New Orleans/9

L’ ho già scritto e lo ripeto. New Orleans offre quello che uno si aspetta. Per questa ragione è una città, passatemi il termine, stereotipica. Almeno in apparenza. Prendiamo il jazz. Viene suonato sempre e ovunque. E’ come se uno andasse a Napoli e in qualsiasi orario, in piazza come nei vicoli, trovasse una persona travestita da Pulcinella che canta O Sole mio con il mandolino d’accompagnamento.

Ma perché in apparenza? Perché il jazz che viene proposto non è solo quello classico, per cui divenne famosa la città della Lousiana: per intenderci, il jazz interpretato da Louis Armstrong. Sia chiaro: c’è anche quello. Non potrebbe essere diversamente: anche perché è quello che si aspetta il pubblico. E i new orleaniani non voglio ingannare i turisti. Ma, oltre a questo, viene offerto anche un altro tipo di jazz, più moderno, aperto ad altre sonorità: il soul, il funk, il country e, persino, il rap. E il risultato è sempre lo stesso: la gente si scatena.

Basta essere stati al Satchmo Summerfest, festival estivo dedicato ad Armstrong. Sui due palchi, allestiti per l’evento, sono saliti diversi artisti, molti dei quali famosi solo nell’area di New Orleans. Diversi generi affrontati, stesso risultato raggiunto. Quale? Il pubblico s’è messo a cantare, a ballare, a saltare, sudando come cavalli dopo una corsa all’ippodromo. Tutti esaltati, presi dall’ebbrezza musicale e da quell’alcolica: dal matto del paese ai frocioni; dai neri chiattoni alla coppia di frichettoni bianchi; dal panzone che fa fatica a camminare e utilizza come mezzo di trasporto un miscuglio di motorello e sedia a rotelle alla coppia di fidanzati in vacanza; dalla nonna di 60 anni alla nipotina di 2 anni. Uno spettacolo nello spettacolo. Con momenti involontariamente comici. Come quando uno di questi panzoni che si muovono sui trespoli meccanici vuole posizionarsi di sotto al palco ma di lato. Peccato che ci sia un tavolo: prova a far manovra e si incastra. E prova una, due, tre volte. Niente da fare. Incastrato rimane: allora scende dal trespolo e si gode il concerto seduto sul prato.

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