Vertigini a Primavalle

“Benito, Benito, sei la nostra guida!”, urla assatanato un ragazzo, alzando il braccio destro alla moda fascista, dopo aver fatto gol al calciobalilla. La partita è intensa all’Happy Bar di via Francesco Torrigio. I tiri sono rumorosi esplodendo come petardi, urla e bestemmie volano libere: sembra che si stia giocando la partita della vita. Tipo: Magica contro Liverpool, finale Coppa Campioni 1984 a Roma. Oppure prigionieri di guerra alleati contro truppe tedesche, amichevole 1941 a Parigi.  “Duce, Duce, tu sei la mia luce”, continua a sbraitare il nostalgico fuori tempo massimo e capocannoniere al biliardino.

Intanto anche il cielo dà le sue soddisfazioni. E’ plumbeo, grigio suicidio, con pioggerellina leggera che, non so come, penetra fino alla schiena, passando per il collo, nonostante camicia, maglione e giacca. Una vecchietta con impermeabile foderato di strapazzata pelliccia nera tira calci alle cartacce per allontanarle dal marciapiede e buttarle sotto le auto in sosta. Alcuni giovani volontari puliscono con scope l’ingresso del catechismo.  Fatica di Sisifo: la sporcizia è ovunque.

Mi serve il burro ed entro in uno dei tre supermercati Al.Ta., che  dominano oligopolisticamente il cuore di Primavalle. Al.Ta  sta per Alimentari Tartaglia, “al tuo servizio dal 1938”, anno delle leggi razziali. E la mia perversione per la storia mi spinge a delirare sul fondatore Tartaglia, che si fa largo nel commercio grazie ad appoggi mussoliniani e a scapito dei poveri ebrei. O, precipitando  di delirio in delirio,  chissà che  questo Tartaglia non abbia avuto uno zio o un lontano parente emigrato negli USA: storpiato il cognome ad Ellis Island in Tattaglia, eccolo diventare boss della Mafia e provare a fare le scarpe alla famiglia Corleone, complici Sollozzo e Barzini.  Tartaglia commerciante fascista e Tattaglia mafioso perdente: non ne esco più, ma per fortuna Superfly trasmessa nel supermercato interrompe il vaneggiare della mia immaginazione malata. Ritorno alla realtà, pago il burro ed esco, accompagnato dalla voce in falsetto di Curtis Mayfield.

Il cielo fa sempre schifo.

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