Notturno romano /1

Sono un coglione. Sì, sono un coglione. Non è una novità. Ma ripeterlo fa bene. Solo un coglione come il sottoscritto poteva muoversi da Primavalle al Tuscolano (e ritorno), per una cena tra fidati amici, scegliendo il motorello come mezzo di trasporto e disponendo di una schiena a pezzi. Dosso, sampietrini, buche e tutti i cazzi che se li portano riducono la spina dorsale in un’informe poltiglia, indigesta anche ai più voraci ossobuchivori.Ma come fare diversamente? Dovevo tornare ad attraversare nuovamente e lentamente la via Tuscolana, rimanere schiacciato dai suoi palazzi, essere sommerso dai suoi abitanti. E poi dovevo tornare da lui, il Mandrione, l’abiso che chiamava a sè le anime assatanete fradice di perversioni, luogo oramai al di là del bene e del male.Viaggio in motorello alla ricerca degli amari ricordi della gioventù. Per le strade incontro però pakistani che rubano i bidoni dei rifiuti, netturbini che si bevono un caffè e un grappino tra una raccolta indifferenziata e l’altra, camerieri cinesi che vanno a riposare, bus notturni semivuoti e semafori non funzionanti.L’aria confonde l’odore delle rose di maggio, la fragranza dei cornetti dell’insonne pasticcere bengalese, il puzzo delle pescherie e il fetore dei cassonetti. La primavera di Roma. E io sono un coglione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: