Wolverine – Madripoor nights

“Wolverine unleashed” mi pareva si intitolasse un episodio degli X-Men firmato dall’immortale duo Claremont-Byrne. Ed è un Wolverine scatenatissimo questo che si trova nel volume Marvel Madripoor Nights: bel libro che raccoglie la saga apparsa su Marvel Comics Presents e i primi 16 numeri della testata che la Marvel volle dedicare al nostro peloso amico canadese, tutta roba della fine degli anni ’80.

In quei tempi i mutanti erano la miniera d’oro per la Marvel. E tra i mutanti uno dei più amati, se non il più amato, era proprio Wolverine, già protagonista di diverse mini-serie pubblicate negli anni precedenti.   “Quindi – si saranno detti quelli della Casa delle Idee – perché non sfruttare ulteriormente la passione per i mutanti, lanciando una testata tutta dedicata a Wolverine, l’amatissimo Wolverine? Così faremo soldi a palate”. Detto fatto. L’incarico di scriverne le storie non poteva che essere assegnato a Claremont, padre padrone dei mutanti, sempre alquanto restio a lanciare spin-off delle sue “creature”: non voleva che si inflazionassero e che la coerenza delle storie andasse a puttane. Ma i soldi sono soldi. E, poi, in questo modo sarebbe stato lui medesimo lui a gestire le avventure del mutante artigliato, senza creare casini  con quanto andava narrando nella testata dedicata agli X-Men. A disegnare le idee di Claremont venne chiamato un certo John Buscema. Il risultato finale è un prodotto divertentissimo.

L’ambientazione affascina. Madripoor, fantomatica città isola nel Sud Est Asiatico, non lontano da Singapore. Luogo dove ricchezza e povertà, lusso e violenza, convivono sotto l’egida di un principe che non va molto per il sottile e una polizia non proprio pulita. Il posto ideale per Wolverine: in questo ambiente può prendersi delle pause (rilassanti per modo di dire) dalle avventure degli X-Men, camuffandosi, perché tutto il mondo pensa che gli X-Men siano morti. Basta non sfoderare gli artigli di adamantio, indossare una benda su occhio e farsi chiamare Patch (benda in inglese). Travestimento, a dire il vero, non proprio credibile: alla fine verrà scoperto. Il nostro mutante, aiutato da un gruppo eterogeneo ma ben amalgamato di persone (come sempre Claremont è notevole nella costruzione della psicologia delle sue creature), se la deve vedere con boss della mala asiatica, energumeni, vampiri, mutanti cattivi, delinquenti comuni e chi più ne ha più ne metta.

Le storie non annoiano. E il passaggio di consegna tra Claremont e Peter David non danneggia la godibilità del fumetto. Certo, Claremont ha una marcia in più, i suoi dialoghi sono più brillanti, ma David se la cava egregiamente: ha talento e poi lavora su una base ben solida. Ecco: i dialoghi, mai noiosi, mai verbosi, mai filosofici, danno quel pepe in più alle trame. I monologhi e le battute di Wolverine sono un piacere da leggere e non sfigurerebbero in un film o in un libro d’azione. La storia in due parti che vede come co-protagonista Hulk, all’epoca in versione grigia, intelligente, cinica e che veniva chiamato Mr. Fixit, è comicità (e azione) allo stato puro: non una comicità demenziale (epperò rispettabilissima) alla Justice League di Giffen e De Matteis, bensì un umorismo salace, gustoso, con diverse chicche per gli amanti dei fumetti Marvel.

Se Madripoor nights rappresenta una lettura piacevolissima, il merito è anche  dei disegni. Un John Buscema in stato di grazia e in tutte le salse: espressivo, dinamicissimo, orrorifico nel tratteggiare i mostri, sensualissimo nel disegnare le donne. Nel corso delle storie viene inchiostrato da fior di artisti: Klaus Janson, Al Williamson, Bill Sienkiewicz – oltre che da se stesso . Inchiostratori differenti (più classico Williamson, che tende ad accompagnare il tratto morbido di Buscema; più estremi, forse più pesanti e cupi, Janson e Sienkiewicz), disegni differenti. Ma stiamo parlando di Buscema, uno che non si fa irreggimentare: il suo tratto è sempre, sempre riconoscibile, sempre fenomenale. Come costruisce la tavola, come descrive le scene di lotta, come trasmette la violenza di Wolverine c’è solo lui

 

Tag: , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: