini non lo trascina nessuno.

Sono drammi epocali…

Aprile 15, 2009 di c1a7

I Pooh perdono un componente: il batterista romanaccio. Sul sito del Corriere della Sera la notizia.

Ce ne faremo una ragione.

Forse forse forse

Aprile 19, 2009 di c1a7

Qualche giorno fa l’impagabile Massimo D’Alema se ne è uscita con un’altra delle sue affermazioni: “Non illudiamoci, il governo Berlusconi durerà fino al 2013″.

Pronunciata da un altro uomo politico, questa affermazione risulterebbe banale: non ci vuole molto per ritenere che Berlusconi durerà fino alla fine del suo mandato.

Detta da D’Alema, la frase è invece bene augurante. Infatti D’Alema, nella sua lunghissima carriera politica, ha dato ridicole prove di lungimiranza. S’è dimostrato un mediocre tattico, un imbarazzante stratega: quello che ha detto, quello per cui ha “lottato” è risultato contraddetto dai fatti.

Insomma, se D’Alema dice che Berlusconi durerà fino al 2013, noi oppositori al governo dovremmo essere ottimisti.

Bella presenza

Aprile 19, 2009 di c1a7

Che – L’Argentino: prima parte del film monstre di Steven Soderbergh dedicato al Ernesto Che Guevara. La seconda parte, il Guerrigliero, dovrebbe  arrivare sugli schermi italiani a fine aprile. Peccato che non sia stato proposto in versione integrale.

Che – L’Argentino: niente mito. Niente ideologia. Niente epica. Film lungo, ma secco: illustra la conquista di Cuba seguendo le imprese del guerrigliero comunista argentino, alternandole con il racconto (rigorosamente in bianco e nero) della visita nel 1965 del Che a New York, dove avrebbe parlato al Palazzo delle Nazioni Unite. Niente di più, niente di meno. Battaglie, scontri, morti. Guerra e politica. E tanti tanti tanti sigari.

Non c’è spazio per la retorica, non c’è spazio per la commozione, non c’è spazio per l’esaltazione nel film di Soderbergh Chi si aspetta di trovare l’icona Guevara, il rivoluzionario per antonamasia, bello e sognatore, se lo può scordare. Chi si aspetta di respirare le atmosfere da Inti Illimani può anche andare da un’altra parte. Qui c’è il Guevara che si trova in posizione di subalternità nei confronti di Castro, il Guevara amante della rivoluzione  ma nemico giurato della libertà individuale, il Guevara che attacca la politica imperialista degli Uniti ma giustifica l’omicidio degli avversari della rivoluzione.  Non uno stinco di santo, non un santo, ma un fottuto cinico idealista.

Grande prova di attore di Benicio Del Toro – stra-somigliantissimo a Guevara. Bella la prestazione anche di Demian Bichir nel ruolo di Fidel Castro.  Il film andrebbe visto in lingua originale.

Avanti un altro!

Aprile 19, 2009 di c1a7

Ennesima prova deludente della Juve di Ranieri contro l’Inter. Un pareggio sculato, risicato grazie alla fortuna e a Buffon che tutto para.

Ennesima dimostrazione del fatto che Ranieri, il Ranieri di quest’anno, non è più adatto a guidare la Juventus. Anzi, più passa il tempo, più si sta incartando. Litiga con Trezeguet e non lo fa giocare. Peccato che Iaquinta sia in fase calante e Del Piero sia diventato un fantasma, la cui presenza egoisticamente ingombrante blocca l’emergere di Giovinco. Per non parlare del centrocampo composto da giocatori forse non richiesti direttamente da Ranieri, ma il cui acquisto è stato sicuramente avallato dall’allenatore.

C’è poco da fare: a fine stagione Ranieri se ne deve andare. Difficile purtroppo sostituirlo. Si fanno i nomi di Antonio Conte – ma è pronto per la Juve? – e di Spalletti – che come persona non stimo, ma che con la Roma, con quella Roma, non ha fatto pena.

Tuttavia il cambio dell’allenatore non è sufficiente. Vanno acquistati giocatori decenti e a quelli decenti che già abbiamo (guarda caso i giovani italiani come Giovinco) bisogna dare più spazio. Anche a scapito dei senatori che si stanno imbolsendo (vedi Del Piero). E, a proposito di senatori, voci di mercato danno Fabio Cannavaro di ritorno alla Juventus dopo il soggiorno nel Real Madrid.

Grandissima stima per il capitano della nazionale campione del mondo. Eccelso difensore, anche se in fase calante di carriera E’ anziano. E la Juventus va rifondata partendo soprattutto sulle nuove leve. Sia chiaro: se Cannavaro viene, tanto di guadagnato. Ma non può bastare, non deve bastare per la nostra difesa, per la nostra Juventus. Abbiamo bisogno soprattutto d’altro.

La storia semo noi

Aprile 20, 2009 di c1a7

Sul sito del Corriere della Sera  si dà notizia di un’iniziativa del sindaco Alemanno. Per celebrare il Natale di Roma il Comune ha fatto proiettare ai Fori Imperiali anche una serie immagini con personalità  che hanno fatto la storia della città Eterna, tra cui Papa Woityla, Alberto Sordi e Benito Mussolini.

Quello che stupisce non è la scelta delle persone. Ma quanto scrive il Corriere della Sera (il giornale della borghesia italiana): ”L’illuminazione sui toni fra seppia e blu dei Fori e del Mercato di Traiano, ha proposto ad un certo punto della serata le immagini della dichiarazione di guerra di Mussolini del 1941…

Proprio così: dichiarazione di guerra di Mussolini del 1941. Ora, se la memoria non mi tradisce, l’Italia è entrata in guerra (la seconda guerra mondiale) nel 1940. Di quale dichiarazione sta parlando il Corriere della Sera? L’Italia è entrata in guerra due volte? Ma allora questa è una grande notizia: un scoop storiografico!!!

Siamo noi la storia

Aprile 20, 2009 di c1a7

Il Corriere della Sera si è corretto.  Mussolini ha dichiarato guerra  il 10 giugno 1940.

50 anni fa

Aprile 24, 2009 di c1a7

50 anni fa Dio volle dare una nuova manifestazione di Sè all’umanità. Far capire a tutte le persone di buona e cattiva volontà che Lui era sempre presente, che non se n’era mai andato. Che Lui pensava sempre a noi anche se noi non pensavamo a Lui. E scelse, come già in passato, la musica come mezzo di comunicazione.

Dio chiamò a Sè Miles Davis e gli disse: “Miles, ho bisogno di te”

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Premio Pulitzer

Aprile 24, 2009 di c1a7

Dal sito del Corriere della Sera:

Massimo D’Alema si è fatto un bel regalo per i suoi 60 anni (festeggiati in barca lunedì scorso) vincendo a bordo del suo Starkel 60 Ikarus la regata ‘Roma per tutti’, con partenza e arrivo a Riva di Traiano dopo 526 miglia marine. L’ex Presidente del Consiglio, visibilmente soddisfatto, ha raggiunto il traguardo lasciandosi alle spalle sia Aki Sports Three di Andrea Bonini che i due Pogo 40 impegnati nella Roma per 2 (riservata a due sole persone d’equipaggio).

Un bel chi se ne frega?!

Frase del giorno

Aprile 24, 2009 di c1a7

Dal sito de La Repubblica 

G8: Gasparri, a L’Aquila scelta sicura e razionale

Sicura e, soprattutto, razionale???

25 aprile

Aprile 25, 2009 di c1a7

Festa della Liberazione? No, Festa della Libertà. Così la vorrebbe ribattezzare  Silvio Berlusconi con indiretto ma comunque evidente richiamo al Popolo delle Libertà nonché ai suoi discorsi, al suo modo particolare di declinare in  il termine libertà.

Grande paraculo come sempre (chi è contro la liberta?), Berlusconi finisce per appropriarsi del 25 aprile. Appropriazione indebita.

L’arma di distruzione di massa

Aprile 26, 2009 di c1a7

Chi l’avrebbe mai detto? Il mondo occidentale messo in ginocchio dal mortale nemico dell’Islam. Il maiale. La besta ritenuta dalla religione di Maometto ributtante, abominevole, da non toccare assolutamente, è il responsabile di quell’epidemia (definita appunto peste suina) che, partendo dal Messico, ha colpito gli USA (il grande Satana per i fanatici islamici) e rischia di diffondersi anche nel resto del mondo occidentale. Una vera e propria pandemia scatenata dall’animale rosa.

Il maiale, ossia l’arma di distruzione di massa dell’Islam. Chi l’avrebbe mai detto?

Premio Pulitzer

Aprile 28, 2009 di c1a7

Dal sito de La Repubblica

Nessun rischio per spiana-rughe al collagene porcino
Nessun rischio di febbre suina dai filler ’spiana-rughe’ a base di collagene porcino usati per i ‘ritocchini’ estetici, ma anche per la medicazione di gravi lesioni croniche ulcerose, quali ferite da ustioni o piaghe difficili da rimarginare. La rassicurazione arriva da Maurizio Valeriani, primario di chirurgia plastica all’ospedale San Filippo Neri di Roma

Poco ghiotto

Maggio 3, 2009 di c1a7

Ammazza che delusione!

Il film Wolverine mi ha veramente deluso. Sciatto, non c’è che dire. Eppure i presupposti per un bel film c’erano tutti. Un personaggio dei fumetti affascinante e carismatico, dalla storia veramente intrigante e complicata e piena di misteri (pure troppo). Un attore, Hugh Jackman, dalla maestosa presenza, che aveva interpretato molto bene Wolverine nella trilogia degli X-Men. La tematica – l’intolleranza nei confronti del diverso, questa volta mutante – era pure attuale. Ed invece sullo schermo arriva un film sciatto.

Sciatto nelle scenografia: fondali che si vedono lontano un miglio che sono dipinti e vicoli di strada che si capisce immediatamente che sono stati ricostruiti negli studios cinematografici. Gli effetti speciali sono alquanto mediocri. Alcune trovate sono imbarazzanti: come quando Wolverine, catapultato da una jeep militare, fa il triplo salto carpiato con torsione finale (quoziente di difficoltà: 3.1), si aggrappa ad un elicottero in volo e lo fa a fettine per poi precipitare con esso. Troppo, pure per un fumetto (bella invece la scena del duello o triello, dovremmo dire alla Sergio Leone, finale sul cucuzzo della ciminiera).

E poi la sceneggiatura: passaggi di scena illogici, come se ci fosse un buco nella pellicola; alcuni fatti rimangono inspiegabili, e non per mantenere il mistero sull’intera storia, o spiegati malissimo. Lungaggini ingiustificate per un film d’azione.

Ecco, come action movie, Wolverine lascia molto a desiderare. Lo stesso Hugh Jackman che, con quella faccia, con quel sorriso ghignante, con quell’espressione da simpatica canaglia, potrebbe a tutti gli effetti essere il nuovo ispettore Callahan, pare bloccato. Non dà il meglio di sé in quanto bastardo sanguinario dal cuore (molto in fondo) buono. Molto meglio, come cattivo (ma è più facile interpretare il cattivo) Leiv Schreiber nel ruolo di Sabretooth, il fratello maggiore di Wolverine.

Il fantasma all’opera

Maggio 3, 2009 di c1a7

Ranieriiiii??? Ranieriiii???

Ci seiii??? Se ci sei, batti un colpo!

Ma, soprattutto: se ci sei, vuol dire che non ti sei ancora dimesso. Cosa aspetti?

Finché morte non ci separi

Maggio 3, 2009 di c1a7

E sono due: il defensor ecclesiae et familiae, Silvio Berlusconi, divorzia di nuovo (a meno che non ci sia un improbabilissimo ripensamento di Veronica Berlusconi).

Comunque, sono cazzi suoi . Una cosa è certa: se fossi nei seguaci/sostenitori/stipendiati di Berlusconi non esagerei troppo nell’insultare Veronica. Perché se l’ex attricetta (velina ante litteram?) inizia a parlare, ne vedremo delle belle…

Flatus vocis

Maggio 5, 2009 di c1a7

Foto vere, foto finte, foto che arrivano all’ultimo momento pubblicate sull’house organ gossipparo. Foto montaggi. Montaggi di foto

Mia figlia una santa, tua figlia una zoccola, ciarpame, pudore,  sobrietà, offesa alle donne, papi, papi in seconda, veline, letterine, minorenni, maggiorenni, famiglia, vescovi, opposizione.

Parole al vento.

Che palle!

Addio Capitano Caos

Maggio 5, 2009 di c1a7

E’ morto pure Dom DeLuise.

Grande simpaticone. Mel Brooks e Dean Martin e Alberto Sordi e Ezio Greggio. Ma soprattutto…

La classe non è acqua

Maggio 7, 2009 di c1a7

Editoriale  da Premio Pulitzer su Libero. Titolo:  Macchè Cavaliere, lui è “Il Tromba”.

L’editoriale, firmato da Luigi Bacialli (già valente collaboratore di Indro Montanelli), così inizia “Tanto per cominciare smettiamola col titolo di Cavaliere e ribattezziamolo Maratoneta del coito. O più semplicemente il Tromba. Perché il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, come risulta da una nostra inchiesta, ne castiga una via l’altra. Potremmo dire che ha a cuore il pene del Paese, con la p, e null’altro”.

Parole al vento

Maggio 7, 2009 di c1a7

Stavo rileggendo l’intervista di Keith Jarrett sul Corriere della Sera.

Cavolo, mi sono detto quando ho visto l’intervista questa mattina.  Un lungo articolo dedicato all’immenso pianista jazz non è cosa di tutti giorni. Ho provato a leggerla tutta d’un fiato, ma non ci sono riuscito. Non m’è piaciuta. O, meglio, non m’è piaciuto quanto ha detto Jarrett. L’immenso pianista ha attaccato un pippone sulla musica classica, sui limiti dei pianisti classici, di come lui intende la musica classica, come la suona e come la vive. Poi due o tre cretinate sull’aria che si dovrebbe respirare quando lui suona, cosa lui cerca prima di suonare.

Neppure una domanda una su dove sta andando il jazz, se il jazz sta andando da qualche parte, sui suoi progetti futuri, su come vede il passato. Niente di niente. Da parte di Jarrett solo un accenno ad Herbie Hancock, accusato (ma qui penso ad esagerazione giornalistica) di non capire il pianoforte o, più precisamente, di voler equiparare il pianoforte alle tastiere elettriche.

Ma Jarrett dove vive? Herbie Hancock non capisce il pianoforte? Herbie Hancock equipara musica elettronica a musica acustica? Jarrett s’è rincoglionito. Hancock, ragazzo prodigio anche lui (non c’è solo Jarrett) che ha esordito giovanissimo proprio suonando musica classica, lo capisce fin troppo bene il pianoforte, che infatti sa suonare egregiamente. Così come capisce perfettamente bene che l’elettronica può contribuire (e ha contribuito) allo sviluppo di una nuova versione di  jazz, può dare ad esso nuova linfa: le tastiere permettono dei timbri, delle sonorità che si sposano perfettamente con un modo particolare di interpretare il jazz, genere che per vivere deve essere costantemente attento all’evolversi della musica. Altrimenti muore.

Strano che Jarrett, grande innovatore, non lo capisca. Forse la formula del trio (e che trio: lui, Peacock al basso e De Johnette alla batteria) gli ha fossilizzato alquanto la mente.

Riposi in pace

Maggio 8, 2009 di c1a7

Addio Gianni Baget Bozzo. Grande storico della Democrazia Cristiana. Pessimo commentatore politico.

L’hobbit era una specie a sé

Maggio 8, 2009 di c1a7

E ’sti cazzi?!!!!

P.S. Fonte:  Repubblica.it

I sogni muoiono all’alba

Maggio 21, 2009 di c1a7

Che – La guerriglia seconda parte della biografica cinematografica di Soderbergh. Il regista americano punta i riflettori sull’attività rivoluzionaria di Guevara in Bolivia, sull’ultimissimo periodo della sua vita.

Rispetto alla prima parte , Che - La Guerriglia è più noioso. Ancor più asciutto e privo di retorica. Essenziale, ma lento, pure troppo. Sembra che  Soderbergh abbia voluto mostrare allo spettatore che la vita del guerrigliero, la vita di Che Guevara guerrigliero, non è così poetica, movimentata, emozionante come si potrebbe pensare. Tutt’altro: l’esperienza in Bolivia del comunista argentino pare essere stata contrassegnata  da marce senza fine, da poco cibo ed acqua, da scarsa igiene, da rari combattimenti. Il Che vuole trasferire in Bolivia le tecniche di guerriglia, che sono risultate vincenti a Cuba. Ma il contesto è totalmente diverso – e sfavorevole alla rivoluzione.

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Tira una brutta aria

Maggio 10, 2009 di c1a7

E poi ci lamentiamo dei toni beceri di Vittorio Feltri e della volgarità del suo quotidiano.

Ma anche Eugenio Scalfari (nel suo consueto e non sempre digeribile  editoriale domenicale) non scherza. Ecco come descrive non solo Niccolò Ghedini, parlamentare del PDL nonché avvocato di Silvio Berlusconi (lo difenderà anche nel caso del divorzio con Veronica Lario), partendo dalla sua partecipazione all’ultima puntata di Annozero di Santoro, ma l’aria che si respira con al governo:

 Non avevo mai visto un avvocato difensore comportarsi non come un professionista libero anche se impegnato a proteggere gli interessi del suo cliente, ma come un servitore addestrato a picchiare mettendosi sotto i piedi la logica oltre che la verità.  Il vero spettacolo di quella trasmissione è stato lui, Niccolò Ghedini; nella sua doppia qualifica di avvocato di un solo cliente e di rappresentante del popolo e legislatore molto si è detto e scritto ma non abbastanza. E’ perfino peggio di Previti che nelle sue malefatte ostentava almeno una sua grandezza. Il suo più giovane collega sembra piuttosto un pretoriano, perfettamente appropriato all’aria di basso impero che circola con tutte le sue flatulenze nei palazzi del potere

Pretoriano perfettamente appropriato all’aria di basso impero che circola con tutte le sue flatulenze nei palazzi del potere!!! Addirittura!!! E che diamine!!! Non saremmo ai livelli da osteria di un Feltri, sarà pure più forbito l’italiano di Scalfari, epperò…

Delirio quotidiano

Maggio 10, 2009 di c1a7

Massimo Boldi ha rotto i coglioni.

Non ne posso più della sua acredine contro tutto e contro tutti. Della sua invidia (gelosia? pazzia? mania di persecuzione?) nei confronti di Christian De Sica. Che  avrà fatto quello che avrà fatto (ne dubito…), ma che comunque nei confronti di Boldi non ha mai detto parole piene di rancore , come invece fa l’attore (attore?!) milanese da anni. E poi non mi pare che il divorzio artistico abbia danneggiato la carriera di Boldi.

E invece lui si incazza - ennesima incazzatura – perché hanno dato un riconoscimento (il David) solo a De Sica, escludendolo del tutto. Leggere la sua intervista al Corriere della Sera fa veramente pena: pena per un uomo. Ma anche ridere: forse una delle poche performances degne della sua carriera comico (dopo Bold Trek ovviamente…)

Ecco alcune chicche.

Non gli hanno dato il David ”intanto perché sono milanese. Un corpo estraneo in un ambiente romanocentrico”. Un corpo estraneo che ha fatto i miliardi grazie a questo ambiente romanocentrico.

Sui rapporti con De Sica. “In privato non ci siamo mai frequentati, non siamo mai stati amici veri. Troppo diversi. Lui è un De Sica, un abile salottiero, una Mara Venier del cinema…” La Mara Venier del cinema? E allora Boldi chi sarebbe?

“Io vengo da una famiglia comune, mi sono fatto le ossa nel cabaret, mi invento le battute. Sono stato io, quando lui era un ragazzo grassottello e sconosciuto, a dargli per primo una mano”. Sul grassottello Boldi ha ragione. Sul fatto che Christian De Sica, figlio di Vittorio De Sica, fosse un personaggio sconosciuto…

Boldi è cotto, bollito, fuso. Perché non si spiegherebbe la sua volontà di ricorrere ad un avvocato per il mancato riconoscimento.

