50 anni fa

50 anni fa Dio volle dare una nuova manifestazione di Sè all’umanità. Far capire a tutte le persone di buona e cattiva volontà che Lui era sempre presente, che non se n’era mai andato. Che Lui pensava sempre a noi anche se noi non pensavamo a Lui. E scelse, come già in passato, la musica come mezzo di comunicazione.

Dio chiamò a Sè Miles Davis e gli disse: “Miles, ho bisogno di te”

Miles rispose: “Cazzo, Dio m’hai fatto paura. Che c’è?”
“Ho bisogno di te”
“Beh, questo l’hai già detto, vai avanti” rispose Miles, sfrontato con tutti, anche con l’Altissimo.
“Voglio che la gente si ricordi di Me e non solo quando è disperata, distrutta, infelice, triste, addolarata. Voglio si ricordi di me anche quando è felice: perché tutte le cose belle della vita sono espressione di Me, del Mio amore per voi”.
“Capisco”.
“Voglio che le persone pensino a Me. E non mi importa se solo per un secondo: per Me il tempo non ha senso, per me un secondo vale l’infinito. Ecco perché ho bisogno di te: realizza un disco, componi un brano, fa un assolo, suona una singola nota. Non importa cosa e quanto fai. E’ sufficiente che tu, anche solo per un breve istante, spinga i tuoi ascoltatori a pensare a Me”.
“Cazzo, Dio, non è un compito semplice. Cazzo, tu lo sai, sai tutto, Tu. Non è che io mi sveglio la mattina, prendo la tromba o lo spartito, butto giù un po’ di note e viene fuori la composizione perfetta. Spesso ci vogliono settimane, mesi per fare una cosa che piaccia al pubblico”.
“Miles, io fiducia in te. Io sono dalla tua parte. Io sono sempre dalla parte dell’uomo. Ce la farai”.
“Ma non so neanche dove iniziare, e poi devo fare una serie di serate con la band, devo lavorare parecchio in questi giorni, portare i soldi a casa per me e per i miei, mica ho tanta forza e tempo per poter pensare all’album perfetto”.
“Miles, io non chiedo la perfezione, io voglio solo che tu, nel tuo piccolo che è immenso ai miei occhi e al mio cuore, perché tutto ciò che tu fai di bello, che l’uomo fa di bello, è per me gigantesco, voglio che tu faccia qualcosa che spinga le persone a ricordarsi di Me, che Io ci sono e ci sarò sempre”.
“Cazzo, Dio, Tu la fai facile, sei forte con le parole, schiocchi le dita e crei le cascate, la terra, i fiumi, soffi ed ecco le nuvole, apri gli occhi e fai spuntare dal nulla il sole”.
“Miles, ti ripeto, io ho fiducia in te”.
Miles rimase per qualche secondo in silenzio. E poi: “Ma sì, che cazzo ci sto a pensare su, a pormi dei problemi, con tutte queste stronzate da bianco complessato. Mica Miles Dewey Davis può deludere Dio. Dio è cool e Miles ama chi è cool. Adesso chiamo i ragazzi, avevo già in mente qualcosa, e ci porto pure Wynton, Wynton Kelly, non so se lo conosci…”
Dio annuisce .
“Beh, certo Tu conosci tutti, beh mi metto a lavorare con i ragazzi e qualcosa di buono ne esce. Ne sono sicuro, cazzo. Io sono Miles Davis”.
“Grazie Miles, mi serve una cosa semplice, bella, pulita”.
“Avrai una cosa bella e pulita, certo. Ed elegante. Dio tu sei di un’eleganza da far paura. Non ti preoccupare, farò una cosa che spinga tutti questi cazzoni di uomini a dire: cazzo, Miles era proprio ispirato da Dio in persona“.
“Grazie ancora Miles”.
“Prego”.

Qualche ora dopo Miles avrebbe dato vita con John Coltrane, Julian Cannonbal Adderley, Bill Evan, Wynton Kelly, Paul Chamber e Jimmy Cobb alle sessioni di registrazione di Kind of blue. Pietra miliare della musica. Album che, secondo lo stesso Cobb, in considerazione del suo successo immortale, ritenne (a ragione) “fatto in Paradiso”.

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