Oro nero

Indagati i vertici dell’ENI per presunte tangenti date all’ Algeria affinché venissero affidate commesse per miliardi alla Saipem.  Non capisco. La magistratura italiana ha giurisdizione su fatti illeciti avvenuti in altri Paesi? Non dovrebbero essere gli inquirenti algerini ad intervenire? Boh. Sono ignorante e quindi tutto può essere. Altra considerazione: qualcuno pensa che nei Paesi del Terzo Mondo gli affari, anche quelli che avvengono alla luce del sole, anche quelli tra soggetti pubblici (in questo caso politici e aziende), si realizzino nel pieno rispetto della legge, senza sotterfugi o, peggio, mazzette? Se la corruzione impera in nazioni più civili come quella italiana, immaginate quello che può avvenire in Stati più arretrati come l’Algeria. E ancora: qualcuno pensa che in siffatti Stati solo l’ENI ricorra a mezzi illegali? Purtroppo il comportamento dell’ENI, qualora ne venga dimostrato l’illeicità, non è un’eccezione. Anzi: altre aziende, oltre alla corruzione, ricorrono alle armi dei rispettivi stati. Vedi intervento francese in Mali, che nessuno mi toglie dalla testa si avvenuto per soli motivi umanitari. Insomma, o l’ENI mangia la minestra o salta la finestra. E’ la globalizzazione, bellezza.

 

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