La cara estinta

In queste settimane ho taciuto sulla Juventus. Non è che avrei potuto scrivere chissà cosa. La situazione è triste.

Del Neri s’è dimostrato un allenatore di medio livello, superbo senza spessore. I giocatori acquistati non hanno brillato: da Aquilani a Pepe a Matri al povero Quagliarella. La dirigenza, idem con patate: Marotta è inutile, il giovane Agnelli non sa che pesci pigliare. E qui sta il problema per il futuro: che pesci pigliare?

Soluzioni non ci sono. Allenatori decenti all’orizzonte non si vedono. Forse Spalletti. Forse. Di sicuro non Vialli o Nedved o Gentile – alcuni dei nomi che si stanno facendo in questi giorni. Per non parlare di Lippi. Ci sarebbe Capello? Ma cosa potrebbe fare il friuliano? Dovrebbe avere dei buoni giocatori e una dirigenza che lo sostenga e lo aiuti nelle scelte. Come fecero Moggi e Giraudo. Purtroppo non c’è questa dirigenza.

C’è un altro elemento negativo che spinge al pessimismo. Da alcuni anni la Juventus fa fatica ad attirare a sé giocatori discreti. Ottiene spesso dei rifiuti. Basti pensare a Borriello, che ha preferito la Roma, o Di Natale, che ha scelto di rimanere nell’Udinese – no, dico: l’Udinese! Se il campionato continua così, cioè schifosamente, i giocatori di qualità che vorranno vestire la maglia bianconera saranno sempre di meno. O forse non ci saranno più. Come rischia di non esserci più la Juventus, la Juventus che tutti conoscevamo, quella che vinceva.

 

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