The fighter

Prendete un pugile non proprio giovanissimo, non proprio campionissimo, che per guadagnare qualcosa si occupa della manuntenzione stradale. Date a questo pugile un fratello, ex pugile, spaccone e tossicodipendente, che gli fa da allenatore insieme ad un poliziotto anziano con precedenti problemi d’alcolismo. Date a questo pugile una madre impicciona che gli fa da manager, totalmente incapace se non nello schiavizzare il figlio. Date a questo pugile sette sorelle, che non hanno rapporti intimi con l’educazione e la bellezza e che, insieme alla madre, formano una società matriarcale, incapace di tutto eccetto insultare chiunque invada il loro spazio vitale. Date a questo pugile una fidanzata che non ha finito il college, lavora in un bar e che non disdegna il bere. Fate vivere questo pugile nella grigia provincia degli Stati Uniti, in un piccolo e non ricco centro del Massachusetts. E avrete The Fighter.

Non c’è che dire: un film con tantissimi casi umani, uno più disperato e disperante dell’altro. La loro situazione non migliora con il prosieguo della trama: il pugile (interpretato da Mark Whalberg) non riesce ad ingranare nella boxe e, dopo l’ennesima sconfitta, si ritira; il fratello tossicodipendente (Christian Bale) finisce in carcere; la madre (Melissa Leo) non fa che pontificare; le sorelle insultano la fidanzata di Whalberg. Tutto va allo sfascio, quando alla fine il pugile, su insistenza anche della fidanzata (Amy Adams), decide di cambiare gestione, di farsi seguire da gente più preparata dei propri familiari: ritorna sul ring e vince ripetutamente.

Ma la famiglia è sempre dietro l’angolo: l’incontro più difficile il pugile lo vince grazie alla strategia che gli aveva indicato il fratello durante una non fraterna discussione in carcere. Il pugile capisce di non poter farne a meno: dopo che Bale esce dal carcere, Whalberg lo richiama al proprio angolo prima dell’incontro più importante, quello per il titolo mondiale.  Il finale sarà lieto.

Tratto dalla storia vera del pugile Micky Ward, The Fighter appassiona, dimostrando ancora una volta che, quando Hollywood porta sul grande schermo la boxe, il risultato finale è sempre lodevole. In questo caso elemento principale non sono tanto gli incontri, quanto la descrizione delle tremende dinamiche familiari e dei personaggi che ne sono protagonisti. Tutti casi umani, lo ripeto. E anche l’ambientazione,  le scenografie, gli interni delle modeste case, gli stessi vestiti; tutto viene tratteggiato in maniera tale da rendere al meglio questa opprimente atmosfera da caso umano.

Molto bravi gli attori, in modo particolare Christian Bale, Melissa Leo (Oscar meritati) e Amy Adams.

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