The next three days

Salvatelo. Salviamolo. Salviamo Russel Crowe.

Non sprechiamo una risorsa come Russell Crowe. Creiamo un comitato internazionale che ne protegga la carriera, consigliandolo quali film fare e quali evitare. Interveniamo subito, prima che l’attore australiano finisca nel dimenticatoio.

Eccessivo pessimismo? Può darsi. Ma andate a vedere l’ultimo lavoro di Crowe e poi converrete con me.  Vedete il film The next three days, dove il nostro interpreta un insegnante disposto a tutto pur di liberare la moglie ingiustamente condannata per omicidio, arrivando persino ad organizzare un’improbabile evasione del carcere. Trama improbabile. Sviluppata in maniera ancor più improbabile: qualsiasi giuria o dignitoso avvocato della difesa avrebbe demolito le indagini della polizia. E con scene incredibilmente improbabili: come quella in cui Crowe riesce a salvare la moglie, che tenta l’ennesimo suicidio gettandosi dall’auto in corsa, ed evitare l’infrocio con un mega tir provienente dalla parte opposta.

Insomma, una pellicola ai limiti del ridicolo, capace di affossare le qualità attoriali di Crowe, evidenti anche in questo caso. Una delusione. Soprattutto perché firmata da un autore come Paul Haggis, di cui avevo apprezzato Nella valle di Elah

Da evitare.

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