Primavalle, ventunesimo secolo

Dalle fontanelle l’acqua esce copiosa e disordinata, sperdendosi nei mille rivoli del disastrato manto stradale.  L’immondizia sgorga dai cassonetti, moderne tavole imbandite di scarti per poveri cristi.  Usciti dal catechismo presso la Parrocchia di San Giuseppe, alcuni bambini ripetono la lezione  e si esercitano a pronunciare la parola ‘transustanziazione’, i genitori invece si raccontano gli ultimi pettegolezzi di quartiere. Ad un centinaio di metri, in un garage aperto e  trasformato in una  sala riunioni dalle pareti bianchissime, su cui sono appesi teli che proclamano l’amore di Gesù, un predicatore protestante tarchiato e con occhiali espone la sua versione della  parola di Dio di fronte ad una platea di stranieri svogliati. Alcuni di loro vengono distratti da una ragazza che porta a spasso il cane. Da una finestra al primo piano madre l’elogia: “Brava, fallo pisciare ora, così non usciamo più tardi”.

Supero il negozio arabo “Frutteria di piramidi”, oggi stranamente chiuso, mentre di solito è aperto 24 ore su 24, sette giorni su sette, capodanni, natali, alluvioni, nevicate, incendi inclusi. Supero i  due parrucchieri della via, che si contendono le cape delle donne, puntando entrambi sul concetto di vanità che campeggia sulle  vetrine. Uno dei due negozi si chiamaVanity Hair. Supero il bar, frequentato da facce patibolari, da dove provengono, alternandosi, urla di giubilo ed ira. Si sta svolgendo un’intensissima partita a calciobalilla tra extracomunitari e italiani: bottiglie semivuote di Peroni familiare e lattine di coca-cola, sparse per terra o sui vicini tavolini, sono le mute spettatrici dell’incontro.

Incrocio e saluto un vicino di casa: dipendente del ministero degli Interni, sta arringando una signora sulla necessità di installare delle finte telecamere di sorveglianza. E’ l’involontaria caricatura cinematografica di un leguleio meridionale di fine ‘800:  l’italiano dal sapore napoletano è tutto incisi, subordinate e termini giuridici sparsi a caso in un discorso fiume. Pars dolens… criminis… pactum sceleris… ad impossibilia:  il suo cantilenante e partenopeo ‘latinorum’ mi accompagna fino a casa.

Entro nel mio appartamento, accendo le luci e apro le finestre del terrazzo. Sento il bus 46 arrancare per Via Monti di Primavalle. In cielo ci sono due stelle in croce.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: