Le dimissioni del Papa /7

Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ebbene sì: devo fare atto di contrizione. Qualche giorno fa su La Repubblica era uscito il primo di una serie di articoli sugli scandali in Vaticano a firma di Concita De Gregorio. “Concita De Gregorio?!”, mi sono detto. “E che ne saprà mai del Vaticano e dei suoi sotterranei?”. Lei, laica e laicista, sostenitrice a quattro venti della Sinistra, osannatrice della Spagna zapateriana, mica è una vaticanista! Passa dalla politca interna e le sue beghe alla Spagna alla passione di Marrazzo per i trans al Vaticano… Mah. Questi giornalisti tuttologi non mi convincono. L’unico che si salvava era Montanelli, ma non sempre. Leggendo l’articolo, la mia sfiducia aumentava. Sa scrivere bene, la De Gregorio. Ma il suo “pezzo” mi pareva un raccolta di illazioni, ipotesi infondante, dietrologia, scandalismo pecoreccio che piace molto a noi italiani pruriginosi, con una serie di nomi accomunati un po’ a caso. Invece, uno di questi nomi al centro delle polemiche, Monsignore Ettore Balestrero, che lavorava presso la Segreteria di Stato vaticano, viene adesso promosso alla nunziatura in Colombia su decisione di Ratzinger. Il classico promoveatur ut amoveatur? Vai a vedere che la De Gregorio c’ha azzeccato?

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