Cose da pazzi.

P.S Cosa da pazzi è dare un il David Christian De Sica per i cinepanettoni. Ma non stupiamoci: è questo il cinema italiano.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Maggio 11, 2009 di c1a7

Non ha tutti i torti, Mario Giordano, direttore de Il Giornale: anche il centro-sinistra in fatto di rogna non scherza. Qui trovate il suo efficace editoriale.

Ciò non toglie che se la maggioranza ha la rogna bisogna sorridere e stappare lo champagne.

Bertolaso, che facciamo?

Maggio 11, 2009 di c1a7

Il governo Berlusconi aveva gestito bene i primi giorni del dopo terremoto. Adesso però stanno emergendo le sue mancanze. Esemplificativo il commento di Antonello Caporale de La Repubblica. Pure SKY TG24 confermava l’aumento delle malattie e delle infenzioni tra i terremotati che vivono nelle tende: stanno crescendo i casi di persone con pidocchi!!!

Portare qualche pre-fabbricato nelle zone colpite dall’Abruzzo pare brutto, eh Bertolaso?

Premio Pulitzer

Maggio 12, 2009 di c1a7

Cambia il direttore, ma il Corriere della Sera si dimostra ancora una volta come l’ “ei fu” quotidiano della borghesia italiana. Basta leggere l’articolo che anticipa il servizio del settimanale Chi  dedicato a Noemi, l’amica più famosa d’Italia di Silvio Berlusconi. Una paginata intera veramente imbarazzante: per contenuto e per foto.

Ecco l’incipit dell’articolo che racchiude una piccola porzione del Noemi pensiero: “La verginità è un valore importante», che non ha ancora «fatto il grande passo» e che spera che quella che lei chiama la fatidica pri­ma volta avvenga con Dome­nico, l’attuale fidanzato al qua­le dice di aver solo dato il pri­mo vero bacio della sua vita”.

Ma ’sti cazzi??!?!?!?

Premio Nobel (per la letteratura)

Maggio 12, 2009 di c1a7

Libero rimane imbattibile.

Il quotidiano di Vittorio Feltri è avanti di dieci, venti, trenta, cento anni.

In allegato, a partire da oggi,  una bellissima biografia in dispense di Silvio Berlusconi. Il titolo poi è un capolavoro: Berlusconi tale e quale – Vita, conquiste, battaglie e passioni di un uomo politico unico al mondo  (e anche la punteggiatura non scherza in quanto ad unicità: peggiore della mia).

E’ proprio una grande iniziativa editoriale, quella di Libero,  notevolmente superiore alla biografia che lo stesso Berlusconi mandò agli italiani prima delle elezioni politiche del 2001. Ed è zeppa piena di fotografie, scelte sotto la supervisione della segretaria particolarissima di Berlusconi, la mitica Mity Simonetto.

Rappresenta a tutti gli effetti il luogo ideale per chi va alla ricerca dei segreti più reconditi della vita del nostro capo del governo, perché svelta tutto della sua esistenza,  dall’infanzia ai giorni nostri.

Due chicche: le foto, appena aperto il fascicolo, di Berlusconi con l’ex (?) moglie Veronica Lario. Come se fossero la coppia più felice al mondo. E poi la didascalia di una foto di Berlusconi bambino: “Silvio Berlusconi ritratto nel giorno della Prima Comunione. Per lui, come per tutta la sua famiglia di praticanti cattolici che comprendeva parecchi religiosi, l’avvenimento fu importante”.

Meraviglioso.

Caduta di stile

Maggio 15, 2009 di c1a7

Beh, è un po’ esagerato parlare di caduta di stile, quando si ha a che fare con Vittorio Feltri. Vero animale del giornalismo, grande creatore di notizie e soprattutto di polemiche, ma in quanto a finezza ed eleganza dello stile, sobrietà dei titoli, dell’elaborazione teorica lascia alquanto a desiderare.

Ad ogni modo, oggi Feltri m’ha profondomante deluso. Nel suo editoriale su Libero se l’è presa con La Stampa che ha osato criticare la sua iniziativa editoriale, Berlusconi, tale e quale . Feltri ha attaccato l’autore della critica, Marco Belpoliti, e il direttore del quotidiano di Torino, Mario Calabresi, che ha autorizzato l’articolo, ispirandosi al più bieco e conformistico “antiberlusconismo di maniera”, tipico de La Repubblica, giornale dove qualche settimana fa lo stesso Calabresi.

Chiosa Feltri:  “Ciascuno rimane fedele a chi più gli somiglia. Lui (Calabresi n.d.r) al giornale su cui scrive Adriano Sofri, leader (in anni remoti) di Lotta continua, cioé l’organizzazione che uccise suo padre, il commissario Calabresi. Calabresi junior era piccolo, molto piccolo a quei tempi. Dubito che si cresciuto”.

Affermazioni, queste provenienti da Feltri, di cattivo gusto, di tremendo cattivo gusto: rinfacciare a Calabresi di aver tradito la memoria del padre, di aver tradito il padre (è questo il succo del ragionamento di Feltri) solo perché ha lavorato con il capo dell’organizzazione che ha ucciso il padre è veramente inqualificabile.  Feltri dimostra di non aver neppure letto il bellissimo libro di Mario Calabresi, Spingendo la notte più in là.

Calabresi racconta infatto il suo dubbio che ebbe quando gli offrirono di lavorare per La Repubblica, il giornale che vedeva tra gli editorialisti Adriano Soffri: la scelta non era affatto facile, il giornalista aveva delle comprensibilissime remore. Ne  parlò con la madre, Gemma, che gli consigliò di accettare il prestigioso incarico, spiegandogli: “Hanno già condizionato la tua vita. Non fare che continuino a condizionarla anche adesso”.

Caro Feltri, impara dalla classe e dallo stile della signora Gemma Calabresi.

Non ne sentivamo la mancanza

Maggio 16, 2009 di c1a7

Luxuria ci rassicura. Per adesso, rivela, non cambierà sesso.

E ’sti cazzi? (espressione più che mai appropriata).

Zero tituli. Zero in condotta

Maggio 18, 2009 di c1a7

Troppo tardi. La scelta della Juventus di cacciare Ranieri è avvenuta troppo tardi. E da circa due mesi che la Juve stava giocando male – sempre che stesse giocando a calcio. I risultati, le mancate vittorie sono sotto gli occhi di tutto. Ranieri sembrava oramai incapace di ridare impulso, sostegno, pepe al culo ai suoi giocatori. Ma questo si sapeva: da parecchie settimane. Andava mandato via prima.

Licenziarlo adesso… non so. Mi pare inutile, inutilmente troppo tardi. Cosa potrà fare il buon Ciro Ferrara, chiamato a sostituire l’allenatore romano, in sole due settimane? Dare una sveglia dei giocatori svogliati, pigri, stanchi psicologicamente ma anche fisicamente, avendo a disposizione solo quattordici giorni, non mi pare tanto . Forse una scossa ci voleva, anzi sicuramente. Ma andava fatta un mese fa per evitare di trovarci veramente con l’acqua alla gola e dover lottare per il terzo posto fino alla fine con una Fiorentina più ringalluzzita che mai.

Speriamo bene. Resta assodato che Ranieri non è l’unico responsabile dello sfacelo della Juventus. Colpevoli sono anche i dirigenti e alcuni giocatori.

Urge repulisti.

Trucco svelato

Maggio 19, 2009 di c1a7

Risolto la querelle Berlusconi-Noemi (grazie all’indicazione di alcuni miei colleghi al lavoro).

Tutti ci domandavamo “ma chi è questa Noemi?”, “perché lo chiama Papi”, “come fa Silvio a conoscerla?”, “E’ l’amante”, “è la figlia”, “è la nipote”. E via (male)dicendo. Acqua, acqua cari miei.

Basta vedere quello che è successo in Campania. Le forze dell’ordine hanno chiamato Franco Letizia, capo clan camorrista, uno dei più pericolosi latitanti ricercati in Italia. Ebbene, come fa cognome Noemi? Letizia. Proprio come Franco Letizia.

Traete voi le conclusioni.

P.S. Ovviamente sto scherzando..

Imputato alzatevi

Maggio 19, 2009 di c1a7

Il tribunale di Milano ha condannato in primo grado l’avvocato milanese David Mills a quattro anni e sei mesi. Tra le motivazioni si legge che Mills è stato condannato per “corruzione in atti giudiziari, ossia agì da falso testimone per consentire a Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse, o almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati”. Cioé Berlusconi ha corrotto Mills, ma siccome il Lodo Alfano non permette che le alte cariche dello Stato possano essere processate, il nostro capo del Governo se la svanga.

Che dire? Non pensavo che i pubblici ministeri milanesi sarebbero stati capaci di provare la colpevolezza di Mills. Ci sono riusciti. Toccherà ai gradi successivi della giustizia italiana confermare o meno la condanna.  Sono sorpreso. Quello che non mi sorprende sono le filippiche che Berlusconi e la sua compagnia di giro stanno lanciando contro la magistratura, accusata di essere ”rossa, nemica del popolo e  che condiziona la campagna elettorale”.

Sarebbe bello se Berlusconi alle Camere (dove ha detto si recherà per riferire sulla vicenda) affermasse coram populo: “Sapete che vi dico? Io mi sono rotto i coglioni: la crisi economica, l’Abruzzo, mia moglie, i miei figli, il Milan, Noemi, adesso pure Mills. Io mollo tutto. Lascio voi italiani nella merda. E me ne vado. Prima, però, provo la mia innocenza di fronte ai giudici di Milano. E poi, una volta dichiarato innocente, andrò alle Bermuda, in Russia da Putin oppure in America dall’amico Obama. Devo ancora decidere. Una cosa è certa: io me ne vado e nella merda lascio voi tutti”.

Sarebbe bello se Berlusconi pronunciasse queste parole. Troppo bello.

Rai. Di tutto. Di più.

Maggio 20, 2009 di c1a7

Augusto Minzolini a capo del TG1. Mauro Mazza a guidare RAIUNO. Ecco le prime nomine televisive della nuova era berlusconiana. Nomine volute dal DG della Rai Masi e avallate dal Presidente Garimberti (a sua voltaindicato da Franceschini). Adesso l’opposizione è incazzata per la parzialità delle scelte. E’ nella logica delle cose.

Adesso voglio vedere i giornali, specie La Repubblica. Che diranno i commentatori del quotidiano di Roma? Se la prenderanno anche con l’ex (e stimatissimo) collega Garimberti?

P.S. Ribadisco un mio cavallo di battaglia: ma privatizzare la RAI, no?

Come volevasi dimostrare

Maggio 21, 2009 di c1a7

Su La Repubblica di oggi nessun articolo/editoriale di critica pesante nei confronti dell’avallo dato da Paolo Garimberti nei confronti delle nomine RAI. Proprio come avevo notato ieri.

Attendo smentita e correzioni di rotta.

10 deputati per me possono bastare…

Maggio 23, 2009 di c1a7

A dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità, la proposta di Berlusconi di ridurre il numero dei parlamentari mi trova d’accordo. Perché da anni sono convinto che i nostri deputati e senatori sono troppi: 945 persone per una popolazione di circa 60 milion di abitanti, mentre negli USA si aggirano sui 600 a fronte di una popolazione che viaggia sui 300 milioni.

Sono troppi e lavorano male anche a causa di regolamenti parlamentari astrusi, farraginosi, burocratici. Bisognerebbe intervenire non solo diminuendo il numero dei nostri parlamentari, ma anche semplificando drasticamente i regolamenti. Altrimenti, rimanendo invariate le regole del gioco della Camera e del Senato, i nostri rappresentanti, anche se a ranghi ridotti, continuerebbero ad occuparsi della cosa pubblica in maniera inefficiente.

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Come non detto

Maggio 24, 2009 di c1a7

Ieri invitavo l’opposizione a battere un colpo per opporsi alle drastiche proposte di riforme parlamentari di Berlusconi (solo 100 deputati???), indicando cosa intende fare su questo tema. E Franceschini cosa suggerisce? Invita Di Pietro e Casini a trovare una risposta comune. A cosa? Come? Che tipo di risposta? Non si sa.  Ad ogni modo, Di Pietro (contro-proponendo un’inutilissima mozione di sfiducia al governo) e Casini (contro-invitando il PD a votare no al referendum sulla legge elettorale) respingono in modo netto l’offerta di Franceschini. E non può essere diversamente: siamo in campagna elettorale, bellum omnium contra omnes, ognuno è impegnato a fregare i voti all’avversario, non ha nessuna intenzione o interesse a collaborare con esso.

E mentre l’opposizione è preda da lotte intestine, mentre Franceschini si impelaga in questioni di nessun interesse politico e di nessun  beneficio elettorale (purtroppo una costante della sua segreteria), Silvio  mette le carte in tavolo (e confuta i miei dubbi): disegno di legge di iniziativa popolare per portare i deputati a 300 e  i senatori a 150. In totale 450 e non i paventati 100. Ci può stare. Condivisibilissimo disegno di legge - sempre che poi vengano modificati anche i regolamenti parlamentari.

Insomma, Berlusconi resta il migliore. Adesso alle parole dovrebbero seguire i fatti. E qui sta il problema con Berlusconi: che non sempre (o quasi mai) i fatti seguono le parole.

La parola alla giuria

Maggio 27, 2009 di c1a7

Va bene che Berlusconi è il male assoluto e bisogna mandarlo via dal governo. Ma sarà il caso Noemi a farlo cadere? Questa, almeno, sembrerebbe l’intenzione di Repubblica che ci affligge ogni giorno, sul quotidiano e sul sito internet, con notizie e commenti sull’intera questione. 

A guidare la carica del quotidiano romano è Giuseppe D’Avanzo, l’autore/conduttore delle famose 10 domande. Il quale D’Avanzo così commenta la puntata di ieri di Ballarò che ha visto battibeccare il direttore del suo quotidiano Ezio Mauro con quello di Panorama, Maurizio Belpietro.

È vero come ha accertato Repubblica ieri che, nel giugno 2005, Gino Flaminio, l’ex-fidanzato di Noemi, è stato arrestato per rapina. Rito direttissimo. Condanna a due anni e sei mesi con la condizionale. Il ragazzo non ha mai fatto un giorno di prigione. Questa è la rivelazione, nel salotto di Ballarò, di Belpietro e Bondi. Che non hanno ricordato come anche Benedetto Elio Letizia, il padre di Noemi che Berlusconi definisce un caro e vecchio amico, è stato arrestato, condannato in primo grado per corruzione, poi assolto. Accortamente Belpietro e Bondi si sono tenuti lontani dalla vera questione. Berlusconi ha sempre detto di “aver incontrato Noemi tre o quattro volte, sempre in presenza dei genitori” (France2). Gino ha svelato che la ragazza, per una decina di giorni, fu ospite del Cavaliere a Villa Certosa in Sardegna a cavallo del Capodanno 2009. Berlusconi ha dovuto ammettere la circostanza smentendo se stesso. Conta qualcosa l’errore di gioventù di Gino rispetto alla verità che racconta e che il presidente del consiglio è costretto a confermare? Non pare. È spericolata la manovra dei corifei del capo del governo che vogliono screditare un ragazzo per la sua unica colpa dimenticando, come d’incanto, quante volte e come il Cavaliere ha evitato la severità della giustizia liberandosi delle sue condanne per prescrizione, con leggi che si è scritto abolendo il reato di cui doveva rispondere (falso in bilancio) o per l’immunità che si è fabbricato evitando una condanna a quattro anni e sei mesi per corruzione (Mills). Se Gino non può raccontare una verità che ha trovato una conferma indiscutibile, il curriculum giudiziario del Cavaliere a che cosa dovrebbe destinarlo?

Non capisco il modo di ragionare di D’Avanzo. E se lo capisco, mi spaventa molto. D’Avanzo ricorda la condanna penale di Gino Flaminio ma subito precisa che anche Elio Letizia, il padre di Noemi, ha avuto guai con la giustizia, anche se poi è stato assolto. Mette sullo stesso piano i due casi. Ma sono casi diversi. Uno (Flaminio) è  stato condannato, l’altro (Letizia) assolto, uno (Flaminio) ha la fedina penale tuttora sporca, il secondo (Letizia) no. Sembra invece che per D’Avanzo l’assoluzione non conti nulla, non cancelli la condanna precendemente subita. Non sono un giurista, ma non mi pare una modo di ragionare sano.

E ancora.  Paragonando le vicissitudini penali di Berlusconi, che mente a destra e a manca, con quelle di Flaminio, D’Avanzo scrive: ” Conta qualcosa l’errore di gioventù di Gino rispetto alla verità che racconta e che il presidente del consiglio è costretto a confermare? Non pare. È spericolata la manovra dei corifei del capo del governo che vogliono screditare un ragazzo per la sua unica colpa dimenticando, come d’incanto, quante volte e come il Cavaliere ha evitato la severità della giustizia liberandosi delle sue condanne per prescrizione …”. Semmai è spericolato scrivere certe cose. Errore di gioventù una rapina?!!! Vallo a dire a chi ha subito la rapina: “Sa, il ragazzo è giovane, può sbagliare, chi non ha commesso errori quando era ragazzo…” Per piacere!

Perché D’Avanzo e La Repubblica non ammettono che vogliono demolire Berlusconi costi quel che costi? Ricorrendo quindi anche alle testimonianze di persone della dubbia moralità?

Un’altra domanda, infine. In questa Italia lacera e contusa, bugiarda ed ipocrita, senza senso civico,  è  possibile sconfiggere Berlusconi con persone oneste?

Vincere

Giugno 1, 2009 di c1a7

Ci voleva un documentario di History Channel per conoscere  la storia d’amore (e di follia) tra un giovane Benito Mussolini e Ida Dalser. Oppure Vincere, il bel film di Marco Bellocchio, con Filippo Timi, nel ruolo del futuro duce del fascismo, e Giovanna Mezzogiorno, in quello dell’amante sedotta, ingravidata, abbandonata e, infine, rinchiusa in manicomio.

I due si innamorarono, si amarono, ebbero un figlio. Poi il rapporto tra Mussolini e Donna Rachele ebbe la meglio e la Dalser venne messa nel dimenticatoio. Ma poiché Ida non voleva farsi dimenticare, non voleva far dimenticare a Mussolini di aver un figlio e di essere suo marito (almeno è questo che affermava ai quattro venti), non si diede per vinta e, indomita, urlò la sua condizione a destra e a manca. Al Mussolini capo del governo questa situazione non poteva andare bene, soprattutto se doveva guidare una popolazione cattolica e se doveva aver a che fare con il Vaticano. Ed ecco che Ida venne messa in manicomio e il figlio affidato ad un gerarca fascista. Ida morirà nel 1937. Il figlio, Benito Albino Mussolini, nel 1942.

Bel film, dicevamo, perché non è noioso, seppur lungo, e ha pure un buon ritmo (e si tratta pur sempre di una pellicola italiana!). Bel film perché è ben diretto. Bel film perché è pregevole anche dal punto di vista estetico con alcune scene ri-costruite con classe. Alcuni esempi: la rissa al cinematografo tra interventisti e neutralisti; la Mezzogiorno/Dalser che, arrampicatasi sulle sbarre di una cella del manicomio dove è stata rinchiusa, getta al vento le lettere che ha scritto per rivendicare il suo amore nei confronti di Mussolini; la visione de Il monello di Chaplin in riva alla laguna di Venezia. Bel film, infine, anche perché è ben recitato. Timi è abbastanza convincente: abbastanza  e non totalmente perché, se somigliante nella mimica a Mussolini, non ne riesce a riprodurre adeguatamente il tono della voce e l’inflessione dialettale. Mezzogiorno non mostra pecche nell’interpretare la donna malata (veramente malata) d’amore, folle (veramente folle) d’amore.

