La scelta

Giampaolo Pansa sarebbe intenzionato a votare Berlusconi nel caso in cui si andasse alle elezioni. L’ha scritto in un editoriale su Libero.

Libero Pansa di pensarla come vuole. Liberi noi di essere colpiti da un giornalista, per anni voce storica e critica della sinistra, che s’è avvicinato a Berlusconi quando questi sta dando il peggio di sé, non il meglio – se mai ha dato il meglio in politica.

Forse Pansa è ancora incazzato per come l’establishment culturale di sinistra ha accolto i suoi libri e saggi sulla guerra civile in Italia. Certo, considerare la scelta berlusconiana del giornalista piemontese figlia di un rancore verso chi ha snobbato – e pesantemente – le sue fatiche letterarie è alquanto riduttivo.

Forse a Pansa piace provocare e Berlusconi lui non lo voterà mai. Oppure sì. E sarebbe l’ennesimo caso di ex comunista che scopre le virtù della moderazione, del conservatorismo, del liberalismo in Berlusconi.

Forse Pansa si sente come Solzenicyn. Come l’immenso scrittore russo, nasce rivoluzionario e finisce reazionario. Come l’immenso scrittore russo, svela una verità nascosta. Soltanto che, a differenza dell’immenso scrittore russo, Pansa non ha sofferto un cazzo – e non ha il talento dell’autore di Arcipelago GULag.

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4 Risposte to “La scelta”

  1. dicksick Says:

    Forse Pansa è sempre stato un berlusconiano, senza saperlo.
    O forse Berlusconi, dati gli innumerevoli passaggi da una parte all’altra, è il comunista più incompreso della storia, anche da se stesso.

  2. c1a7 Says:

    Forse la seconda. Amato, apprezzato o sostenuto da (ex) comunisti lo è di sicuro. Forse vuole dar vita al comunismo dal volto umano.

  3. Carlo Says:

    Io che ho simpatizzato per anni per la sinistra, dopo aver letto i libri di Pansa (specialmente l’ultimo “I vinti non dimenticano”) comincio a pensare che la verità non sta sempre dalla patre cei vincitori.
    Forse i comunisti non mangiano più i bambini, ma hanno compiuto tali e tanti massacri che il loro nome è infangato per sempre.

  4. c1a7 Says:

    Caro Carlo,
    il comunismo (italiani e non) ha fatto tante e tali nefandezze o, se non le ha fatte, le ha sostenute, difese o nascoste che non può essere più considerati il rappresentante unico della Giustizia. Su questo non ci piove.
    Ma oramai è argomento degli storici o, al massimo dei romanzieri, come nel caso di Pansa. Non può diventare materiale per l’attuale lotta politica. Perché il comunismo è morto e sepolto. Lo stesso Montanelli, anticomunista come pochi altri, diceva che la politica bisogna farla con i vivi e non con i morti.

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