Genio – parte prima

Grandioso Quentin Tarantino.

Qualche giorno fa su Stracult su Raidue è stata riproposta un’intervista realizzata da Giusti in occasione del lancio di Inglorius Basterds. E, qui, bisogna subito elogiare Giusti perché ha saputo porre le domande giuste a Tarantino, permettendogli di mostrare a piene mani la sua conoscenza del cinema italiano, il suo amore per il cinema italiano – quello degli spaghetti western di Corbucci, dei macaroni combat di Castellari, dei poliziotteschi di Lenzi.

Ebbene, svelando una cultura cinematografica mostruosa per un americano, sorprendente anche per chi come me è abituato alle meraviglie conoscitive di Tarantino, il regista ha citato Sal Borgese.

Sì, sì: Tarantino conosce pure Sal Borgese, che immagino il 99% di noi italiani ignora chi sia. Ma come chi è? E’ uno dei caratteristi più noti delle pellicole di Bud Spencer e Terence Hill. Basti pensare a Chi trova un amico trova un tesoro, dove il nostro Sal interpreta il figlio (non intelligentissimo) della capo tribù indigena che accoglie Bud e Terence, recitando la famosa frase (con il doppiaggio di Ferruccio Amendola): “Thank you, thank you, Americonchi”. Per saperne di più ecco wikipedia.

Grazie Sal di esistere.

E grazie Quentin.

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