Scusate il disturbo

Mi presento partendo dal nome. Nel nome il destino.

Perché Peppone 76?

Presto detto: 76 perché corrisponde al mio anno di nascita, il 1876. Sì, 1876: nessun refuso. Perché le mie idee, le mie letture, i miei convincimenti, i miei cattivi pensieri, le mie pessime opinioni si sono formate in quell’anno. E non si sono più evolute.

Peppone: è un umile omaggio all’immortale personaggio creato da Giovannino Guareschi. Giuseppe Bottazzi alias Peppone, nemico/amico di Don Camillo. Sono comunista, dunque? Tutt’altro. Ma di Peppone mi sono sempre piaciute l’umiltà, la testardaggine, la semplicità, l’ignoranza positiva (ignorante perché non ha studiato, non ignorante perché ha studiato), il suo essere dalla parte degli umili non per ideologia, ma per un moto dell’animo, del cuore. Personaggio capace di anteporre agli interessi del partito (e che partito! Il PCI di Togliatti) valori nettamente superiori. Come accadde alle famose elezioni del 1948, quelle dello scontro frontale Occidente contro Oriente, la Democrazia Cristiana contro il Fronte Popolare di socialisti e comunisti (ma chi conosce quelle elezioni, chi se le ricorda?). In quell’occasione, nel segreto dell’urna (dove Stalin non poteva vedere) Peppone non riusciva mettere la croce sul simbolo (il volto di Giuseppe Garibaldi) che rappresentava il suo schieramento: era indeciso, alle prese con quella che era la sua coscienza e che aveva il volto familiare di Don Camillo. Ma lasciamo la penna a Guareschi:

Peppone vide che la punta del lapis tremava, ma una grande bandiera rossa sventolò davanti ai suoi occhi e lo rinfrancò.

<<Contro tutti gli sfruttatori del popolo che si arricchiscono col nostro sudore >> disse con rabbia appressando la punta della matita al quadratino con la stella e Garibaldi.

<<Non è la tua bandiera>> sussurrò la voce perfida di Don Camillo e un drappo tricolore sventolò davanti agli occhi di Peppone.

<<No, io non tradisco! E’ inutile, maledetti!>>, disse Peppone, ansimando e chinandosi sulla scheda

Alla fine Peppone, per non tradire e non tradirsi, votò scheda bianca.

Ecco quindi spiegata (non in estrema sintesi) il titolo del blog.

Ma che blog sarà? E che ne so. So solo che parlerò di politica, letteratura, musica, cinema ma anche di altre frescacce come il calcio, la televisione, media e tanto altro. Prendendo spunto da quello che vedo mentre guido, da quello che leggo su internet o sui giornali o da quello che guardo in televisione. E so solo che darò ampio spazio a chi vorrà intervenire (se saranno due persone grido la miracolo e vado in pellegrinaggio al santuario di Padre Pio).

Benvenuti

Francesco

P.S. Dimenticavo. Chiedo fin da adesso comprensione per gli errori sintattici, grammaticali e ortografici che riempiranno queste pagine. Sono involuto, non so coniugare i verbi, sono una frana con la lingua italiana. Ma questo passa il convento.

2 Risposte to “Scusate il disturbo”

  1. camillo Says:

    meno male che sono arrivato in tempo.
    cominciamo male, caro peppone. nel 1876, come ricorderai perfettamente, la sinistra va al governo, bell frega il telefono a meucci ed esce il corriere che darà spazio a maria laura rodotà e alessandra farkas come corrispondenti dall’america. che se fossero state là nel 1876, avrebbero scritto con una prosa diversa da quella di giovannino della vittoria del generale custer contro cavallo pazzo e nuvola rossa, dell’eleganza della sua divisa grigia, dei capelli biondi al vento, e dell’infortunio che sembra gli abbia poi rovinato la festa.
    comunque, al primo post fai l’elogio della scheda bianca, del tuttologismo, del padrepiismo, invocando preventivamente perdono. che combinerai col secondo? vabbeh, in bocca al lupo, confido nella tua sperimentata sintassi e padronanza della lingua, e attendo approfondimenti sulla crisi giallorossa.

  2. chiara Says:

    sei un involuto evoluto.
    io tifo per te ma soprattutto, ancora e comunque, per la Roma.

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