E’ chiaro a tutti: il piano di liberalizzazioni del governo Monti non è grandissima cosa. Si poteva e si doveva fare di più. Dalle banche alle municipalizzate, dalle assicurazioni ai trasporti (non solo taxi ma soprattutto ferrovie), dalla (para)farmacie agli stra-famigerati ordini professionali. Qualcosa s’è fatto, qualche interesse corporativo è stato toccato. Valutiamo il piano come un punto non d’arrivo, ma di partenza. Certo, rispetto ai governi passati, specie quelli di centro-destra, il lavoro svolto dal governo Monti è fenomenale.
Adesso tocca al Parlamento a fare il suo dovere. E qui tremo: perché in tutti i partiti gli interessi corporativi sembrano farla da padrone. A discapito del cittadino elettore e consumatore: il quale, pur essendo maggioranza, non strepita, non urla, non fa casini.
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