Le dimissioni del Papa /6

Uno degli aspetti più indigesti delle dimissioni del Papa e del percorso verso il Conclave sono gli editoriali di Eugenio Scalfari. Le famose lenzuolate scalfariane. Letture interessanti, sia chiaro. Raramente condivisibili, sia chiaro. Poi quelle dedicate ai temi religiosi sono le più insopportabili. Perché Scalfari, dall’alto della sua sconoscenza del cristianesimo(dogmi, storia, protagonisti), ci ammorba con omelie da Papa laico. Anzi, da Dio laico. Sì, perché emulando (e non so quanto involontariamente) la caricatura che ne faceva anni orsono Giorgio Forattini, Scalfari s’atteggia a Dio laico e dà giudizi universali, incontestabili. Lui, che nell’articolo di oggi critica l’infallibilità del Papa, si ritiene infallibile. E non si cura di scrivere castronerie, in tema religioso. Perché in fondo Scalfari, di cose di chiesa, ne sa quanto me.

Nell’editoriale di oggi riesce a scrivere con la ben nota sintesi che lo contraddistingue:

Nel mio articolo di martedi scorso posi il problema dello scontro tra la Chiesa-istituzione e la pastoralità della Chiesa povera e missionaria.L’istituzione – così ho scritto – doveva fornire alla pastoralità i mezzi per esercitare pienamente il suo mandato d’amore del prossimo. È accaduto invece che la storia della Chiesa sia stata quella dell’istituzione che soffoca la pastoralità, cioè della gerarchia che reclama la sua “temporalità” subordinando la pastoralità. Conosco la risposta di molti storici: l’istituzione avrà pure compiuto o consentito molti peccati ma senza di essa il Cristianesimo non sarebbe durato due millenni, si sarebbe rapidamente disperso in tante sette e infine avrebbe cessato di esistere. E poi non fu Cristo a dire a Simone: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa? È vero, così recitano le Scritture del Nuovo Testamento. Ci sono tuttavia due altre religioni monoteiste completamente prive di gerarchia, che sono durate fino ad oggi e dureranno ancora: l’Ebraismo ha già tremila anni di storia e non ha gerarchia né sacerdozio, i rabbini sono soltanto maestri della legge. La medesima struttura ha l’Islam. Non ha sacerdoti ma solo dottori del Corano e Imam che insegnano nelle università islamiche. L’Islam ha una storia di millecinquecento anni e durerà ancora, nel bene e nel male. Dunque non è l’istituzione la custodia della religione. Lo stesso Benedetto XVI se l’è lasciato sfuggire quando, parlando ai fedeli mercoledì scorso e ai preti romani giovedì ha detto che la sua rinuncia è dovuta anche alle divisioni e agli scandali che hanno turbato la Curia ammettendo che questi accadimenti hanno imbrattato il volto della Chiesa e che lui non ha avuto la forza di fare le pur necessarie riforme, augurandosi che sarà il suo successore a compiere ciò che egli lascia incompiuto.

Ebbene sì. Se siete stati capaci di arrivare in fondo, avrete notato che Scalfari ha scritto che  la Chiesa come istituzione è una mera struttura, un artificio superfluo che non ha contribuito affatto all’affermazione del cristianesimo. Contesta non solo quanto sostengono gli storici (“Conosco la risposta di molti storici…”). Arriva a confutare Gesù stesso (e quanto riportato nelle Sacre Scritture): “E poi non fu Cristo a dire a Simone… Tuttavia due altre religione monoteiste completamente prive di gerarchia…” Insomma, checché ne dica la storia, checché ne dica Gesù, la Chiesa come struttura gerarchica, e quindi i preti, vescovi, i cardinali, i papi, sono totalmente inutili all’affermazione del Cristianesimo. Come dire che senza cervello e cuore un corpo umano possa vivere pienamente. Il bello è che Scalfari contesta questa visione della Chiesa non ricorrendo ad una sua interpretazione di testi sacri cristiani od una sua visione particolare della storia  cristiana, ma rifacendosi a due esperienze religiose, l’Islam e l’Ebraismo, dissimili da cristianesmo. Un insieme di errori madornali.

Per farla breve. Il Cristianesimo è fatto di dogmi. Chi ha garantito o garantisce questi dogmi così come sono enunciati dalle Sacre Scritture, testimonianza della vita di Gesù e di chi Gli era vicino? La Chiesa come istituzione e come gerarchia. Ripeto: i dogmi sono stati consacrati, protetti o modificati nel corso dei secoli dalla Chiesa come istituzione e come gerarchia. La Chiesa, punto e basta. Senza Chiesa non ci sarebbe stato Cristianesimo, perché non ci sarebbero arrivati i dogmi nè le Sacre Scritture. Anche perché chi le ha scritte, chi ne ha diffuso la parola di Dio? Gli apostoli e i discepoli. E chi erano gli apostoli e i discepoli se non le prime forme, seppur embrionali, della Chiesa?  Chiunque abbia frequentato un corso di religione o di catechismo lo sa. Sì, sì: apostoli e discepoli, la cui vita e le cui opera diventano esse stesse materia di Sacre Scritture. E a nulla valgono i riferimenti all’Islam e all’Ebraismo: non hanno, è vero, una struttura gerarchica  come la Chiesa cristiana, eppure anche loro hanno una struttura o un ordine di regole che ha sancito come e perché valgono alcuni dogmi e non altri.

L’ex direttore di Repubblica chiude il suo editoriale nel seguente modo: “Lo scontro è ancora e sempre tra il popolo di Dio e la gerarchia. Ma chi c’è dietro Dio? La risposta (blasfema?) dei non credenti è che dietro Dio ci siamo noi uomini che l’abbiamo inventato come esorcismo contro la morte. Ma è un esorcismo che comporta comunque un altissimo senso di responsabilità individuale. Da questo punto di vista la predicazione di Gesù di Nazaret, figlio di Giuseppe e Maria, è un lascito prezioso cui attingere”. Scalfari, da laico (blasfemo?), giudica comunque fondamentale la predicazione di Gesù di Nazaret. Bene: chi ha permesso la redazione per iscritto e la diffusione nel tempo e nello spazio dell’insegnamento del Figlio di Dio? La Chiesa, come istituzione. Proprio per questo nasce la Chiesa: per diffondere il messaggio cristiano.

Poi uno può contestare il travisamente/tradimento che le gerarchie ecclesiastiche hanno fatto in alcuni momenti storici dell’insegnameto di Gesù Cristo. Si può denunciare il ruolo negativo esercitato dalla Curia romana nei secoli e negli anni passati (guai però a confonderla con la Chiesa e il Cristianesimo tout court) Si può arrivare a contestare la stessa esistenza d Gesù o Dio. Ma lo si faccia con altri argomenti che non le dichiarazioni apodittiche ed errate di Scalfari. Quasi quasi rimpiango Antonio Socci.

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