Recensioni volanti

THE FOLLOWING
Serie evento. In onda su Mediaset Premium e su Sky. Kevin Bacon è un alcolizzato ex agente del FBI che era riuscito ad arrestare un terrificante serial killer. Il quale riesce ad evadere dalla prigione ed inizia a vendicarsi. Aiutato da una rete di seguaci (followers) sparsi per gli Stati Uniti: una sorta di social network del crimine seriale. Bacon viene “arruolato” nuovamente dai federali ed è capace di arrestare per la seconda volta l’assassino. Ma non finisce qui. Anzi, siamo solo all’inizio. Perché Bacon deve fare i conti con i seguaci devoti che girano indisturbati per le strade dell’America, realizzando i piani criminali del loro capo. Questi rapiscono il figlio che il serial killer aveva avuto con una donna che era poi diventata l’amante di Bacon.
Questa la trama. Niente di nuovo, eccetto il concetto di social network. I colpi di scena sono un po’ telefonati (come la storia d’amore tra Bacon e l’ex moglie del killer o il rapimento del figlio). La psicologia dei personaggi pure: Bacon che si alcolizza dopo aver arrestato per la prima volta l’omicida sa di vecchio. Lo stesso Bacon, bravissimo – ad esempio – nel primo X-Men, sembra legnoso. Insomma, un prodotto freddo, che al momento non emoziona. Vedremo nelle prossime puntate.

HOMELAND
Siamo giunti alla seconda stagione di questa meravigliosa serie tv, in onda su FOX e pluripremiata negli USA. Dopo una sorprendente prima stagione, anche i nuovi episodi della seconda sono degnissimi di nota. Carrie Mathison (interpretata sublimamente da Claire Danes) fa l’insegnante per una classe di islamici. Si sta riprendendo lentamente dall’elettroshock e dalla cacciata della CIA, però deve inghiottire farmaci su farmaci per combattere la sindrome bipolare. Ma cosa accade? Viene chiamata, come consulente, dai suoi ex colleghi, quando un suo contatto, una libanese, dichiara di avere novità succose per la lotta contro il terrorismo. Recalcitrante, va in missione a Beirut anche perché si fida del suo mentore, Saul Berenson (un meraviglioso Mandy Patinkin) e perché ama il suo vecchio lavoro. Il contatto si confida con Carrie e le rivela che il pericoloso Abu Nazir si trova proprio nella capitale libanese. Gli americani si preparano ad ammazzarlo. Ma Nazir viene avvertito tramite sms dal suo agente negli USA, l’ex marine Nicholas Brody (un bravissimo Damien Lewis ), diventato deputato, che stava assistendo in diretta all’omicidio. Nazir si salva. Lo stesso Brody poi non se la passa benissimo: diviso tra la fedeltà alla patria e quella alla propria fede, l’Islam, cosa questa che ha sconvolto la moglie, mentre ha aumentato l’ammirazione nei suoi confronti da parte della propria figlia.
Tanto è fredda The Following, tanto è calda <Homeland. La recitazione, come ho fatto intuire, è fenomenale. I colpi di scena non mancano mai e sono tutti credibili. Il ritmo è sempre alto. La descrizione della psicologia dei personaggi non è macchiettistica. Nulla è superficiale. Speriamo che non si incarti.

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