Il grande e potente Oz

C’è un tizio che definirlo ciarlatano sarebbe riduttivo. Fa leva sulle apparenze e sulla credulità del prossimo. Illude, fa sognare ma alla fine inganna quasi sempre. Corteggia le donne, una dietro l’altra, facendo loro sciocchi regali. Il pubblico che assiste alle sue esibizioni ci casca sempre. Gioca sulla voglia di sperare in un futuro migliore. Vince ma non sempre. Un mago nelle parole e nei gesti. Sembrano gli ultimi vent’anni di storia italiana con i suoi illusionisti, prima Berlusconi e ora Grillo, invece è la trama del film Il grande e potente Oz.

James Franco è questo mago da quattro soldi, dal nome lunghissimo che tutti chiamano Oz. Causa tornado, finisce in un luogo incantato che si chiama, guarda caso, Oz. E’ il mago che tutti attendevano, il mago che avrebbe liberato Oz dal dominio della strega cattiva, che poi non è cattiva: cattiva sono altre due streghe. Spinto dalla ricompensa, una stanza ricca di tesori, Franco/Oz in un primo momento illude di essere veramente questo potentissimo mago. Capisce però che la sua missione è impossibile. Vorrebbe dire la verità al popolo di Oz. Ma è andato troppo in là: gli oziani aspettavano con ansia il loro liberatore, non possono essere delusi, vogliono la libertà. Quindi, affronta le streghe cattive ricorrendo a ciò che sa fare meglio: trucchi, innocui trucchi. Tutto ruota sull’apparenza: la sua potenza, la sua presunta immortalità, il suo fascino. Alla fine il bene trionfa, senza colpo ferire. Le streghe sono sconfitte (ma non definitivamente) e scappano.

Ispirato alla saga di Lyman Frank Baum (di cui ignoravo l’esistenza), vero e proprio prequel del film del ’39 di Victor Fleming con Judy “ho qualche problema con alcol e fisco” Garland, e creato soprattutto, ma non esclusivamente, per un pubblico di più piccoli, il film non annoia. Non è un capolavoro, però: gli effetti speciali lasciano a desiderare, le scenografie sanno di posticcio, la città di Oz sembra una Las Vegas sfigata, la recitazione (a parte Franco) è poco più che sufficiente.

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