Se da un punto di vista cinematografico non ha difetti evidenti, dal quello storico il film lascia alquanto a desiderare. A questo proposito vi rimando a quanto scritto su Il Giornale: il primo articolo è stato scritto da Giordano Bruno Guerri, che confuta la storia del matrimonio tra Benito e Ida, il secondo articolo secondo articolo è invece il botta-e-risposta tra il giornalista Stefano Lorenzetto, che sostiene la tesi delle avvenute nozze, e lo stesso Guerri.

E vinceremo

Giugno 1, 2009 di c1a7

Dall’amico Klaus (con cui avevo visto il film Vincere) ricevo e pubblico.

Secondo me Bellocchio, nonostante le garbate critiche di Bruno Guerri, è stato molto equilibrato. Non ha sposato in toto la tesi del matrimonio celebrato in chiesa: l’ha lasciato alla fantasia onorica della Dalser (cosa che anche tu avevi osservato).

Lo stesso Bellocchio ha rappresentato una Ida Dalser accecata dall’amore incondizionato verso un uomo che adorava in modo assoluto e totalizzante. E spesso, la realtà lo ha più volte confermato, queste persone, se si sentono respinte, diventano ossessive e arrivano alla persecuzione della persone che le ha rifiutate.

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Il ritorno dei morti

Giugno 4, 2009 di c1a7

Allora è ancora vivo.

Walter Veltroni dice la sua sulla campagna elettorale: “Dalla destra egoismo e violenza”.

La razza superiore

Giugno 4, 2009 di c1a7

I marchigiani, quando vogliono, sanno veramente essere una razza uber alles.

Da Repubblica.it

Caro presidente (del consiglio n.d.r.), noi marchigiani non amiamo sbandierare ciò che facciamo. Il rispetto per le tante persone che stanno vivendo con compostezza questa drammatica situazione mi ha spinto finora a evitare qualsiasi forma di polemica. Ma dato il ripetersi di pronunciamenti che riferiscono circostanze e valutazioni assolutamente non vere, sono costretto a intervenire, nella speranza che si possa ristabilire la verità e soprattutto contribuire a individuare soluzioni rapide ed efficaci per consentire anche alla popolazione dell’Abruzzo di recuperare una dignitosa condizione di vita”.

Non sono piaciute, al presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca, le parole di Silvio Berlusconi sulla ricostruzione nelle Marche dopo il terremoto del 1997. Il 30 maggio, il presidente del Consiglio ha annunciato di nuovo la consegna, entro il 15 settembre, delle case per tremila sfollati dell’Abruzzo e ha aggiunto: Pensate che ancora adesso in Umbria e nelle Marche ci sono baraccopoli per i terremoti di molti anni fa?”. Invece nelle Marche, a Natale 1997, tre mesi dopo la prima scossa, le tendopoli erano già sparite.

Il discorso

Giugno 5, 2009 di c1a7

Sorprendente. Questa è stata la mia prima impressione leggendo velocemente il discorso che Barack Obama ha tenuto  all’Università de Il Cairo. Il tanto atteso discorso aveva come argomento centrale il rapporto tra Islam e Stati Uniti, che Obama ha provato a sviscerare in lungo e largo, passando dalla storia alla più stretta attualità.

Un discorso molto profondo, di spessore (come si direbbe), che difficilmente un politico italiano (di qualsiasi schieramento) sarebbe capace di svolgere (scusatemi questo banale riferimento alla trista realtà del nostro Paese). Un discorso, dicevo, sorprendente. Ovviamente la sorpresa non sempre è stata del tutto positiva.

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Addio

Giugno 4, 2009 di c1a7

Kung Fu lo trovavo noioso. E lui me lo ricordavo in molte pellicolacce di serie B.

Ma in Kill Bill era notevole. Notevole per come prepara i sandwich recitando. Notevole nella seguente scena (per quanto l’affascinante teoria su Superman di Tarantino sia criticabilissima).

Riposa in pace, David Carradine.

Altro addio

Giugno 4, 2009 di c1a7

Riposa in pace, Koko Taylor, regina del blues.

I tempi cambiano

Giugno 6, 2009 di c1a7

Negli ultimi tempi mi trovo spesso d’accordo con Eugenio Scalfari, con quello che dice e che scrive. Mi dovrei preoccupare. E’ anche vero che non sono io ad essermi spostato sulle posizioni dell’ex direttore di Repubblica, ma il contrario.

Nell’editoriale di Repubblica di oggi Scalfari afferma: “L’analfabetismo politico degli italiani è molto diffuso tra quelli che parteggiano per la destra ma non risparmia la sinistra. Per certi aspetti anzi a sinistra questa assenza di educazione politica è uno dei suoi connotati, in particolare tra i sedicenti intellettuali che sono forse i più analfabeti di tutti.”

Eh sì, proprio così: l’analfabetismo politico è uno delle caratteristiche non solo della destra ma anche della sinistra, specie della sua intellighenzia, anzi dei “sedicenti intellettuali… forse i più intellettuali di tutti”. E che è successo, caro Eugenio? Finalmente hai capito che i “professionisti della cultura”, la cui stragrande maggioranza sta tutta a sinistra, è formata da pseudo-intellettuali che vanno sostenendo tesi insulse, superate dalla storia, spesso astruse, senza nessun legame con la realtà (sociale, culturale, economica e politica)? Tu quoque? Tu che ha per decenni hai sostenuto la superiorità (morale, culturale, sociale, politica, economica) della sinistra (della sinistra da te rappresentanta, sognata, agognata) e di cui Repubblica ne è l’esempio più evidente? Una sinistra che si è trovata ripetutamente lontana dal mondo reale, anzi che è finita per vantarsi di questa distanza? Il bello è che Scalfari era solito criticare la realtà se essa non si adeguava ai suoi desiderata: non siamo noi ad essere nel torto, è la realtà ad essere sbagliata. Adesso, Scalfari, prende le distanze da questo modo di pensare: è la fine del mondo!

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Il mancato plebiscito

Giugno 8, 2009 di c1a7

Ricevo da Klaus e pubblico volentieri.

I dati del voto europeo confermano le previsione della vigilia: Lega in ascesa, boom di Di Pietro e crescita leggera di Casini, forte stop del Partito Democratico (che comunque tiene botta e non frana), mancato quorum per la le due nuove anime della sinistra e per i radicali.

L’unica vera sorpresa è invece stato l’imprevisto calo della PDL: più di due punti percentuali in meno rispetto alle politiche dello scorso anno. Che non sono molti, ma che sono invece un segnale piuttosto negativo rispetto alle aspettative e ai sondaggi della vigilia che ipotizzavano un Berlusconi trionfante con un voto massiccio sopra il 40%. E che avevano spinto l’ipertrofico Silvio a vagheggiare lo sfondameto del muro del 50% e il raggiungimento in solitudine della maggioranza assoluta dei consensi (senza il sostegno della Lega) e l’inizio della Monarchia del Silvio I.

Il Cavaliere era tanto sicuro di un consenso plebiscitario alla sua persona, da spingerlo a ipotizzare/minacciare un ritorno alle urne per celebrare la sua definitiva consacrazione popolare.

La realtà delle urne ci dice invece altro.

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Ma cosa vi ridete?

Giugno 8, 2009 di c1a7

Sarà ma i dirigenti del PD, Dario Franceschini in testa, hanno poco da rallegrarsi. S’aspettavano la batosta e ritengono non esserci stata. Sarà. Prendere all’Europee il 7% circa di voti in meno, in un anno, non mi pare una grande performance. Tutt’altro. Certo, alcuni mesi fa i sondaggi (cioé qualcosa di aleatorio, insomma) davano il 22% al PD. Ma erano appunto isondaggi. Se si confrontano voti concreti con i voti concreti, il calo è vistoso. E rimane tale anche se si toglie a questo 7%  il 2,6% dei radicali.

Pochi giri di parole. Il PD ha perso. La fantomatica linea gotica, che tutti auspicavano reggesse al 27% (sempre secondo gli aleatori sondaggi), è caduta. Anche se di poco. Ma non c’è da stappare lo champagne. Soprattutto se si dà uno sguardo delle performance del Partito Democratico nelle varie regioni. Oramai il PD non è più il partito dell’appennino. Eclatanti, anche se ancora sottovalutate, le sconfitte in Umbria e nelle Marche.

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No, il dibattito no

Giugno 11, 2009 di c1a7

Mi viene in mente il film di Nanni Moretti, Io sono un autarchico, nel leggere lo speciale che L’Unità dedica oggi ad Enrico Berlinguer. Siamo ancora ad Enrico Berlinguer, al fallimentare eurocomunismo, al rigore morale frutto non solo di giusta indignazione verso il malcostume dell’epoca ma anche di una reazionaria filosofia economica, che vede nel capitalismo e nel suo consumismo i mali assoluti ???

No, Berlinguer no!!!

Immortale

Giugno 11, 2009 di c1a7

11 giugno 1979. 30 anni fa moriva John Wayne. Ma il Duca rimane per sempre.

Il prossimo anno a Gerusalemme

Giugno 12, 2009 di c1a7

Il Corriere della Sera, da sempre vicino alla famiglia Agnelli (chissà perché), dà spazio all’ultima iniziativa di Lapo Elkann.

Il nipote dell’avvocato è andato in visita in Israele, dove ha incontrato il Presidente Shimon Peres e l’ex premiere Tipzi Livni, visitando pure il Muro del Pianto. E ha rivelato che si sta avvicinando alla religione ebraica, la religione del padre. Una religione che, a suo dire, lo riempie, lo conforta. Il giornalista tiene a sottolineare che Lapo sfoggia pure un tatuaggio a forma di Stella di David

Ci mancava solo questo. Lapo che mi diventa, lui solitamente sobrio, ebreo ultra-ortodosso. Povera Italia e povero Israele.

Una boiata biblica

Giugno 14, 2009 di c1a7

Ha fatto benissimo il Vaticano ad opporsi alla richiesta della produzione di prestare i propri luoghi per le riprese del film Angeli e demoni. Ha fatto benissimo: non perché il film è anti-cattolico, anti-papista, anti-religioso. Ma perché il film è una boiata pazzesca, di dimensioni bibliche.  La Santa Sede avrebbe fatto una figura barbina, se avesse prestato i propri palazzi, vie, stanze ad un film così insulso.

Non mi riferisco tanto e solo alla trama, implausibile certo ma è pur sempre finzione: si fomentanno atti di terrorismo di stampo massonico, “di sinistra”, con annessi sequestri di cardinali, in pieno conclave,, per dar vita ad un colpo di Stato reazionario all’interno delle Mura Vaticane. Sto parlando di alcune scene, di alcune scelte che rendono risibile e ridicola la pellicola firmata da Ron Howard e con Tom Hanks come attore protagonista.

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Satira politica

Giugno 22, 2009 di c1a7

Risolto il problema delle prostitute per le strade italiane. Riaperte infatti le case chiuse: Villa Certosa e Palazzo Grazioli. Prossime inaugurazioni: Villa Macherio e Palazzo Chigi.

Scoramento

Giugno 22, 2009 di c1a7

Il quorum per i tre referendum che avrebbero modificato il sistema di voto non è stato raggiunto. Non è una notizia: quasi tutti si aspettavano tale risultato. E dilungarsi sulle ragioni dell’insuccesso della conusltazione elettorale (la complessità dei quesiti, la stanchezza degli elettori, il loro menefreghismo, la scarsa comunicazione dedicata ai quesiti) sarebbe noioso e, forse, anche inutile.

Da quanto tempo infatti un referendum non raggiunge il quorum? Oramai sembra che gli italiani si siano rotti i coglioni di questo validissimo, anche se iper-sfruttato e sputtanatissimo, strumento di democrazia diretta.

Peccato.

????

Giugno 22, 2009 di c1a7

Commento di Dario Franceschini sul ballottaggio delle comunali e provinciali, che ha visto il PD non crollare: “Comincia il declino della destra”. Ehh?????!!!!

Meditate gente, meditate

Giugno 22, 2009 di c1a7

Sulla crisi in Iraq e sulla posizione tenuta attualmente da Obama un interessante commento sul sito della National Review a firma di Mark Steyn.

Breve nota politica

Giugno 23, 2009 di c1a7

Il PD tiene i comuni di Bari, Bologna, Firenze e Padova. Il PDL si prende le province di Milano e Venezia. Nel complesso, il PDL avanza in diverse amministrazioni locali. Il PD tiene, non crolla, non ne esce così distrutto da come si poteva temere (o sperare) dopo il primo turno. Ma comunque perde.

Da qui all’ottimismo di Franceschini che dichiara: “la destra è in declino” ce ne corre.

???? (Seconda parte)

Giugno 24, 2009 di c1a7

Dario Franceschini annuncia ufficialmente, via web, la sua candidatura per guidare il Partito Democratico al prossimo congresso di ottobre. Fin qui, nulla da eccepire. Ma è la ragione con cui spiega la scelta a non essermi chiara. Forse m’è sfuggito qualcosa.

Ossia, Franceschini dichiara: “Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano prima di me, molto prima di me”.

Giusto, giustissimo. Ma, tu, caro Franceschini, dove eri? Non sei stato negli ultimi due anni al vertice del partito? Con chi ce l’hai? Con quelli che c’erano prima di te,  molto prima di te (da notare quel molto che sembra una correzione in corsa di Franceschini per Evitare di rientrare, lui e Veltroni, nella categoria delle persone che devono essere allontanate alla guida del PD). E chi sarebbero, allora, queste persone? Bersani? Ma Bersani è un bravo politico, ottimo ministro: che motivo c’è di essere così pesanti? Con Rutelli? Ma Rutelli neanche si è esposto, sempre più tentato di lasciare il partito. Enrico Letta? Ma anche lui ha scelto un profilo basso? Fassino? Ma se, poveraccio, sembra appoggiare la tua linea Parisi? Non conta nulla. Bindi? Idem con patate.

E allora con chi ce l’hai Franceschini? Con Prodi? Da escludere a priori. Rimane quindi  una sola persona, D’Alema, il king maker di Bersani. Ma allora, piuttosto che di usare il plurale, caro Franceschini, perché non sei stato diretto, franco (come lo sei stato contro Silvio Berlusconi in campagna elettorale, talvolta a ragione e talvolta a sproposito)? Perché non dire, testuale testuale, papale papale: “Mi candido per evitare che il PD finisca nelle mani di colui che considero totalmente sorpassato per gestire il futuro del nostro parito, ossia Massimo D’Alema”?

Se fosse stato sincero e non avesse fatto ricorso al dire non dire, tipicamente democristiano (della peggiore DC), Franceschini avrebbe fatto un servizio al dibattito interno pre-congressuale. Anzi, avrebbe reso ancor più avvincente la discussione.

????? (terza parte)

Giugno 24, 2009 di c1a7

Dal sito del Corriere della Sera: Cabrini scende in campo a sostegno di Di Pietro. E poi ci domandiamo come faccia, Silvio B., a vincere le elezioni.

Che palle!

Giugno 26, 2009 di c1a7

Rivolto a Repubblica e le sue nuove 10 domande

Riposi in pace

Giugno 26, 2009 di c1a7

Non potevo non ricordarlo. Uno dei mie primissimi album fu Bad, acquistato in musicassetta.

Orecchiette pugliesi

Luglio 4, 2009 di c1a7

Ma del lato a luci rosse dell’inchiesta di Bari, quel fiume di donne, pagate invitate amate scopate vendute comprate e tradite, cui il nostro Presidente del Consiglio aprì le porte delle sue residenze, non se ne parla più? E cosa ci è rimasto? Attualmente, ed apparentemente, la corruzione dilagante tra chi dirige la regione Puglia, ossia il centro-sinistra con a capoVendola (che s’è visto costretto ad azzerare l’intero consiglio regionale). Proprio come aveva denunciato con la sua consueta eleganza dialettica Maurizio Gasparri in una delle ultime puntate di Ballarò.

Alla fin fine, Silvio puttaniere, opposizione ladra.

???

Luglio 4, 2009 di c1a7

Sentita oggi una persona al telefono.

“… adesso vediamo che fa, il nostro santone, fattucchiere, proprio come lei, Mamma Ebe e poi l’alto viterbese e l’Abruzzo, il viterbese dove stava lei, vediamo che altro ci combina Silvio/Mamma Ebe…”

Impressioni

Luglio 12, 2009 di c1a7

Mi sa che l’obiettivo di distruggere il governo per via fotografica/mignottesca/scandalistica, perseguito in modo particolare dal gruppo Repubblica/Espresso, stia diventando, ogni giorno che passa, sempre più irrealistico e, fors’anche, ridicolo.

Mi sa. E’ un’impressione.

Siamo alla frutta

Luglio 12, 2009 di c1a7

Beppe Grillo si candida alle primarie per il PD.

Liberissimo il comico/blogger ligure di fare quello che gli pare. Liberissimo io di sfancularlo. Perché non si non sfanculare uno che afferma “voglio rifondare la sinistra”, non capendo che la sinistra è bella che morta, se la intende come la intende lui. E come intende, la sinistra, Grillo? Facile: basta riflettere su una sua dichiarazione: “Dopo Berlinguer il vuoto”.

Anno 2009, a venticinque anni dalla morte, e stiamo ancora a parlare di Berlinguer???!?!?!

Ritorno (parte prima)

Luglio 29, 2009 di c1a7

Ritorno dopo un periodo abbastanza intenso dal punto di vista lavorativo.

Alcune impressioni.

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Ritorno (parte seconda)

Luglio 29, 2009 di c1a7

Come farò?

Luglio 31, 2009 di c1a7

E’ ufficiale: Vittorio Feltri lascia la direzione di Libero e torna a Il Giornale, che diresse alla fine degli anni ‘90. E io che farò con un Libero senza Feltri? Ci saranno ancora i suoi titoli fantastici come “Abbiamo 800 mila ostaggi” e una foto di un gruppo di islamici, un modo sui generis di rispondere alla caterva di sequestri di occidentali, compiuti in Oriente  da parte dei musulmani; o come “Macelleria islamica” e un fermo immagine di uno di questi sequestrati mentre veniva sgozzato?

Di sicuro non ci saranno più, andandosene il vero protagonista, le grandi iniziative editoriali del tipo la Storia d’Italia commentata da Feltri o Il Corano analizzato sempre da Feltri. Perché certe libertà che, scusate il gioco di parole, a Libero si poteva prendere, dirigendo il più impostato Giornale Feltri se le deve scordare. Ma lui ci sa fare e le sorprese non mancheranno.

P.S. Feltri non di dice pessimista per la sua creatura: “Libero sopravviverà , come è sopravvisuto, e bene, Il Giornale quando me ne andai”. E’ vero. Peccato che Feltri si dimentichi la sorte dell’Indipendente, giornale a cui aveva dato una fortissima impronta personale (quasi come con Libero e molto di più che con Il Giornale), una volta che ne ebbe abbandonato la direzione. Gliela ricordo io: l’Indipendente è morto. Spero tanto che Libero non faccia la stessa fine.

Il nostro uomo tigre

Agosto 16, 2009 di c1a7

Dopo aver superato apparantemente indenne gli scandali a luci rosse, il nostro indomabile ed instacabile capo del governo si getta nella lotta contro la criminalità. E usa termini degni del miglior Bush 2 o, meglio, dell’uomo tigre: il bene da far trionfare, il male da debellare.

Ecco cosa ha dichiarato Silvio Berlusconi, annunciando il nuovo (ennesimo?) piano contro il crimine: “Il governo sarà in carica per quattro anni e metterà in atto un piano a lungo termine e si spera definitivo contro le forze del male, non solo contro la criminalità diffusa ma anche contro la criminalità organizzata”. Avete capito bene: le forze del male. E ancora: “Uno Stato ha il compito di difendersi anche dagli attacchi interni, mettendo in campo l’esercito del bene”.

A stelle e strisce

Agosto 16, 2009 di c1a7

In vacanze negli USA. Vacanza memorabile. Mi è successo di tutto. Ma questa è un’altra storia.

