Atomo

Parte del fronte nuclearista italiano ci sta ripensando. O, meglio: dopo giorni di barricate, spesi a difendere l’atomo senza se e senza ma, mentre tutti trepidavano per le sorti del Giappone sull’orlo della devastazione atomica, il fronte nuclearista ha assunto toni più concilianti, riflessivi. Razionali.

Pur convinti sostenitori della bontà del nucleare, il ministro Romani e l’oncologo Veronesi si stanno ponendo dei dubbi. Di fronte ai timori e alle perplessità dell’opinione pubblica (giustificatissimi!!!),  propongono una pausa di riflessione.  Era ora. Anche io, nuclearista tenace, avevo dei dubbi: le mie certezze erano venute meno. Soprattutto mi convincevo che, fa male a dirlo, l’Italia non era pronta a dotarsi di centrali atomiche: troppo complesse da gestire per un popolo non sempre affidabile, alquanto pasticcione, come il nostro.

Lo so: abbiamo valenti ingegneri, fisici, operai. Ma sono all’altezza di un compito improbo? Di sicuro la classe politica, nei suoi schematismi e fanatismi, non lo è.

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