Gabriel Garcia Marquez (1927-2014)

L’ho scoperto l’anno scorso. Lessi Cent’anni di solitudine e Cronaca di una morte annunciata. Molto belli entrambi. Che poesia, che stile, che lingua, che immaginazione (il cosiddetto “realismo magico”. )! Dal punto di vista della trama, preferisco il secondo: meglio strutturato, perfetto quasi quanto l’ingranaggio di un orologio ad altissima precisione. Il primo, dopo le prime meravigliose 250 pagine, tende ad annoiare, rimasticatura di quanto già scritto precedentemente, non aggiungendo nulla o quasi: si salva il finale, divino, che riprende in pieno la lezione di Borges (e della sua circolarità dei racconti).

Insomma, un romanziere con i controglioni.

Riposi in pace.

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