Jack Reacher

Qualche giorno fa sono stati annunciati i candidati agli Oscar. Tra le interpretazioni maschili non figura quella di Di Caprio nel ruolo del cattivo in Django unchained. Non vorrei che il bravissimo attore italo-americano faccia la fine di altri belli di Hollywood che, pur essendo valentissimi, non vinsero mai un Oscar. E mi riferisco a Tom Cruise.

Cruise ha talento da vendere. E da sempre. Talvolta esagera negli isterismi e va sopra le righe. Ma in altri casi chapeau. Basti pensare allo sfortunato Valchiria o a Nato il quattro luglio. O basti pensare ad una delle sue prove migliori, quella del fratello di Dustin Hoffman in  Rain Man. Tutti a elogiare Hoffman, ad esaltarne la performance della persona autistica, che è entrata (e a ragione, sottolineo) negli annali della storia del cinema. Eppure pochi si sono accorti di Cruise, che, secondo me aveva il ruolo più difficile. Perché è facile per un attore (sopratutto se multiforme come Hoffman) interpretare un personaggio extra-ordinario, lontano dalla nostra normalità, fuori dalle regole, quindi senza troppi schemi, come può  essere un autistico: e quanti di noi conoscono un autistico e sanno capire quanto è credibile la resa cinematografica data da Hoffman? Molto più difficile interpretare una persona normale: molto più arduo rendere il dramma e la complessità della vita di una persona ordinaria (quella interpretata da Cruise) che scopre di avere un fratello e, per lo più, autistico e non sa quindi come trattarlo. Un ruolo, questo, più vicino alla nostra vita di persone comuni  e che richiede una capacità non indifferente di giocare con le sfumature per poter attirare l’attenzione del pubblico e spingerlo a riconoscersi nelle sue azioni e reazioni.

Insomma, Tom Cruise è bravo. E lo dimostra anche nel film appena uscito, Jack Reacher. Tom è Jack, ex poliziotto militare, che vive ramengo per gli Stati Uniti. Entra in azione, quando un ex soldato americano, che aveva fatto condannare per un massacro compiuto ai tempi dell’Iraq, viene arrestato per aver ucciso senza alcun movente cinque innocenti a Pittsburgh. Reacher vorrebbe comprovarne la colpevolezza. E invece, convinto dall’avvocato difensore (la bravissima perché bellissima Rosamunde Pike), si mette ad indagare e scopre tutt’altra storia.

Inseguimenti, botte, sparatorie a non finire. Action movie in puro stile Cruise, che dà vita però ad una recitazione misurata e ragionata: occupata più a togliere che ad aggiungere. Direi un’interpretazione compassata, da duro dal cuore tenero, nel filone dei personaggi da hard boiled americani. Adrenalinico sì, ma non isterico. E il film, lunghetto, scorre piacevolmente. Certo non mancano le spacconate americane, tipo i duelli a suon di cazzotti. Ma non ci si annoia. Grazie ad un cast di tutto rispetto, come il mitico regista Werner Herzog, nel ruolo de cattivissimo di  turno, o l’immenso Robert Duvall, che dà una mano (e che mano!) al nostro eroe Jack.

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