Il censore

Non stimo il ministro Bondi.

Comunista convinto, abbandona la casa rossa negli anni ’90 (anni ’90!!!), senza che i massacri, ben documentati per chi voleva vedere, di Lenin, Stalin, Mao, Castro, Pol Pot e compagnia cantando avessero sortito nessun effetto su di lui negli anni precedenti. Meglio tardi che mai? Sì, se non facesse le prediche a noi, che comunisti, statalisti, non lo siamo stati mai. Invece, come tutti i convertiti, cambia l’idea, ma l’atteggiamento dogmatico, il ragionamento distorto, il fanatismo delle argomentazioni rimangono. Prima il PCI, ora Berlusconi.

Come ministro della Cultura non sta lasciando traccia. Niente di quello che ha detto o fatto mi pare l’abbia aiutato a brillare. Si mostra più preoccupato a difendere il capo del governo, anche dalle frecciatine di Fini e dei suoi, che a trovare soluzioni per salvaguardare e valorizzare il nostro patrimonio artistico.

Tuttavia, nella questione di Draquila, il film documentario della Guzzanti, non è che abbia tutti i torti. Bondi è stato chiaro: invitato ad andare a Cannes, dove la pellicola verrà presentata, s’è rifiutato di recarsi in Francia. Il motivo? “Rincrescimento e sconcerto per la partecipazione di un’opera di propaganda, Draquila, che offende la verità e l’intero popolo italiano”.

In quanto ministro ha tutti i diritti a non andare ad una manifestazione che dà spazio a opere che lui ritiene lesive della Repubblica italiana, per la quale ricopre un ruolo di assoluto rilievo. Che poi la pellicola non offenda nessuna, sia rispettosa della verità, che dia una versione della ricostruzione alternativa (non falsa) a quanto detto dal governo; che insomma la pellicola sia diversa da come la dipinge Bondi (spero che l’abbia vista, almeno), è un altro discorso. Ciò non toglie che Bondi può rifiutarsi di partecipare a Cannes.

Se io vengo invitato ad una cena dove c’è una persona che fa un’imitazione offensiva (ai miei occhi) di un componente della mia famiglia, declino l’invito. Non importa che l’imitazione sia per  gli altri divertente, innocua, ironica: sia satira. Se io (e solo io) ritengo che offenda i miei cari, io a quella cena non ci vado. E la stessa cosa ha fatto Bondi. Altro discorso sarebbe stato se Bondi avesse chiesto il ritiro della pellicola dal Festival: in questo caso si sarebbe dovuto parlare di censura. A quanto mi risulta, però, tutto ciò (fortunatamente) non è avvenuto.

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