Matteo Renzi

“Idee da anni ’80”: così Bersani ha definito le proposte di Matteo Renzi, il sindaco rottamatore del PD. Sarebbe già un passo avanti: vuol dire che Matteo Renzi ha delle idee. Infatti non ho ancora capito quali siano le opinioni del sindaco di Firenze. Lui sostiene ogni tre secondi che bisogna partire dalle idee, il suo mantra: le idee le idee le idee… basta con gli uomini della provvidenza, del ghe pensi mi. Giusto, giustissimo. Ma quali sono queste idee? Quando deve andare sul concreto, Renzi scarsegga in quantità e qualità: largo ai giovani, via i dinosauri, tagliare i costi della politica, avviare una riforma delle pensioni (di che tipo? come?  quando? boh!), viva la giustizia sociale, fermare la cementificazione delle città. Poca roba e pure generica. Condivisibilissima, non c’è che dire. Serve altro, però.

E’ vero che Renzi ha detto di voler raccogliere 100 idee guida per il PD del futuro. E’ altrettanto vero che, se queste sono le premesse, non si va molto lontano. Oppure: si rischia l’effetto del secondo Prodi (criticato dallo stesso Renzi): un mega programma di centinaia e centinaia di pagine indigesto e inutile.

Sia chiaro: la mia è una critica propositiva nei confronti del rottamatore. Renzi ci sa fare: sa parlare, ha ritmo, si dimostra convinto, non si tira indietro, è autoironico. Ha smosso le acque del Partito Democratico, bloccato negli ultimi mesi nelle sabbie mobili, rompendo le scatole alla nomenklatura del partito, oggettivamente in ritardo su parecchie cose – anche se salvo il povero Bersani. Ma non basta.  Ci vuole il salto di qualità. Proprio perché il sindaco di Firenze vuole dare una spinta propulsiva al partito e portarlo non solo a vincere le elezioni ma a governare e bene, deve essere più preciso. Deve fornire maggiori dettagli su alcune proposte, non su tutte ovviamente, quelle più significative: quelle che servono, secondo lui, a rilanciare l’economia italiana e che delineano una visione dell’Italia. L’abolizione del titolo legale non basta. Non è sufficiente, lo ripeto, la riforma delle pensioni. Quale è l’opinione di Renzi sulle liberalizzazioni, sulla riforma del lavoro, sulle tasse, sulle risorse energetiche? Lo dica: scontenti qualcuno, altrimenti rimane un giovanotto di belle speranze che sa parlare, ma vagamente,  democristianamente, senza arrivare al dunque. E sarebbe uno spreco: per lui, per il PD, per il Paese.

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