Notturno romano /9

“PD vaffanculo.” La scritta con il punto grosso come un pallone di calcio decora la facciata di un palazzo in via Salaria. Diretto verso gli impervi tornanti del  Muro Torto, un Hummer grigio antracite con i vetri offuscati intasa e intossica la strada. Lo affianca, come bimbo con padre, un motorino 50 di cilindrata con ritorta marmitta modificata, rigorosamente Polini: non so se ne acquista in velocità, di sicuro in rumore.

Mi precede uno scooter targato Polonia. Gli indugi e la noia del traffico romano danno libero sfogo alla fantasia. E già mi immagino il viaggio su due ruote Polonia-Italia: il tizio parte da Lodz, dopo essersi licenziato da una fabbrica appartenente ad un lontanissimo erede di Max Ashkenazi, oppure da Lublino, dove ha detto addio ai suoi colleghi maghi durante una cena a base di antipasti, minestre, frittelle di patate, carpe farcite, vino rosso e sigari. Si ferma al Brennero per riposarsi e contemplare per qualche minuto le Alpi. Sosta in Val di Chiana: due ore. Infine arriva a Roma. Nel bauletto del motoveicolo ha messo alcune calze di seta di oltre trent’anni fa e una decina di penne  biro che la madre gli ha detto di riconsegnare ad Enzo e al suo amico Martucci.

Perso in questo assurdo viaggio mentale, mi accorgo tardi dell’ennesimo semaforo rosso. Frenata brusca. Tra la varia umanità che attraversa le strisce mi imbatto in fidanzati che litigano, mamma con bambini, operaio in bicicletta con pantaloni culo basso e deretano in evidenza, una stangona da sturbo. E lui: cinquantenne, snello e sull’uno e settanta, schiena diritta, baffi all’Hulk Hogan ma sale e pepe, scarpe da ginnastica nere, jeans, la maglietta con il teschio che il Punitore è solito indossare, cappello da baseball con il lupacchiotto giallorosso e la scritta AS 1927.  Occhi fissi non all’altro lato della strada ma verso sconfinati orizzonti. Lo sguardo austero di chi si crede figlio  dei legionari che imposero il diritto e l’impero di Roma sul resto del mondo. Lo sguardo fiero che urla sapienza millenaria: “Forza Roma, Forza Lupi, so’ finiti i tempi cupi, li mortacci vostra! Laziommmerda”.

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