Recensioni volanti

World War Z
Complimenti alla Paramount per la grande campagna di marketing. Eh sì, avere in sala uno zombie in carne ossa, uno dei rarissimi zombie italiani, non è cosa da poco. Sto parlando dell’ex senatore Cesare Salvi, diversi anni fa pure ministro del lavoro. Ora non so che faccia: immagini che con il suo faccione, la sua chioma argentea e la sua sgradevole voce romanesca bazzichi ancora la politica, pur non ricoprendo ruoli significativi. C’è e non c’è. Insomma, un non morto. Detto questo, il film con Brad Pitt è veramente bello. Certo, è un film sugli zombie, quindi bando alla verità. E alcune scene sono tirate un po’ per i capelli: come quando il nostro eroe si sfracella con un aereo e riesce, pur ferito, a sopravvivere, o come quando, in un momento stra-clou del film, si beve una bella Pepsi Cola, concessione risibile alle leggi della pubblicità. Ma la tensione è sempre, dico sempre, alta. Ben girato, ben dialogato. Bene tutto, bello tutto. C’è pure Pierfrancesco Favino in un dignitosissimo ruolo.

Man of steel
Che cagata! Beh, non esageriamo: una mezza cagata. L’ultimo trailer mi aveva fatto ben sperare. Invece il film su Superman delude. Freddo, freddissimo. La costruzione dell’umanità del superoe alieno, interpretato da un discreto Henry Cavill, lascia a desiderare, viene realizzata attraverso diversi flashback che però non approfondiscono più di tanto. Nettamente migliore il ritratto psicologico fatto nel primo Superman, quello interpretato da Reeve. Adesso, non rimpiango gli originali degli anni ’70. Tutt’altro. Rivendondoli, lasciano il tempo che trovano: non solo in termini di effetti speciali, ma anche come storia. Però, per certi aspetti sono ancora validi. Snyder, Goyer e Nolan, rispettivamente regista sceneggiatore e produttore di Man of steel, potevano salvaguardare questo modo di costruire la figura di Superman, a modo loro s’intende. Invece, pasticciano, annacquano, rimangono in superficie, dando tanto spazio a scattottate che radono al suolo intere città: scontri per nulla epici, discreti gli effetti speciali ma nulla più. Ci sono degli episodi che non reggono: Jonathan Kent che si sacrifica, impedendo al figlio di non utilizzare i poteri, non regge. Si salva la parte dedicata alla fine di Krypton – forse si poteva sviluppare di più, forse – e la nascita della figura di Clark Kent. Non malaccio gli attori: almeno Russel Crowe e Kevin Costner nei ruoli dei due padri, alieno e terrestre, di Superman. Molto meglio Iron Man 3: più divertente, più avvincente e più profondo – per quanto possa essere profondo un film di supereroi.

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