Saviano caput mundi

Giuliano Ferrara contro Roberto Saviano. Ezio Mauro contro Giuliano Ferrara che è contro Roberto Saviano. Ci attendiamo un Giuliano Ferrara contro Ezio Mauro che è contro etc etc etc. Così all’infinito. Montano le polemiche per il nuovo programma Saviano-Fazio in onda a partire da oggi su La7. E quindi pubblicità, tanta e gratuita.

Ecco alcune chicche. Ferrara sul Foglio in uno dei suoi migliori (stilisticamente parlando) articoli degli ultimi anni: “Saviano al posto di Bocca. Uno che non ha mai detto nulla di interessante, che non ha un’idea in croce, che scrive male e banale, che parla come una macchinetta sputasentenze, che brancola nel buio di un generico civismo, che è stato assemblato come una zuppa di pesce retorico a partire da un romanzo di successo, si prende la rubrica di un tipo tosto che di cose da dire ne aveva fin troppe…” Ferrara che elogia Bocca per parlare male di Saviano. Vuole dire che lo scrittore napoletano gli fa veramente schifo. E ancora: “…Il nulla intorno alle parole, ridotte barbaramente al nulla dell’ideologia, e tutt’intorno un uso cinico della condiscendenza verso il piccolo talento dell’ordinario”. Ma il bello deve ancora venire: “Saviano non sa fare niente e va su tutto, è di un grigiore penoso, e i madonnari che lo portano in processione dalla mattina alla sera gli hanno fatto un danno umano, civile, culturale e professionale quasi bestiale. Credo che le premesse fossero genuine, è l’esplosione che si è rivelata di un’atroce fumosità. Già non è dotato, ma poi mettergli in mano una specie di scettro da maghetto della popolarità e della significatività di sinistra o de sinistra, insignirlo di una strana laurea da rive gauche all’italiana, il caffè intellettuale dei mentecatti, chiedergli di pronunciarsi su tutto e su tutti come l’oracolo, di fungere da uomo-simbolo, lui che del simbolico ha appena la scorta, questo è veramente troppo”.

Ezio Mauro non ci sta al gioco massacro. E risponde: “L’invidia è una brutta bestia: basta confrontare il successo che ha Saviano tra i suoi lettori e i dati di audience per chiedersi da qualche pulpito vengano le prediche“. Insomma, il direttore del Foglio un rancoroso ed invidioso fallito. Non solo. Mauro si oppone a “questa l’operazione di pestaggio nei confronti di una persona che si muove da sola, non fa parte di cordate, ha la colpa di aver studiato da dentro le mafie e i loro comportamenti, di aver capito e di aver fatto capire, e poi di essere passato dall’analisi delle mafie a quella delle connivenze, degli intrecci di potere e di aver scelto di continuare autonomamente a fare la critica del potere”. Tutto giusto, tutto corretto. E chi siamo noi per smentire il direttore di Repubblica? Epperò… affermare che Saviano “non fa parte di cordate”, lui che partecipa ad ogni convegno giustizial-sinistrorso, che sottoscrive qualsiasi appello giustizial-sinistrorso, che scrive per testate giustizial-sinistrorse, e per questo viene esaltato, prescidendo da qualunque cosa dica o scriva, beh, affermare l’estraneità dello scrittore napoletano da qualsiasi cordata  mi pare un po’ troppo.

Un dubbio: interesserà al cittadino medio tutto questo can can intorno a Saviano?

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