Batman 3

Film imperfetto. Ma bello. Imperfetto perché ci sono buchi, salti, vuoti nella trama e nella sceneggiatura. La scansione temporale non è chiara, ben definita. Anzi, va a ramengo. Una certa pomposità ristagna nei dialoghi. Il personaggio di Alfred Pennyworth, il mitico maggiordomo di Bruce Wayne/Batman, è troppo piagnucoloso – quanto meno all’inizio.

Ma, amici miei, alcune scene sono da delirio. La devastazione di Gotham da parte di Bane. La metafora della guerra di classe con i processi in pubblica piazza. Il primo scontro tra Bane e Batman: si ode solamente il rumore dei colpi che i due si assestano senza musiche di sottofondo: semplicemente cazzoti, ossa rotte, gemiti di dolore, schiena spezzata. Il tentativo di assassinio ai danni del commissario Gordon: suspense all’ennesima potenza. La confessione di Talia Al Ghul. Il pianto (semi-finale) di Alfred.  Chi più ne ha, più ne metta.

E poi i personaggi e gli attori scelti. Ero scetticissimo nei confronti di Anne Hathaway nei ruoli di Catwoman. Invece, è perfetta. La rivelazione della sua vera natura criminale, all’inizio del film, è magistrale.  Supremo come sempre Gary Oldman nel ruolo di Gordon. Grandissimo cattivo Bane/Tom Hardy: sulla scia dei magnifici malvagi come Darth Vader. Bravo anche Bale nel ruolo di Batman, per quanto poi indossi il cappuccio e il mantello per pochi minuti considerando invece la lunga durata del film.

Insomma una pellicola da apprezzare. E come poteva essere diversamente? Mescola (volontariamente o involontariamente) Rocky, Guerre Stellari, Un dollaro d’onore (anche qui il buono viene aiutato da una donna di dubbi principi, un anziano tutore della legge, un giovane di belle speranze. Manca l’ubriaco, è vero, ma allora sarebbe stato un mero remake).

Molti critici non sono dello stesso parere: ritengono il terzo episodio inferiore agli altri due. Non ne sono sicuro. Ho rivisto i primi due capitoli della saga. Non mi sono apparsi quei capolavori inarrivabili. Certo, nel primo c’è una grande scenografia e le origini di Batman sono raccontate alla perfezione. Nel secondo c’è il magnifico Joker di Heath Ledger (che ho rivalutato): un po’ Nicholson, un po’ Marlon Brando, un po’ Jerry Lewis.  Ma anche questi due film presentano diversi difetti: non ci sono mostruose lacune nella trama, ma in alcuni punti annoiano, si sbrodolano. La difficoltà da parte di Nolan di gestire tanta carne al fuoco – accusa che s’è rivolta a Batman 3 – vale anche per gli episodi precedenti E, a differenza degli altri, quest’ultimo Batman, forse proprio perché è l’ultimo, è quello più epico, con momenti di maggiore intensità: quelli, per intenderci, che ti coinvolgono a tal punto da farti alzare dal posto e battere le mani.

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