L’inutile massacro

La vedo dura. La vedo triste. La vedo nera. La situazione socio-economico-politica del nostro Paese. Male male male. Ci si sta avvitando su se stessi. La classe dirigente del Paese sembra incapace di prendere lo slancio per superare le difficoltà, di risollevarsi da terra. E questo in presenza di materiale umano (oscena parola) che potrebbe essere valorizzato al meglio, che sta già dando il meglio. Mi riferisco a tutti coloro che lavorano in quelle aziende, manager e quadri e operai, e che in questi mesi di crisi terrificante sono riusciti ad aumentare le proprie quote di export.

Tornando a noi, alla nostra classe dirigente, che dire? Il governo si incarta: non riesce a tagliare, fa enorme fatica a far quadrare i conti, ricorre troppo spesso alla leva fiscale. Si appoggia su una burocrazia, specie quella economica, che lascia alquanto a desiderare: ad esempio, il casino sugli esodati, nessuno me lo toglie dalla testa, è da attribuire all’INPS. Mi vado confermando che la scelta di Grilli, come ministro dell’Economia, dopo che aveva condiviso da burocrate le politiche inefficaci di Tremonti, è stato un grave errore, soprattutto perché sembra continuare sulla stessa strada.

I partiti politici non aiutano il governo. Anzi. Il centro-destra è in agonia. Il centro-sinistra è in piena bagarre per le primarie, sorta di elezioni anticipate, con tutto il populismo, il vuoto chiacchiericcio, la presa per il culo che solitamente accompagnano le sfide elettorali.  Tutti sono presi a salvaguardare i propri interessi. Specie Bersani ma non solo, danno lezioni al governo su come governare, poi avessero tirato fuori una proposta plausibile, fattibile. E invece se ne escono con il rimedio al caos esodati che avrebbe comportato un esborso di svariate decine di miliardi di euro, reintroducendo de facto e de iure la pensione a 58 anni. Di Grillo non ne parliamo, che è meglio.

Le associazioni di categoria sono più arroganti che mai. Chiedono la concertazione, poi non riescono a trovare un accordo. Ultimo pasticcio in ordine di tempo: la questione sulla produttività. Accusano il governo di non intervenire, poi quando il governo interviene si incazzano perché si ritengono esautorati. Confindustria su Squinzi è su posizioni barricadiere. CGIL, CISL e UIL vomitano insulti a destra e a manca, anche su temi non di loro competenza – tipo la Camusso sulla nuova legge anti-corruzione, altra cappellata del governo Monti. E mai mai mai che abbiano fatto mea culpa (maxima culpa) sulle loro azioni dalle nefaste conseguenze: un sistema pensionistico per molto tempo irrazionale; il mercato del lavoro per nulla meritocratico, ma parassitario.

Avanti così. Facciamoci de male.

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