Voglio invece fare un cenno a quanto visto in tv e letto sui giornali, ossia sul piano di riforma sanitario voluto da Obama, che, se passasse, farebbe entrare nella storia il presidente di colore.

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Che dire?

Agosto 18, 2009 di c1a7

Intervistato dal settimanale mondadoriano, quindi di famiglia, ossai Chi, diretto dall’inopinabile Signorini, Berlusconi continua a dare il meglio di sé.

Che dice? Dice che cambiare l’inno  di Mameli (come vorrebbe la Lega) sarebbe troppo complicato: “Quale scegliere?”. Non impossibile o improponibile, avete capito bene, ma troppo complicato. Cioé, suggerisce velatamente Berlusconi, se si trovasse un modo non troppo faticoso né problematico per trovare un inno sostitutivo a “Fratelli d’Italia”, lui sarebbe d’accordo. Il classico ragionamento da imprenditore brianzolo.

Ma non basta. Berlusconi critica Avvenire che l’ha criticato di aver organizzato dei festini, ai quali avrebbero (il condizionale è d’obbligo) partecipato delle minorenni. “Festini? – ribatte Berlusconi. Nient’affatto. Si trattava di cene simpatiche”. Cene simpatiche????!!! E  poi accusa l’opposizione di non avere senso dello Stato??!!?!? Lui il suggeritore di orgasmi, il propugnatore delle (cattolicissime…) masturbazioni femminili.

Che dire?

P.S. Chi si sta specializzando sempre di più in falsi. Prima quelli relativi alle foto Canalis-Clooney. Adesso quelle concernenti alle dichiarazioni di Berlusconi.

Bei progressi

Agosto 19, 2009 di c1a7

Centinaia di morti in Iraq. Decine di vittime dei ripetuti attentati dei talebani in Afghanistan.

Mi sa che la pacificazione è ancora lontana. Mi sa che l’ottimismo è ancora fuori luogo.

So’ problemi

Agosto 19, 2009 di c1a7

Il nostro beneamato presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso il proprio malcontento nei confronti del governo che sembra trascurare i preparativi per la celebrazione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Napolitano vuole sapere cosa abbia in mente di fare il governo, visto e considerato che il tempo passa, la scadenza s’avvicina e nulla pare non essere fatto.

Probabilmente tale rimprovero di Napolitano è un suo modo per far conoscere all’opinione pubblica e politica che lui non si scorda di difendere la nostra Patria di fronte alle dichiarazioni alquanto sconsiderate, pronunciate dal leader della Lega, Umberto Bossi, e dai suoi accoliti. Insomma, invece di prendere di petto la questione Lega, Napolitano gira alla larga e utilizza come pretesto (non so quanto motivatissimo) la cattiva o, meglio, lam mancata organizzazione dei festeggiamenti dell’Unità di Italia. Ma non poteva essere più diretto, qualora avesse trovato le dichiarazioni leghiste su Inno o dialetti veramente inaccettabili?

Forse faccio della dietrologia e mi sbaglio.  

Ad ogni modo, non m’è piaciuto l’intervento di Napolitano, un presidente veramente  esternatore (non sempre a proposito). Mi domando: tra i tanti casini gravi organizzati o non evitati dal governo Berlusconi, quello dei mancati preparativi è uno dei più gravi  tale da spingere il presidente della Repubblica  a criticare vigorosamente e a minacciare di intervenire? Non mi pare.

Domanda

Agosto 22, 2009 di c1a7

Ma chi ha vinto in Afghanistan?

Il Giornale

Agosto 22, 2009 di c1a7

Non sono riuscito a comprarlo in edicola, il primo numero de Il Giornale nuovamente diretto da Vittorio Feltri (come invece feci anni fa, il secolo scorso in occasione del suo primo numero del quotidiano, fondato e abbandonato da Indro Montanelli: Feltri firmò un editoriale molto bello nei confronti di quest’ultimo), ma meno male che c’è internet che mi dà la possibilità di spulciare gli articoli più importanti del quotidiano di proprietà di Paolo (e, quindi, Silvio) Berlusconi.

Certo, non ha ancora la verve che caratterizzava la precedente creatura di Feltri, Libero (complimenti a Belpietro per le picconate che sta dando al mito Gianni Agnelli), ma Il Giornale non sembra male e promette bene – e poi c’è l’estate di mezzo e la carburazione non è immedita.

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Cose dell’altro mondo

Agosto 26, 2009 di c1a7

Dalla Lega durissime critiche nei confronti della Chiesa cattolica italiana, colpevole di aver mosso a sua volta durissime critiche nei confronti delle politiche attuate per affrontare l’emergenza immigrazione.

Alcuni leghisti si sono detti pronti a rivedere i patti lateranensi. Manco fossero dei radicali.

Ma non basta. Ignazio La Russa ha detto che lo Stato italiano ha le sue leggi che deve applicare, anche se la Chiesa, di cui rispetta le affermazioni, la pensa diversamente. Manco fosse Pannella.

Rinascita dello spirito laico? O opportunismo a tutto spiano?

Santo subito

Agosto 26, 2009 di c1a7

E’ morto dopo oltre un anno di sofferenze Ted Kennedy, il patriarca della dinastia di Boston. Un’esplosione di peana nei suoi confronti. Negli USA e nel resto del mondo. Tutti a dipingerlo come un mostro sacro della politica americana, senza la quale essa sarebbe stata non solo differente ma, addirittura, peggiore.

Rispetto per il morto, ci mancherebbe.  Come ovvia è la comprensione per l’assenza di obiettività dei media in occasione di decessi di persone famose.  Ma cosa ha fatto di trascendentale nella sua carriera politica Kennedy, una volta morti i due fratelli (prima non contava nulla)?

Ho letto che s’è dato da fare per far cessare la guerra in Vietnam. Ma questo è stato possibile grazie a Nixon. Ho letto che s’è dato da fare per promuovere una legislazione pro minoranze. Ma questo è avvenuto quasi a prescindere da lui.  Cioé cosa ha fatto di veramente innovativo, che l’ha visto protagonista assoluto? Certo, s’è speso in prima persona a favore di Obama. Come se fosse un galoppino, un galoppino con un sacco di voti ma niente più.

A mio modesto parere, Ted Kennedy ha vissuto di rendita. E sulla vicenda della morte della sua assistente ho ancora forti dubbi sulla morte della sua assistente a Chappaquiddick.

Noooo!!!!!!!

Agosto 28, 2009 di c1a7

Dino, Dino ma che mi combini!!!?!?!??!?!?!?!?

Dino Boffo (direttore di Avvenire) condannato per molestie: moleste sessuali!!!

Secondo (e terzo e quarto e…) round

Agosto 29, 2009 di c1a7

Dino Boffo: “Feltri? Killeraggio politico”

Vittorio Feltri: “Boffo? Non ha smentito una riga di quanto scritto; già, non poteva farlo, perché la notizia che lo riguarda è vera, e purtroppo per lui non è una sciocchezza irrilevante. Egli ha patteggiato nel tribunale di Terni e pagato una sanzione pecuniaria per una storiaccia di molestie alla moglie di un uomo col quale il signor direttore Savonarola aveva una relazione omosessuale. Intendiamoci. La relazione omosessuale era ed è affare suo, ma il reato per il quale ha patteggiato, ossia le molestie, non è mica tanto privato poiché trattato in un’aula di Giustizia”

P.S. “Intendiamoci. La relazione omosessuale è affar suo..” scrive Feltri. Sarà pure affar suo, di Boffo, ma io, Feltri, la spiattello coram populo, per sottolineare il fatto che il direttore dei vescovi italiani, che di sicuro non sono benevolenti nei confronti dei diritti degli omosessuali, è lui stesso omosessuale. Oltre alla squalifica penale (la condanna per molestie) anche la squalifica morale (l’essere omosessuale). Ergo: doppiamente ipocrita.

P.P.S. Non finisce qui. Libero e Il Giornale sparano su Ezio Mauro, direttore de La Repubblica, accusato di aver pagato in nero una casa. La notizia è la dà Franco Bechis, direttore di Italia Oggi. Staremo a vedere.

Stracci volanti

Agosto 30, 2009 di c1a7

Non ci si capisce più nulla. Ovviamente: siamo in Italia, dove passano i giorni e le cose si complicano invece di semplificarsi. E’ il caso della querelle (che si trasformerà in querela) Boffo-Feltri.

Adesso Boffo scrive che Feltri ha utilizzato una patacca. E adirà le vie legali. Anche l’investigatore privato Giuseppe D’Avanzo dice la sua e sostiene trattarsi di patacca. Anzi, di più: il giornalista di Repubblica argomenta che il documento pubblicato su Il Giornale di Feltri non è altro che una “velina” dei servizi segreti o di una qualche malsana burocrazia italiana, utilizzata solamente per buttare fango su chi critica il governo di Berlusconi.

Il Giornale pubblica (almeno sul suo sito internet, non ho il cartaceo) un documento, ossia il certificato generale del casellario generale relativo a Dino Boffo (la foto però fa vedere solo una parte del certificato). L’articolo che accompagna questa riproduzione riporta le dichiarazioni di Boffo, che finiscono per essere smentite dal certificato(“non è una patacca, ma un documento bello e buono).

L’intera questione potrebbe durare all’infinito. Si potrebbe dare spazio alle prese di posizione delle gerarchie cattoliche italiane, tutte a sostegno di Boffo. Si potrebbe raccontare la difficile situazione in cui si trova Berlusconi, che giura e stragiura di non aver nulla a che fare con l’attacco di Feltri: e ci sarebbe da credergli, visti i casini che gli ha creato con il Vaticano. Ci sarebbe da credergli, se la nostra memoria non tornasse agli ultimi mesi del ‘93, quando i Fede e gli Sgarbi attaccarono pesantemente Montanelli. Il motivo? L’essersi dichiarato contrarissimo, il giornalista toscano, alla discesa in campo di Berlusconi. Anche in quell’occasione Berlusconi sostenne la propria innocenza: che nulla aveva a che fare con gli attacchi di Montanelli, che lui aveva la massima opinione di Montanelli. Sappiamo benissimo come è andata a finire la vicenda. Sicuramente il caso Boffo-Feltri è diverso, sicuramente…

Come si può vedere tantissima carne a fuoco – che non so fino a che punto possa interessare i palati degli italiani. Ad ogni modo, voglio segnalare l’intervento sulla questione  di Renato “Betulla” Farina, che su Il Giornale mostra di essere un gran bel “rosicone”. Basti leggere il titolo del suo “pezzo“: “Quella solidarietà che a me fu negata”

Nuvole parlanti

Agosto 31, 2009 di c1a7

La Disney (la casa di Topolino, Paperino etc) s’è comprata la Marvel (la casa dei Fantastici 4, l’Uomo Ragno etc). A quando il lancio dello stupefacente Topo Ragno?

Satira politica

Agosto 31, 2009 di c1a7

Gheddafi attacca Israele - e pure pesantemente… strano per un leader arabo che l’Occidente sembra accogliere oramai a braccia aperte, senza troppe remore, che considera affidabile.

 Durante l’apertura del vertice dell’Unione Africana a Tripoli il leader libico ha dichiarato: “Israele è dietro a tutti in conflitti in Africa: per questo tutte le sue ambasciate nel continente vanno chiuse”.

Ovviamente Israele non s’è fatto intimorire. “Quel circo equestre itinerante che è Gheddafi è divenuto da tempo uno show tragicomico che imbarazza chi lo ospita e la nazione libica che ne paga il conto» ha detto il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, che ha aggiunto: «Mi chiedo se vi sia ancora qualcuno al mondo che prende seriamente ciò che dice quest’uomo. Noi comunque siamo certi che nessuno stato darà peso alle azioni teppistiche di questo bulletto”.

C’è ancora qualcun al mondo che lo prende seriamente, che prende seriamente Gheddafi?  E chi può prendere sul serio “un bulletto da circo”? Io una risposta ce l’avrei, ma mi pare scontata. Sarebbe come sparare sulla Croce Rossa

L’inizio della fine?

Agosto 31, 2009 di c1a7

Cominciano a girare voci, voci ecclesiastiche, che chiedono in maniera velata, felpata, circonvoluta, opaca, le dimissioni di Dino Boffo dalla direzione di Avvenire.

Tutti a professare l’innocenza del direttore, a dirsi suoi sodali, a sostenere la sua correttezza, a difendere la sua professionalità. Ma alcuni invitano Boffo a farsi da parte. Come tale Monsignor Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo (Mazara del Vallo, mica Palermo o Milano o Brescia o Roma o Bologna) nonché Presidente della CEI per gli affari giuridici (quell vaticani, penso, e non quelli italiani, ma lasciamo da parte le polemiche laicistiche).

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Bella gente

Settembre 2, 2009 di c1a7

Briatore e la Gregoraci, la Ventura, il Principe Ruspoli, Luciano Liguabue (che è pure giurato… ah se lo sapesse la Pivano…).  Che straminchia di personalità alla serata inaugurale del Festival di Venezia.

Viva il cinema italiano!

P.S. Forse molto dipende che presentavano il film di Tornatore, Baaria. Film targato Medusa, quindi Berlusconi. Ergo: tipica serata Mediaset.

E’ finita. Per ora

Settembre 3, 2009 di c1a7

Dino Boffo si è dimesso da direttore di Avvenire.

Ha vinto Feltri. E pure Berlusconi

Mah?

Settembre 4, 2009 di c1a7

Massimo Giannini su La Repubblica commenta le conseguenze politich del caso Boffo: arriva il grande centro cattolica con Montezemolo e Casini, due stra-divorziati che tante assicurazioni possono dare dal punto di vista cattolico apostolico romano.

Postilla

Settembre 5, 2009 di c1a7

Ricostruendo velocemente quanto è successo nel caso Boffo, m’è balzato immediatamente in mente, questo pensiero: Feltri non solo ha vinto, ma ha avuto ragione in linea generale, in maniera grossolana direi, ma – e lo sappiamo - il modo di far giornalismo di Feltri è grossolano, lo è sempre stato (il che non significa che sia a priori sbagliato, inaccettabile, disgustoso).

Mi spiego: Feltri, carte alla mano, ha accusato Boffo di essere condannato per molestie. Allo stato attuale delle cose, le carte dimostrano che è vero. E neanche Boffo ha potuto negarlo, semmai ha mimizzato la condanna (minimizzare non significa cancellare).

Feltri ha scritto, carte alla mano, che la Chiesa era a conoscenza della condanna di Boffo. Le carte l’hanno dimostrato.

Feltri ha scritto che le eventuali dimissioni di Boffo erano un problema interno alla Chiesa. I vari resoconti pubblicati dai diversi quotidiani, che hanno provato a svelare i retroscena “curiali” della vicenda, hanno tutti, messo in evidenza il “conflitto” interno alle alte gerarchie ecclesiastiche su come gestire al meglio l’intera questione: alcune appoggiavano incondizionatamente Boffo, altre volevano prenderne le distanze per non peggiorare ulteriormente la situazione. Una questione imbarazzante che doveva essere risolta. Boffo era diventato letteralmente un problema per la Chiesa.

Feltri ha scritto che la qualifica di “molestatore” mal si addice  chi, cattolico praticante e osservante e dichiarante, dirige un quotidiano cattolico (e tralascio la questione dell’omosessualità). E ha ragione.

Certo, poi Feltri ha scritto delle cappellate: che Boffo era omosessuale (e nulla, carte giudiziarie alla mano, lo prova); che Boffo ha molestato una donna sposata (mentre era una giovane semplicemente fidanzata); che lo sgrammaticato documento che accompagnava e commentava la “sentenza” di condanna era un documento giudiziario (ed invece, non proveniva da nessun tribunale ma era una sorta di “dossier” anonimo); che tale “dossier” era stato scritto da persone interne al Vaticano (e nulla lo prova). Ma, al di là di questi errori (di forma e di sostanza), il succo della vicenda è come l’ha raccontata Feltri sul suo giornale.

Postilla (alla postilla). Che poi Feltri, in prima persona, attacchi duramente il direttore di un quotidiano, critico nei confronti dell comportamento del Presidente del Consiglio, e lo faccia con tale veemenza e foga e decisione, come se fosse non un giornalista indipendente ma un deputato dipendente di Berlusconi, è un altro discorso.

Sotto a chi tocca

Settembre 7, 2009 di c1a7

Dopo Boffo è giunta l’ora di Fini, attaccato pesantemente da Feltri nel suo editoriale di oggi. Feltri non ha preso bene le critiche del Presidente della C amera, il quale nel pieno dell’affaire Boffo aveva parlato di killeraggio (hai voglia a dire, come fa La Russa, che le parole di Fini non si riferivano a Feltri, proprio quando il termine killeraggio era utilizzato dalla Chiesa e dallo stesso Boffo per descrivere l’azione compiuta da Feltri).

Mi pare un film già visto. Il direttore de Il Giornale non tollera che qualcuno di centro-destra (come Fini) o vicino al centro-destra (come Boffo) prenda le distanze dal proprio schieramento politico, criticando (talvolta indirettamente, ma spesso pesantemente) l’operato di Berlusconi.  Feltri non l’accetta e si incazza: e si incazza ancor di più, quando l’accusato si ribella alle sue critiche. E ci va giù pesante. Per sputtanare l’accusato porta alla luce fatti sconosciuti ai più (la condanna per molestie nel caso Boffo) o fatti ignorati (le prese di posizioni di Fini contro omosessuali o immigrati): comunque fatti che hanno un qualche fondamento, che hanno un pizzico (ma anche qualcosa di più) di verità.

Un film già visto, tenendo anche in considerazione la presa di posizione di Berlusconi. Che confessa di non sapere nulla dell’attacco di Feltri (come con Boffo così con Fini) e, semmai, ne prende le distanze (come con Boffo così con Fini).

Come andrà a finire?  Boffo s’è dimesso. Altamente improbabile che Fini decida di lasciare la presidenza della Camera. E’ vero anche che – e  l\’abbiamo già ricordato – Montanelli, accusato pesantemente dai dipendenti di Berlusconi (Fede e Sgarbi) e difeso d’ufficio dallo stesso Berlusconi, abbandonò Il Giornale, perché non accettava di servire totalmente il futuro Presidente del Consiglio.

Montanelli, Boffo: Fini stai in campana, non c’è due senza tre.

Domanda inutile

Settembre 7, 2009 di c1a7

Qualcuno del governo italiano ha accolto il Presidente del Venezuela, Hugo Chavez?

Mi si dirà: non è in visita ufficiale. Sarà. Ma è ospite a Venezia a presentare un documentario, su di lui incentrato, a firma di Oliver Stone. La Biennale  Almeno qualcuno delle istituzioni nazionali ad accoglierlo ci poteva andare.

Mi si dirà: ma è un poco di buono. E’ un dittatore che vende petrolio. Mi ricorda qualcuno…

8 settembre. Parte prima

Settembre 8, 2009 di c1a7

La morte della Patria?

8 settembre. Parte seconda

Settembre 8, 2009 di c1a7

La morte di Mike Bongiorno.

Ancora niente di nuovo

Settembre 10, 2009 di c1a7

Fini interviene alla scuola di formazione del PDL – e già il concetto di scuola di formazione partitica, specie del PDL, fa parecchio ridere. E ribatte alle critiche che gli sono piovute addosso. Leggendo, però, le sue dichiarazioni riemerge l’antica impressione della “pochezza” di Fini, di una sua incapacità di avere una chiar come visione politica, come proposta politica, come strategia politica, come tattica politica.

Fini si lamenta: “Non è degno il dibattito in un partito con questo stillicidio di dichiarazioni basate su tre ipotesi: che sono folle, che sono un ‘compagno travestito’ e che aspiro a fare il Capo dello stato” Stillicidio… Esagerato!!! E’ stato criticato, più o meno giustamente, ma criticato come tante altre persone (e molte degli appunti di Feltri non erano scorretti), come tanti altri politici. Adesso si accorge di che pasta sono fatti i giornali di centro-destra o i rappresentanti di centro-destra??? Arguto…

Sull’immigrazione: “Quando vengono respinti dei clandestini si fa bene, ma se su un barcone c’è un bambino o una donna incinta che sta per partorire e magari viene rimandata in un paese dove c’è un dittatore che la manda a morte, la sussistenza del diritto d’asilo la pretendo da un paese civile”. Non capisco: alcuni vanno salvati, altri no, anche se tutti sono clandestini, anche se tutti rischiano di essere mandati a morte da un dittatore.

Sul PDL. “Ieri a Berlusconi  ho detto che dal 27 marzo non si è deciso nulla ed il punto è proprio questo: non è possibile che non si sia deciso nulla, il partito non è un organigramma. Serve un cambio di marcia, un dibattito interno”. Citando Moretti: “No il dibattito no!!!” Soprattutto: se interno. In realtà, s’è deciso parecchio: ha deciso tutto Berlusconi.

Gianfranco, i’ vorrei che tu e Pierferdinando ed io…

Settembre 12, 2009 di c1a7

Casini + Fini + Rutelli = grande centro? La politica non è matematica, ma questa somma mi intriga. Mi intriga non perché mi piaccia a priori uno schieramento guidato da queste tre personalità politica – più che i nomi o, anche, insieme ai nomi vorrei delle idee serie, una visione di lungo periodo e  una strategia politica precisa che non siano il polo alternativo alla destra berlusconiana o il riformismo moderato o il moderatismo riformatore alla Fanfani e altre fanfaluche del genere che non vogliono dire nulla, contenitori da riempiera ma non si sa con cosa.

Quello che mi intriga, che mi intrigherebbe, è vedere insieme Rutelli e Fini, che divennero rispettabili ai più o, quantomeno, conosciuti alla stragrande maggioranza della popolazione italiana, sfidandosi alla elezioni comunali di Roma nel lontano 1993. Uno contro l’altro: sfida infernale all’Ok Corral sotto il Campidoglio, contrapposizione dura, scambio pesante di accuse e, perché no, di insulti:  da un parte il radicale abortista e libertario e dall’altra il missino nostalgico fascista “secondo me Mussolini è stato il più grande statista del secolo”. Sono passati 16 anni e adesso corriamo il rischio, cerimoniere Casini, di trovarceli uno al fianco dell’altro, a posizioni invertite: il radicale diventato conservatore e puritano e filo-clericale; l’ex fascista trasformatosi nell’ultimo degli illuministi benpensanti e un po’ radical chic.

Va bene che solo gli idioti non cambiano idea. Va bene che nella politica, specie quella italiana, tutto è possibile – soprattutto l’impossibile. Ma questo rivolgimento dei fronti, questo stravolgimento di idee, questa Santa Alleanza avrebbe dell’incredibile e, per alcuni (specie gli ex alleati di Rutelli e Fini), sarebbe al limite della sconcezza. E proprio per questo sarebbe intrigante.

E poi ci lamentiamo di Mastella…

E’ finita quando è finita

Settembre 13, 2009 di c1a7

Si è concluso il Festival del Cinema di Venezia, ma a me dei vincitori o degli esclusi dai premi non frega poi molto. Frega invece la rivalutazione in atto di Sylvester Stallone, attore assurto a livello di icona, mito cinematografico negli anni ‘80 che, dopo un periodo calante, sembra essersi ripreso anche se i livelli di popolarità e fama di 20 anni fa sono ben che lontani.

Pazienza, Stallone è un mito, bravo regista e sceneggiatore (più di quanto si pensi), molto furbo o, comunque, non proprio idiota (sa quel che voleva il pubblico e come lo voleva e lui glielo dava), capace anche di indubbie delicatezze (come i soliloqui di Rocky di fronte alla tomba dell’amata moglie, che ricordano gli analoghi soliloqui di Wayne nel film di Ford, I cavalieri del Nord-Ovest). E che adesso Venezia ne riconosca le qualità fa piacere. E sorridere: sorridere per come il mondo del cinema, americano ed europeo, ha giudicato negativamente (talvolta, però, a ragione) i film di Stallone.

Davvero?

Settembre 13, 2009 di c1a7

No, vi prego no, fate che non sia vero.

Spostano Ballarò per far posto ad una diretta di Porta a Porta dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati d’Abruzzo. Lo rivela il sito della Repubblica.

Quello che fa specie non è lo spostamento di Ballarò (non mi spinge a stracciare le mie vesti). Quello che mi fa specie, direi ribrezzo, nausea, disgusto (e molto molto molto di più) è la diretta di Vespa, che  serve non a ”valorizzare un momento importante per il Paese” (come spiega ipocritamente il vicedirettore generale Rai, Antonio Marano), bensì a propagandare l’operato del governo Berlusconi – operato che, sulla questione del terremoto, si basa molto più sulle parole che sui fatti. Pura propaganda di tipo sovietico, fascista, nazista: propaganda da regime. Il tutto con la conduzione di Bruno Vespa, mosso dal più patetico spirito campanilista (lui abruzzese deve dirigere la cerimonia abruzzese… dove era quando ci fu il terremoto nelle Marche e in Umbria o la tragedia alla stazione ferroviaria di Viareggio).

Domanda: a quando la diretta a reti unificate per l’inaugurazione dello svincolo autostradale Ascoli Piceno-Fermo o per l’apertura della terza corsia del Grande Raccordo Anulare presso l’uscita Cassia?

Una bella notizia

Settembre 14, 2009 di c1a7

Giampaolo Pansa collaborerà da domani con il quotidiano Libero.

Bella mossa di Belpietro. E bella mossa anche da parte di Pansa che avrà più lettori: Il Riformista, con cui continua la collaborazione, ha infatti un decimo (e forse di meno) di Libero.

Messaggio in codice

Settembre 14, 2009 di c1a7

L’ho difeso nel caso Boffo, l’ho difeso nel caso Fini. Ho difeso Vittorio Feltri: nella sostanza non aveva tutti i torti, perché affermava cose che si basavano su fatti (la condanna di Boffo per molestie; i cambiamenti, anche repentini, di Fini).

Ma, adesso, cosa mi combina il direttore de Il Giornale? Mi fa il ricattatore, sparge messaggi veramente mafiosi, dice e non dice, lui che ha fatto della “brutalità” degli editoriali, della schiettezza dei commenti, delle analisi tagliate con l’accetta un fiore all’occhiello. Infatti, oggi su Il Giornale il direttore scrive (e mi dispiace essermene accorto tardi): “delegare  i magistrati a far giustizia politica è un rischio. Specialmente se le inchieste giudiziarie si basano sui teoremi. Perché oggi tocca al premier, domani potrebbe toccare al presidente della Camera. È sufficiente, per dire, ripescare un fascicolo del 2000 su faccende a luci rosse riguardanti personaggi di Alleanza Nazionale per montare uno scandalo. Meglio non svegliare il can che dorme”.

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Il silenzio

Settembre 15, 2009 di c1a7

Feltri non ha fatto seguire  spiegazione alle affermazioni allusive di ieri su Gianfranco Fini. Molto strano…

Fini, invece, s’è rivolto alla magistratura.

Vedremo come andrà a finire (e se finirà) l’intera vicenda.

Premio Pulitzer

Settembre 15, 2009 di c1a7

Tanti auguri

Settembre 16, 2009 di c1a7

Buon compleanno a me. Un anno di blog. Chi l’avrebbe mai creso!

Senza rete

Settembre 16, 2009 di c1a7

A spizzichi e a bocconi ho visto la famigerata puntata di Porta a Porta con Silvio Berlusconi. Pensavo che fosse veramente una lunghissima celebrazione della consegna delle case (pagate dalla Croce Rossa, costruite nella Provincia Autonoma di Trento con il coordinamento – va però sottolineato – di Bertolaso, uomo forte non solo della Protezione Civile ma dello stesso governo) ai terremotati abruzzesi da parte di Berlusconi.

Mi sbagliavo. Non s’è parlato di solo terremoto, ma di crisi finanziaria, di Fini, Casini, Bossi e altre amenità (come la campagna di Repubblica). S’è trattato comunque  del solito one man show berlusconiano con Vespa a svolgere il ruolo di perfetta spalla e i giornalisti/sondaggisti in studio a fungere da mere comparse.

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Premio Pulitzer

Settembre 16, 2009 di c1a7

Il Manifesto intervista l’escort Patrizia D’Addario.

Titolo dell’articolo di Libero: “Dalla lotta di classe alla mignotta di classe”.

Geniale!

Grazie Belpietro.

Fuori di zucca

Settembre 17, 2009 di c1a7

Non ce l’ho potuta fare a leggere l’articolo di Zucconi  di oggi su Repubblica (purtroppo non riesco a trovare un link).

Prendendo spunto dalle dichiarazioni dell’ex Presidente Carter (secondo il quale, dietro alle critiche ad Obama si nasconde il razzismo), il giornalista italiano fa una lunga tiritera indigesta sull’odio razziale che muove l’opposizione ad Obama: opposizione non solo dei repubblicani in Parlamento ma anche degli intellettuali e dei giornalisti. Esagerato, esageratissimo!!!

Il risultato è un polpettone giornalistico indigesto, malmostoso e  confuso. Classico esempio: “di tutta erba un fascio” Come quando Zucconi fa riferimento alle critiche del neocon Kristol al piano sanitario obamiano, da Kristol stesso definito “stalinista”. Ora cosa c’entra l’utilizzo del termine stalinismo, la critica allo Stato interventista in economia (economia!!!) con il razzismo alla KKK lo sa e lo vede solo Zucconi. 

Mi dispiace, ma questa volta Zucconi ha toppato. E pure alla grande.

The winner is…

Settembre 17, 2009 di c1a7

Avrebbe vinto Karzai, avrebbe vinto. Dopo un mese dalle votazioni questo il risultato delle elezioni afghane.

Una vittoria lampante, evidente, accettata da tutti. Come si può constatare ogni giorno. Specie oggi.

Strage

Settembre 17, 2009 di c1a7

Attentato in Afghanistan. Muoiono sei soldati italiani.

Avrei qualcosa da dire su come si sta combattendo (ma si sta combattendo?), su come si stanno comportando le truppe occidentali (italiane e non), sulla strategia (ma c’è una strategia?) per imporre un ordine, un qualsiasi ordine, anche precario, in Afghanistan.

Vogliamo vincere? Allora diciamocelo chiaro e tondo: per vincere, per debellare i talebani bisogna combatterli e duramente e aspramente. Non è facile sconfiggerli, ma si può. Per farlo bisogna essere pronti a sacrifici. Ossia: impegnare sempre più spesso i nostri soldati  in combattimenti in posti disagiati, in territori a noi sfavorevoli, ed essere pronti a vedere aumentare il numero dei morti. Se non si è disposti a fare sacrifici, questo tipo di tremendi sacrifici, se l’opinione pubblica italiana di casa nostra non può o non vuole accettare altro spargimento di sangue  o se la classe politica italiana non se la sente di andar contro l’opinione pubblica, allora andiamocene via subito oggi immediatamente. Perché, adesso, stando così le cose, siamo inutili, siamo solo dei bersagli.

Mi si dirà: “Ma i soldati aiutano la popolazione, costruiscono case ponti ospedali scuole, difendono i bambini. Gli afghani sono dalla nostra parte etc etc etc”. A parte il fatto che, come ricorda Zucconi sul suo blog, citando il generale Colin Powell, gli eserciti sono stati creati per distruggere e ammazzare, non per fare da balie; a parte questo, ma veramente gli afghani sono tutti dalla nostra parte, veramente gli afghani ci vedono come salvatori, se non riusciamo a difenderli dal terrore talebano, se noi stessi siamo incapaci di difenderci? Basta dare un’occhiata alle ultime votazioni: brogli o presunti brogli a parte, ha votato il 50% scarso, il 20% in meno rispetto alle precedenti elezioni. Evidente quindi una crescita della sfiducia verso quello che abbiamo fatto, che si è fatto.

Se invece l’opinione pubblica se la sente di tollerare una crescita dei morti, determinata da un impiego veramente offensivo dei nostri soldati o se la classe politica decide (incredibilmente) di disobbedire all’opinione pubblica, ritenendo l’introduzione della libertà e della democrazia in terra afghana un obiettivo irrinunciabile, allora si vada avanti, dopo aver chiarito, però, quali sono i rischi cui si va incontro.

Senza dimenticare un altro aspetto. Possiamo sconfiggere i talebani. Però dobbiamo convincere la popolazione afghana. Se non riusciamo a dare loro una prospettiva, culturale sociale economica, che rispetti le loro tradizioni con la tutela dei diritti individuali (cioé, evitando di portare pace ma cadendo contemporaneamente in un medioevo islamico, privo della ferocia talebana, ma rimanendo sempre medioevo), anche la stessa vittoria militare avrà breve efficacia. Sarà stata inutile: molto rumore per nulla.

Come si vede, un compito improbo, difficle, forse impossibile. Possiamo provare anche a svolgerlo nel modo migliore. Ma dobbiamo essere consapevoli che ci costerà caro. Siamo consapevoli? E, soprattutto, siamo disposti ad andare avanti?

Santificazione

Settembre 18, 2009 di c1a7

A breve Sky manderà in onda una fiction su Moana Pozzi con protagonista Violante Placido. E fin qui chi se ne frega. Ma da qualche mese, anche per promuovere questo programma, viene diffusa un’immagine positiva della pornostar. Cioé, questo in sintesi il succo della “propaganda”, non una semplice pornostar, ma una donna intelligentissima, sagace, arguta, spiritosa, propugnatrice di un nuovo tipo di femminilità, che coniuga corpo e mente per affermarsi nella società. E si sprecano elogi, lodi, plausi per quanto fatto e detto da Moana. Addirittura, Roberto D’Agostino l’ha definita (forse esagerando volutamente, ai limiti della provocazione) un viagra per la mente per molte persone .

Insomma, Moana come una sorta di Rita Levi Montalcini, Susan Sontag, Camille Paglia che mostra in continuazione tette e culo. E come li esibisce, queste tette e questo culo (e non solo)!

Oddio, grande seguace della carriera della pornostar italiana non lo sono mai stato: non sono stato mai un esperto delle sue performance cinematografiche. Di sicuro non le ho mai ritenute tali da stimolarmi la mente (per piacere niente ironie) e neppure le ho mai considerate un valido sostegno alla causa dell’emancipazione femminile. Può essermi sfuggito il contributo di Moana in questo e in altri ambiti. Mi sarò distratto. O forse sono in possesso di una diversa visione della vita, dove tette e culi giocano un ruolo fondamentale (lo ammetto, e meno male!), ma che non sono le principali risorse cui ricorrere per migliorare il tasso di liberaldemocraticità della nostra società, per rafforzare il rispetto verso il prossimo o per diffondere la cultura nel nostro Paese.

Irving Kristol

Settembre 19, 2009 di c1a7

E’ morto Irving Kristol, il padre dei neocon, che nel bene e nel male hanno fatto la politica americana degli ultimi anni.

Chi ben comincia…

Settembre 21, 2009 di c1a7

Forse gli americani hanno ritrovato il tocco. E’ sciocco generalizzare, ma gli action movie a stelle e strisce ritornano ad essere realizzati con criterio.

Dopo la delusione del secondo Transformer (stupidotto) e del Terminator di Christian Bale (sciapo, né carne né pesce, con punte di ridicolaggine come il trapianto finale di cuore in pieno deserto, polvere sporcizia a non finire, regno della setticemia), ecco due film veramente avvincenti, che riescono a mantenere alquanto alta la tensione quasi per tutta la durata della pellicola.  Sto parlando di G.I. Joe e di Pelham 123.

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Indovina chi è?

Settembre 22, 2009 di c1a7

“La disinformazione abbonda e va decisamente combattuta”.

Chi l’ha detto? Silvio Berlusconi? Noooo! Barack Obama

Scontro tra titani

Settembre 24, 2009 di c1a7

Puntata di Porta a Porta su Padre Pio.

Si sfidano Pippo Franco (attore, cattolico) e Pierluigi Odifreddi (matematico, laico).

Siamo messi veramente bene…

Il numero è potenza

Settembre 26, 2009 di c1a7

Famiglia allargata, divorzio? Anatema sui di voi.

Il Papa si scatena ancora una volta contro il pluralismo. Non etico, bensì genitoriale, dannosissimo per una crescita serena dei figli.

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Ma tu dove eri?

Settembre 26, 2009 di c1a7

Questa qui proprio non l’ho capita.
Obama  ha criticato pesantemente l’Iran per aver costruito un secondo impianto nucleare, in spregio di ogni norma e regola internazionale prevista in questo campo. Ha criticato, ha minacciato sanzioni durissime e non ha escluso l’opzione militare (come il miglior Bush jr).

Bravo bravissimo? Non proprio.

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L’efficienza americana

Settembre 27, 2009 di c1a7

Sembra che Barack Obama non potrà rispettare l’impegno preso di chiudere Guantanamo entro gennaio 2010 (io poi ero rimasto a fine 2009). Problemi legali e logistici su come e dove mettere i detenuti rimasti. Per capirne di più ho trovato questo articolo sul sito del Wall Street Journal.

Ad ogni modo, complimenti per l’organizzazione! Veramente complimenti.

Questa sì che è una delusione. Soprattutto per me, anti-obamiamo convinto, ma che avevo molto apprezzato  la sua decisione di chiudere il campo di detenzione cubano.

La legge è uguale per tutti

Settembre 29, 2009 di c1a7

Ma porca puttana diavola!!! Scusate il linguaggio non da educanda, ma porca puttana diavola.

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Ali spezzate

Settembre 29, 2009 di c1a7

Una commissione del Ministero dei trasporti ritiene il monopolio Alitalia/Airone/Cai  sulla tratta Milano-Roma dannoso per la concorrenza e per gli utenti. Ma va???

Arguti quelli del Ministero. Si vede che la gestione del centro-destrasta lasciando il segno. Un po’ tardi nel reagire, visto che gli svantaggi del monopolio Cai erano sotto gli occhi di tutti e molti lo andavano denunciando da mesi

Oltre al danno (il fatto di aver dovuto sborsare dei soldi per salvare due compagnie Alitalia e Airone) pure la beffa.

Continuamo così. Facciamoci del male

L’implosione

Settembre 29, 2009 di c1a7

Il PD sta correndo spensieratamente verso l’autodistruzione. La gara delle primarie si sta trasformando da sana competizione politica tra uomini e idee in un vero e proprio gioco al massacro. Al suicidio.

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I padroni

Settembre 30, 2009 di c1a7

Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, si lamenta dell’operato degli ultimi governi italiani, che – a suo dire – poco o nulla hanno fatto per risolvere i problemi del Paese (e, in modo particolare, dell’imprenditoria di casa nostra).

Nelle stesse ore l’amministratore delegato della Fiat, di cui Montezemolo è presidente, Sergio Marchionne invitava il governo Berlusconi a far qualcosa, come ripristinare gli incentivi auto, per evitare che la Fiat si trovi in enorme difficoltà nei prossimi mesi. Ovviamente, Berlusconi s’è detto pronto a fare il possibile, suscitando la soddisfazione di Marchionne.

Oramai mi sfuggono molte cose di questo nostro Paese, ma siamo ancora nella situazione in cui la Fiat pietisce (dietro ricatto) soldi soldi soldi al governo, ricorrendo per l’ennesima volta agli incentivi (gli incentivi!!!)? E siamo ancora in una situazione in cui il governo cede alle richieste della Fiat?

E basta!!!

P.S. Ma Marchionne non era quel genio assoluto del capitalismo italiano, quel capitalismo capace di innovare, rischiare e vincere all’estero?

Domanda e offerta

Settembre 30, 2009 di c1a7

Personalmente e culturalmente e ideologicamente Michele Santoro mi fa schifo: arrogante, maleducato, cafone, fazioso, superbo, radical chic da sceneggiata napoletana, guappo di cartone, ipocrita.

Professionalmente però Santoro riesce a realizzare trasmissioni che si fanno vedere: discusse e discutibili, non c’è dubbio, ma si fanno vedere. E hanno successo, raccogliendo parecchi ascolti. E non è poco, anzi è tutto, quando si parla di televisione.

Non è colpa sua se le persone ne apprezzano le  trasmissioni. Non è colpa sua se la destra è incapace di mettere in piedi programmi che riscuotano lo stesso successo. Ci ricordiamo di Socci, l’ultracattolico destrorso Socci, che raggiungeva a malapena i due milioni di spettatori? E di Masotti,  giornalista in quota destra e adesso inviato a Londra del TG2, che non arrivava neanche al milione e mezzo?

Onore a Santoro, quindi. Ma c’è veramente bisogno di avere in studio la mignotta… ehm… l’escort Patrizia D’Addario? Cosa potrà dire di nuovo e diverso da quello che ha detto in passato sui giornali o alle televisioni estere, riprese dallo stesso Santoro? Forse descriverà con nuovi dettagli o nuovi aggettivi le sue notti di sesso con Berlusconi, le sue performance amatorie che, indubbiamente (ritengo), l’hanno portata ad essere candidata alle europee con il PDL. E allora dove è quella notizia da imbastirci su un’intera trasmissione? Ma chi se ne frega!

Santoro sa benissimo che ottiene grandi ascolti senza dover titillare gli istinti sessuali dei suoi spettatori. Così si comporta Berlusconi…

Zero assoluto

Ottobre 1, 2009 di c1a7

Non potevo esimermi dal vedere Annozero di Santoro. Me lo potevo risparmiare. Niente di nuovo sotto il sole. 

D’Addario che vuole assurgere a vittima, Santoro che intigna, la Rangeri (Il Manifesto) e la Latella (A) che femminizzano, Travaglio che fa il compitino e poi sta zitto, Belpietro e Porro (de Il Giornale), che difendono ovviamente Berlusconi ma mettono anche il dito nella piaga, ossia che tutti i casini di mignotte e Tarantini vari hanno come primo centro nevralgico la sanità della regione Puglia e quindi chi la dirige, amministrativamente e soprattutto politicamente. Ossia: il centro-sinistra.

Berlusconi avrà pure delle colpe a frequentare donne dalla dubbia moralità (o la cui immoralità non va messa in dubbio), premiando alcune delle quali e trascurando il benché minimo pudore istituzionale, mandando letteralmente a puttane il senso dello Stato. Non ci piove. Eppure, il centro-sinistra, almeno a livello locale, s’è dimostrato in Puglia di un’indiscutibile fetenzia marcia e corrotta.

Tutti colpevoli, nessun colpevole? Col cavolo. Tutti colpevoli, tutti da punire – anche se la punizione dovrebbe variare da reato a reato (meno grave quello commesso da Berlusconi, più grave quello compiuto dal centro-sinistra pugliese).

Suicidio collettivo

Ottobre 2, 2009 di c1a7

Lo scudo fiscale (obbrobriosa misura, così come le giustificazioni addotte dal centro-destra per difenderlo) è passato alla Camera. Con solamente 20 voti di scarto. Stando alle cronache, in aula non erano presenti 29 deputati dell’opposizione: 22 del PD, 6 dell’UDC e 1 dell’Italia dei Valori.

Teoricamente, ipoteticamente parlando, se tutti o almeno 21 di questi deputati fossero stati in Parlamento e avessero votato come schieramento comanda, lo scudo fiscale sarebbe stato bocciato dalla Camera.

Se. Se. Se.

Purtroppo, la realtà è un’altra: l’opposizione s’è dimostrata ancora una volta incapace di contrastare i provvedimenti deleteri del governo. Peggio: dopo tutta la cagnara messa in piedi, che lasciava presagire una lotta dura senza paura, all’ultimo sangue, l’opposizione alla prova dei fatti si è frantumata, dando  ennesima prova di scarsa credibilità ed affidabilità.

Bene, bravo, bis!

Fu vera gloria?

Ottobre 4, 2009 di c1a7

Devo rivederlo. E questa volta in lingua originale. Sto parlando di Inglorious Basterds di Quentin Tarantino(liberalissimamente ispirato ad un film degli anni 70 diretto da Enzo G. Castellari ).

C’è qualcosa che m’è sfuggito. Sicuramente. Perché altrimenti non riesco proprio a capire il plauso  della critica nei confronti della pellicola. Plauso talmente unanime che ha spinto alcuni giornalisti a ritenerlo il capolavoro del regista italo-americano.

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Frase memorabile

Ottobre 5, 2009 di c1a7

“Io sono triste, tristissimo, ma sono vitale… Tu invece sei triste, ma triste squallido” (N. Moretti in Ecce Bombo).

Pensiero volante

Ottobre 5, 2009 di c1a7

Non so cosa sia più ridicolo: i timori relativi ad una presunta scomparsa della libertà di stampa in Italia, espressi dal mondo di centro-sinistra, oppure le accuse di un tentativo di golpe ai danni del governo Berlusconi, avanzate dagli esponenti di centro-destra.

Addio

Ottobre 6, 2009 di c1a7

Cobolli Gigli lascia la presidenza della Juventus. Cobolli? Mandaci una cartolina.

Al suo posto Blanc.

Mah!

In attesa di giudizio

Ottobre 6, 2009 di c1a7

Come nella migliore tradizione giuridica italiana, la Corte Costituzionale ha deciso di non decidere oggi sulla costituzionalità del Lodo Alfano, che protegge le più alte cariche dello Stato da procedimenti giudiziari nei loro confronti.

Forse, forse, il verdetto si avrà domani.

Vedremo. Aspetteremo in trepidante attesa. Seriamente parlando: checché ne dica la maggioranza di governo o parte dell’opposizione (id est: Casini), la sentenza della Corte è molto importante, perché dà una valutazione su una legge che sospende l’applicazione della legge per alcuni italiana, cosa questa veramente grave.

Stiamo parlando di un’impunità, una vera e propria impunità: temporanea impunità (dura al massimo cinque anni e non dovrebbe essere reiterabile), ma sempre impunità.

Il nodo è tagliato

Ottobre 7, 2009 di c1a7

Ricevo e pubblico volentieri il breve commento dell’amico Andrea sulla bocciatura da parte della Corte Costituzionale del Lodo Alfano

Luce fu. Il dado è tratto. Il nodo tagliato. Il lodo affondato. Ebbene, ecco la sospirata e attesa sentenza. Domani partiranno le procedure per i processi. Stasera quelle per far passare una legge costituzionale.

Ebbene, mentre la più grande offensiva mai scatenata contro Berlusconi prosegue sotto i migliori auspici, noto con piacere che in un certo senso c’era del vero nella patetica scusa del presidente, secondo il quale avrebbe dovuto sottrarre tempo agli italiani per difendersi in caso di sentenza a lui negativa. A parte il fatto che l’unica e ovvia risposta è dimettiti: noto, dicevo, che tutti stanno sottraendo tempo agli italiani, chi per difendersi chi per attaccare, chi per brigare chi per tergiversare. Insomma, mentre il tappo salta (parlo dello champagne naturalmente), tutti si preparano a farsi i fatti propri, e la commedia ricomincia, mentre nessuno si occupa della realtà, della res pubblica. Non so se sia un bene o un male.

Magna Charta

Ottobre 8, 2009 di c1a7

Non sono un costituzionalista, non sono un grandissimo amante di questioni istituzionali, le mie reminiscenze risalgono a troppi anni fa e a quanto era scritto sul testo di diritto pubblico e poi condivido il commento di Andrea e non vorrei essere ripetitivo, epperò una glossa sulla questione Lodo Alfano la voglio fare.

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La legge sono io

Ottobre 8, 2009 di c1a7
Ricevo e pubblico volentieri dall’amico Klaus
Con insolita rapidità rispetto ai tempi biblici delle aule civili e penali italiane, i giudici dell’Alta Corte hanno giudicato illegittimo il lodo Alfano in quanto viola ben due articoli della Costituzione italiana.
L’articolo 3, che dichiara l’uguaglianza di tutti i cittadini difronte alla legge, e l‘articolo 138,  che in casi simili impone il ricorso ad una legge costituzionale, e non ordinaria.
 
Un uno-due che mette la parola fine alla palese volontà di una maggioranza parlamentare, ostaggio delle vicende private giudiziarie di Berlusconi, di sottrarre lo stesso al giudizio delle aule dei tribunali come qualsiasi normale cittadino.

Crisi d’astinenza

Ottobre 8, 2009 di c1a7

Cannavaro Fabio, il capitano Cannavaro, positivo all’antidoping. La giustificazione (speriamo che regga): un antiallergico preso per combattere le conseguenze di una puntura di vespa.

Al bar dello sport

Ottobre 9, 2009 di c1a7

Ieri da Santoro scazzo iniziale e banale tra Di Pietro e l’avvocato deputato di Berlusconi, Ghedini. Penso che sia la centesima volta che i due si insultino da Santoro.

Due giorni prima ennesima lite tra Franceschini e il ministro Bondi a Ballarò. Anche in questo caso penso che sia la centesima volta che i due si mandano a quel Paese nella trasmissione di Floris.

Sono sempre gli stessi nelle stesse trasmissioni. Capisco che alcune persone si rifiutino di andare in queste talk show,  ma perché i conduttori mettono uno contro l’altro sempre i soliti? Cioé: Ghedini e Di Pietro, Gasparri e Fassino, Bondi e Franceschini, Bersani e Tremonti?  A farlo sono Santoro e, soprattutto, Floris, il quale sembra oramai ricalcare lo stile e il metodo di scelta degli ospiti (e conseguenti liti) applicati da quel genio della comunicazione che ha nome Aldo Biscardi.

Il quale Aldo chiama sempre gli stessi ospiti, incitandoli ma, direi, guidandoli come direttore di orchestra a scambiarsi ingiurie, ad urlarsi addosso, a ripetere i soliti insulti, totalmente a prescindere dall’argomento trattato (il gol non dato, la moviola in campo, il calcio mercato).

Premio Ig-Nobel

Ottobre 9, 2009 di c1a7

C’è poco da scrivere. Il premio Nobel per la Pace a Barack Obama è una cazzata, una stronzata, uno scandalo di dimensioni planetarie. Per non parlare della motivazione: un premio non tanto per quello che ha compiuto in passato, ma per quello che ha detto a mo’ di promessa. Un premio a futura memoria.

Che vergogna.

Barbarossa

Ottobre 11, 2009 di c1a7

Il gioco si fa serio. La destra politica italiana va all’assalto dell’ultima roccaforte ancora in mano alla sinistra: il cinema. E lo fa con dispendio di mezzi, soldi, uomini, ma non di idee. Il risultato è il film di Renzo Martinelli, Barbarossa. Ma se per la loro kulturkampf in ambito cinematografico, il centrodestra e, in particolare, la Lega mettono in campo (e non può che essere campo, visto che si tratta di una battaglia) strumenti come questa pellicola, andranno incontro ad una sicura sconfitta.  Leggi il seguito di questo post »

Dubbio

Ottobre 12, 2009 di c1a7

Mi trovo in difficoltà: Silvio Berlusconi e, quindi, il PDL vorrebbero introdurre nel nostro Paese il sistema presidenziale.

Io da sempre sono stato un fautore di una riforma in tal senso, una riforma che desse maggiori poteri e più ampia autonomia al potere esecutivo, liberandolo di alcuni (e sottolineo alcuni) dei lacci e lacciuoli che lo legano al legislativo. Le forme di democrazia diretta (come i referendum) non mi hanno mai spaventato.  A differenza di molti altri (ex democristiani ed ex comunisti, sinistrorsi vari, liberal-chic), non ho mai avuto paura che anche l’Italia si dotasse di un presidente della Repubblica direttamente eletto dal popolo. Le paure erano giustificabili all’epoca della Costituente, quando il ricordo del fascismo era ben vivo, non 15 anni fa e tanto più adesso (poi andrebbe fatto anche un discorso sul fatto che il fascismo, regime plebiscitario lo divenne, non ci nacque e si affermò perché l’esecutivo non era troppo forte, ma troppo debole).  Peccato che il centro-sinistra non l’abbia mai capito e il centro-destra abbia strumentalizzato questa proposta, talvolta appoggiandola talvolta opponendosi. Innumerevoli e, spesso, contraddittorie le prese di posizione di Berlusconi, per il quale presidenzialismo o premierato non fa differenza, così come i sistemi di pesi e contrappesi che devono definire e limitare l’enorme potere che avrebbe il capo dello Stato (o del governo) eletto dal popolo.

E proprio qui, nella dimenticanza dei limiti al potere esecutivo, sta il mio problema. Il mio cruccio. Conoscendo Berlusconi, la riforma garantirebbe massimo potere e minimo controllo. Un presidente troppo forte e contropoteri troppo deboli: dal Parlamento alla Corte Costituzionale.  Con la riforma presidenzialista la maggiore efficienza ed efficacia dell’esecutivo si tramuterebbe in arbitrarietà pura nelle mani di Berlusconi. 

Ne vale la pena? Vale la pena appoggiare o contrastare una riforma necessaria per il Paese solo perché c’è Berlusconi?

La rissa infinita

Ottobre 13, 2009 di c1a7

Non mi piace. Non mi piace proprio la situazione attuale del nostro Paese, almeno a livello politico (e lascio da parte per un momento il fallito attentato bomba alla caserma di Milano: segnale alquanto preoccupante, anche se compiuto da un lupo solitario).

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Silvio martire

Ottobre 13, 2009 di c1a7

Ricevo e pubblico volentieri la breve nota dell’amico Klaus.

Le reiterate richieste del Premier agli imprenditori (ultima, in ordine di tempo, quella fatta ieri all’assemblea degli industriali a Monza) di boiocottare il quotidiano Repubblica sono gravissime. Siamo di fronte ad un’evidente turbativa della regole di mercato, da parte di un Premier/imprenditore illiberale che rifiuta l’idea di un giornalismo “cane da guardia” del governo di un Paese.

Chi è contro di me è contro l’Italia – dichiara furbescamente Berlusconi con uno slogan degno dei migliori spot pubblicitari – ma che nasconde due menzogne.

1. Berlusconi non è espressione della volontà dell’intero Paese, ma solo di un’alta percentuale, ma non maggioritaria, di italiani che lo hanno votato. Anche se Berlusconi è il premier degli italiani, l’altra metà del cielo non lo ama affatto e per questo non ha votato per lui in cabina elettorale . I sondaggi da lui sbandierati sono altra cosa rispetto ai voti validi delle recenti tornate elettorali. Sia alle recenti amministrative che alle ultime politiche il PDL infatti non ha superato il 40% dei voti e neanche l’alleanza con la Lega ha permesso a Berlusconi il superamento del 50% dei consensi.

2. Chi è contro di lui semplicemente non lo giudica un buon Premier, ma non per questo non ama l’Italia e ne ha a cuore il suo destino. Dire il contrario è pura demagogia, mistificazione, populismo becero.

L’efficace slogan di Berlsuconi altro non è che l’ennesimo tentativo di mettere il bavaglio alla libera stampa, tagliando il rubinetto degli introiti pubblicitari ad una testata che osa criticare, sono parole dello stesso Berlusconi, “l’uomo più perseguitato di tutta la storia”.

E allora un sempre piu geniale Benigni viene in soccorso al Premier ricordando a tutti gli italiani smemorati e allo stesso Silvio che infatti : “Gesu’ Cristo è la seconda persona più perseguitata di tutti i tempi”!!

Stracci volanti

Ottobre 14, 2009 di c1a7

Continua la schermaglia De Bortoli-Scalfari. Scalfari accusa il direttore del Corsera di non fare vera opposizione e di essere troppo morbido con Berlusconi, di cui non capisce la pericolosità. De Bortoli accusa il fondatore di Repubblica di essere ingeneroso nelle critiche, fazioso e di utilizzare un quotidiano non per quello che è (un quotidiano, cioé), ma uno strumento di lotta politica.

Non mi interessa chi abbia ragione tra i due e chi torto – entrambi. Noto solo che i toni si stanno facendo sempre più pesanti.

Però su un fatto De Bortoli non mi è mai piaciuto (e così il suo predecessore Mieli). Sul fatto di dare eccessivo spazio a Lapo Elkann, spacciandomelo come il nuovo guru intellettuale ed imprenditoriale del nostro Paese. No, su Lapo non transigo.

Salvate il soldato Terence

Ottobre 15, 2009 di c1a7

Massima stima. Anzi, massima venerazione per Terence Hill. Mito eterno della mia gioventù. Apprezzatissimo anche in questi giorni che lo vedono recitare un giorno sì e un altro pure.

Purtroppo non riesco più a seguirlo in Don Matteo, la serie che l’ha riportato alla ribalta. Non riesco non per motivi di tempo,  ma perché la serie è oramai diventata imbarazzante. Non ce la faccio proprio a sopportare le avventure del prete investigatore di Gubbio. Le trame e i dialoghi sono di una pochezza infinita e la recitazione ridicola.

Finche c’era anche Flavio Insinna, il prodotto era accettabile. Ora ha subito un’involuzione drammatica. Per non parlare del carabiniere interpretato da Nino Frassica, oramai ridotto a macchietta insopportabile nella sua vacuità e sciocchezza. Non so cosa sia più sorpredente: la non recitazione di Frassica o il fatto che l’Arma possa tollerare di farsi rappresentare da un tale personaggio (e da questo attore… un Frassica dai capelli lunghi, che sembrano raccogliersi in un codino… il carabiniere con la coda). Mi trovo costretto a rimpiangere il carabiniere interpretato da Massimo Boldi. Pensa tu.

Ma vaff…

Ottobre 17, 2009 di c1a7

L’Onu accusa Israele di crimini di guerra per l’operazione Piombo fuso contro i terroristi palestinesi. E poi uno si butta a destra e chiede la soppressione delle Nazioni Unite…

La civiltà del sapere

Ottobre 18, 2009 di c1a7

Io sicuramente non sono normale, un po’ malato, affetto da disfunzioni culturali. E quindi non faccio testo. Però, quello che ho notato, non m’è piaciuto. Mi spiego: sto leggendo la biografia del Savonarola, scritta dal giurista Franco Cordero (opera monstre: 4 volumi, circa 2000 pagine, scritte in uno stile originalissimo, ma non di facile lettura, con innumerevoli citazioni in latino). E mi hanno fortemente incuriosito le descrizioni di personaggi quali Angelo Poliziano, Marsilio Ficino e di Giovanni Pico della Mirandola. Tanto che sono andato in libreria per cercare qualche libro scritto da loro.

Mi sono recato in due librerie Feltrinelli e non ho trovato nulla. Passi per Marsilio Ficino e Pico, filosofi che anche a scuola si studiano pochissimo, le cui opere ed interpretazioni sono state quasi immediatamente superate . Ma Poliziano, cavolo, non dico il Poliziano filologo, ma il Poliziano poeta l’avrei dovuto trovare nel reparto Poesie. Niente, invece. Il nulla. E sto parlando delle librerie Feltrinelli.

Mi ripeto: io sono un po’ malato, quasi folle ad andare alla ricerca delle opere composte da questi tre autori. Forse in altre librerie le avrei trovate. Ma la Feltrinelli non è il buco del culo del mondo. E, soprattutto, stiamo parlando di tre tra i più grandi esponenti dell’Umanesimo di casa nostra, di quel Rinascimento culturale che ha reso grande il nostro Paese, i cui lavori influenzarono moltissimo i contemporanei. Adesso saranno pure sorpassate le loro filosofie, saranno pure di poco conto le loro poesie se paragonate a quelle di altri autori, ma ebbero un impatto non indifferente sulla nostra storia intellettuale.

Invece, niente. Il nulla.

La sacra famiglia

Ottobre 19, 2009 di c1a7

Aiutatemi. Aiutatemi a capire questo nostro Paese. Non riesco più a comprenderlo.  O sono cambiato io o è cambiato lui. E’ il risultato che non cambia: l’Italia mi sfugge.

Mi spiego. Per anni è stato detto che con i criminali non si deve trattare. Vedi Brigate Rosse. Vedi l’anonima sequestri (sarda e non solo): infatti cosa sarebbe il blocco dei beni delle famiglie dei sequestrati, se non una chiara decisione dello Stato di evitare di far scendere (o scendere lui stesso) a patti con dei criminali, di subire il ricatto, senza protestare?

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Endorsement all’amatriciana

Ottobre 21, 2009 di c1a7

Voto Franceschini. Meglio: voterei Franceschini, se decidessi di partecipare alle primarie del PD. Infatti, poiché odio gli intruppamenti di ogni genere (culturali, politici, religiosi), poiché non voglio finire in un modo o in un altro iscritto ad un partito che mi rappresenta solo parzialmente, non andrò a votare alle primarie. Mi ritengo onesto intellettualmente e voglio comunque esprimere la mia preferenza. Scelgo Franceschini.

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Contrordine compagni

Ottobre 21, 2009 di c1a7

Ritiro tutto! Ritiro il mio appoggio a Franceschini, che avevo espresso e spiegato  nel  post precedente.

Ho infatti scoperto che uno dei suoi sostenitori è Jovanotti. No, Jovanotti no!!! A tutto c’è un limite.

The winner is not…

Ottobre 21, 2009 di c1a7

Karzai, come avevo invece scritto su questo blog, il giorno dell’attentato ai soldati della Folgore. Una vittoria per certi aspetti di Pirro, di cui non essere contenti, visto che c’era stato un netto calo di votanti rispetto alle elezioni precedenti e visto che era stato riconfermato un presidente che aveva dimostrato di non essere veramente all’altezza dei compiti.

Adesso scopriamo che Karzai non ha vinto e andrà ai ballottaggi. Speriamo bene per l’Afghanistan

Transeat?

Ottobre 24, 2009 di c1a7

Talvolta sono i particolari a spiegare i grandi movimenti della storia e i cambiamenti di una società. Anche un dettaglio può essere utile per spiegare le trasformazioni della classe politica italiana  Nel caso che sto per affrontare si tratta di una via, via Gradoli.

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Sipario

Ottobre 24, 2009 di c1a7

Marrazzo si sospende: anticamera delle dimissioni.

Bravo, meglio così.

L’ex giornalista Rai Avrà fatto un esame di coscienza, avrà ponderato il ponderabile e l’imponderabile e avrà capito che alternative non ce n’erano. Complimenti Marrazzo, gliene va dato atto. Gesto dignitoso dopo un gestione non dignitosa di una vicenda con alcuni lati oscuri. Gesto (e dignità) che invano aspetteremo da Berlusconi.

Adesso Marrazzo potrà adesso occuparsi meglio delle sue questioni personali: perché se è vero che ha perso una regione, è altrettanto vero (e più grave per lui) che sta rischiando di perdere una famiglia. In bocca al lupo.

Il grande schermo

Ottobre 24, 2009 di c1a7

Ieri ho assistito alla premiazione della quarta edizione del Festival del Cinema Internazionale di Roma. Non giudico i film e gli attori premiati: non ho visto nulla. Voglio solo esprimere la mia ammirazione per Meryl Streep e Helen Mirren: che classe ragazzi!!!! noi qui in Italia ce le sogniamo, attrici ma soprattutto donne di questo calibro, simpatia ed eleganza.

Detto questo, complimenti agli organizzatori per la scelta delle hostess: giovani, carine, vestite elegantemente informalima soprattutto buzzurrone. Non coatte di periferia, ma coatte dei quartieri eleganti. Cambia la zona, ma la coatteria rimane.

Le passioni di un anarco-conservatore

Ottobre 25, 2009 di c1a7

“Dinanzi alla tomba, sperduta nel deserto, di Berto Ricci e a quella di Carlo Roddolo, a quelle di Pallotta e di Giani, che videro tutto, che seppero tutto, e ciò nonostante morirono, mi chiedo chi di noi abbia avuto ragione e l’abbia azzecata di più. Forse, se fossimo rimasti, noi di quella generazione, tutti insieme sulle posizioni ch’essi non vollero abbandonare, quell’epopea mancata avrebbe potuto diventare vera, anche contro la volontà di Mussolini che, magari senza crederci, l’aveva suscitata… Mi sono chiesto più volte , e ancora me lo chiedo se, al momento di rompere le righe e di trasformarci in transfughi, il problema di cose sarebbe diventato dopo, questo nostro Paese, ce lo siamo posti nei termini esatti e con la necessaria serietà”.

Frase citata da Indro Montanelli nel bel libro intervista (postumo) pubblicato da Le Lettere. Bella anche la prefazione di Francesco Perfetti.

PD

Ottobre 26, 2009 di c1a7

Bersani trionfa.

La sfida di Bersani

Ottobre 26, 2009 di c1a7

Dall’amico Klaus ricevo e pubblico volentieri.

Ho tifato in queste primarie per la vittoria di Bersani, in quanto già da tempo mi auguravo fosse il Segratario del Partito Democratico.

Una vittoria netta la sua, superata di slancio nella prima vera competizione elettorale a sinistra, visto che nelle due passate primarie si era trattato della consacrazione dei due superfavoriti Prodi e Veltroni. Qui invece c’è stato duello vero, senza esclusioni di colpi, ma giocato con correttezza e lealtà dai tre protagonisti. Un duello che porta la firma di tantissimi elettorali che, in modo sorprendende e insperato alla vigilia (vedi scandalo Marrazzo), si sono recati numerosi al voto.

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A che gioco giochiamo?

Ottobre 27, 2009 di c1a7

Il procuratore antifamia Piero Grasso continua nelle sue dichiarazioni che pongono sotto una luce nuova la lotta mafia-Stato degli ultimi anni e le stragi. Adesso, in riferimento all’attentato a Falcone, dichiara: “Non c’è dubbio che la strage che colpì Falcone e la sua scorta siano state commesse da Cosa Nostra. Rimane però l’intuizione, il sospetto, chiamiamolo come vogliamo, che ci sia qualche entità esterna che abbia potuto agevolare o nell’ideazione, nell’istigazione, o comunque possa aver dato un appoggi all’attività della mafia”.

Intuizione. Sospetto. Entità esterna che ha appoggiato alla mafia. Adesso anche Grasso la butta in politica o, meglio, in dietrologia (forse sono la stessa cosa), alludendo, accennando, rilasciando dichiarazioni che dicono tutto e nulla, lasciando spazio alle banalità. Se sa, investighi a fondo. E poi investighi ancora. E non parli, come invece sta facendo negli ultimi tempi, rovinando la buona immagine che avevamo di lui.

Clausura

Ottobre 28, 2009 di c1a7

Marrazzo si è dimesso. E si sarebbe ritirato in un convento, forse a Subiaco. Interessante questo ritorno alla fede, che avviene solamente dopo che si sono commessi sesquipedali errori. Ma ciò che mi fa pensare è la giustificazione delle dimissioni: “sono il frutto di una sofferenza estrema”.

Sofferenza estrema? Senza dubbio. Visto chi Marrazzo frequentava (che esemplari giganteschi…) e visto dove queste frequentazioni andavano a mirare…

P.S.Spero che a Dio Marrazzo chieda perdono non solo dell’amore contro natura o del tradimento della compagna (compagna e non moglie perché sposata scristianamanete, cioé non in Chiesa ma in comune). Spero che Marrazzo chieda perdono a Dio anche di questo matrimonio non cristiano e delle menzogne cui ha fatto ricorso per vivere e del cattivo esempio dato alla figlie.

No comment

Ottobre 29, 2009 di c1a7

Ecco il video di un’azione di killeraggio a Napoli. Dal sito del Corriere della Sera.

Dolcetto o scherzetto?

Ottobre 31, 2009 di c1a7

Oggi Halloween. Che palle!!!!

Sciame di bambini alla golosa ricerca di dolciumi in questo posticipo posticcio di carnevale, che un Paese serio, seriamente intenzionato a difendere e a valorizzare le sue radici giudaico-cristiane e, specialmente, cattoliche, mai e poi mai avrebbe tollerato l’introduzione di una festa che ridicolizza, mercifica il giorno di Ognissanti. Altro che revanche laicista.

Per non parlare di ragazze iper-maggiorenni, ultra ventenni, che per un giorno provano ridicolmente a tornare teen ager e saltano da una casa all’altra, ripetendo con voci artificiosamente infantili la frase “dolcetto o scherzetto?”, vestite in costume, loro che hanno preso in pochi anni più cazzi che Cicciolina in tutta la sua disonorata carriera.

Rutelli se n’è ghiuto

Ottobre 31, 2009 di c1a7

Francesco Rutelli lascia il Partito Democratico. Non è una notizia. Era nell’aria, soprattutto dopo la vittoria di Bersani, il cui progetto (quanto chiaro e convinto ed esplicito non so) di dare una sterzata socialdemocratica al PD non era gradito all’ex sindaco di Roma.

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Premio Pulitzer

Novembre 3, 2009 di c1a7

Non volevo tornare sul caso Marrazzo (che ha assunto una strategia di comunicazione e di difesa a dir poco imbarazzante). Però, su questo argomento, vale la pena citare il titolo di Libero di oggi: Marrazzo pippava.

Crucifige, crucifige

Novembre 3, 2009 di c1a7

La Corte Europea dei diritti dell’Uomo intima all’Italia di togliere dalle aule scolastiche il crocecifisso, ritenuto offensivo per i genitori di tutti e quei bambini e ragazzi non cristiani o atei.

Attendo la motivazione, però già mi fa ridere il concetto di bambino ateo. Come mi fanno ridere tutti quei politici che insorgono contro tale sentenza. Politici che assurgono a novelli crociati, a difensori del Chiesa cattolica apostolica romama, quando ogni giorno, ogni ora, assistono passivi alle violazioni dei precetti del cristianesimo da parte di colleghi o amici ovvero ne sono addirittura i promotori. Sto parlando dei soliti: Gelmini, Calderoli, Zaia e chi più ne ha più ne metta.

A parole dei cattolici tutti d’un pezzo. Nei fatti degli ipocriti. Sepolcri imbiancati del ventunesimo secolo.

Sulla questione non ci vedo nulla di male. Al di là delle spiegazioni date posso capire che un islamico o un ebreo ritenga inappropriato stare seduto in luogo chiuso, avendo di fronte il simbolo di una religione che non è la sua. Capisco che i loro genitori possano giudicare offensivo quel simbolo. Capisco ma non comprendo, perché, come ha giustamente notato Bersani in versione paracula, il crocefisso fa parte di una tradizione che non fa male a nessuno.

Di questo passo dovremmo togliere i crocefissi dalle cupole delle chiese, spostare in luoghi appartati le statue delle Madonne che ornano alcune delle strade delle nostre città. Sto esagerando lo so. Sto estremizzando. Ma tutto è possibile, soprattutto quando si ha a che fare con le istituzioni europee, famose per cercare l’ago nel pagliaio.

Stop imprevisto

Novembre 4, 2009 di c1a7

Battuta d’arresto per l’Obama mania. Perduti il New Jersey e la Virginia, prime governate dai democratici. Una rondine non fa primavera, soprattutto se siamo in pieno autunno.

La cosa divertente è che oggi Obama ha inviato una lettera di apprezzamento a Berlusconi per il lavoro svolto insieme.

Penso che il presidente degli USA stia perdendo dei colpi.

Leonardo Sciascia

Novembre 6, 2009 di c1a7

“Come scrittore, sono stellarmente lontano da lui. Eppure quando sento di avere le batterie mentali scariche, ricorro all’elettrauto di Sciascia. Mi basta leggere una sua pagina qualsiasi per tornare a sentirmi vivo”.

A dire queste parole è Andrea Camilleri, che in una testimonianza ripresa da Il Messaggero omaggia  Leonardo Sciascia, di cui ricorre in questi settimane il ventennale della sua morte.

Camilleri ha ragione.

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Lotta di classe

Novembre 7, 2009 di c1a7

Capitalism: a love story, ultima fatica di Michael Moore. Film parziale, parzialissimo come tutte le pellicole del pingue cineasta americano. Irriverente, divertente, sarcastico, umoristico e chi più ne ha più ne metta. Peccato che il racconto sia slegato.

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Mi manda lo Spirito Santo

Novembre 8, 2009 di c1a7

Smutandato, lui ammoliato, in compagnia di attraentissimi trans, più mascolini di Conan il barbaro e il distruttore, nonostante (o forse proprio per questo) avessero labbre gonfiate a hovercraft e tette piramidali superanti la sesta misura. E, soprattutto, sputtanato e squalificato sotto illegalissimo ricatto e, nonostante tutto (e forse proprio per questo), intenzionato a cedere al criminale non volendo denunciare, lui potente tra i potenti, alcuna persona alla magistratura. Ma con la possibilità (non proprio remota, conoscendo l’ego del personaggio) di tornare in televisione nel ruolo di conduttore, sperando io che almeno il cerone copra il bianco della coca sulle narici.

Eh sì, sto parlando dell’improvvido Piero Marrazzo che, ritiratosi in so quale ritiro spirituale (si starebbe pure far crescendo la barba, segno di trascuratezza fisica perché preso a curare intensamente l’anima), avrebbe tutte le possibilità di riapprodare  in televisione. Ha ancora il contratto con la RAI. E’ un suo diritto, non ci piove. Vuole tornare in televisione? Faccia pure. Tanto, peggio di così per la televisione pubblica. E poi chissà che ascolti che farebbe. Almeno la prima puntata: tutti gli italiani (io incluso) si sintonizzerebbero sulla sua trasmissione, pendenti dalle sue labbra, trepidanti di carpire dalla sua viva voce (ma anche dal suo gesticolare, dal muoversi degli occhi) la Verità.

Se nel mio piccolo posso dare all’ex governatore della regione Lazio un consiglio (non peregrino, semmai pellegrino, vista la sua svolta di questi ultimissimi giorni), gli suggerirei di scegliere come luogo del rientro ”A sua immagine”, il programma domenicale di Raiuno dedicato al cattolicesimo e ai fatti della Chiesa.

L’attuale momento politico

Novembre 8, 2009 di c1a7

Editoriale di oggi di Ilvo Diamanti su La Repubblica. Da leggere assolutamente.

Volesse il cielo

Novembre 10, 2009 di c1a7

Volesse il cielo che chi di dovere scelga D’Alema come ministro degli Esteri della Unione Europea o quello che è. Perché ce lo toglieremmo dai coglioni e staremmo tutti meglio, in modo particolare il PD e Bersani, il quale non penso che smani dall’aver il cosiddetto (da chi?!) lider maximo dietro le spalle a supervisionare, controllare, influenzare ciascuna sua mossa. Promoveatur ut amoveatur: e D’Alema non farebbe più casini ( o ne farebbe meno) nel nostro Paese.

E l’Europa – qualcuno potrà domandare? D’Alema non rischia di far danni in Europa? Certo, i suoi stretti rapporti con Hezbollah al tempo della crisi in Libano dimostrano un modo di operare che lascia desiderare. E’ vero anche che, vista la situazione attuale, l’Europa conta poco o nulla e, quindi, i danni che potrebbe fare  sarebbero di poco conto.

Premio Pulitzer

Novembre 10, 2009 di c1a7

I pipistrelli fanno sesso orale. Dal sito di Repubblica.

Premio Pulitzer

Novembre 11, 2009 di c1a7

Uno si rifa la faccia o, in questo caso, la vagina e rischia grosso. Dal sito del Corriere.

Revisionismo cinematografico

Novembre 13, 2009 di c1a7

Forse dirò una stronzata. Anzi, molto probabilmente. Anche perché non riesco a giustificare tale mia opinione. Ma più passa il tempo e più ritengo un attore più che decente, un buon attore, Ugo Tognazzi. 

In passato non m’entusiasmava, forse colpito negativamente dalla sua interpretazione in Amici Miei, film che non m’ha mai intrigato nella sua goliardaggine malinconica.   Invce, rivedendolo in La Marcia su Roma o in Romanzo Popolare mi devo ricredere. Veramente delle ottime prove d’attore.

Mai più senza

Novembre 14, 2009 di c1a7

Il dialetto sbarcherà definitivamente al Festival di Sanremo.

Non vedo l’ora…

E, a proposito di Sanremo, ecco un bell’amarcord.

A volte ritornano

Novembre 15, 2009 di c1a7

In un’intervista al Corriere della Sera di oggi  Walter Veltroni annuncia il suo ritorno alla vita politica attiva (ma se n’era mai andato?).

L’intervista è interessante perché è ricca di frecciatine. Ecco alcune chicche.

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Nel mio piccolo…

Novembre 17, 2009 di c1a7

dico: FAO che palle!!!!

Sì, proprio la FAO, di cui si tiene a Roma in questi giorni l’ennesimo inutile ed inconcludente congresso.

Dubbio economico

Novembre 17, 2009 di c1a7

Il Parlamento sta dibattendo sulla privatizzazione di alcuni servizi pubblici, solidamente in mano agli enti locali, che danno vita a dei monopoli di fatto.

In quanto liberista, sono contrario al monopolio (pubblico o privato, non conta) e favorevolissimo alle privatizzazioni. Epperò, privatizzare pure l’acqua, bene che diventerà sempre più prezioso (almeno stando a quanto dicono i catastrofisti relativamente alle sorti del nostro Pianeta), ho dei dubbi.

Certo è che la norma, così come viene realizzata dal governo, all’interno dell’ennesimo decreto legge “mischione”, comprendente tutto e il contrario di tutto, e il modo in cui deve essere approvata, cioé tramite fiducia che impedisce ogni discussione ed eventuale modifica, finiscono per peggiorare la situazione.

 

De profundis

Novembre 21, 2009 di c1a7

E’ morto il trans Brenda, coinvolto nel Marrazzo-gate. E Marrazzo ci andrà ai funerali? Un Marrazzo che, a quanto si dice, ha intrapreso un cammino di renovatio spirituale e materiale?

Pausa pranzo

Novembre 23, 2009 di c1a7

Il Ministro Rotondi per dare un senso e una visibilità a ciò che fa se ne è uscito oggicon una proposta disarmante: abolire la pausa pranzo, perché anti-economica. Il Ministro (di non mi ricordo quale dicastero) Rotondi ritiene infatti che fermarsi a mangiare, specie andando fuori ufficio, arrechi un danno alla produttività delle aziende italiane: i lavoratori, infatti, smettono di svolgere i propri compiti proprio nella fase più produttiva (a detta di Rotondi).

Non mi interessa giudicare la fondatezza o meno delle affermazioni di Rotondi. Mi interessa sottolineare un’altra volta ancora l’inadeguatezza di gran parte della classe politica italiana, che, volente o nolente, si disinteressa dei problemi reali del Paese e persegue obiettivi che in poco o in  nulla migliorano la nostra società

Tertium non datur

Novembre 23, 2009 di c1a7

L’europarlamentare socialista Schulz (diventato famoso grazie a Berlusconi, che in una indimenticabile seduta lo paragono ad un kapò) ha espresso alcune dichiarazioni alquanto pesanti. Commentando la sconfitta di D’Alema nella “gara” a diventare il ministro degli Esteri (o quello che è ) della Unione Europea, ha spiegato che l’insuccesso non è dipeso da un atteggiamento contrario dell’eurogruppo socialista, ma dello stesso governo italiano. Secondo Schulz,  apparentemente Berlusconi e i suoi si sono detti favorevoli a D’Alema; nel concreto si sono adoperati presso i vari primi ministri ad impedire la vittoria dell’ex leader della sinistra italiana, remandogli contro. Ovviamente, da parte del governo, sono partite le smentite.

Delle due l’una. O Schulz ha ragione e allora qualcuno in Italia dovrebbe dimettersi. O ha torto e allora è lui che se ne deve andare. Temo però che la verità non la sapremo mai.

Lui è peggio di me

Novembre 25, 2009 di c1a7

Questa volta Brunetta ha ragione. Ha ragione quando accusa Tremonti di non essere un’economista. Basta vedere la politica economica di Tremonti e si capisce immediatamente che di economia, micro e macro, capisce molto poco.

