Captain America – The Winter Soldier

Solitamente i sequel sono inferiori degli originali. Poi ci sono le eccezioni: Il Padrino 2, E continuavano a chiamarlo Trinità, L’impero colpisce ancora. E ora anche Captain America – The Winter Soldier.

Ero stato uno dei pochi cui era piaciuto il primo episodio: nelle sue lentezze aveva costruito bene il personaggio. Il secondo, però, ha un altro ritmo: adrenalinico, veloce, emozionante, intrigante. E, soprattutto, fragoroso. Captain America (interpretato da un Chris Evans esageratamente e ingiustamente criticato) salta e picchia, picchia e salta come un forsennato, chiedendosi sempre se quello che sta facendo serva a difendere il bene.

La trama è arzigogolata, varie vicende si intrecciano. Tanta carne al fuoco. Forse troppa. Lo Shield è corrotto. I cattivoni nazisti dell’Hydra, sconfitti nella seconda guerra mondiale, sono riusciti ad infiltrarsi nel super servizio segreto, finendo per controllarlo. L’obiettivo: dominare il mondo, che diamine. A capo di questo progetto un insospettabile, tale Alexander Pierce (che ha il volto, la voce e i movimenti di Robert Redford), mentore e amico di Nick Fury. Il quale Pierce, per i suoi loschi affari, si avvale dei servizi di un killer micidiale e imbattibile, soprannominato Soldato d’Inverno. Si scoprirà che questo soldato ha a che fare con il passato del nostro capitano a stelle e strisce.

Un fumetto, ovviamente. Anzi, due fumetti. Perché la trama mescola la storia della saga The Winter Soldier con quella di Nick Fury VS Shield (grandissima mini-serie, avvincente come poche). Difficile annoiarsi, sebbene qualche lungaggine e psicologismo da due soldi di troppo. Il risultato finale è più che soddisfacente: ad esempio, il ritorno e il ruolo del cattivone Armin Zola sono costruiti in maniera efficace. I dialoghi sono meno roboanti del previsto. La recitazione non è male: Scarlett Johansson ha però degli evidenti limiti, cui supplisce con evidentissime qualità fisiche. Non mancano le chicche per gli amanti di fumetti e non solo. Due cose vi segnalo. La prima (attenzione: spoiler!): compare, anche se solo nominato, lo stregone supremo dell’universo Marvel, lui, il magnifico e psichedelico Stephen Strange. La seconda: fate attenzione al passo biblico su una lapide alla fine del film: ha a che fare con Nick Fury/Samuel L. Jackson.

Come sempre, consiglio di rimanere in sala dopo i titoli di coda (fino alla fine mi raccomando!).

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