X-Men

Beh, è facile fare un bel film, quando  nel cast figura la meravigliosa, bonissima January Jones, per di più quasi sempre scarsamente svestita. Quando si dispone della bionda ex moglie di Don Draper in Mad Men, per di più nel pieno del suo fulgore, che mostra ancora una volta  una bellezza disarmante, c’è poco da fare: restare a bocca aperta, eventualmente sbavare e godersi lo spettacolo. Nel nostro caso di tratta di di X-Men, nuovo episodio cinematografico ispiratosi all’omonimo fumetto Marvel, creato da quei due geni americani,Stan Lee e Jack Kirby.

Si tratta di un prequel. Narra infatti l’origine della squadra dei mutanti. Professor Xavier e Magneto sono giovani. E sono alle prese con Sebastian Shaw, mutante anch’esso, ex nazista e spalleggiato  da Emma Frost (ossia January Jones), impegnato a far scoppiare una guerra mondiale nucleare tra le due potenze dell’epoca, l’URSS e gli USA. Come? Facendo installare missili atomici in Turchia e a Cuba. La famosa crisi del ’62.

Xavier e Magneto mettono in piedi una squadra di giovani mutanti. E riescono a sconfiggere il piano di Shaw, proprio al largo di Cuba. Ma la vittoria ha un caro prezzo.  Dopo essersi vendicato di Shaw, che gli uccise la madre sotto gli occhi in un campo di concentramento in Polonia, Magneto si convince che nessuna collaborazione con gli umani non mutati è possibile.  Anche perché le navi americane e sovietiche hanno ricevuto l’ordine di bombardare i mutanti. Magneto non la prende bene. Viene fermato, però, da Xavier. Nello scontro tra i due, il professore viene ferito da un pallottola vagante: rimarrà paralizzato alla schiena. L’amicizia tra i due termina qui. E si formano due gruppi di mutanti: gli X-Men e i seguaci di Magneto. L’avventura inizia.

Non c’è che dire: gran bella trasposizione delle origini degli uomini X. Efficace re-interpretazione. Azzeccato ambientarla negli anni ’60, proprio quando nacquero dalle menti di Lee e di Kirby. E quindi X-Men è anche un film sugli swinging sixties: coloratissimo, ricorda da vicino, per vestiti, scenografie, riprese le pellicole di quegli anni. Specie i film del James Bond interpretato da Sean Connery. Con un tocco di Robert Aldrich nella costruzione delle scene. Il tutto amalgamato molto bene. Senza dimenticare delle chicche niente male: camei di Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine (fenomenale, vale il prezzo del biglietto) e della fantastica Rebecca Romijn in quello di un’adulta Mystica. Per non parlare di Michael Ironside, capitano della marina USA: a molti può dire poco o nulla, ma si tratta di uno degli ultimi duri televisivi e cinematografici (da Visitor a ER, passando per Terminator Salvation); nel suo piccolo, una leggenda.

E poi, ovviamente, quel miracolo della creazione, January Jones…

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