Presa (in giro) diretta

Zapping di domenica sera. Mi fermo su Raitre. In onda va Presa Diretta, la bella trasmissione del partigianissimo e bravo Riccardo Jacona. Si parla di spese militari. Anzi: di inutili sprechi da parte delle nostre forze armate. Sul banco degli imputati la questione dei caccia F35. Questione complessa su cui i diversi governi (Monti incluso) hanno diverse responsabilità.  Roba già nota, comunque. La cosa divertente è un’altra. Viene trasmesso un servizio sul Costa Rica. Che c’azzecca il Paese latino-americano? C’azzeca, c’azzecca. Il Costa Rica, si spiega nel servizio, ha abolito da 60 anni l’esercito.  Rara avis, che risalta in maniera ancor più sorprendente se si considera il ruolo che per decenni hanno giocato, nel bene e nel male,  le forze armate nei Paesi del Centro e Sud America. Un’oasi pacifica, insomma. Un paradiso in terra. Anche e perché, oltre ad evitare golpe e contro golpe, con i soldi risparmiati su esercito, marina ed aviazione, il Costa Rica ha potuto mettere in piedi uno stato sociale unico in quell’area del mondo, efficiente, conveniente ed aperto a tutti.  Parola di Presa Diretta.

Capiamoci. Va bene tutto. Va bene denunciare gli sprechi di ogni apparato dello Stato, soprattutto quando i cittadini tirano la cinghia per contribuire al risanamento delle disastrate finanze pubbliche. Va bene attaccare quelle spese senza senso del nostro esercito. Va bene accentuare la denuncia ricorrendo a motivi pacifisti. Va bene l’antimilitarismo più bieco e spinto e retorico. Ma utilizzare il Costa Rica, era il subliminale messaggio del servizio, come nazione modello rispetto all’Italia, no: a questo non ci sto. Non ci sto. Sfido chiunque, che non abbia carichi pendenti con la magistratura italiana, a lasciare il nostro Paese per il Centro America. Perché anche un cieco avrebbe visto che le famose strutture pubbliche del Costa Rica erano degne, ad essere generosi, delle peggiori periferie delle metropoli italiane. Certo, è un passo in avanti. Prima, esaltato dalla pubblicistica di sinistra, c’era il comunismo dittatoriale di Cuba con la sua fantasmagorica sanità pubblica. Ora, elogiata ai quattro venti, c’è la democrazia del Costa Rica. E’ indubbiamente un’evoluzione nei riferimenti politico-culturali dei nostri radical-chic. A rimanere inalterata è, invece, la loro mancanza di qualsiasi senso del ridicolo.

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