Marchionne Vs Italia

Sembra che Marchionne voglia fare un passo indietro nel rilancio della FIAT in Italia, stante la situazione di crisi economica che sta devastando il mercato dell’auto.  Affari suoi. E degli azionisti cui deve rispondere. Contenti loro, contenti tutti. Sì, sì, lo so: e gli operai e loro famiglie e i sindacati e le istituzioni politiche? Volenti o nolenti, hanno creduto in Marchionne e nelle sue promesse, al momento irrealizzabili. Non possono venire delusi. Purtroppo sì: è l’economia bellezza. Nel bene e nel male a decidere è chi ci mette i soldi. E’ vero che in passato la FIAT ha goduto di una protezione statale magistrale. Ma attualmente lo Stato non può imporre alcunché a Marchionne – a meno che non siano ancora in ballo incentivi, defiscalizzazioni e robe del genere. Non può ordinare al manager italo-canadese: “lancia nuovi modelli, aumenta la produzione, assumi più persone altrimenti ti cacciamo”. Tutti quelli che invitano lo Stato a farsi sentire sono degli illusi. Lo Stato non può, e teoricamente parlando neanche dovrebbe, far niente. A meno che, ripeto, non vanti dei crediti nei confronti della FIAT.  Oddio, una soluzione ci sarebbe e taglierebbe la testa a al toro (alias Marchionne): nazionalizzare la FIAT. L’accendiamo?

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