The Monuments men

La storia sarebbe bellissima, drammatica, commovente. Potrebbe volare alto. Architetti, professori universitari, studiosi d’arte americani vengono arruolati per salvare il patrimonio artistico dell’Europa dalle distruzioni e dai saccheggi della Seconda Guerra Mondiale. Insieme a soldati semplici, persone umili, questi esperti di cultura ma inesperti d’armi girovagano per i paesi dell’Europa, devastata dal conflitto, alla ricerca di quadri, statue e quant’altro che i nazisti hanno trafugato per arricchire un futuro museo di Hitler. Tanta roba da raccontare. Ci prova George Clooney con The Monuments men, di cui è regista, produttore, autore e attore, ma fallisce.

Sia chiaro. Il film è meno brutto di quanto si potrebbe desumere leggendo le critiche dei giornali. Non annoia. Non mancano momenti memorabili. Come il ritrovamento della Pala di Gand o della Madonna di Bruges di Michelangelo. O quello dei denti e anelli d’oro strappati dai nazisti gli ebrei. O come la scena degli auguri natali registrati su disco dalla famiglia di uno dei Monuments men e trasmessi in accampamento militare. Ma la pellicola è abbastanza piatta. Senza sostanza. Sugo con poca carne. Insapore. L’addestramento dei nostri eroi, alcuni dei quali anziani e sovrappeso, strappa un sorriso ma nulla più. Gli scontri a fuoco sono pochi e poco credibili. In alcuni momenti poi la retorica è eccessiva. Come è ridondante il dilemma espresso dal protagonista, George Clooney, se il salvataggio di un opera d’arte valga la vita di un uomo. Per non parlare del finale, dove appare il padre di Clooney nella versione anziana del protagonista che  visita alla Chiesa di Bruges.

Gli attori non sfigurano. Clooney un po’ legnoso. Lo stesso vale per Damon. Dujardin, con la faccia da simpatica canaglia alla Belmondo, se la cava. Bravi Murray e Goodman. Mi ha colpito positivamente tale Bob Balaban, a me ignoto, che interpreta un altro degli eroi. Bella come sempre Cate Blanchett, ma non mi pare che dia vita ad una performance memorabile – fors’anche perché il suo personaggio per gran parte del film alquanto antipatico.

7 Risposte to “The Monuments men”

  1. wwayne Says:

    Su Django e American Hustle i nostri pareri erano stati entrambi molto positivi; su Monuments Men invece ci siamo divisi, perché la mia recensione (http://wwayne.wordpress.com/2014/02/16/capolavoro/) é molto più lusinghiera della tua. Nonostante ciò, alcune delle tue riflessioni mi trovano perfettamente concorde.
    Ti straconsiglio un altro film con Matt Damon: Will Hunting – Genio ribelle. E’ uno dei film più belli che abbia mai visto – e non lo vedo dai tempi del liceo, quindi non é un parere espresso a caldo. : )
    P.S.: L’ anno scorso ti consigliai Animal Man: hai avuto modo di leggerlo?

  2. c1a7 Says:

    Beh, ci sta che non siamo d’accordo. Il mondo è bello perché è vario. Will Hunting non l’ho mai visto, ma ne parlavo qualche giorno fa con un amico. Provo a recuperarlo. Animal Man non sono riuscito a trovarlo in fumetteria. Ho letto da qualche parte che l’hanno chiuso. Me lo confermi?

  3. wwayne Says:

    L’ ultimo numero uscirà il mese prossimo negli Stati Uniti. Le vendite erano ottime, ma l’ autore riteneva di non avere più niente da dire su quel personaggio, e quindi per onestà ha preferito mollarlo. La DC, sapendo che nessuno avrebbe potuto sostituirlo degnamente, piuttosto che rimpiazzarlo ha preferito chiudere la serie. Due decisioni dolorose ma condivisibili. Grazie per la risposta! : )

  4. c1a7 Says:

    Va anche detto che la DC è bollita in questo periodo.

  5. wwayne Says:

    Concordo. Purtroppo molte delle sue serie migliori (Animal Man, ma anche Grifter e Blue Beetle) hanno chiuso, e adesso le uniche serie DC di assoluta eccellenza sono Freccia Verde e Superman/Wonder Woman. Le sto leggendo entrambe in lingua originale, perché la Lion le pubblica con 10 mesi di ritardo e io davvero non ce la faccio ad aspettare.
    Anche la Marvel può contare su due serie di altissima qualità: Occhio di Falco e Devil. Te le raccomando entrambe se non le stai già leggendo.
    Ti ringrazio per questa conversazione fumettistica. Mi ha fatto molto piacere questo scambio di opinioni, perché mi capita molto di rado di trovare qualcuno interessato ai fumetti, sia su WordPress che nella vita reale. A presto! : )

  6. c1a7 Says:

    Il Devi di Mark Waid, che seguo nell’edizione Panini, è al momento il fumetto Marvel che apprezzo di più. Una marcia in più. Di Occhio di Falco ho sentito un gran bene, ma non posso seguirlo. Sto comprando troppi fumetti e non riesco a stare indietro a tutto. Ad esempio: sto accumulando numeri su numeri della DC targata Lion (da Superman a Batman, da Flash a Green Lantern) e ne devo ancora leggere parecchi. Per una serie di motivi, spazio economici tempo, alcuni li abbandonerò. Non so quali, perché non leggendoli non so come e cosa scegliere. Forse Lanterna Verde, visto che Geoff Johns l’ha mollata.
    In originale non seguo molto. Eccetto Omnibus e Essential. Nelle ultime settimane mi sto sparando il mondo mutante con l’X-Factor della signora Simonson e gli X-Men di Claremont. Gran bei prodotti. Ci farò un post, prima o poi. Quando vuoi avere uno scambio di opinioni sui fumetti, sono qua

  7. wwayne Says:

    Vale anche per te: sentiti libero di scrivermi quando ti va. Buona serata, e a presto! : )

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