Perché Sanremo è Sanremo /1

Il Festival di Sanremo non  è la mia tazza di è. Non è il tipo di spettacolo televisivo che attendo tutto l’anno. Non mi strappo i capelli per vederlo – anche perché sono calvo. Un’occhiata gliela do, comunque. Anche per poter parlarne con i colleghi il giorno dopo e non essere così escluso dalle loro chiacchiere. Mi sono visto la prima puntata. C’è stato un comico, Maurizio Crozza. Imbarazzante.

Eppure aveva esordito bene: una riuscita imitazione di Berlusconi (riprendendo una gag già sperimentata, e con enorme successo, a Ballarò). E’ partita la contestazione di qualche berlusconiano: “no alla politica, no alla politica”. Il comico ligure è andato in panne: s’è bloccato, non riusciva ad andare avanti, aveva gli occhi lucidi. E’ dovuto intervenire Fazio a calmare il pubblico e ad invitare Crozza a resistere e a rimanere – pareva infatti in procinto di andarsene. Forse sarebbe stato meglio. Perché la performance di Crozza, una volta terminata la contestazione, è stata assolutamente deludente. Battute stantie (l’Italia che non è accatastata), vecchie e per nulla divertenti. Imitazioni già note: Ingroia, Bersani (caruccio), Montezemolo. Sembrava che Crozza stesse utilizzando il palco di Sanremo per fare un megaspot al suo programma su La 7.

E’ stato un intervento lunghissimo, senza un vero e proprio filo logico. Accozzaglia di scenette risibili, miscuglio sconclusionato di gag. Un’esibizione degna di una recita da terza liceo. E, aspetto tremendo per un comico, noiosa. Quasi un supplizio. Per lo spettatore e per il povero Crozza, palesemente incapace di tenere botta ai fischi e alle urla iniziali. Bollito come il suo Bersani.

Come ho letto su twitter, se avesse iniziato con un’imitazione del capo del PD, avrebbe evitato le proteste, non si sarebbe intimorito e avrebbe continuato senza troppi patemi d’animo, concludendo in bellezza con Berlusconi – ci sarebbe stati comunque i fischi, ma sarebbero stati alla fine e, quindi, chi se ne frega. Forse sarebbe andato meglio. Forse. Ma ne dubito. Anche perché le battute su Montezemolo, Ingroia e compagnia cantando non facevano proprio ridere.

Spero per la Rai che non abbia sborsato fior di quattrini per Crozza.

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