Tagli drastici

Sembra. Pare.

Sembra che la benedetta spending review stia per arrivare. Peccato che sui giornali escano anticipazion di quello che il governo farà. Non dati certi. Ma anticipazioni che, in quanto tali, non si sa se siano vere o presunte o quanto siano dettagliate. I risultati più evidenti sono due. L’incertezza regna sovrana. E le associazioni sindacali cavalcano l’incertezza e la poca chiarezza delle anticipaioni per fomentare la protesta, il conflitto, l’ostilità nei confronti del governo. Che la difesa dell’amministrazione pubblica da parte dei sindacati sia tartufesca è una verità (quasi)auto-evidente. Fatto sta che il pallino della comunicazione ce l’hanno loro e hanno vita facile a farsi rappresentanti dei più deboli contro un governo che, stando sempre alle anticipazioni, vuole demolire quel poco di sociale che rimane ancora allo Stato italiano. Che poi alle anticipazioni corrisponda la verità è un altro discorso: che il governo non sta facendo. Dando quindi l’idea che forse i sindacati non hanno torto marcio. E allora mi domando: per fare questi tagli lineari, perché questi sembra che il governo sia intenzionato a compiere, era proprio necessario nominare dei tecnici? Non era sufficiente un Tremonti qualsiasi?

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