Rush

Anni ’70: due meridionali dall’accento napoletano e dall’esuberante gestualità su un’auto targata Firenze attraversano la campagna trentina. Due camorristi in fuga? Due terroristi del sud che vanno a trovare qualche loro settentrionale compagno di banda armata? Niente di tutto questo. Sono solo due semplici appassionati di automobilismo che daranno un passaggio a Niki Lauda. Basterebbe questa scena, alquanto improbabile (napoletani su auto targata Firenze nel mezzo del Trentino), ad indurmi a dare un giudizio non positivo del film Rush e, specialmente, del suo regista, il mitico Ron Howard, che per tratteggiare l’italiano medio lo fa parlare in napoletano, gli dà un bel paio di baffi neri e lo fa gesticolare come un assatanato. Basterebbe questo. Ma siamo clementi e non fermiamoci ai dettagli, per quanto siano importanti. Valutandolo però nel complesso, il film Rush non entusiasma.

Sia chiaro. Non mancano le cose belle. Le gare automobilistiche sono raccontate sapientemente; la degenza in ospedale di Lauda dopo il terrificante incidente al Nurburgring è cruda al punto giusto; le scenografie, il trucco e il parrucco, i vestiti, tutto perfetto. Anche la psicologia dei due duellanti su quattro ruote, l’estroverso James Hunt (Chris “Thor” Hemseworth) e il rigido Niki Lauda (un somigliantissimo e dignitoso Daniel Bruhl), è ben fatta: seppur diversi, quasi agli antipodi, il primo sbevazzone cocainomane e donnaiolo, l’altro chiuso verso tutto e tutti con un solo obiettivo nella vita, vincere, sono due facce della stessa medaglia: la passione sportiva che spinge al limite e oltre.

Epperò, detto ciò, Rush non entusiasma: è freddo. Al di là delle sfide sui vari circuiti (drasticamente sintetizzati),  i dialoghi o sono banali o sono astrusi, non incidono e ti sorge spesso la domanda “ma che cazzo ‘sta dicendo questo qua?”. Alcune scene sono scontatissime, fatte solo per allungare il brodo – e spesso sono scene di sesso con protagonista Hunt. Gli altri personaggi sono schiacciati dalla titanica sfida tra i due: non emergono o sono caricaturali. Favino nel ruolo di Clay Regazzoni avrà due battute in croce e sempre la faccia da cane bastonato. C’è pure un “cameo” Enzo Ferrari, personaggio ingrombrantissimo nella storia della Ferrari e di Lauda, cui vengono dedicati pochissimi minuti: scompare quasi subito e mi pare parli con accento francese.

Tag: , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: