Notturno romano /16

San Lorenzo, sabato sera: hic sunt beones.
Una ragazza, con accento meneghino-pugliese, ma che tradisce nell’inflessione una non breve permanenza a Roma, sospira melanconica: “Ahhhh… Come mi manca Roma, come mi manca questa città”.
Schivando chiazze di vomito, passa di fronte ad un locale ‘Sharewood, aula studio autogestita’. Incuriosita, si avvicina all’entrata, ma si accorge che del palazzo rimane solo la facciata.
Sorpassa un gruppo di ventenni, che si passano una bottiglia di Amaro Lucano. Una di loro chiede all’amica con bocca impastata e voce strascicata: “Che ce l’hai na cannaaa?”
Due giovani pomiciano avvinghiati e illuminati dalla luce dell’insegna di un alimentari bangla. Un buzzicone indossante Ciesse Piumini, smanicato e risalente all’anno del Signore 1986, con Peroni formato famiglia mezza vuota nella mano destra, li osserva e urla: “Damme la fregnaaaaa!”
La ragazza meneghino-pugliese continua a sospirare: “Quanto mi manca Roma…”

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