American Hustle

E poi stai lì sparapanzato, al limite dello stravaccato, sulla sedia di fronte al grande schermo e ti sorprendi ancora della bellezza del cinema, delle meraviglie che il cinema riesce a suscitare, quando ti offre un prodotto perfetto nel suo insieme (poi ci sono pure le sbavature, ma chi se ne frega): dalla storia ai dialoghi, dalle musiche alle scenografie, trucco e parrucco compresi. E ovviamente la recitazione degli attori. American Hustle è l’ultima meraviglia sfornata dal cinema americano.

La trama ruota intorno al tema della truffa, che grandi soddisfazioni ha dato al cinema, dall’immortale La Stangata all’eccellente Charleston con Bud Spencer. Irving Rosenfeld (un obeso Christian Bale) e Sidney Prosser (la rossa Amy Adams) si arrangiano nella vita, truffando il prossimo. Si incontrano, si innamorano e mettono insieme un giro di affari illeciti a New York: falsi intermediari finanziari con Sidney che si spaccia per inglese. Sebbene Irving sia sposato con la sciroccata e vanesia Rosalyn (Jennifer Lawrence), madre di un pargoletto, e non sia intenzionato a lasciarla, tutto sembra andare bene alla coppia di truffatori. Ma arriva l’FBI, nella persona dell’agente italo-americano Richie DiMaso (Bradley Cooper riccioluto e con bigodini), che li incastra. Offre uno scambio: “vi salvo il culo, ma dovete aiutarmi a incastrare altri truffatori”. I due, volenti o nolenti, ci stanno. Soprattutto la Adams ci sta, anche dal punto di vista sessual-amoroso: ricambia infatti l’interesse che Richie ha per lei: vero amore o ripicca nei confronti di Irving che non riesce a fare a meno della moglie?

C’è un problema. DiMaso è ambizioso assai. E non si accontenta di incastrare dei semplici truffatori. Vuole di più. Vuole arrivare ai politici locali, poi a quelli nazionali fino alla mafia che controlla il gioco di azzardo – e impersonata da un maestoso Robert De Niro. I due truffatori lo seguono, ma hanno diversi dubbi. E le relazioni tra di loro si complicano: Irving, lasciato da Sidney, perde anche la moglie che si invaghisce di un mafioso e rischia di mandare tutto a puttane; Richie punta al colpo grosso e sembra farsi prendere la mano, Sidney sotto sotto ama ancora Irving. In un crescendo di truffe e controtruffe, i colpi di scena non mancano fino alla fine.

Gli attori sono tutti eccezionali. Bale con pancia (verissima) è superbo,  follemente innamorato di due donne; la Lawrence come madre e moglie sui generis è una continua sorpresa; Cooper è capace di sprizzare dagli occhi la follia dell’ambizione del personaggio che interpreta. E poi Amy Adams: inarrivabile. Interpreta una vastissima gamma di emozioni: grazie ad un trucco e parrucco perfetto dà a vita a due, tre, quattro personaggi. Standing ovation (anche per quanto è sexy).

La regia di David O. Russell, originale, a tratti essenziale a tratti roboante, riesce a far risaltare la bravura dei suoi attori, a raccontare in maniera chiara la trama, a mantenere alto il ritmo (oltre due ore e non ti annoi quasi mai) e far rivivere gli anni ’70. Sorprendente è la cura maniacale dei dettagli: la bigiotteria dei protagonisti (il crocefisso dell’italo-americanissimo Richie; la stella di David di Irving; i calli alla caviglia di Amy Adams; gli orecchini e gli anelli), le copertine degli album jazz. E chi più ne, più ne metta.

Certo, ci sono delle imperfezioni: in alcuni momenti, specie a metà, il film è un po’ lento, a tratti verboso. Il personaggio di Rosalyn è un po’ troppo sopra le righe. E che poi il jazz serva (anche) a far innamorare, come capita a Irving e Sidney, beh è pura fantascienza. Ma, come ho detto all’inizio, chi se ne frega delle imperfezioni. American Hustle ti fa rimanere a bocca aperta.

P.S. Poi andrebbe visto in lingua originale. Mai come questa volta il doppiaggio appiattisce i personaggi.

Tag: , , , , , ,

3 Risposte to “American Hustle”

  1. wwayne Says:

    American Hustle, sul quale anch’ io ho scritto un post (http://wwayne.wordpress.com/2014/01/08/il-fine-giustifica-i-mezzi/), é un classico film di David O. Russell: sceneggiatura di ferro, interpretazioni impeccabili, ritmo incalzante, uso intelligente della colonna sonora… oltre ad essere perfetti tecnicamente, hanno anche una loro anima, un entusiasmo che tracima dalla prima all’ ultima scena. Sono film fatti con il cervello e con il cuore, dando il giusto spazio sia all’ uno che all’ altro.
    Hai ragione, Amy Adams é inarrivabile. Mi ha davvero sorpreso. Non perché dubitassi della sua bravura (chiunque l’ abbia vista ne Il dubbio ne sarà rimasto folgorato), ma perché la ritenevo troppo brava ragazza, e quindi completamente fuori parte nel ruolo della femme fatale. E invece ha dimostrato che, come tutte le grandi attrici, é in grado di interpretare qualsiasi tipo di ruolo. Sarebbe un delitto non certificare il suo status di attrice completa con uno scintillante Oscar… delitto che probabilmente avrà luogo, visto che secondo i pronostici per quella categoria sarà una lotta a due tra Cate Blanchett e Judi Dench.

  2. c1a7 Says:

    Interessante la tua recensione che punta i riflettori sulla figura di Carmine Potito. Il fine giustifica i mezzi, ma i mezzi corrompono il fine. E se Irving si impietosisce per Carmine, perché ritiene che agisca per il bene della collettività, io rimango più freddo dalla sua figura: e perché ha un ciuffo improponibile e perché fare affari corrompendo e intrallazzando con i mafiosi non è proprio il massimo.
    Su Amy Adams hai ragione. Pensavo che fosse una troppo brava ragazza (e per questo, forse, avevo sottovalutato la sua prestazione ne Il Dubbio). Fu invece The Fighter (sempre di Russell e con Bale mattatore) a farmi ricredere: attrice completissima

  3. wwayne Says:

    A mio giudizio Irving si impietosisce per Carmine non perché ritiene che agisca per il bene della collettività (ad un egoista come Irving i piani altruistici di Carmine interessano il giusto), ma perché a forza di frequentarlo come (falso) amico ha finito per affezionarsi veramente a lui. Irving non é riuscito a rimanere distaccato nei confronti della persona che doveva incastrare. Succede anche ai poliziotti infiltrati, di stabilire un rapporto empatico con i mafiosi ai quali vogliono mettere le manette ai polsi.
    Come Irving non é riuscito a mantenere le dovute distanze da Carmine, così anche Richie non é riuscito a resistere al fascino di Sydney, che lo irretisce nella sua ragnatela e si serve cinicamente di lui come ogni femme fatale che si rispetti. Tutto il film vive di questo intrecciarsi tra lavoro e sentimenti, tra sfera pubblica e vita privata, tra realtà e finzione. American Hustle ha davvero una sceneggiatura di altissimo livello. Grazie per la risposta! : )

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: