Silvio forever

Non avrei mai pensato di trovarmi d’accordo con Marcello Veneziani, con l’ultimo Marcello Veneziani, quello che su Il Giornale ci propina editoriali filo-Berlusconi. E invece è accaduto l’impensabile. Il motivo: il film documentario Silvio forever.

Come il giornalista pugliese, anche io penso che la pellicola, diretta da Roberto Faenza e Filippo Macelloni e scritta da Rizzo e Stella (quelli della Casta), non faccia fare una brutta figura al capo del Governo. Ricostruendone la carriera (umana, imprenditoriale, politica) attraverso le parole dello stesso Berlusconi, dei suoi cari, degli amici e dei nemici, il film fa emergere una figura dalla forza di volontà impressionante: una personalità che è riuscita ad affermarsi prepotentemente in diversi campi, che è riuscita a fare sempre (o quasi) quello che voleva, che ha saputo promuovere e difendere e far prevalere i propri interessi. Un uomo, insomma, osteggiato da molti e che, nonostante tutto e tutti, ha vinto quasi sempre grazie alla sua indubbia energia, forza morale (o immorale), tenacia, caparbietà, furbizia, intelligenza. Certo, io non dimentico le amicizie altolocate e problematiche: però bisogna saperci fare per potere sfruttare queste amicizie.

Che poi tutti questi aspetti o qualità Berlusconi abbia finito per non metterli al servizio del Paese, mettendo semmai quest’ultimo al suo servizio; che poi egli abbia utilizzato per il male e non per il bene le sue caratteristiche, è un altro discorso. Anche un antiberlusconiano come il sottoscritto deve però riconoscere che Berlusconi è una forza della natura: come uno tsunami.

Dopo aver visto il documentario, che non svela nulla che già  non si sapeva e che si dilunga troppo sugli scandali sessuali, mi sono andato convincendo che gli storici, fra trenta o quarant’anni, dedicheranno centinaia e centinaia di volumi a Berlusconi: all’interno della storiografia del nostro Paese, sarà oggetto di studio più di Moro, più di Andreotti, più di De Gasperi e, forse, più dello stesso Mussolini.

E a proposito del Duce, mi vado convincendo di un’altra cosa. Guardando fra trenta o quarant’anni le performance pubbliche di Berlusconi, ben documentate in Silvio forever, i nostri figli e nipoti reagiranno come noi reagiamo di fronte al Mussolini e alle sue ridicole smorfie: con un sorriso sulle labbra. E come noi, si domanderanno: “come hanno fatto gli italiani a cascarci?”

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