Ipse scripsit

Oggi sul Foglio commento di Giuliano Ferrara su economia, finanza, fase 2 del governo Monti etc. Ultime righe: “Ovvio che il futuro dell’umanità è legato alla sobria riflessione della coscienza su di sé come parte dell’Assoluto, non saremo noi a negare il posto dell’essere nell’universo moderno, così smagrito e impaurito di questi tempi. Ma se non ricominceremo a spatrimonializzarci come nell’Ottocento i personaggi di Flaubert e Balzac, a vendere le tenute per mantenere le favorite, e per scommetere al gioco, ce la sogn(i)amo, la crescita. Viva la spatrimoniale.”

Che cazzo vuol dire? Anzi: l’ho capito quello che vuole dire Ferrara, ma alla settima lettura. E, quindi, in queste righe trovo conferma che Ferrara è un grande direttore, buca il televisore, è un ottimo polemista verbale, creatore di un capolavoro culturale che si chiama Il Foglio, ma è un pessimo scrittore.

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