Natale di Roma

Tu regere imperio populos, Romane, memento.
Hae tibi erunt artes, pacisque inponere morem,
Parcere subiectis et debellare superbos
Così scriveva il Mantovano. Immagino non avesse in mente il ciclista trentenne con la barba e la camicia celeste a scacchi, tono su tono con la bici – una Bianchi, I suppose. Il barbudo velocipedizzato emetteva un urlo, una sorta di “Aaaaachtung”. E io a domandarmi: “Attenti?! Attenti de che… per cosa?”. Ma non era un “attenti” quello che voleva significare l’hipster di Ostiense – anche se attenzione avrei dovuto prestare… eccome. Era, invece, una rincorsa che partiva dai polmoni, trapassava nella trachea, si imbolsiva nella gola per poi esplodere dalla bocca: un dignitoso scaracchio che si schiantava nei pressi delle mie scarpe. Il trentenne si allontanava in bici, io sacramentavo, inacidito anche dall’odore di soffritto d’aglio che si spargeva per tutta Ostiense e che penetrava nei vestiti, nella pelle. Soffritto alle 8.20 di mattina. E io già mi immaginavo lo spicchio d’aglio bruciatissimo, colore carbone, che annegava nell’olio: olio che sarebbe stato poi usato per condire una “ajo, ojo e peperoncino” e per ripassare la cicoria, la zucchina romanesca, il carciofo romanesco, il broccolo romanesco, tutto ciò che di romanesco possa fornire l’agricoltura locale, e fors’anche per ripassare geografia, matematica, italiano.
Tremila anni di storia romana: e rimangono oramai scaracchi e soffritti. E Fruitter, “Smoothie & Juice Bar” (e le braccia cadono), la cui insegna è copiata, incollata (seppur ricolorata) dal logo di Twitter: ad uno sputo (per rimanere in tema) dalla Coin (rigorosamente l’accento sulla o) di San Giovanni, tra le tante specialità Fruitter propone Zumbalo, il centrifugato (carota-arancia) che “ti aiuterà ad ottenere un’abbronzatura perfetta e in tutta sicurezza!!” Tremila anni di civiltà.
Come diceva il mantovano? Regere imperio… eh già… L’impero fondato sui cadaveri dei motorini sparpagliati per le strade e per le gallerie di Roma, stesi per terra, come se fossero stati abbattuti da cecchini invisibili. Epperò, proprio in una di queste gallerie, che sono prive di qualsiasi corsia d’emergenza (perché audentes fortuna iuvat, sempre il Mantovano) e nei cui anfratti si nascondono topi, piccioni e senza tetto, e proprio nell’ora di punta, quando il prossimo non esiste e, se esiste, deve morire, quando veramente mors tua, vita mea e homo homini lupus… insomma, proprio quando chi si ferma è perduto, un’auto è in panne, spinta da due persone. Addio. E invece… una moto supera l’automobile, rallenta, s’accosta e si ferma. Scende un tizio, casco ancora in testa, e aiuta i due a spingere il veicolo.
Allora c’è ancora una speranza. Allora c’è sempre una speranza.
Buon compleanno Roma.

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