Notturno romano /3

Il sole è oramai tramontato. E’ giunta la sera.

Perdo tempo in motorello nel centro di Roma. Suoni. Visioni. I gabbiani strepitano in cielo. Le sirene di un’ambulanza in lontananza. Una saracinesca viene abbassata. Un quarantenne ha in mano un mazzo di fiori per la sua cara (moglie fidanzata amante figlia o mamma che sia). In compagnia di tre suore un’anziana signora dal vezzosissimo orologio color viola si gusta un gelato. Due turiste straniere attraversano di corsa la strada e ridono per il brivido di aver evitato le auto che passano.  Ad uno dei sostegni di un cassonetto dell’immondizia è appesa un busta di plastica trasparente: intravedo della verdura e alcune arance, apparentemente in buone condizioni. Dal sacchetto lasciato in quella posizione da una persona generosa o da un pigro maleducato, vallo a sapere, il povero affamato di turno prende quello che gli serve per mangiare: c0sì non non è costretto ad ispezionare il cassonetto. Intanto una zingara, modificando inconsapevolmente la fisica, trasporta in mezzo alla strada e in perfetto equilibrio su un passeggino il rivestimento di una vasca.

Spinte da chissà quale perverso e marcio meccanismo del cervello, mi sovvengono alla rinfusa alcune parole del Padre nostro in latino. Pater noster… in coelis… o in coelibus? Da mihi panem… e poi?  Provo a tradurlo dall’italiano: ma il liceo è lontano anni luce. Ho dimenticato. Tutto. Mi ostino a ricordare e mi incanto ad un semaforo. Rosso. Verde. Prima lampeggia e poi tuoneggia con il clacson quello che mi sta dietro.  Vado di acceleratore. Mi dirigo verso casa in periferia: la città degrada. L’aria diventa però più respirabile.

Finalmente arrivo. Il gatto randagio, affezionato alla casa perché molto probabilmente a era stato gratificato dai precendenti proprietari, mi lascia uno dei suoi particolari regali: questa volta è un topolino sventrato. Vorrei sparare un “porca mignotta troia lurida zozza”, ma mi contengo per non disturbare il vicinato. L’ira repressa stappa però il blocco mentale. Ora ricordo. Ne nos inducas in tentationem, sed libera nos a malo.

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