Il non senso comune

Solitamente in disaccordo con le analisi di Antonio Polito, oggi non posso che apprezzarlo. Nel suo editoriale su Corsera critica il centro-sinistra rapito da un nuovo senso comune. E scrive: “Questo nuovo senso comune, forse eccitato dal riapparire di un movimento di protesta anticapitalista globale, pretende di mettere in opposizione democrazia e mercato. Sostiene che se si obbedisce al mercato si disobbedisce inevitabilmente al popolo. Dimenticando che ogni democrazia, persino quella greca, può liberamente mandare a quel paese anche l’euro, purché ne accetti le conseguenze. I cosiddetti mercati non impongono nulla all’Italia: è l’Italia che con una certa frequenza va a chiedere loro i soldi per tenere in piedi lo Stato, compreso quello sociale. Il nuovo mood «indignato» che seduce la sinistra applaude i mercati se bocciano Berlusconi, ma li demonizza se ci chiedono sacrifici. Intima anzi di rinnegare le esperienze sprezzantemente definite «riformiste» di Clinton e Blair, perché troppo cedevoli ai mercati”.

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