Mare nostrum, mare monstrum /2

Va aggiunto che “Civilta e imperi” di Braudel è un libro imperfetto. Non mancano le ripetizioni, i fatti e fatterelli sono troppi e si perde il filo del ragionamento e delle tesi che l’autore sta sostenendo. Inoltre, Braudel dà per scontato diversi avvenimenti: come se il lettore avesse la sua stessa conoscenza del grande quadro che sta delineando. A dire il vero, dare per scontato diversi eventi rappresenta un limite di molti storici, stranieri ed italiani. Il lettore si dovrebbe avvicinare ai loro libri conoscendo bene la materia raccontata. E’ vero anche che, se Braudel fosse dovuto entrare nel dettaglio di ogni singola cosa, il libro sarebbe stato lungo non  1500 pagine ma quattro volte tanto. Detto questo, vorrei scrivere io un’opera con questi difettucci. Ogni capolavoro non è perfetto. Anche la Cappella Sistina di Michelangelo non è esente da imperfezioni. Eppure, osservandola, si rimarrà sempre a bocca aperta.

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