Al di là di questa considerazione, molto generica, molto qualunquista, molto supponente, molto scalfariana (da Eugenio Scalfari), va anche detto che Tremonti è un gigante rispetto ad altri ministri dell’economia. Un nome su tutti: Cirino Pomicino, che, presente sul programma della mattina di Omnibus, veniva difeso a spada tratta da Liguori. E’ vero che Liguori lo difendeva dall’accanimento giudiziario che l’aveva colpito ai tempi di Mani Pulite e non si soffermava sui suoi meriti da ministro. E vorrei vedere! Perché, se Liguori avesse pensato (ma Liguori pensa???) solo per un attimo allo sfacelo causato dalla pessima gestione di Pomicino – gestione legata più o meno indissolubilmente ad un fare politica con mezzi spesso illeciti – si sarebbe accorto che forse la magistratura fece bene ad inquisire e condannare Pomicino.

 

Recensione postuma

Novembre 25, 2009 di c1a7

Il Divo di Sorrentino è un capolavoro assoluto. Forse, tra i film più recenti , è l’unico che non mi stancherei mai di guardare.

Basta!!!!

Novembre 26, 2009 di c1a7

Marrazzo scrive al Papa chiedendo perdono… Ma andare dal prete della propria parrocchia e spiattellargli tutto, come fa ogni cattolico? E soprattutto evitare di rendere pubblica la lettera?

E poi il pentimento, la confessione non erano cose riservate tra il peccatore, il sacerdote e Dio?

Certo, Marrazzo l’ha fatta grossa. Fare una pompa ad un trans, violando il sacramento del matrimonio, commettendo atto impuro e pure contro natura, e poi partecipare, come se nulla fosse, alla santa messa, officiata dal Papa… beh, non è proprio roba leggera.

Ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Una cosa è certa: peggio del Marrazzo Governatore c’è il Marrazzo pentito!

Cose nostre

Novembre 28, 2009 di c1a7

Queste voci sul Berlusconi mafioso non mi convincono. Ho letto un articolo (un’inchiesta? un’indagine?) di D’Avanzo sulla Repubblica. E, tra le righe, mi pare di aver capito che lo stesso D’Avanzo la vede dura una condanna penale di Berlusconi: sì, ci sono dichiarazioni a bizzeffe di pentiti che evidenziano un legame tra Berlusconi, Dell’Utri e alcuni mafiosi. Ma, prove provate, certe e infallibili, mi sembra che non ci siano. Insomma, che Berlusconi e Dell’Utri abbiamo tramato con cosa nostra, sfruttando le stragi di mafia dei primi anni ‘90 ecc ecc, mi pare un po’ troppo da accettare e, soprattutto, da far accertare in un’aula di giustizia.

E poi sono rimasto sempre scettico nei confronti di affermazioni di pentiti che parlano dopo 20 anni circa dai fatti in questione. Questo parlare a rate, ma non rate mensili, rate annuali, questo dire e non dire tipicamente mafioso, questo spiegare un’affermazione espressa dieci anni prima… mi rende veramente perplesso. Mi fa ridere anche il fatto che alucni mafiosi lascino la Sicilia, dove tutti li conoscono, per andare a vivere da latitanti a Milano, che ritengono più sicura, visti gli agganci che hanno con Berlusconi.  Ora, che la Sicilia fosse meno sicura per i mafiosi è esagerato: dal momento che Provenzano se n’è stato indisturbato a fare i comodi suoi per anni e anni. E così lo stesso Riina. Che la Lombardia fosse più sicura della Sicilia è altrettanto esagerato, dal momento che eventuali collusioni tra forze dell’ordine e ambienti mafiosi erano (e sono) improbabili. E poi Berlusconi era sotto gli occhi di tutti, soprattutto della stessa magistratura, che lo aveva già indagato e lo avrebbe indagato in quegli anni: di sicuro, non dava l’idea di una persona onnipotente che poteva impedire ai giudici di toccarlo o di toccare i suoi “amici”.

Da quanto ho letto, ho ricavato l’impressione che sarà difficile far condannare Berlusconi per mafia e, soprattutto, per i suoi intrecci con le stragi di stato.  Berlusconi stragista mi pare veramente troppo. Corruttore sì, ma stragista?! Oddio, il personaggio è capace di tutto, anche di avere come stretto collaboratore Dell’Utri, sulla cui purezza penale in ambito mafioso non metterei la mano sul fuoco.

Sempre peggio

Novembre 29, 2009 di c1a7

Ennesima brutta prestazione con sconfitta della Juventus (a  batterla questa volta è stato il Cagliari). I nuovi acquisti (Diego, Tiago, Felipe Melo) fanno schifo. I vecchi sono meno imbarazzanti, ma sempre chiavicosi: Del Piero, Amauri. E temo che il povero Ciro, non esente da colpe, non ci stia capendo più nulla. Forse perché non c’è nulla da capire.

Se ci sei, batti un colpo

Novembre 29, 2009 di c1a7

Siamo tolleranti nei confronti di Bersani.

Il poveretto guida un partito in difficoltà: nel senso che gli è difficile, estremamente difficile, recuperare il terreno perduto, intercettare i malcoltenti del governo Berlusconi e poter quindi sconfiggere elettoralmente il capo del governo. Deve gestire il rebus “elezioni regionali”: trovare candidati che possano battere i governatori in carica della destra  e mantenere buoni rapporti con quelli di centro-sinistra. Si deve confrontare con un capo del governo onnipresente, anche quando è silente, un capo del governo che riesce sempre ad attirare l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica, anche quando se ne esce con delle sesquipedali sciocchezze o con delle innocue e talvolta poco divertenti barzelette.

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Avanti Savoia

Novembre 30, 2009 di c1a7

Aridatece i Savoia!

E non perché sia un nostalgico monarchico o perché la repubblica mi faccia schifo. Il fatto è che, se vogliamo mettere la croce nella nostra bandiera (come ha sostenuto l’inopinabile Castelli, deputato Lega nonché ex ministro – aarghhh! – della Giustizia – ariaarrrghhh!), senza fare troppi sforzi creativi, riprendiamo la bandiera dei Savoia, il cui stemma aveva appunto una croce.

Basta poco.

La staffetta

Novembre 30, 2009 di c1a7

Obama scarica su di noi alcuni terroristi rinchiusi a Guantanamo. Giuridicamente niente da eccepire: si tratta di persone indagate nel nostro Paese. Indagate sì, ma non condannate. Altro ennesimo caso di carcerazione che precede la pena. Va bene, stiamo parlando di terrorismo, cosa gravissima.  Ma perché gli americani devono darci un’immondizia che appartiene più a loro che a noi?

A luci rosse

Dicembre 1, 2009 di c1a7

Vista la prima puntata di Moana, la fiction Sky dedicata alla pornostar Moana Pozzi. In soldoni: un boiatone pazzesco.

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Secondo tempo

Dicembre 3, 2009 di c1a7

Ho visto anche la seconda ed ultima parte della fiction Sky, Moana. Rispetto alla puntata precedente ho notato un certo miglioramento.

Certo, non mancano le scene ad minchiam (copyright il compianto allenatore Scoglio) come nel caso della scena di sesso nel bagno di un aereo, che viene rappresentata in un studio, simil citazione lars vontrieriana. E anche il finale felliniano poteva esserci risparmiato. Epperò vi sono meno castronerie.

Purtroppo il ritmo è lento, lento, lento. Sembra non succedere mai nulla. Alla lunga anche il simpatico Schicchi, interpretato da un attore interessante, tale Paravidino, diventa macchiettistico, come nel caso della discesa in campo di Moana con il partito dell’Amore (povera democrazia).  Bella e brava Violante Placido.

I mille

Dicembre 3, 2009 di c1a7

Su richiesta USA e Nato l’Italia invierà altri 1000 soldati in Afghanistan. Tanti. Troppi? Non so. Per fare cosa? Non si sa?
Quale è la nostra strategia? Bah, adeguarsi ai dettami americani? Ma i dettami americani si sono dimostrati efficaci? Non sembra.

La cosa strana che, neanche a poche ore dell’attentato che aveva ammazzato sei nostri paracadutisti, fonti governative tenevano a precisare che il rientro (parziale) delle nostre truppe non sarebbe ritardato. Mi pare che stia accadendo il contrario. Mi pare.

Premio Pulitzer

Dicembre 4, 2009 di c1a7

Da comprare assolutamente l’ultimo numero di Chi.

In copertina l’immancabile Belen, vestita da ballerina di Siviglia da film di Totò. Perché questa mise in parte castigata? Semplice: a breve si aprirà la nuova stagione lirica alla Scala con la Carmen di Bizet alla quale Chi dedica uno speciale di svariate pagine.  Con la gnocca in copertina. Cultura alta e cul(tura) bassa: bel mix di Signorini.

Ma è un’altra la cosa veramente imperdibile di Chi. E non sto parlando dei vari servizi dedicati a Clooney e Canalis. Faccio riferimento all’inchiesta di Maurizio Costanzo sui trans di Via Gradoli. Si vede il mitico Maurizio, con il suo inconfondibile fisico pingue, in mezzo alla strada con vicino un bel transone (non è la De Filippi!) e altre persone. Grande giornalismo di inchiesta, che da lustri Costanzo non faceva più. Per non parlare di un’altra foto. Si vede il nostro conduttore leggiucchiare i messaggi di vendita/affitto appartamenti. Quando si dice la verifica delle fonti…

Imperdibile!

Cosa loro

Dicembre 5, 2009 di c1a7

Il giorno dopo le dichiarazioni del pentito Spatuzza contro Berlusconi (e Dell’Utri), il giorno stesso della manifestazione No B Day contro Berlusconi (e il berlusconismo), le forze dell’ordine arrestano (altri) due importanti boss mafiosi.

Tutto è possibile su questa Terra, e se è coinvolto Berlusconi anche l’impossibile diventa possibile, però il capo del governo non ha tutti i torti quando ribatte alle accuse dei critici, sottolineando i successi dei suoi governi, specie l’attuale, nella lotta alla criminalità organizzata. Sotto Berlusconi sono finiti in manette una caterva di mafiosi, camorristi e pure qualche ‘ndranghetino. Primo tra tutti, Provenzano, il cui arresto venne annunciato il giorno dopo le elezioni che diedero la vittoria a Prodi, senza quindi poter utilizzarlo per fini elettoralistici.

E’ vero che anche Andreotti si difendeva dalle accuse di mafia, adducendo le sue azioni contro Cosa Nostra. Ma si trattava di azioni tardive che non ebbero sicuramente lo stesso impatto che stanno avendo le mosse del governo di centro-destra.

Insomma, ben venga questo Berlusconi “mafioso”, sebbene debba essere più deciso nel punire i rapporti illeciti tra enti pubblici, privati e cosa nostra: punire non solo i capi, ma anche i capetti e loro sodali.

Attenti a quei due

Dicembre 8, 2009 di c1a7

Festa dell’Immacolata, giorno di ferie: faccio zapping tra i canali. E in meno di un’ora, in due trasmissioni diverse, entrambe trasmesse dalle reti dello Stato (Rai Uno e Rai Due), c’è come ospite Maurizio Costanzo, prossimo a ripresentarsi con un suo programma in Rai, che promuove il suo libro. Il tutto, lo ripeto, in meno di un’ora. Manco Bruno Vespa e i suoi libri di cronaca storica.

Se il conduttore di Porta a Porta si accorgesse che Costanzo sta facendo l’iper-presenzialista per lanciare il suo libro (e poi sotto le feste di Natale: periodo proficuo per le vendite), ci sarebbe da ridere… O da piangere. Fate voi.

I nuovi mostri

Dicembre 8, 2009 di c1a7

I Verdi rendono pubblico la lista dei siti che potrebbero ospitare le nuove centrali nucleari, che è stata stilata dall’ENEL. L’azienda smentisce.

Chi ha ragione, chi ha torto? Non m’importa. Quello che mi importa sottolineare è lo stupore incazzato, da fanatico, dei presunti ecologisti italiani. Perché impedire che il nostro Paese si doti di impianti nucleari? Soprattutto quando a destra e a manca mi scassano la minchia con l’inquinamento, il surriscaldamento del Pianeta, le emissioni di CO2 in perpetuo aumento e altre catastrofi prossime. Soprattutto, quando il nucleare, se ben gestito (come avviene in tutto il civile mondo occidentale), non è inquinante. Lo stesso Krugman, il premio Nobel Krugman, ha spiegato che bisogna allontanarsi dalla dipendenza da gas e petrolio, ricorrendo a fonti energetiche alternative: il solare, l’eolico e, guarda caso, il nucleare.

Quello che spaventa (può spaventare) della presunta lista dell’ENEL è che alcuni siti si trovano nel Sud Italia. Non voglio fare il razzista. E tuttavia sapere che una centrale nucleare viene costruita in Sicilia (nella lista si parla di Palma, in provincia di Agrigento) non mi tranquillizza – come non mi tranquillizzerebbe sapere che in Sicilia esista un’azienda che lavora polvere da sparo…

I cattivi maestri

Dicembre 8, 2009 di c1a7

La televisione cattiva maestra è una delle (poche) opinioni di Popper che non ho mai condiviso. La tv può anche essere un’ottima maestra e, quasi sempre, non è nulla, né buona né cattiva. Lo stesso discorso vale per radio e giornali. 

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Al peggio non c’è mai fine

Dicembre 9, 2009 di c1a7

Ciro, che cazzo mi hai fatto?!

Premio Pulitzer

Dicembre 11, 2009 di c1a7

Sempre più cetacei spiaggiano sulle coste italiane. Secondo uno studioso, ecco una spiegazione: “Quanto ai motivi dello spiaggiamento, non si possono fare ipotesi finché non ci saranno analisi sugli animali morti. Ci potrebbero essere cause antropiche, quali l’inquinamento, ma non sono rari spiaggiamenti per errori di rotta”.

Capito bene (a parte cause antropiche che può dire tutto e il contrario di tutto)? Errori di rotta possono essere frequenti. Quindi abbiamo a che fare con balene minchione.

La notizia sul seguente blog.

Cosa loro

Dicembre 11, 2009 di c1a7

Il mafioso Filippo Graviano smentisce il mafioso Spatuzza, che aveva parlato di evidenti legami tra Cosa Nostra e Berlusconi (nonché Dell’Utri) durante il periodo delle stragi.

Mentre su Spatuzza era stato detto tutto il male possibile, così Dell’Utri ha commentato le dichiarazioni del Graviano: “un vero pentito, cioè una persona che sa di dover espiare e vuole espiare le proprie colpe. Mi sembra una persona seria”. Direi, una persona d’onore.

Silenzio stampa

Dicembre 12, 2009 di c1a7

Dovrei commentare le ultime dichiarazioni dell’uomo con le palle alias il Presidente Operaio alias Silvio Berlusconi. Ma non mi va: sono stanco.

Sono stanco di ripetermi. Berlusconi erutta i consueti vituperi: contro la magistratura golpista perché di sinistra (e viceversa), contro l’opposizione perché è anti-italiana (e viceversa), contro la Costituzione italiana che lo limita, contro il Presidente della Repubblica perché è di parte, contro la stragrande maggioranza della stampa perché è prezzolata.

Niente, ma veramente niente di nuovo sotto il sole. Berlusconi ha stancato. Basta parlare, basta chiacchierare, basta insultare. Si definisce come l’uomo del fare? E faccia: faccia una riforma della giustizia che non finisca in una leggina ad personam e che non violi la carta costituzionale. E se vuole modificare la Costituzione, lo faccia.

Non dica solamente di avere le palle. Le mostri, provando a modernizzare questo cavolo di Paese, se ne è capace. Cosa di cui dubito fortemente, visto che governa da svariati anni, sostenuto da solide maggioranze (politiche e non solo).

P.S. Il Presidente del Consiglio potrà avere pure le palle, ma, come mi ha fatto notare un collega di lavoro, non può farci molto, dal momento che ha avuto seri problemi alla prostata.

Premio Pulitzer

Dicembre 12, 2009 di c1a7

L’Inghilterra si commuove perché un riccio (l’animale) albino è obbligato a seguire una dieta.  Sono problemi…

La notizia sul Corsera.

Condanna definitiva

Dicembre 14, 2009 di c1a7

C’è poco da dire e da scrivere.

Tartaglia è un criminale, per quanto psicolabile. Berlusconi ha tante ed infinite colpe, ma non meritadi essere adibito a bersaglio umano. Il clima politico è esasperato: ne sono responsabili. i due schieramenti, il centro-sinistra radical-chic, il centro-destra “bava alla bocca”.  Ma nessuno dei due ha armato la mano di Tartaglia.

Accusare Berlusconi di istigare, volente o nolente, alla violenza è una cazzata. Di Pietro erra in maniera vergognosa. Accusare il centro-sinistra (e i magistrati) di fomentare l’odio  è una cazzata. Non mi pare che i leader del centro-sinistra abbiano fatto la gara per spingere la popolazione ad assaltare, manu militari, Palazzo Chigi. Ecco perché certi parallelismi con gli anni di piombo mi paiono fuorvianti ed esagerati. Fuorvianti perché i tempi sono cambiati. Esagerati perché, diversamente dagli anni ‘70, il clima che stiamo vivendo non è di odio generalizzato con frequenti atti di violenza tra semplici cittadini.

Il che non vuol dire sottostimare la gravità dell’evento di ieri. Ma non significa neanche paragonare Berlusconi al povero commissario Calabresi (come ha fatto oggi Pansa, il quale ultimamente se ne esce co dei riferimenti storici che lasciano alquanto a desiderare). Siamo due situazioni diverse. Per nostra fortuna.

L’importante è condannare l’infame gesto di Tartaglia. Senza se e senza ma come ha suggerito Mario Calabresi, direttore della Stampa, e ripreso da Bersani. Perché i malintenzionati si insinuano proprio tra i distinguo.

Avversari sì, nemici mai.

La civiltà del popolo americano

Dicembre 18, 2009 di c1a7

Il congresso USA onora Kind of Blue di Miles Davis

Stanno tutti bene

Dicembre 18, 2009 di c1a7

Gianfranco Fini s’è rotto i coglioni dei continui, quotidiani attacchi che Feltri e il suo Giornale gli rivolgono. E come regalo di Natale il Presidente della Camera ha inviato al direttore una confezione di valium. Interessante il biglietto d’auguri: “Egregio direttore, per festività ’serene’ senza ossessioni e allucinazioni”.

Non c’è che dire. Sempre più unito il centro-destra. Attendo il giorno in cui Berlusconi non sarà più in politica e sarà Fini a rappresentare la punta di diamante del PDL. Cosa farà Feltri?

Da non perdere

Dicembre 18, 2009 di c1a7

Interessantissimo commento di Massimo Giannini  sullo scudo fiscale di Tremonti.

Da leggere nella sua interezza. Voglio comunque proporre il seguente brano: “Gli italiani, purtroppo, sono un popolo di formidabili evasori fiscali. Un flusso di denaro così imponente, stabilmente trasferito nei conti bancari dei paradisi fiscali e dei Paesi offshore, non ha forse analoghi riscontri tra i nostri partner europei. Questo è il frutto del vero “compromesso storico” della Prima Repubblica, quando il consenso elettorale alle forze dell’allora maggioranza invariabile (mono o pentapartitica) e la penosa condizione dei servizi pubblici del Paese si scambiava con l’assoluta tolleranza nei confronti di chi non paga le tasse e l’incondizionata munificenza nei confronti di chi compra i Bot. Ma è anche il frutto delle politiche recenti del centrodestra”.

Stanno tutti bene/2

Dicembre 19, 2009 di c1a7

Continua la “guerra civile” all’interno dell’opposizione. Niente di nuovo, ovviamente. Ma è sempre bello sottolinearlo.

Questa volta Di Pietro e Veltroni vs D\’Alema, che aveva indicato come necessario un accordo con Berlusconi, paragonandolo a quanto fecero la DC e Togliatti ai tempi della Costituente.